sabato 20 luglio 2024

TURANGALILA, Lazarus Taxa (2023)

 

Attivi dal 2018, i Turangalila sono un quartetto formato da Michele De Luisi (basso, bouzouki, chitarra, violino, viola, sintetizzatore), Antonio Maffei (chitarra, elettronica), Giovanni Solazzo (batteria, percussioni) e Costantino Temerario (chitarra), artefice di un suono potente, viscerale e immaginifico, tanto che l’inizio della carriera li vede impegnati nella sonorizzazione del film muto Il Gabinetto del Dottor Caligari. Dopo Cargo Cult del 2021 è ora la volta di Lazarus Taxa, altro lavoro affascinante e profondo, registrato insieme a Gianluca Di Fonzo (sax) e Michele Murgolo (violoncello), che con i loro interventi colorano il già ricco piatto proposto dai baresi. Noise, doom e psichedelia si fondono all’interno di un complesso elaborato, sognante e denso, maggiormente ricercato e più ampio rispetto al recente passato, segno della crescita compositiva ed evolutiva di una band che ha tutto per emergere netta dall’italico underground. (Luigi Cattaneo)

Full Album



lunedì 15 luglio 2024

VITTORIO SOLIMENE, Alexithymia (2023)

 

Uscito lo scorso anno, Alexithymia è il nuovo disco di Vittorio Solimene, pianista romano (ma di origini napoletane) che già aveva fatto parlare di sé per il precedente Urlo Piano. Accompagnato dagli ottimi Lorenzo Simoni (sax), Alessandro Bintzios (contrabbasso) e Michele Santoleri (batteria), Solimene firma un album formato solo da brani originali, mostrando una verve creativa non indifferente, che si traduce in uno spettro sonoro dagli allargati orizzonti, dove troviamo sì i classici elementi jazz ma anche una vena cameristica non usuale, aspetto che marchia la natura del progetto. Basti ascoltare brani variopinti come And the sun rises e Invisible walls, ma anche gli evocativi soffi poetici di Roots and wings e The old man in Estella per comprendere la portata di Alexithymia (che per l’appunto in greco significa emozioni senza parole). Si sviluppano così sensazioni lontane, ricordi, anche sfumati, ma vivi, un approccio concettuale puro, in cui il quartetto si esprime come essere unico, una sintassi resasi tale attraverso un lavoro collettivo, spirito guida di un’opera che è viaggio e visione, paesaggi che abbagliano e incontri che definiscono esperienze. Solo così Solimene arriva a comunicare direttamente con chi ascolta, definendo Alexithyma per quello che è, un lavoro autentico e immaginifico. (Luigi Cattaneo)

The old man in Estella (Video)



sabato 13 luglio 2024

VENGHANZA, Opal (singolo 2024)

La scalata di una montagna ricoperta di opali, pietre preziose che in natura possono presentare una moltitudine di colori, a partire dal nero fino all'azzurro cielo.

Se l'inizio dell'arrampicata si svolge su sentieri scuri e cupi, man mano che si risale il dorso della montagna le tonalità schiariscono, fino ad arrivare alla cima luminosa, ariosa e iridescente che ci regala una vista maestosa.

Interpretabile anche come metafora sulla vita, su come i primi passi siano sempre i più spaventosi ma avanzando ci si renda sempre più conto di quanto ne vale la pena: questa è Opal, il nuovo singolo dei Venghanza.

Il brano, progressive metal strumentale con sfumature post rock, è stato composto ed eseguito in studio dai tre membri attuali della band, con la partecipazione alla tastiere di Pietro Visibelli per la composizione e di Giacomo Pieri per l'esecuzione in studio; registrato, mixato e masterizzato negli studi Cantine di Badia da Giovanni Sala.

Opal è ora disponibile con visualizer ufficiale e su tutti gli store digitali.

Guarda qui il video di “Opal”: https://www.youtube.com/watch?v=jn07H2Y6iIk&ab_channel=Venghanza

Il progetto Venghanza nasce nel 2020 da Gabriele Castiglia e Leonardo Donnini, che già in passato avevano preso parte ad altri progetti assieme, e David Guercini, sostituito da Leonardo Tanzini dal settembre 2022.

La composizione dei primi brani prog e post-rock, sviluppata dai tre componenti originari, comprende sonorità moderne ed elementi orchestrali, orientali ed elettronici.
Il primo album Motion, pubblicato ad aprile 2023, si avvale della collaborazione di vari musicisti italiani per aggiungere sonorità classiche ed etniche ed è stato anticipato dal singolo Turning Eagerness.

