mercoledì 26 novembre 2014

BASTA!, Oggetto di Studio (2012)


Si può fare del buon prog rock cercando di avere un approccio personale se non addirittura originale? In un periodo di grande fervore per il genere, spesso le uscite, anche ottime, rispecchiano in pieno i clichè a cui siamo abituati da oltre quarant’anni. Alcuni canoni, oramai standardizzati, vengono seguiti anche da act giovani che quella stagione dorata l’hanno vissuta solo di riflesso, magari consumando i vecchi vinili dei genitori. Ma torniamo al quesito iniziale. Si può fare (parafrasando la P.F.M. di Suonare Suonare) o comunque ci si può provare e avere il coraggio di tentare la strada dell’imprevedibilità. Senza parlare di nuove vie da seguire o utilizzare termini esagerati, si può tranquillamente dire che i Basta! (band proveniente da Valdarno) hanno le carte in regola per apparire come un elemento in qualche modo unico nel panorama attuale. Merito anche della scelta di utilizzare strumenti atipici come il clarinetto suonato da Andrea Tinacci e soprattutto la diamonica di Damiano Bondi, che si intrecciano in modo naturale ed elegante con la chitarra di Saverio Sisti e le ritmiche prog della coppia Roberto Molisse e Giacomo Soldani, rispettivamente batteria e basso della formazione. Oggetto di Studio (registrato dopo aver vinto l’U-Festival e prodotto da Materiali Sonori) è una sorta di concept, con un narratore che lega le varie tracce raccontando l’epopea di un ricovero ospedaliero in cui si è cavia da laboratorio (ma non manca una certa surreale ironia toscana). Le influenze più chiare sembrano quelle di Porcupine Tree e Rush, mentre il mood quasi cinematografico del racconto mi ha rimandato anche ai grandissimi Ranestrane ma l’inserimento della diamonica in questo contesto riesce a spiazzare e nello stesso tempo entusiasmare. L’opener Il sig. Porpora e gli Oggetti Scomposti, la seguente Sogno … ma anche no e Mondi Paralleli sono il trittico che qualunque band al debutto sogna di piazzare, merce rara per qualità e coinvolgimento. Le melodie dettate da diamonica e clarinetto sono un piacevole diversivo al solito menù, i soli di Sisti risultano efficaci e le ritmiche ben pensate nel coadiuvare lo sviluppo delle trame proposte. Un ep di buonissima fattura e di notevole impatto che lascia presagire un futuro molto roseo. (Luigi Cattaneo)

Qui di seguito il link dove ascoltare l'ep

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