martedì 11 giugno 2024

ANANDAMMIDE, Eura (2024)

 


Chi si era innamorato delle sonorità di Earthly paradise, esordio del 2020 degli Anandammide, progetto di Michele Moschini (voce, chitarra, organo, synth, batteria), non potrà che rimanere ancora affascinato dall’incontro tutto settantiano tra folk, psichedelia e progressive, marchio di fabbrica anche del nuovo Eura. Registrato con musicisti provenienti da più parti d’Europa (Pascal Vernin basso, Lelio Mulas basso, Stella Ramsden violino, Audrey Moreau flauto, Lisa Isaksson voce, Sebastien Grignon violoncello, Lorenzo Castigliego chitarra), l’album mantiene istanze acustiche morbide e soavi, un viaggio intimo, quasi sussurrato, introspettivo e catartico, giocato spesso sugli interventi del flauto e degli strumenti ad arco, che donano ancora maggiore consistenza ad un’opera veramente molto riuscita.


L’iniziale Carmilla apre in maniera molto delicata Eura, che prosegue con A song of greed, introdotta da un synth molto anni ’70, si muove tra arpeggi acustici e parti folk in cui emerge il lavoro raffinato degli archi, oltre che la vocalità della Isaksson. La trama non muta con Post-Atomic Reverie, malinconica e tenue, prima di Phantom limb, brillante traccia psych folk, e I am a flower, che chiude con molto garbo il lato A del disco. La title track introduce la seconda parte, dove ritroviamo nuovamente la Isaksson, perfetta in questo brano dal sapore più progressivo, mentre The orange flood, con i suoi 7 minuti, presenta in maniera decisa diverse caratteristiche del suono targato Anandammide. Lullaby N.11 è puro folk, Dream N.1 replica l’andamento lieve ed elegante, The anchorite è l’ottimo finale di un ritorno corposo e ricco di suggestioni. (Luigi Cattaneo)

lunedì 10 giugno 2024

RATINGURLI, Lo zoo dei pensieri miei (singolo 2024)

RatingUrli: il terzo videoclip “Lo zoo dei pensieri miei”

Il 6 giugno è uscito il nuovo videoclip tratto dall’album d’esordio del duo

“Ho scavato la fossa 

Luna piena di spritz   

Sto a pezzi di cuore 

Nuota affoga nel drink”


27 maggio 2024
_ Celebrare il primo compleanno con un video che riversa sullo schermo quello che è il fil rouge degli otto brani che compongono il primo album del progetto musicale RatingUrli: le relazioni.

Definito da Rockit “un lavoro diretto ma multiforme, di rapimento immediato ma ontologicamente complesso”, l’album, prodotto da Tomato Music Lab e distribuito da DistroKid, ad un anno di vita festeggia con questo videoclip, in uscita il 6 giugno

Tre minuti e sedici secondi di pulsazioni dark-industrial sporcate e poi centrifugate, che conservano tratti oscuramente psichedelici.

In scena un teatrino dai colori pastello edulcora l’aspetto informe e decadente di animali alieni e onirici che si incontrano e si scontrano. Una sorta di inquietante ricreazione, in questo parco giochi angusto e sadico che è la nostra mente, dove si ricorda e ci si confonde, sperimentando salti e cadute, amore, rabbia, sconforto e nostalgia.

Lo zoo dei pensieri miei, terzo videoclip del duo RatingUrli, prodotto da Pigs&Rats Movies, uscirà su tutti i canali web ufficiali della band giovedì 6 giugno 2024 alle ore 12

LINK: https://youtu.be/5-EUWBxaF2w


BIOGRAFIA

RatingUrli è il nome del progetto musicale al cui interno prendono voce Alan Grime e La Ny. Provenienti da trascorsi musicali e artistici vari, entrambi con la passione per l’arte visiva e le arti performative, nelle quali hanno fondato le loro professioni, si incontrano nell’estate del 2021 per dar vita ad un progetto sfaccettato, che si radica in un background punk noise anni ‘90, per diramarsi in sonorità elettroniche e industrial dal tono cupo e dai testi onirici. 

Sul palco, le sonorità graffianti e potenti, si mescolano a gesti teatrali e proiezioni di videoarte realizzate dagli stessi artisti, per dare vita ad un’esperienza coinvolgente a 360°.


venerdì 7 giugno 2024

ARTHUAN REBIS, The calling (singolo 2024)

Un'arpa tra le antenne del Monte Giogo e una chiamata spirituale dallo spazio: è The Callling, il nuovo singolo di Arthuan Rebis, uscito il 6 giugno 2024 e accompagnato da Shades of Yggdrasill

The Calling, scritto da Alessandro Cucurnia, in arte Arthuan Rebis, vede la partecipazione del percussionista Timer Shine e dell’artista lituano Mr Jumbo.

La “Chiamata degli Dèi” è un invito a forgiare la mente compassionevole, e questi dèi sono soprattutto le potenzialità della mente dell’illuminazione, presenti in ogni essere, e rappresentate nel videoclip da uno Stupa buddhista in miniatura, che appare nella ex base Nato sulle alture del Monte Giogo in Lunigiana. In questo luogo, durante la Guerra Fredda, sono stati trasmessi i primi segnali di internet. Internet, che oggi diamo per scontato, nei secoli passati sarebbe stato inteso come “magia”, ma più di milleduecento anni fa in Tibet già si nascondevano i testi sacri non solo nei luoghi impervi, ma anche nei campi immateriali dell’etere/mente, sapendo che in futuro sarebbero stati riscoperti dai Terton, coloro karmicamente destinati. Adesso le antenne del Monte Giogo, creativamente bonificate, hanno inviato e ricevuto simbolicamente messaggi di contemplazione della natura ultima della mente, della “Mahamudra”, così detta dai tibetani; mente che spoglia da ogni barriera, manifesta spontaneamente solo qualità positive.

