giovedì 20 gennaio 2022

MÖBIUS STRIP, Time lag (2021)

 

Tornano i Möbius Strip, band formata da Lorenzo Cellupica (pianoforte, organo, tastiere e voce), Nico Fabrizi (sax), Eros Capoccitti (basso) e Davide Rufo (batteria), che avevamo conosciuto nel 2017 con un debutto davvero ottimo. Time lag è ancora una volta intriso di jazz rock progressivo, molto strutturato ma pieno di felicissime intuizioni melodiche, figlio della lezione di Weather Report e Return to Forever, ma anche dei nostrani Perigeo e Cincinnato. La qualità delle composizioni è davvero notevole, a partire dall’iniziale Chand Baori, pezzo complesso, avvolgente e dal forte impatto live, prima di Iblis’s Hybris e Mateka’s speech, che mostrano una maggiore eterogeneità di fondo rispetto all’esordio e si avvalgono delle presenze significative di Fabio Gelli alla tromba e Romeo Venditti al trombone, musicisti che accentuano la vena fiatistica della proposta, spaziando dal latin jazz al funky rock. Crossover di stili che ritroviamo in Old tapestry, che si muove tra folk prog e jazz e Möbius cube, dove appare la chitarra di Simone Marcelli, ben inserita nel contesto narrativo. Momento differente con la conclusiva A theme for the end, unico brano cantato da Cellupica, Debora Camilli, Andrea Martini e Caterina Sebastiano, evoluzione del sound della band e gradevole finale di uno dei lavori italiani più belli del 2021 appena concluso. (Luigi Cattaneo)

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