Line up attuale:

  • Gabriele Castiglia (chitarra, tastiere, synth): classe '75, ha militato in diverse band già dai primi anni 90 spaziando dallo stoner/psych fino al death metal, tra cui i Coram Lethe per qualche mese. Ha conseguito attestato di primo e secondo livello alla scuola di musica Lizard.

  • Leonardo Donnini (batteria, piano, tastiere): classe '93, a cinque anni inizia a prendere lezioni di batteria e a dieci di pianoforte. Ha fatto parte di diversi progetti inediti, tra cui gli Hot Rats, e come turnista temporaneo per i Mustang Mama Blues Band.

  • Leonardo Tanzini (basso): classe 2000, si avvicina alla musica studiando batteria da bambino per poi dedicarsi al basso. Ha militato in diversi progetti inediti tra cui SuonaMo.



Al momento la band sta lavorando su materiale nuovo; per aggiornamenti seguite i social:

Facebook https://www.facebook.com/venghanza

Instagram https://www.instagram.com/venghanza/

Youtube https://www.youtube.com/channel/UCn0vwe543PXnXF85SuTpUPQ

Spotify https://open.spotify.com/intl-it/artist/5307ysfzWo1CXcGUy6RVxX


venerdì 12 luglio 2024

THE DANSE SOCIETY, The loop (2024)

 


Ritorno davvero molto gradevole per The Danse Society, band attiva da inizio anni ’80 che Paul Nash (chitarra), unico membro presente dall’inizio dell’avventura, ha riformato con Maethelyiah (voce), Jack Cooper (basso), Dylan Riley (batteria) e Steve Dickinson (tastiere). La new wave degli inglesi in questo nuovo The loop appare ispirata, con rimandi a sonorità goth e dark ma anche fraseggi in odore di progressive, probabilmente una novità per il sound del quintetto, percepibile soprattutto quando la partitura diviene prettamente strumentale. Le iniziali Divided to the end e The lies vengono arricchite dai giochi dei fiati di Murray Robinson al sax e Sam Wrigley alla tromba, The sound and the fury ha invece le stigmate del classico brano post punk, perfetto da suonare in sede live. La title track è un ottimo momento strumentale, definito anche dalla presenza di Marcjanna Slodczyk al violino e Felicity Lloyd al violoncello, mentre i fiati, sin qui molto importanti nell’economia complessiva, risaltano anche If you were only listening. Si prosegue con l’incalzante Algorithm control, prima dell’ottantiana Shake Shake e del drammatico finale di Undone, che si muove tra strumenti a fiato e ad arco con una consapevolezza che profuma di autorità e magnetismo. (Luigi Cattaneo)



giovedì 11 luglio 2024

COFFEE & FLOWERS, Ricalco (2022)

 


Secondo lavoro per i Coffee & Flowers (Gianluca Niccoli voce, pianoforte, tastiere, Alessandro Moschini chitarra, basso, percussioni, balalaika, voce recitante, in passato con G.L.A.S. e H.A.R.E.M.), dopo l’acerbo esordio Capatosta il duo torna con un disco più maturo e meglio composto, un concept che racconta una storia di reincarnazione. Ricalco parte da questi presupposti, con una narrazione maggiormente interessante rispetto al primo episodio, complice anche una vena legata sì al cantautorato ma che non disdegna passaggi in odore di progressive, soprattutto quando interviene lo spoken di Moschini, che tratteggia gli attimi più immaginifici della trama. Certo in alcuni brani si percepisce l’assenza di sviluppi sonori adeguati allo sforzo espositivo messo in campo, aspetto su cui si può lavorare per il futuro, soprattutto alla luce di questo album, che dimostra come il duo toscano abbia idee e voglia di trasformarle in qualcosa di compiuto. (Luigi Cattaneo)

mercoledì 10 luglio 2024

AIRPORTMAN & STEFANO GIACCONE, La chiara presenza, Tony Buddenbrook in teatro: 1998-2023




Registrato durante uno spettacolo dal vivo del gennaio 2023 al teatro Magda Olivero di Saluzzo, La chiara presenza (Lizard Records) vede la collaborazione tra Airportman e Stefano Giaccone (Tony Buddendbrook, già artefice del progetto Franti), coadiuvati da una serie di musicisti che hanno preso parte alla serata divisa in due tempi (Overture-Le cose diverse rimangono e Le stesse cose ritornano, quest’ultimo album del 1998 proprio di Buddenbrook, nome femminile mutuato da un romanzo di Thomas Mann). Canzone d’autore, ricerca e folk si mescolano con classe all’interno di un lavoro splendido, emozionale e sincero, resoconto di una serata evento che riannoda i fili con il passato di Giaccone, che proprio nel 1998, dopo la pubblicazione del suo esordio, emigrò in Gran Bretagna. Allo stato attuale tra i dischi più significativi, per qualità e pathos complessivo, da me ascoltati in questa prima parte di anno. (Luigi Cattaneo)

martedì 9 luglio 2024

SHIVA BAKTA, 6/4 of love (2022)