Il video, dai tratti lievemente “lynchiani”, è stato realizzato dalla videomaker Maddalena Andreoli, ed è nato da un’idea di Timer Shine (Nicola Caleo) e di Arthuan, i quali hanno anche prodotto il brano assieme all’artista lituano Mr Jumbo. La musica comprende un cantato in inglese, avvolto da pads, percussioni elettroniche e metalliche, tamburi sciamanici, tablas, arpa celtica e nyckelharpa. Il sound unisce quindi stili arcaici e futuristici, una nuova wave, celtica e spirituale, che nel finale omaggia ritmicamente e armonicamente persino il Bowie di Little Wonder.

Shades of Yggdrasill è invece un brano più morbido e celtico, prosecuzione dei sentieri tracciati dall’arpista e cantante Alan Stivell.

Nel mese di maggio 2024 è uscito un altro singolo di Arthuan Rebis ft. Timer Shine: Ethereon: una canzone epica dai tratti nordici, con tecniche canore gutturali simili a quelle della Mongolia, che anticipa la continuazione del romanzo fantasy e musicale di Arthuan Helughèa – Il Racconto di una Stella Foglia, pubblicato da Eterea Edizioni nel 2023.

Nei prossimi mesi, Arthuan e Timer Shine saranno in tour per l’Italia e l’Europa, sia con la formazione Arthuan Rebis Duo che con il gruppo neomedieval pagan folk In Vino Veritas. Le date sono disponibili nel sito dell’artista: www.arthuanrebis.com

The calling (Video)




lunedì 3 giugno 2024

AUTORADIO, Ultrapop (2023)

 


Secondo album dal titolo piuttosto esemplificativo per gli Autoradio, che con Ultrapop firmano un lavoro leggero ma variopinto, brillante, accattivante e suonato con cura. Gli spunti prettamente pop ovviamente non mancano, ma vengono amalgamati all’interno di un contesto dove vivono retaggi cantautorali e pop rock, basti ascoltare Bomba in casa, Franco, Benvenuti a tutti o Io ti comprerei, ricchi di ironia e verve. Le ottime armonie vocali di Ultrapop sostengono un album immediato ma non banale, gradevole nei dettagli posti, sia quando i piemontesi propongono composizioni maggiormente vivaci, sia quando si cimentano, con gusto, in ballate dal sapore romantico. Tutto il disco si caratterizza comunque per una certa solarità di fondo, che rende i pezzi godibili e creativi, proprio come ci spiega il quintetto. L’album raccoglie gli ultimi anni del nostro percorso musicale. Ogni traccia ha una propria storia ed è un pezzo del puzzle. Abbiamo lavorato su tutte le canzoni durante i concerti prima ancora di inciderle, e volevamo che l’intesa e l’energia del palco si riflettessero nel disco. Il risultato è un album vivace dove non mancano tuffi nel profondo e slanci di leggerezza. Ultrapop è disponibile per l’ascolto e l’acquisto al seguente link https://open.spotify.com/intl-it/album/6UpRICDi0LdaOe820ViRcG . (Luigi Cattaneo)

domenica 2 giugno 2024

FAVERAVOLA, Castrum Zumellarum (2024)

 


Gran bel ritorno per i Faveravola, band formata addirittura da otto elementi (Giancarlo Nicorelli tastiere, voce narrante, Adriano Durighetto basso, Paolo Coltro batteria, Alessandro Secchi voce, Consuelo Marcon violino, Gianluca Tassi chitarra elettrica, Renato Bettello flauto, sax soprano, Flavio Miotto chitarra acustica) che con il nuovo Castrum Zumellarum conferma l’amore per atmosfere fiabesche, già emerse nel precedente La contea dei cento castagni del lontano 2006. Sono passati quasi 20 anni dal disco d’esordio, ma la voglia di cimentarsi con un concept di matrice medievale persiste, trasportandoci con enfasi nel castello di Zumelle (si trova in provincia di Belluno) per farci conoscere la storia d’amore tra il cavaliere Murcimiro e Atleta, protagonisti di un lavoro a cavallo tra opera rock progressiva e folk. Le Orme, Branduardi, Il Castello di Atlante, influenze e connessioni che ritroviamo in brani come Il rapimento, L’amore conquistato con la spada o Canto d’amore di un menestrello, tra umori prog rock ed evocative partiture in cui divengono fondamentali gli intarsi di Miotto, Marcon e Bettello, preziosi nel loro arricchire di pathos la già emozionante proposta di Nicorelli (autore del gruppo) e soci. Un plauso va anche a Bianca Luna per i suoi interventi vocali, al Coro Sant’Anselmo (presente in Anno Domini DXXXV) e a Loris Furlan, in questo caso non solo titolare della Lizard Records ma anche direttore artistico del progetto e curatore degli arrangiamenti (insieme a tutti i Faveravola). (Luigi Cattaneo)

sabato 1 giugno 2024

THE SHAKIN' APES, Animal farm (2024)

 


Nati nel 2018, i The Shakin’ Apes (Pierpaolo Sanna voce, Antonio Cocco batteria, Gavino Corrias basso, contrabbasso, Salvatore Luzzu chitarra) ci propongono una gradevole mistura di rockabilly e country, e, dopo l’ep omonimo del 2019, arriva ora Animal farm, 20 minuti dove lo spirito r’n’r del progetto pervade lo stralunato racconto. Abbiamo immaginato il concept di Animal farm ambientato in un saloon fattoria, come si potrà dedurre già dalla copertina dell’album. I protagonisti sono tutti compagni di scorribande di Marty, la nostra mascotte già annunciata nel precedente ep. Anch’essi sono animali con caratteristiche umane: il lupo allupato e ossessionato dalla gatta, il cavallo pazzo, il gallo ubriacone sciupa galline, il vile coniglio, la gatta ammiccante dalla camminata provocante. È uno spaccato di un qualunque locale o saloon, una vera e propria fattoria degli animali in cui Marty si immerge perfettamente. È con queste parole che i sardi firmano un disco perfetto per la resa live, una caratteristica che non fa venire meno la dote di scrivere composizioni curate, dalla bluesy The wolf al vivace r’n’r di Easy to tell, passando per le sonorità country di The drunk rooster e quelle swingate di The way you move, piacevoli episodi di un ritorno curioso e brillante. (Luigi Cattaneo)

lunedì 27 maggio 2024

LINDA GAMBINO, Unexpected (2024)

