lunedì 16 gennaio 2017

DESHODY, 89th (2016)


Il djent è un genere che negli ultimi anni sta raccogliendo sempre più consensi, soprattutto tra i giovani, mostrando band che pur partendo da concezioni musicali diverse si contraddistinguono per grandi doti tecniche e riferimenti più o meno espliciti al progressive. Tolti alcuni grandi exploit come Periphery, Protest the hero o Tesseract, c’è un fittissimo panorama underground che si sta sviluppando un po’ ovunque e il ritorno dei Deshody conferma la bontà di un progetto stimolante e ricco di entusiasmo. A distanza di soli due anni da Collapsing Colors, l’ensemble di Sora firma con 89th un album estremamente potente e versatile, ricco di djent, deathcore e influenze elettroniche. Tecnica e melodia si muovono indissolubilmente, elementi che contraddistinguono un concept misterioso e non facile da interpretare, un racconto personale che si serve della fantasia per narrare situazioni emozionali sentite e coinvolgenti. I brani si susseguono mantenendo impatto e cura per il songwriting, ben distribuiti tra assalti deathcore, sfumature prog e passaggi elettronici vibranti (Eternal Mark). Una furia controllata che si stempera in episodi ad ampio respiro melodico come Revelations, con l’arrangiamento pianistico di Gabriels o Uncovering, che vede invece la partecipazione di Ryan Kirby dei Fit for a King alla voce. Giovanni Sanna e Domenico Jonathan Paesano formano un ideale coppia di chitarristi per le evoluzioni ritmiche di Gianni Marchelletta alla batteria e Matteo Porretta al basso, senza dimenticare l’importanza, anche strutturale, del dj Mirko Gatti e la presenza vocale di Domenico Gesmundo, autore di una prova impressionante in growl ma convincente anche nel cantato pulito. 89th è un disco chiaramente pensato per i fan del metal ma può trovare qualche estimatore anche tra gli ascoltatori più aperti, magari quelli che riescono a passare senza preclusione dai Genesis ai Meshuggah e che hanno la capacità di cogliere il complesso lavoro che c’è dietro un album così stratificato e ricco di spunti diversi tra loro. Chi invece già ama gruppi come Born of osiris, Uneven structure o Apothecary non deve avere dubbi nel procurarsi una copia di 89th. (Luigi Cattaneo)

89th (Video)

 

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