mercoledì 27 dicembre 2023

ERIC SARDINAS, Midnight Junction (2023)

 

Grande ritorno per Eric Sardinas, chitarrista rock blues, maestro nell’utilizzo della resofonica, che diverse volte ha calcato i palchi italiani negli ultimi anni (a tal proposito vanno ricordate le due date trevisane, una di spalla a Johnny Winter, e quella a Nerviano, in un meraviglioso chiostro che fu di un monastero). Una carriera costante, che ha portato il musicista della Florida all’attuale Midnight Junction, registrato insieme a Chris Frazier (batterista già con Whitesnake e Foreigner), Koko Powell (bassista al lavoro spesso con Lenny Kravitz) e David Schulz (tastierista per Bo Diddley e Goo Goo Dolls). Il tipico attacco rock blues impresso all’iniziale Long shot si stempera nel r’n’r scanzonato della frizzante Tonight, mentre in Miracle mile l’eco del southern rock arricchisce il già ricco piatto, completato dalla devastante carica di Planks of pine e dall’omaggio a Rory Gallagher in Laundromat. Attitudine che ritroviamo anche nelle strumentali Emilia e Swamp cooler (in quest’ultima la leggenda Charlie Musselwhite all’armonica) e nella trascinante Julep. Ennesimo disco promosso a pieni voti, con una carica live insita, istintivo, aggressivo, ma al contempo raffinato ed estremamente melodico. In attesa di un suo ritorno in qualche concerto italiano, gli appassionati di rock blues non possono perdersi il come back del chitarrista di Fort Lauderdale. (Luigi Cattaneo)

Long shot (Video)



martedì 26 dicembre 2023

ZEPHIRO, Baikonur (2022)

 

Uscito nel 2022, Baikonur (si tratta del cosmodromo da cui partirono le missioni spaziali sovietiche, tra cui quella della celebre cagnolina Laika) è il secondo full targato Zephiro (Claudio Todesco chitarra, elettronica, Claudio Desideri voce, basso e Leonardo Sentinelli batteria, elettronica), trio alternative rock con forti influenze wave che richiamano tanto i The Cure e i The Glove quanto U2 e Tears For Fears. Attivi da più di 20 anni, guardano al post punk inglese senza dimenticare di imprimere un marchio del tutto italico al loro prodotto (potremmo citare i Diaframma e i Neon), basti ascoltare pezzi come Cosmorandagio (dove omaggiano proprio Laika), l’oscuro mood di Kublai Khan, l’ottima Amelia, la riflessiva Berlinauta e la conclusiva Di nostalgia, arricchita dalla presenza di Miro Sassolini, storica voce proprio dei decani Diaframma. Potenti e dotati di un songwriting accurato, la band oscilla tra nere pulsioni e aperture melodiche di grande effetto, un equilibrio sonoro solido e di grande impatto emotivo. (Luigi Cattaneo)  

Cosmorandagio (Video)



lunedì 25 dicembre 2023

MASSIMILIANO ROLFF, Adventures on magia (2023)

 


È sempre un piacere ritrovare Massimiliano Rolff, contrabbassista con una oramai rodata carriera alle spalle di cui ci siamo occupati diverse volte dalle pagine del blog, constatando sempre l’enorme qualità delle sue uscite. Non fa eccezione questo nuovo capitolo discografico, Adventures on magia, registrato insieme a Hector Martignon (piano), Mario Principato (percussioni), Ruben Bellavia (batteria), David Pastor (tromba), Gianpiero Lo Bello (tromba), Gianni Virone (sax), Humberto Amèsquita (trombone), Roberto Piga (violino), Laura Sillitti (violino), Daniele Guerci (viola) e Arianna Manesini (violoncello), un ensemble allargato che ha permesso lo sbocciare di idee avvincenti e, perché no, anche lontane, stilisticamente, da quanto fatto negli ultimi anni. Fantasia corale che porta a prospettive mutevoli, quello di un latin jazz raffinatissimo, variopinto ma solido, ricco di colpi da maestro, imbevuti di accenni al Mediterraneo e al continente africano, oltre che, per l’appunto, all’America Latina. La spinta dettata dal tocco di Principato incontra l’accurato intervento degli archi e quello non meno importante dei fiati, tra melodie affascinanti e incastri sonori azzardati, su cui principia il meticoloso lavoro di Rolff, elegante cantore di una musica dai labili confini, soundtrack virtuale di un viaggio folk alla scoperta delle radici di suoni lontani ma ancora attuali. (Luigi Cattaneo)

sabato 23 dicembre 2023

ACTION FIGURES, Mystery Babylon (2023)