 

Piacevole lavoro per Linda Gambino, dotata cantante che con Unexpected, prodotto da Filibusta Records e distribuito da IRD, attraversa epoche del jazz mostrando consapevolezza e mezzi, sostenuta da Andrea Zacchia (chitarra, ex Bridgend), Giordano Panizza (contrabbasso) e Maurizio De Angelis (batteria). Un disco breve e intriso di classicità, tra standard e originali che scorrono veloci e gradevoli, forse senza l’effetto sorpresa, ma lasciando intravedere come il progetto possa avere in futuro sviluppi eventuali. Si susseguono brani freschi e vitali, It wasn’t love (scritta dalla Gambino con Zacchia), Honeysuckle rose di Fats Waller e Taking a chance on love di Vernon Duke tra i più interessanti, mostrano un certo affiatamento del quartetto, che ha spesso creato un’atmosfera da jazz club anni ’40, attraverso trame che parlano di speranza e resilienza. Un album delizioso nel suo portare avanti con forza e fascino un jazz fieramente vintage ma non per questo banale e scontato. (Luigi Cattaneo)

My favorite things (Video)



sabato 25 maggio 2024

OUDEZIEL, Oudeziel (2024)

 


Ep omonimo per gli Oudeziel (Artur Wolski chitarra, basso, synth, loop, Jaroslaw Bielawski, batteria, percussioni), band nata dalle ceneri degli Obrasqi, che qui presentano un lavoro già uscito nel 2023 ma rimasterizzato con l’aggiunta di un inedito, Flight, e una nuova versione di ReisBinner delicata e malinconica, apre in maniera ottimale il breve album, seguita da un altrettanto tenue Jeremy, prima di Flight, che mostra la grande capacità del duo di creare brani fortemente atmosferici e filmici. Chiude l’ep Reis, che conferma l’amore del gruppo per strutture che uniscono post, progressive, psichedelia e dream pop, un blend raffinato ed elegante che fa ben sperare per il futuro dei polacchi. (Luigi Cattaneo)

mercoledì 22 maggio 2024

DIEGO RIBECHINI, Origami (singolo 2024)

Hard rock potente, luminoso e contaminato per il nuovo singolo di Diego Ribechini Origami

CAMBIARE LA PROPRIA VITA ABBRACCIANDO UNA PROSPETTIVA POSITIVA

Origami, il nuovo atteso singolo di Diego Ribechini, è un vero e proprio inno alla rinascita e alla libertà creativa. Con parole intense e melodie coinvolgenti, il brano cattura l'essenza della volontà di cambiare la propria vita, abbracciando una prospettiva nuova e positiva.

Il testo di Origami nasce dall'esigenza di ribellarsi ad un mondo sempre più incline a relegarci in categorie prestabilite, trattandoci come meri prodotti anziché come artisti e esseri umani unici. In un'epoca dominata dal consumismo sfrenato, concetti come amore e rispetto spesso diventano astratti, ma sono proprio quelli a cui dobbiamo aggrapparci se vogliamo rigenerarci e trovare la nostra felicità autentica.

Con la sua potente combinazione di musica e testi, Origami invita così l'ascoltatore a riflettere sulla propria esistenza e a trovare la forza per riaffermare la propria individualità e creatività. È un richiamo alla libertà di essere sé stessi, senza lasciarsi ingabbiare dalle convenzioni della società moderna.

Guarda qui il video di Origami https://youtu.be/oUHHnGNHFfY

Diego Ribechini nasce a Volterra il 2 Maggio 1978 e durante il suo percorso artistico ha avuto modo di spaziare in varie aree e generi musicali.

I suoi inizi sono con la band rock prog italiana Quintessenza, con i quali compone tre album ed un Ep e grazie ai quali inizia a farsi le ossa nell’intensa attività live del gruppo.

Con curiosità e passione si approccia al mondo del teatro, in particolare di quello musicale ed inizia a lavorare a diversi progetti che lo porteranno alla scrittura di alcuni libretti di musical tra i quali Draculea (vincitore di due premi nazionali nel 2007), Edward e Georgie il musical. Pubblica anche due libri di poesie editi da Leone Editore e nel frattempo fonda una nuova band, gli Stoned Dogs, con i quali esce con l’album autoprodotto Randagio.

Proprio quest’ultima band è il trampolino di lancio verso la carriera solista che lo vede pubblicare due album DR40 e Autofagia.  

Attualmente sta lavorando ad un nuovo libro di poesie e sulla stesura di un nuovo libretto per un musical incentrato sulla storia di Giovanna D’Arco, oltre a preparare i futuri live che seguiranno l’uscita del nuovo disco nel prossimo inverno.

Origami è stata pubblicata con Sorry Mom l'11 maggio.




martedì 21 maggio 2024

LAST RITES, Beyond the abyss of thought (2024)

 


Nuovo ep per i veterani Last Rites (Dave Arri chitarra e voce, Paolo Montaldi chitarra, Federico Pirola basso), band nata nel lontano 1997 e da sempre fiera interprete di un sound a cavallo tra thrash, death e black metal. Non fa eccezione il nuovo Beyond the abyss of thought, che sin dall’iniziale Prelude, God is dead, mette in mostra come si possa suonare estremi senza dimenticare di innestare dosi di melodia calibrate e assolutamente godibili. I liguri pongono uno sguardo sull’attualità in 1100001 1101001, brano con una parte centrale strumentale di spessore, si tingono ancora più di buio nella potentissima e lugubre Deathtone, mentre Push through the pain non fa altro che confermare la bravura del trio nello scrivere brani affascinanti e con più elementi al loro interno. Chiude il breve ma ottimo lavoro Lucifer’s fall, altro momento molto interessante di un disco che può sicuramente incuriosire i fan di Revocation, Thy Art is Murder, Slaughter to Prevail, ma anche di band nostrane come Node e Necrodeath. L'album è acquistabile solo in digitale al seguente link https://lastrites0.bandcamp.com/album/beyond-the-abyss-of-thought (Luigi Cattaneo)  