 


È sempre un piacere ritrovare l’estro di Lidio Chericoni, in arte Shiva Bakta, qui alle prese con il suo terzo lavoro, 6/4 of love, uscito ormai nel 2022. Ma la musica non ha data di scadenza e così mi sono avvicinato con una certa curiosità a questo album, dopo il precedente Save me, formato da una suite di 40 minuti circa. La personale visione del pop dell’autore trova conferma in un disco più immediato ma non per questo banale, anzi, perché ci troviamo dinnanzi ad un’opera curatissima in ogni dettaglio, variegata e arrangiata in maniera certosina, raffinata e nobile, perché quando si riescono a creare brani così maturi, pur restando nell’ambito della forma canzone di facile presa, non si può che rendere omaggio alle intenzioni. La stravaganza di Shiva e il suo eclettismo emergono in brani come She’s an alien, venata di bizzarro indie folk, Half an hour, con la sua dose di malinconia e la title track, che con i suoi nove minuti di durata ci riporta alle atmosfere psichedeliche di Save me. Per acquistare o ascoltare il lavoro potete visitare la pagina https://shivabakta.bandcamp.com/album/6-4-of-love (Luigi Cattaneo)

martedì 2 luglio 2024

TOMMASO VARISCO, These gloves (2024)

 

Secondo lavoro per Tommaso Varisco, che con These gloves mostra una certa crescita di scrittura e personalità, un disco molto curato, dalle atmosfere invernali (come suggerisce il nordico artwork), intimiste e dai tratti malinconici, pacato ma deciso, pregno di sfumature e arrangiato con grande maestria. Insieme a Tommaso (voce, chitarra acustica, harmonica) troviamo una serie di musicisti perfetti per interpretare le idee del veneto, che già dalle prime tracce denota una crescita complessiva non indifferente rispetto al recente passato. Il gusto di Song of joy, impreziosita dall’organo di Stella Burns (Gianluca Maria Sorace, che troviamo impegnato anche alla chitarra e al piano), Kittila e la title track che vengono invece elevate dal violoncello di Linda Varagnolo, mentre Andrea Sambo orchestra e suona il piano in Every moment has its colour, ma è l’intero lavoro ad esaltare il collettivo, completato dalle performance di Luca Swanz Andriolo del progetto Dead Cat in a Bag (chitarra, e-bow, banjio), Lorenzo Mazzilli (basso, batteria), Matteo Dall’Aglio (batteria, shaker), Alessandro Arcuri (basso fretless), Linda Nordio (voce) e Tin Sky (voce). Folk americano composto con sapienza e ricco di splendide suggestioni, che trovano nella voce di Tommaso un canale preferenziale per raccontare con intensità la natura finlandese e le sue mille declinazioni. (Luigi Cattaneo)

Lost souls (Video)



lunedì 1 luglio 2024

PULSAR, Nebula (2022)

 

Uscito nel 2022, Nebula segnava il ritorno del progetto Pulsar, valido esempio di ambient elettronico sviluppato attorno a piano, sintetizzatori e batteria. L’ambizioso lavoro di Leonardo Pucci (già batterista degli Espada e dei Danny Mellow) parte subito forte con un trittico fortemente elettronico (Helium, che vede la presenza di Laura Agnusdei al sax, Hydrogen e Dust) e legato al tema dello Spazio e del viaggio all’interno di una nebulosa, mentre altri momenti del disco nascono dall’utilizzo di strumenti acustici, che condizionano la cura melodica insita in certi evocativi passaggi. Non mancano i riferimenti ad artisti come Olafur Arnalds e Nils Frahm, ma è la personalità di Pucci a creare suggestioni tenui e avvolgenti, merito anche di una scrittura che prevede l’uso del piano acustico e del sax. Elettronica sì ma non solo, perché in Nebula convivono anche psichedelia, post, classica contemporanea e in parte Kosmische Musik, ed è proprio la title track uno degli esempi maggiormente calzanti, registrata con un piano preparato con una campanella di ottone, chitarra suonata con l’archetto, synth, il sax e l’harmonium. Distant waves apre la seconda parte dell’album in modo ipnotico, una carica immaginifica che sfocia nella seguente Floating clouds (di nuovo con la Agnusdei), un trip spaziale che prosegue con All of a sudden e termina con la memorabile Forgotten wind, ottima chiusura di un’opera coraggiosa e significativa. (Luigi Cattaneo)

Nebula (Video)