 


Molto interessante questo progetto targato Action Figures, nato da un’idea di Brian Kohl, ex Black Sun Ensemble, band psichedelica di Tucson attiva sin dagli anni ’80. Mystery Babylon è la colonna sonora dell’omonimo film, una produzione audiovisiva che illustra la storia dell’occultismo a Manhattan. Concepito e filmato dall’ex batterista del gruppo, il lavoro di ricerca musicale è stato affidato a Eric Johnson, anche lui presente nei BSE, bravissimo nell’elaborare una soundtrack suggestiva, atta a sottolineare il mistero di certi movimenti esoterici del diciannovesimo e del ventesimo secolo. Uno dei rimandi più calzanti è quello a Bobby Beausoleil, che con le sue note ha marchiato Lucifer rising di Kenneth Anger, ma è possibile scorgere anche un certo simbolismo riconducibile ad Aleister Crowley. Dark, elettronica e sperimentazione si incontrano lungo un’ora ipnotica, sviluppata con grande consapevolezza da Johnson, musicista esperto (oltre a Black Sun Ensemble possiamo citare Sun Zoom Spark, Bread and Circus e Infinite Beauties) e dotato di una propria sensibilità artistica. Il film può essere visualizzato solo attraverso un URL trovato nelle note di copertina della versione in CD della colonna sonora. (Luigi Cattaneo)


venerdì 22 dicembre 2023

EXPIATORIA, Nuove date in arrivo per la doom band ligure

 ExpiatoriA - Nuovo cantante e date 2024



Gli Expiatoria, storica band doom metal genovese, annunciano un nuovo cantante, Angelex, e il ritorno sul palco con 3 date nel Nord Italia nella prima metà del 2024.

Nuovo cantante
Angelex è il nuovo cantante degli ExpiatoriA, in forza alla band da novembre 2023. Voce potente e versatile, Angelex è l'incarnazione di un angelo che, per espiare i propri peccati, si è ora liberato ed è alla ricerca della luce.

Nuovi concerti 2024
Ecco tutti i dettagli per ciascun evento. Ci vediamo sotto al palco!

Sabato 6 gennaio @ Krach Club (Via Madonna, 3a, Monastier di Treviso, TV)
Nightwitch Night - con Hell Theater, Blackdust, All Of My Shadows (organizzato in collaborazione con Under Metal Flag)
Ore 21.00
Ingresso riservato a soci con tessera ASI (costo tessera: 10€


Sabato 16 marzo @ L'Angelo Azzurro Club (Via Borzoli, 132T, 16153, Genova)
Power of Doom Horror Night - con Heavenfall e Hell Theater
Ore 21.00
Ingresso: 10€ con consumazione inclusa


Domenica 5 maggio @ Chiesa Sconsacrata di Pinerolo (Sala concerti Italo Tajo, Via San Giuseppe, 10064, Pinerolo, TO)
Church of Crow Doom Fest II - con Shape of Despair, Dawn of Winter, Black Revelation, Black Oath and more TBC
Ore 20.30
Prezzo giornata singola: 32€ - Abbonamento due giorni: 50€


"Dal vivo, i pezzi e la band stessa valgono dieci volte tanto! Uno spettacolo blasfemo e ritualistico perfetto al limite del maniacale, dove viene curato ogni dettaglio possibile, dai candelabri ai boia incappucciati, passando per la carismatica teatralità del leader David Krieg, capace non solo di mettere in atto doti vocali pazzesche, ma anche quelle di un vero attore, destreggiandosi tra libri maledetti infuocati, scariche di elettro shock e bambole maledette! Il tutto supportato da musicisti eccelsi quali i fratelli Malachina (GB al basso e Massimo alla chitarra), Flux alla tastiera, Enrico Meloni alla batteria ed Edoardo Napoli (ex Damnation Gallery) alla chitarra."
- Alessandro Masetto, VeroRock.it


ExpiatoriA: gruppo doom/dark/gothic metal nato a Genova nel 1987. Composta da 6 elementi, la band ha pubblicato il primo album, “Shadows”, per Black Widow Records e Diamonds Prod. in cd e vinile nel 2022. Un album da non perdere per tutti i fan di Mercyful Fate, Candlemass, old-school heavy metal e prog.
Gli ExpiatoriA sono Angelex (voce), Massimo Malachina (chitarra), Roberto Lucanato (chitarra), GB Malachina (basso), Flux (tastiere), ed Enrico Meloni (batteria).

martedì 19 dicembre 2023

OSLO TAPES, Staring at the sun before goin’ blind (2023)

