martedì 2 aprile 2013

SANDCASTLE, And then we Collide (2013)

Bergamo in questi ultimi anni ha dato vita ad una piccola ma fervida scena locale che, pur non avendo la storicità e la grandezza attuale di quella ligure, si sta distinguendo per qualità e voglia di proporsi attraverso i diversi locali della bergamasca. Accanto al prog degli Ediacara o dei Timeline o alla funky fusion dei Fixforb si trovano i SandCastle, forse i più interessanti del lotto. I 4 (attivi dal 2008) hanno già esordito con un riuscito ep nel 2010, Breathe Again (you tube è un ottimo modo per scoprirlo) e ora giungono al full lenght con questo And then we collide, un concept sui paradossi della condizione umana. La base già solida dell’ep viene non solo confermata ma anche sviluppata e consolidata attraverso una scrittura certa, senza cedimenti e un senso della melodia che ispira brani dalla struttura ampia ma scorrevole (Ad Aeterne e Mirror sono dei meravigliosi esempi). In questo debut i Sandcastle riescono a far coesistere gruppi del passato come Pink Floyd e i King Crimson più melodici con altri contemporanei (ma non proprio emergenti…) come Porcupine Tree, NoSound, Anathema e Pain of Salvation, quindi un progressive che si tinge di psichedelica e non si fa mancare qualche incursione in territori hard. Giacomo Fadini (voce, flauto e chitarra) si dimostra cantante molto espressivo e dotato strumentista, Roberto Bitetti (basso) e Fabio Beretta (batteria) formano un tandem ritmico di bella sostanza e Silvio Tadini (pianoforte e sintetizzatore) risulta fondamentale nell’economia del suono. And then we collide è un album ispirato, molto curato nell’arrangiamento e pieno di grandi spunti. Una delle grandi scoperte di questo inizio 2013. (Luigi Cattaneo)



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