JUS PRIMAE NOCTIS, The institute of mental health, Burning including The lighter (2024)




I JPN pubblicano un nuovo singolo prog-punk, The Institute of Mental Health, Burning including The Lighter 

JPN escono con un nuovo singolo pubblicato da Nadir Music. La formazione genovese, oggi composta da Marco Fehmer (voce, chitarre), Beppi Menozzi (tastiere), Pietro Balbi (chitarre), Alessandro Bezante (basso) e Mario A. Riggio (batteria), dall’uscita del cd Istinto nel 2020, lavora su nuovi concetti e un nuovo sound. Nel contempo esorcizza pacificamente i demoni del proprio passato, approdando alla decisione di rimasterizzare il primo album in studio, Jus Primae Noctis, datato 1998. Come spesso succede, il passato è la base su cui costruire un nuovo futuro: lo dimostra questo singolo, rielaborazione di un brano di Peter Hammill, fondatore e leader dell'iconica prog band britannico Van Der Graaf Generator. 

The Institute of Mental Health, Burning, originariamente pubblicato nel 1975 nell'album Nadir's Big Chance, è un brano prog-punk oscuro, che racconta l'incendio di un manicomio, allegoria toccante sull'abbandono istituzionale, l'abuso e la lotta per la libertà, un invito a riflettere sulle strutture sociali e sul trattamento degli individui vulnerabili. Alla fine, le catene dell'Istituto di salute mentale cominciano ad arrugginirsi e in mezzo alla distruzione, c'è un barlume di speranza, una possibilità di liberazione. I JPN reinterpretano questo capolavoro con il loro tipico sound, includendo al suo interno una composizione originale, The lighter, che immagina il momento in cui l'incendio si propaga creando una strana confusione, intersecando vari riff in 5/4 di chitarre e tastiere in un ansioso schema. Institute è il crocevia della nuova produzione di JPN, che abbandona la lingua italiana e anticipa l’uscita della versione internazionale di Istinto, prevista per la prossima estate. 

The institute of Mental Health, Burning including the lighter (P. Hammill / C. J. Smith / M. Fehmer) Nadir Music 

Marco Fehmer guitars, keyboards, voice
Beppi Menozzi keyboards
Mario Riggio drums
Alessandro Bezante bass 
Mix Tommy Talamanca - Studio Nadir Genova Web: jusprimaenoctis.it

lunedì 20 maggio 2024

THE BLACK NOODLE PROJECT, When the stars align, it will be time (2022)

 


Band di lungo corso (il primo disco è del 2004), The Black Noodle Project è una sorta di one man band di Sèbastien Bourdeix, orfano dal 2017 di Jèrèmie Grima e degli altri membri del gruppo, che con l’ultimo When the stars align, it will be time si appoggia alla batteria di Tommy Rizzitelli, unico membro esterno a suonare con lui (Bourdeix si divide tra chitarra, basso, tastiere e voce). L’attacco vitale del riff di chitarra in Welcome to hell mostra l’anima rock del progetto, un brano che si muove agile e fresco, senza tralasciare una punta malinconica che permea la trama sino allo spoken finale di Bourdeix. Black moment, cantata da Sab Elvenia, muta l’atmosfera, e difatti la traccia, molto melodica, è maggiormente vicino alla forma canzone, mentre Give us hope è una composizione dal sapore filmico, enfatica ma anche elegante, prima di Time, dove ritroviamo Elvenia, per un pezzo ancora molto ispirato. La voce femminile suggella pure la seguente Stormy weather, un lungo momento ben costruito, tra frangenti agrodolci e passaggi tenui, che ci conducono alla conclusiva Behind the light, splendido e intenso finale di un lavoro cesellato con cura e pathos. (Luigi Cattaneo)

sabato 18 maggio 2024

SAILOR FREE, Incognito (2024)

Incognito segna il ritorno della “Spiritual Revolution” dei Sailor Free, ritorno e compimento, perché il brano introduce Spiritual Revolution Part 3, terzo e ultimo capitolo della trilogia.

Negli anni che ci separano dalla Part 2, la Spiritual Revolution non si è fermata: si è sviluppata prima in una web serie Spiritual Revolution People e ora, con lo stesso titolo, in uno spettacolo teatrale, sempre scritto da David Petrosino. Spiritual Revolution People, che debutterà il 30 maggio a Roma al Teatro Greco, è uno spettacolo interpretato principalmente da giovani attori, che sono anche i protagonisti del video realizzato per Incognito, il primo singolo dell’album. Incognito è una certezza, la certezza del fascino del non rigidamente omologabile, è la trasposizione in musica di quella che i Sailor Free hanno assunto come regola di vita. E’ un brano essenziale per capire dove i Sailor Free sono arrivati, da dove sono partiti e dove la Rivoluzione Spirituale è in procinto di farli approdare.

Incognito (Video)


Tide Records 2024
www.tides.it info@tides.it www.sailorfree.com

lunedì 13 maggio 2024

MAC/CORLEVICH, Rain or shine (2024)

 

Dietro la sigla Mac/Corlevich si celano Cristiano Mecchi (voce, batteria, tastiere, percussioni) e Davide Corlevich (chitarra, tastiera, basso, percussioni), un duo folk di Verona che mi ha conquistato sin dai primi ascolti, per la capacità innata di essere immediati senza scadere nello scontato e nel banale. Ci sono gli anni ’60 e ’70 del genere, con un tocco di alternative e americana che finisce per modernizzare di una spanna la proposta, intrisa di caldo e immaginifico cantautorato. La voce di Mecchi si muove sicura lungo le evoluzioni della chitarra di Corlevich, basti ascoltare brani come la malinconica Farewell kisses, la delicata title track, l’omaggio al Cornell di Let your eyes wonder e la raffinata Something beautiful, episodi cardine di un lavoro tanto breve quanto affascinante. (Luigi Cattaneo)