 

Quarto album per Oslo Tapes, progetto di Marco Campitelli in bilico tra post, kraut e psichedelia, un personale viaggio nelle inquietudini, carico di soluzioni emozionali e dal taglio cinematografico (con lui Mauro Spada e Stefano Micolucci al basso, Davide Di Virgilio alla batteria, Federico Sergente alle percussioni e Nicola Amici diviso tra chitarra, synth e percussioni). Una generale sensazione di smarrimento accompagna le trame di Staring at the sun before goin’ blind, scritto insieme a Amaury Cambuzat, membro storico di faUSt e Ulan Bator, che ha messo a disposizione dell’opera nastri magnetici e macchine analogiche, importanti per la riuscita complessiva di questo ottimo disco. La suggestiva Gravity, l’ipnotica Ethereal song, la psichedelica Reject Yr Regret e l’affascinante sviluppo di Somnambulist’s daydream, sono alcune delle perle contenute in un disco dove vanno a braccetto Neu!, Ulan Bator e Porno For Pyros. Nota a margine, ma non meno significativa, la presenza di Sicker Man dei Trialogos al violoncello e di Dahm Majuri Cipolla dei Mono alla batteria. (Luigi Cattaneo)  

Full Album (Video)



lunedì 18 dicembre 2023

ANTONIO GIORGIO, Imajica (2023)

 


Affascinante nuovo album per Antonio Giorgio, compositore che avevamo già conosciuto per il precedente e gradevole Golden Metal. La spinta epica di quel lavoro confluisce in sonorità maggiormente progressive, un viaggio fantasy in cui Antonio oltre a citare nomi come Virgin Steele e Kamelot si avvicina al mood di Conception e Royal Hunt, sostenuto da un nutrito numero di musicisti tra i quali Claudia Beltrame, Steve Vawamas, Diego Banchero, Antonello Giliberto, Gabriels e Beppi Menozzi. Più maturo come songwriting, Imajica appare sin dalle prime battute come un disco meglio sviluppato rispetto a quanto fatto in precedenza, anche vocalmente Antonio pare più consapevole, e l’album sconta solo una lunghezza forse eccessiva, probabilmente qualche passaggio più snello avrebbe giovato alla fluidità dell’opera tutta. Il campano però non ha il dono della sintesi e la passione contagiosa che traspare per la musica e l’arte in generale sfocia all’interno dei suoi album e in brani come Wisdom of imagination, Lucifer’s treasures e In your eyes, tra le cose migliori di questo ritorno ricco di soluzioni e di situazioni intriganti. (Luigi Cattaneo)

venerdì 15 dicembre 2023

INTERVISTE PROGRESSIVE, Luca Crippa racconta il suo esordio da solista

 


Buongiorno Luca, inizia pure a presentare, per chi non lo conoscesse, il tuo progetto Luca & The Tautologists

È il mio disco d’esordio, mi sono nascosto un po' dietro il monicker, ma è da 40 anni che suono. Avevo un tributo ai Lynyrd Skynyrd, con il tempo diventato Mr. Saturday Night Special, con i quali ho pubblicato un doppio live registrato al Blueshouse nel 2006. Con Ruben Minuto la collaborazione è di lunga data, lui ha suonato nel mio disco, io nel suo. Suonavamo insieme nei No Rolling Back, con la sezione ritmica dei Ritmo Tribale, tra l’altro, oramai circa 20 anni fa. Insomma, ci conosciamo da sempre.

Il disco è stato composto solo da te o ti ha aiutato la band?

È stato scritto da me, è un album molto libero, non ho seguito mode o trend mentre componevo. Ho lavorato su tutto, booklet incluso, per rendere l’acquisto il più appetibile possibile, dare un senso al comprare il CD. Ci sono tutti i testi, per me molto importanti. Non disdegno il digitale ma preferisco usarlo come vetrina, perché lo trovo molto dispersivo.

Tu però in ambito musicale hai fatto anche il promoter, un ruolo diverso ma presumo molto significativo.

Dal 2008 al 2013 ho gestito un’agenzia, la Curtis Loew, con cui ho portato musicisti americani in Europa per la prima volta. La passione con cui lavoravo in quel periodo aveva fatto sì che riuscivo ad organizzare anche 5 tour al mese. Accettavo richieste di continuo, giravo con i musicisti, suonavo con loro. Sono stati 5 anni indimenticabili, riuscimmo ad organizzare, con Vincenzo Tropepe (da poco è uscito il suo debutto n.d.r.), amico e grandissimo musicista, anche date nel Sud Italia.



Quando e come nascosto i brani del disco?

Intanto il titolo. Vol. II perché nel 1999 scrissi le canzoni per un primo album, che ogni tanto suonavo con i No Rolling Back, iniziando a prendere dimestichezza con la mia voce. L’anno scorso ad agosto presi il Covid e rimasi isolato dal resto della famiglia, mi sono attrezzato e ho registrato più di 30 demo, tra brani molto vecchi e inediti. Mi sono ritrovato in mano con praticamente 3 album, ma ho preferito inserire in questo lavoro alcuni tra i più recenti. Inoltre ho scoperto nell’occasione di riuscire a scrivere testi con una certa semplicità. Partendo dalla musica mi creavo immagini che poi esploravo concettualmente. Può anche succedere che il testo mi sposti la direzione musicale pensata in origine.

In studio quindi sei arrivato con i brani già completi?

Abbiamo fatto sei prove all’Appartamento Sonoro di Arluno, prima avevo dato ai musicisti del disco delle demo, prevalentemente chitarra e voce, ma la struttura era fatta, poi chiaro che sono venute fuori idee lavorando in gruppo. Mi preme presentare i musicisti, con me c’erano Ruben Minuto (basso, mandolino, chitarra), Leandro Diana (chitarra) e Deneb Bucella (batteria). Successivamente siamo andati a registrare con Larsen Premoli. E poi c’è la figura di Ricky Maccabruni, tastierista presente in otto brani, che ha registrato in remoto. Ne è venuto fuori un disco molto vario, composito, non ho guardato ad un genere solo insomma. C’è sicuramente un’atmosfera un po' urbana, newyorkese diciamo.

Un’ultima considerazione riguardo ai testi, a cui hai detto di aver dato un certo peso. Quali sono quelli a cui ti senti più legato in qualche modo?

I testi sono personali ma non del tutto autobiografici, ho cercato di scrivere testi che possano arrivare alle orecchie di chi ascolta. Uno dei brani a cui sono più legato e Paris Airport 77, un ricordo che parte dalla musica e che ha preso forma man mano che scrivevo il testo. Quell’anno andai a Parigi con i miei genitori, ricordo di queste vecchie Polaroid ma da questo fatto parto poi per raccontare come i nostri genitori subivano il fascino della modernità, della tecnologia che poteva risolvere ogni problema, lo subivano probabilmente ancora più di noi che siamo immersi in questo mondo. È un ricordo tenero di questa loro illusione, di mio padre e dalla sua generazione. Things got their name from a spell descrive invece un mio risveglio, alle 5 del mattino, c’era questa luce sospesa e ho avuto la sensazione magnifica che la stanza prendesse vita, che le foglie delle piante venissero verso di me, che i libri sugli scaffali si aprissero, come se ci fossero dei mondi nascosti. The man in the wool overcoat parla di un vecchio edicolante con il suo cappotto di lana, un omaggio sincero a un chiosco di giornali di viale Espinasse a Milano dove compravo fumetti.  



mercoledì 13 dicembre 2023

PAOLO DINUZZI, Invisible (2023)

 


Secondo album da leader per Paolo Dinuzzi (bassista che ha lavorato con Paolo Fresu e Adam Pieronczyk), accompagnato in questo Invisible da Sabino Fino (sax), Giancarlo Pirro (chitarra) e Riccardo Gambatesa (batteria). L’ottimo bassista e compositore pugliese guarda con pathos al mediterraneo, scrivendo trame fluide e coinvolgenti, un disco dove l’interplay è sempre improntato ad un jazz strutturato ma che non esaspera in tecnicismi, risultando comunicativo sin dalle prime note della title track e della seguente Talking with Nina. Lodevole lo sviluppo fiatistico di Fino, così come si fa notare l’apporto creativo di Pirro, spigoloso ed efficace nei suoi interventi, così come importantissimo è il lavoro svolto da Gambatesa, che forma una sezione ritmica, insieme a Dinuzzi, di classe ed esperienza, anche quando si cimentano in tempi irregolari sanno regalare partiture delicate ed eleganti. Un lavoro d’insieme, dove tutti trovano i giusti spazi in cui inserirsi, rendendo brani come Skin e South al contempo coesi e tenui, raffinati e vibranti, uno spleen immaginifico altamente narrativo che si propaga anche in Quattro e I’m back, splendide costruzioni di un viaggio che termina con Emergency, chiusura in cui il quartetto sublima una prova d’autore intima e suggestiva. (Luigi Cattaneo)

lunedì 11 dicembre 2023

S.C.I.O., Discorsi distorti (2023)