Farewell kisses (Video)



sabato 11 maggio 2024

NIGHTBREEDER, La casa dalle cinque punte (2023)

 


Ci eravamo già occupati di Simone Giorgini (tastierista dei Darkend) ai tempi dell’uscita del precedente Sons of the mountain’s witch ed è un piacere constatare come il singolare progetto denominato Nightbreeder, figlio dell’amore del musicista per le colonne sonore, arrivi al secondo capitolo mostrando probabilmente ancora più idee rispetto al già riuscito esordio. La casa dalle cinque punte è un lavoro caratterizzato da spunti fortemente classici (oltre a Giorgini, che suona un gran numero di strumenti a tastiera, abbonda l’uso di quelli ad arco), oscuri e orrorifici, tra trame che non disdegnano un approccio progressive e sentori ambient molto raffinati. Visioni care a Danny Elfman e Hans Zimmer, ma anche ai nostrani Goblin, spunti sinfonici che paiono omaggiare Tchaikovsky e Schubert, il tutto sviluppato attorno alla saga, creata da Giorgini stesso, The mysteries of Gordon Pym Island, che fa da sfondo ai tratti epici e filmici realizzati con una cura a dir poco maniacale. La complessità strutturale dell’opera e la sua lunghezza (quasi 70 minuti) non permettono ascolti distratti, ogni passaggio va assorbito con dedizione estrema, proprio perché la narrazione posta in atto da Simone è volutamente laboriosa, con un organico estremamente ricco, che risulta fondamentale per la riuscita della corale opera. Nota a margine, curiosa ma anche inquietante, la casa che viene citata nel titolo del disco esiste davvero, si trova a Campagnola Emilia e la leggenda vuole che sia infestata dopo la morte per annegamento della bimba piccola che l’abitava insieme alla famiglia … (Luigi Cattaneo)

mercoledì 8 maggio 2024

INVERNALIA, Live at Spring Prog Fest (2023)

 


È sempre un piacere ritrovare Aldo Pinelli, musicista argentino molto legato al prog italiano e più in generale alla nostra terra (testimonianza è data anche dal fatto che i suoi lavori escano da tempo per la nostrana Lizard Records). L’occasione, stavolta, è la pubblicazione di Live at Spring Prog Fest (registrato al St. Alban’s College di Buenos Aires il 19 novembre del 2022) dei suoi Invernalia (oltre a Pinelli impegnato alla chitarra e alla voce abbiamo Augustìn Lespada alle tastiere, Santiago Ghione al basso e Daniel Vibart a batteria e percussioni), un resoconto dal vivo che è testimonianza della sua lunga carriera (vi sono anche riproposizioni di brani targati Habitat e tratti dal suo repertorio solista). In questo live emerge la dote di Pinelli di muoversi con leggerezza all’interno di un contesto figlio dell’amore per certe strutture tipiche del progressive e di un certo folk settantiano, con il sudamericano che propone brani come Pelea en la cima (tratto dal primo lavoro del progetto Invernalia), abbellita dal flauto di Paula Dolcera, lo strumentale Periplo (Habitat) e la classica Los patos se transforman en cisnes. Ad arricchire ancora di più la proposta troviamo in coda tre bonus inedite registrate in studio, segno della voglia dell’argentino di continuare a proporre nuova musica a 30 anni esatti dall’esordio Jam 1994 (a firma Ajedrez + Aldo Pinelli). (Luigi Cattaneo)

lunedì 6 maggio 2024

ANTONELLO LOSACCO, Worlds beyond (2023)

 

Bellissimo ritorno per Antonello Losacco, bassista che, dopo l’abbuffata di archi che segnava Respira, cambia prospettiva pur mantenendo la capacità di raccontare e di creare bozzetti di natura immaginifica. Con lui in questa nuova fatica (ancora targata Gleam Records) troviamo Vitantonio Gasparro (vibrafono) e Vito Tenzone (batteria), bravissimi nell’assecondare le visioni del leader, che combaciano con un certo mood da soundtrack. Compositivamente Losacco appare preciso e accattivante, e il trio espone temi corposi e brillanti, sia quando la scrittura si fa maggiormente intricata, sia quando si adagia su malinconiche ballad, meravigliosamente interpretate da musicisti di notevole caratura. A questo aggiungiamo il tocco del maestro Roberto Ottaviano, magistrale con il suo sax in Here and now, Clouds and trees (dove è presente anche la voce di Badrya Razeem) e L’attesa. Le idee di Losacco mostrano un’espressività audace, frutto di anni di studi che hanno portato ad una personale visione dell’approccio alla materia, sintetizzata attraverso composizioni mai banali e di enorme profondità. Intenti condivisi con i suoi compagni di avventura, legati da un fine interplay e da un complessivo lavoro d’equipe ravvisabile in momenti come Devo andare o La doppia ora, altri episodi notevoli di un album maturo ed elegante. (Luigi Cattaneo)

I tuoi occhi (Studio Live Session)



venerdì 3 maggio 2024

RARE EARTH ELEMENTS, Human Impact Backscattering (2023)

 