 


One man band sotto cui si cela Stefano Scioni, autore di questo interessante Discorsi distorti, un lavoro oscuro figlio del post, dell’alternative e dell’ambient, uscito per Overdub Recordings. La predominanza netta del basso, con cui l’autore ha concepito e suonato le tracce, acuisce il senso di minaccia che sovrasta il debutto di S.C.I.O., che va a toccare vari generi risultando però credibile e fluido. Trattandosi di un album prevalentemente strumentale c’è comunque da tenere le antenne dritte per cogliere il grosso lavoro fatto da Stefano, bravo nell’utilizzare anche parti elettroniche all’interno delle visionarie trame concepite, che profumano di distopico e filmico. Ne sono esempio fulgido Le prigioni di Jaco, dedicata all’immenso Pastorius e Pseudoumani, guizzo creativo di un disco scritto senza paura. Una musica immaginifica, colonna sonora inquieta, libera da condizionamenti, fragorosa nel suo incedere pesante e sperimentale. (Luigi Cattaneo)

domenica 10 dicembre 2023

THOMAS LASSAR, From now on (2023)

 


Conosciuto soprattutto per aver militato nei Crystal Blue e per le collaborazioni con Last Autumn Dream e Charming Grace, Thomas Lassar firma ora il suo debutto solista con questo From now on, uscito per la nostrana Burning Minds, eccellenza quando si parla di A.O.R. L’esperienza di Lassar arriva nitida sin dalle prime tracce, grazie ad una scrittura sicura, composizioni dal forte piglio melodico pregne di suoni curati in ogni dettaglio e rimandi al suo brillante passato. Scorrono così poco più di 40 minuti vivaci e suggestivi, con brani di grande qualità come Losing faith, The beginning of the end e Turn back time, eleganti, delicati e ottimamente composti. Un grande ritorno per lo svedese, autore di un lavoro che farà senz’altro la felicità degli appassionati dell’A.O.R. più tradizionale. (Luigi Cattaneo)

When my ship comes in (Video)



martedì 5 dicembre 2023

KOSMOS, Ajan Peili (2019)

 


Quinto disco per i finlandesi Kosmos, gruppo folk progressivo chiaramente ispirato agli anni ’70 e formato da Päivi Kylmänen (voce), Kimmo Lähteenmäki (batteria, conga, organo, Mellotron), Kari Vainionpää (chitarra, basso), Olli Valtonen (shruti box, taalmala) e Ismo Virta (chitarra, Mellotron, organo, sintetizzatore, batteria). L’utilizzo della lingua madre, per quanto ostico, soprattutto inizialmente, acuisce il fascino della proposta, sempre delicata e suggestiva, pregna di atmosfere bucoliche dal forte impatto emotivo. Ponderato l’utilizzo di una strumentazione che include anche violino, sax e xilofono (suonati dall’ospite Sini Palokangas), integrati all’interno di composizioni che hanno il dono dell’incanto, come la title track, con il suo incedere di mellotron e chitarre acustiche e Eilinen, soave trama intrisa di nostalgia. Meno ombrosa Kohti taivasta, con le percussioni di Valtonen a guidare la traccia, prima di Salainen oppi, tra i momenti più riusciti di Ajan peili, ben costruita sulle note di pianoforte introduttive su cui ergono fiati sempre calibrati. Chiusura affidata alla progressiva Minä olen, minacciosa emerge tra sprazzi strumentali efficaci, tocchi sinfonici e parti leggermente più rock, buon finale di un lavoro molto gradevole uscito nel 2019 per la nostrana Lizard Records. (Luigi Cattaneo)

venerdì 1 dicembre 2023

SACRO ORDINE DEI CAVALIERI DI PARSIFAL, Until the end (2023)

 


Secondo lavoro per Sacro Ordine dei Cavalieri di Parsifal (Carlo Venuti alla chitarra, Claudio “The Reaper” a basso e voce, Luka Komavli alla batteria e Davide Olivieri alla chitarra e alla voce), autori, con questo Until the end, di un disco heavy solido e con buone intuizioni melodiche. L’album si lascia ascoltare in tutta la sua lunghezza, impreziosito dall’ottimo guitar work di Venuti e Olivieri, che danno vita ad intrecci preziosi e ben costruiti. Brani come Doomraiser, Seals of fire o la title track danno la misura della qualità complessiva dei goriziani, sempre compatti e rigorosi nel proporre l’immaginario metal ed epic a tutto tondo, espresso con passione ed orgoglio. (Luigi Cattaneo)

Black lion (Video)