Come naturale evoluzione della band Astralia, dopo quasi 10 anni di elaborazione artistica, nasce il nuovo progetto Rare Earth Elements (Riccardo Loriggiola basso, stick, contrabbasso, Massimo Loriggiola batteria, Andrea Zagon chitarra, Riccardo Pozzobon tastiere, Alessandro Corrò voce). Il recente Human Impact Backscattering, uscito nel 2023 su tutte le piattaforme digitali, è intriso di sonorità che spaziano dai King Crimson, ai Porcupine Tree, passando per Queensryche e Pink Floyd. Un lavoro ispirato al romanzo The road dello scrittore statunitense Cormac McCarthy, fanno di questo disco un concept interessantissimo e ricco di idee, pregno di sfumature differenti e articolati sviluppi tipici del progressive rock psichedelico. Chi aveva già apprezzato gli Astralia (due album e un ep a cavallo tra il 2000 e il 2011) ritroverà qualcosa di quel gruppo ma rivisitato in chiave maggiormente oscura, una visione ridefinita del concetto di prog che ci offre uno spaccato della poliedricità del quintetto veneto. Cuore pulsante del racconto è il viaggio intrapreso da un padre e da suo figlio, sfondo narrativo di pulsanti emozioni, equilibrate con garbo da una band che ha avuto tutto il tempo di maturare trame raffinate, cinematografiche e dal sapore distopico. È ciò che troviamo in brani come If one day, Three bullets e la conclusiva Prometheus, tra i momenti migliori di un esordio evocativo e suggestivo. (Luigi Cattaneo)

giovedì 2 maggio 2024

MARC COPLAND QUARTET, Someday (2022)

 



Uscito nel 2022, Someday è un lavoro che vede il pianista Marc Copland accompagnato da alcuni talenti della scena di New York (Robin Verheyen al sax, Drew Gress al contrabbasso e Mark Ferber alla batteria). Un’ora di grandissimo jazz, come da tradizione per un veterano dello strumento (ha accompagnato per decenni John Abercrombie e Gary Peacock), tra omaggi e brani originali, composizioni ricche di virtuosismi e passaggi da soundtrack di grande effetto. Copland e Gress, che già hanno suonato insieme per molti anni, trovano qui la compagnia di altri due ottimi interpreti della materia, Verheyen, che ha firmato anche alcuni brani del disco (la malinconica Encore e la fantasiosa Dukish), e Ferber, già all’opera proprio con Peacock (oltre che presente nel quintetto di Ralph Alessi). Ovvio che con queste premesse le speranze di trovarsi dinnanzi ad un album di ottima fattura siano piuttosto alte e l’opener Someday my prince will come mette in chiaro da subito la qualità del prodotto. Tecnica, lirismo, groove, intensità di esecuzione, il tutto brillantemente miscelato da un quartetto che abbina spontaneità, pathos e feeling, elementi che portano ad un interplay tra le parti maturo e suggestivo. L’approccio di squadra adottato dal leader risulta vincente, perché in Someday si avverte l’essenza di una vera band, e così si spiegano tracce come Spinning things o Round she goes. Registrato l’11 e il 12 gennaio al The Samurai Hotel di New York e distribuito da InnerVoiceJazz, il lavoro è acquistabile al seguente link https://marccoplandjazz.bandcamp.com/album/someday (Luigi Cattaneo)

sabato 27 aprile 2024

ELEONORA STRINO, I got strings (2023)

 

Dall’incontro con due enormi musicisti come Greg Cohen (contrabbasso) e Joey Baron (batteria), nasce I got strings, disco firmato dalla chitarrista Eleonora Strino ed uscito per Cam Jazz. Il talento del trio emerge all’interno di un disco registrato in un solo giorno, omaggio ad alcune memorabili pagine della musica internazionale, tra cui I let a song out of my heart di Duke Ellington, I got rhythm di Gershwin e Estate di Bruno Martino, che fanno dell’album un lavoro sì di tributo ma sviluppato con personalità e gusto, anche grazie ad uno spirito vagamente improvvisativo che dona brio all’atto interpretativo. Le parole di Eleonora sono esemplificative del modus operandi della seduta. La chitarra con cui ho registrato il disco è una Gibson L7 del 1933. Direi, quindi, che quest’album nasce dal legno, dalla ricerca del suono, è un incontro tra tre artisti in un piovoso e freddo pomeriggio berlinese. L’equilibrio della breve ma significativa session di registrazione di queste riletture ha portato alla creazione di un’opera fresca, gradevole sin dalle prime note e piena di pathos, con l’elemento tecnico che diviene traino per un’approfondita analisi di brani familiari e noti agli appassionati della materia. Passato e presente si fondono quindi all’interno di un contesto armonico, fluido e di grande fascino. (Luigi Cattaneo)

I got rhythm (Video)



mercoledì 24 aprile 2024

PINHDAR, A sparkle on the dark water (2024)

 

Terzo lavoro per i Pinhdar, duo composto da Cecilia Miradoli (voce) e Max Tarenzi (chitarra), che dopo l’esperienza con i Nomoredolls hanno deciso di esplorare altri terreni, guardando con curiosità al trip hop e all’elettronica. Questo nuovo capitolo, A sparkle on the dark water, registrato con il produttore Bruno Ellingham, già collaboratore di nomi tutelari come Massive Attack e Portishead, è la conferma del talento e della crescita compositiva dei milanesi, che hanno creato un disco passionale, dai tratti mistici e dark. Riflessioni profonde sull’attualità, musicate attraverso un tessuto sonoro maggiormente costruito rispetto al passato, giocato soprattutto sulla dualità tra chitarre e synth, un tessuto che impreziosisce episodi come la raffinata Little light, l’oscura Murderers of a dying God, la distopica Solanin (ispirata all’omonimo manga di Ino Asano) e la malinconica At the gates of dawn, splendido finale di un album convincente sotto tutti i punti di vista e caldamente consigliato ai fan di Portishead, Bjork e Beach House. (Luigi Cattaneo)

Humans (Video)



domenica 14 aprile 2024

GOLD MASS, Flare (2024)

 

Avevo lasciato Gold Mass (progetto dietro il quale si cela Emanuela Ligarò) ai tempi della pubblicazione dell’ep Safe, ed è un piacere ritrovarla ora con un altro ep, Flare, formato da cinque brani che confermano l’attitudine e la forza delle idee compositive dell’artista. L’internazionalità della musica di Emanuela l’ha portata ad esibirsi all’estero, forte di un sound elettronico che rimanda a maestri del genere come Tricky, James Blake o FKA Twigs, una proposta decantata con personalità e grazia in ogni suo aspetto, oltre che curata nei minimi dettagli. I brani di Flare suonano ipnotici e spirituali, una ricerca sonora mai artefatta e sempre votata alla comunicabilità, complice anche una vena psichedelica che lambisce i temi esposti. Trip hop oscuro e malinconico allentato nella forma da ritmiche ballabili, atmosfere rarefatte che incontrano suoni da dancefloor, il tutto legato dalla costanza con cui la Ligarò porta avanti le tante suggestioni targate Gold Mass. Per ascoltare e acquistare Flare potete visitare la pagina https://goldmass.bandcamp.com/album/flare . (Luigi Cattaneo)

There should be sky above you (Video)




mercoledì 10 aprile 2024

POETICA DA COMBATTIMENTO, Life (2023)

 

Poetica da combattimento è un duo formato da Alfonso D’Auria (voce, basso, armonica) e Antonio Maiuri (chitarra), ma la formazione si completa con gli ottimi Ruben Iardino (voce, kalimba), Pierfrancesco Vairo (batteria) e Corrado Ciervo (violino), che con Life arriva al debutto dopo anni di affinamento delle peculiari caratteristiche sonore. Il certosino lavoro di ricerca sull’intima coesione tra musica e versi dal profondo significato emotivo ha portato i P.d.C. a sviluppare interazioni suggestive di spoken e rock elettronico, una forma affascinante di teatro canzone che vede brani come Uno e Zero, Il mondo non è (che vede la partecipazione di O Zulù, storico membro dei 99 Posse), Due maree e Vendo e compro le punte massime di un primo passo ambizioso ed estremamente interessante. Il duo espone sul piatto riflessioni, metafore e speranze, tutte riposte in un album che finisce per celebrare con forza l’animo umano e le sue innumerevoli periferie. (Luigi Cattaneo)

Il mondo non è (Video)



domenica 7 aprile 2024

BEPPE ALIPRANDI, Alti e bassi (2022)

 

Uscito nel 2022 per Splasc(h) Records, Alti e bassi è l’ennesima dimostrazione della creatività di Beppe Aliprandi, sassofonista e flautista storico del jazz italiano, attivo sin dagli anni ’70, quando suonava spesso al mitico Capolinea di via Ludovico il Moro a Milano. Le composizioni qui presenti vedono il sax (e in parte il flauto) di Aliprandi incontrare il contrabbasso, strumento cardine del jazz maneggiato con grande padronanza da Matteo Mosolo e Valerio Della Fonte. Un lavoro iniziato nel 2021, quando un paio di incontri con Mosolo portano alla realizzazione di diverse tracce che andranno a comporre Alti e bassi, completato poi dalla collaborazione con Della Fonte. Idee, intuizioni, temi vivaci, doti tecniche, tutti elementi al servizio di un album non di facile lettura, non sempre scorrevole ma di enorme fascino, basti ascoltare brani come La pasionaria (splendido omaggio al genio di Charlie Haden), A new tune, Unveiled (l’unica ottimamente scritta da Mosolo), Carnia (dove le evoluzioni di Aliprandi trovano il sostengo ritmico di entrambi i contrabbassisti) e la conclusiva e caleidoscopica Spazio remoto. Disco ideale per iniziare a conoscere ma anche per approfondire la discografia di Aliprandi, un musicista sempre coerente con il suo percorso e ricco di curiosità. (Luigi Cattaneo)

Unveiled (Video)



giovedì 4 aprile 2024

MAURO PATTI, Telamon (2023)

 


Uscito sul finire del 2023, Telamon è il nuovo album di Mauro Patti, prodotto dall’etichetta Dodicilune, un’opera ambiziosa in cui il batterista di Agrigento si è avvalso di un nutrito parterre di straordinari musicisti, tutti bravissimi nel supportare le tante intuizioni del siciliano. Rispetto all’esordio del 2020 (Kerkent Afro Project) Patti ha sviluppato trame jazz con interpreti maggiormente legati alle sue idee, un lavoro d’insieme notevole, registrato live in studio, denota un interplay di altissimo livello, fraseggi in odore di jazz rock, vibranti pulsioni afro e uno sguardo alla world music. La storia di Agrigento viene narrata attraverso personaggi storici e luoghi, una sorta di illuminato concept pieno di grazia, variegato sin dall’apertura di Kalos, sontuosamente divisa in tre parti, sa essere immaginifica, intensa e potente, con i temi esposti in maniera efficace da un ensemble guidato con eleganza da Patti. Grande importanza riveste l’organico di sax presente (ben 4), che dialoga costantemente con i ritmi spesso Afro imbastiti dal leader, dove l’aspetto poliritmico si manifesta con vigore ed enfasi, basti ascoltare brani come Demarèteion, in cui viene omaggiato Coltrane, o Caravan (tribute to Giulio Capiozzo), adattamento di uno standard di Duke Ellington e Juan Tizol, nella versione arrangiata da Capiozzo, indimenticato batterista degli Area. Patti guarda alla sua terra natia in Chiantu, con il tema tratto da Ah sì, versate lacrime, canto funebre del Venerdì Santo, ma gli stessi umori folk avvolgono la doppietta Porta dei venti/Bibbirria, ispirata da un quartiere di Agrigento culla di popolazioni arabe, è una discesa etnica avvolgente e ricca di pathos. Ultima citazione per le due sezioni che compongono Umbilicus, divise tra musica afrocubana e jazz ballad d’autore. Telamon è la conferma della bravura di Patti nel creare situazioni densissime di riferimenti culturali, un caleidoscopio gestito con efficacia da un autore curioso e di grandissimo talento compositivo. (Luigi Cattaneo)


mercoledì 3 aprile 2024

AA.VV., Sound Bloody Sound (2024)

 


Nata come fanzine nel 2004, con lo scopo di promuovere artisti della provincia di Ancona, la Bloody Sound negli anni è cresciuta a dismisura, incentivando eventi e trasformandosi in etichetta discografica, con la conseguenza di ampliare il rooster con band provenienti da tutta Italia. Per festeggiare il ventennale di attività esce ora Sound Bloody Sound, raccolta contenente 14 inediti di artisti che hanno collaborato attivamente con la realtà di Jesi. La raccolta è curata da Daniele Nando Luconi e Nicola Amici. È una selezione parziale ma rappresentativa degli artisti con cui Bloody Sound ha avuto il privilegio di collaborare nel corso di questi venti anni e con cui continuerà a collaborare nei prossimi venti e oltre. Ci sarebbe piaciuto averli tutti in questa compilation, ma, per ovvi motivi, non è stato possibile. Le dichiarazioni della label fanno il paio con la scaletta proposta, che oscilla tra l’aggressività, anche cupa, di Zolle, Heat Fandango e Lleroy, passando per l’elettronica folle del progetto Saturday Night Dengue, senza dimenticare le atmosfere regalate da Kaouenn e Loris Cericola, esempi della variegata proposta dell’etichetta marchigiana. (Luigi Cattaneo)

mercoledì 27 marzo 2024

COSIMO BONI, May be (unable to return) (2023)

 


Esordio da leader per il trombettista Cosimo Boni, che ha firmato con il recente May be (unable to return), uscito per Fresh Sound New Talent, un album che abbina grande raffinatezza compositiva a splendide melodie, un connubio che ha donato a quest’opera prima visioni immaginifiche e profondità esecutiva. Il lavoro d’insieme portato avanti da Boni con Daniele Germani (alto sax), Isaac Wilson (piano), Mats Sandahl (basso) e Jongkuk Kim (batteria, cimbali) è la sublimazione del suo percorso, dagli studi al Berklee College alle influenze di Miles Davis, Darren Barrett e Donald Byrd, per un risultato globale figlio dell’esemplare interplay tra le parti, soprattutto tra i fiati, supportati egregiamente dal pianoforte di Wilson e dalle decise ritmiche elaborate. Un’organicità catturata nelle note di Dunda, Question e Dream giver, dove tutto il quintetto esplora le proprie possibilità espressive, risultando fluido e originale, fresco ed eclettico. L’equilibrio tra scrittura e improvvisazione è il motore di May be, un debutto maturo e pieno di intriganti suggestioni. (Luigi Cattaneo)




martedì 26 marzo 2024

IRA GREEN, Tutti i colori dell'Ira (2023)

 

Terzo lavoro in studio per Ira Green, un disco autoprodotto (dopo una campagna di crowdfunding) dove l’artista napoletana ha potuto scegliere in piena autonomia la strada da seguire, confezionando quello che ad oggi forse è il suo album più eclettico. L’alternanza tra brani in italiano e in inglese è il primo aspetto che si palesa, così come lo sviluppo sonoro che, pur restando in un ambito legato all’alternative/crossover, ben sintetizza la voglia di stupire di Ira (voce, chitarra, basso, tastiere), supportata nelle tante idee messe sul piatto da Marco Branca (basso, chitarra, piano, tastiere), Andrea Sora (chitarra) e Alessandro Longhi (batteria), oltre che dalle collaborazioni con Roberto Cilia (voce) e Giovanni All’Heavy (basso). Emerge la forza interpretativa dell’autrice in brani come I miei tempi, Vecchia scuola o I am your hero, ma anche in momenti più pacati, vedi Shattered love blues, Goodbye I’m leaving e Roses, Ira convince non solo vocalmente ma anche come songwriting, dimostrando di calarsi con sicurezza all’interno di atmosfere ben diverse tra loro. Il disco è acquistabile dal sito https://www.iragreen.it/ (Luigi Cattaneo)

Roses (Video)



sabato 23 marzo 2024

CHRISTIAN MASCETTA, Out of space (2023)

 

Il disco Out of space è un progetto che nasce dalla forte coesione umana e musicale che condivido da molti anni con Pietro e Michele. Le composizioni sono frutto delle storie che ho vissuto, delle persone che ho incontrato e del voler sperimentare sempre qualcosa di diverso dalle produzioni precedenti. Con queste parole il chitarrista Christian Mascetta (di cui avevamo già parlato ai tempi del suo ottimo album con il Glutenfree Trio) presenta Out of space, disco uscito per Abeat Records e registrato insieme a Pietro Pancella (basso) e Michele Santoleri (batteria), una sezione ritmica artefice di una prova gigantesca, a sostegno delle doti del leader, bravissimo non solo tecnicamente ma anche come compositore. Difatti la fusion di Mascetta guarda alla psichedelia, al jazz e al progressive rock, ma più in generale agni anni ’70, risultando godibile sin dai primi ascolti, anche quando le trame si fanno fitte, come nel caso della splendida Ade. Suggestiva Wormhole, ha la dote di introdurre con garbo nel lavoro, che sviluppa momenti di grande raffinatezza in Il coraggio di accettare e Acheronte, mentre l’unica composizione cantata è la title track, dove troviamo Miriana Faieta (che ha scritto anche il testo), a proprio agio in un brano delicato e suggestivo. (Luigi Cattaneo)

Conigli di Battistini (Video)



mercoledì 20 marzo 2024

ROGUE DEAL, Escape from justice (2023)

 

Attivi dal 2017, i veronesi Rogue Deal (Nicola Danese batteria, Francesco Galbieri basso, Michele Turco voce, Matteo Finato chitarra e Gianluca Padovani chitarra), arrivano all’esordio (dopo un demo del 2019) con questo Escape from Justice, un lavoro di esaltante heavy metal, che farà la felicità di quanti amano Iron Maiden, Diamond Head e Tygers of Pan Tang. Si dipanano con queste premesse brani di grande impatto (Lightning force), altri maggiormente strutturati (le splendide Condemned to power e When fear has tales to tell), richiami alla NWOBHM (Streetfighter) e ragguardevoli trame strumentali (Starmirror). Un album pieno di genuina potenza, fieramente legato al passato del genere, convincente anche in virtù di una scrittura solida e minuziosa. Completa il quadro il bellissimo artwork ad opera di Dimitar Nikolov, altro motivo per acquistare senza indugi Escape from justice. (Luigi Cattaneo)

Lightning force (Video)