mercoledì 13 novembre 2019

LEDA, Memorie dal futuro (2019)


L'immagine può contenere: cielo e spazio all'aperto
I Leda sono un quartetto formato da Serena Abrami (voce, synth e chitarra acustica), Enrico Vitali (chitarra elettrica, e-bow e voce), Mirko Fermani (basso) e Fabrizio Baioni (batteria), con la comune passione per l’alternative rock, la new wave e il cantautorato. Memorie dal futuro nasce proprio da questo background e ciò si evince sin dall’iniziale Ho continuato, ottimo esempio della poetica del gruppo. Le trame di Distanze prima e Pulviscolo poi appaiono venate di grunge, una tendenza che non dispiace affatto e che si sposa bene con le tematiche affrontate dalla band. Leggermente più immediata è Nuovi simboli, che però non perde affatto in carica e denuncia sociale, mentre Nembutal mostra anche qualche bella reminiscenza post. Tu esisti continua la ricerca di un fil rouge tra cantautorato colto e pulsioni rock, Assedio mostra invece la parte dura dei Leda e una certa carica live. La bravura della band sta anche in questa alternanza tra momenti aggressivi e altri decisamente pacati, come in Deriva, in cui fa la sua comparsa il violoncello di Giuseppe Franchellucci. La nostalgia si impadronisce di Icaro, mentre Solchi, con il suo incedere battagliero è l’anticamera del piccolo capolavoro narrativo Il sentiero, malinconica traccia cantata dalla Abrami in coppia con Marino Severini dei Gang e abbellita dalle note di Franchellucci, oltre che da un testo veramente commovente. I Leda con questo album firmano un lavoro solido e raffinato, confermando come l’underground italiano sia vivo e vegeto e sappia produrre band di assoluto talento. (Luigi Cattaneo)

Ho continuato (Official Video)



sabato 9 novembre 2019

THE WAY OF PURITY, The majesty of your becoming (2015)


Risale al 2015 The majesty of your becoming dei The Way of Purity, band che fino ad allora si muoveva in territori deathcore (ne sono esempio Crosscore ed Equate) e che con questo album tentò la carta di un rock elettronico dai connotati ora più dark ora più metal. Il nuovo ingresso della brava Kirayel alla voce spostava l’equilibrio verso un suono che finiva per ricordare Lacuna Coil e L’ame Immortelle, un crossover d’intenti che dimenticava l’estremismo sonoro precedente e il deragliante growl che caratterizzava la produzione del gruppo fino a quel momento. Accessibilità che finiva comunque per creare un lavoro piacevole, che si lasciava ascoltare per tutta la sua durata, con qualche sussulto più riuscito che riusciva ad innalzare la qualità media complessiva, come nel caso dell’immediata Tide o dell’iniziale Dare to be yourself, che metteva subito in chiaro la nuova direzione stilistica della band. L’alternative metal si impadronisce di episodi come la title track e Disfigured by karma, mentre Equate viene omaggiato con una nuova versione di Eleven, prima delle buone trame di From the nest to the grave e Noah. Il gruppo, che fa parte dell’Animal Liberation Front, sta tornando con il quarto album, Schwarz Oder Rot, ancora pubblicato per la Wormholedeath. (Luigi Cattaneo)

The roots of evil (Video)




DANIELE BRUSASCHETTO, Flying stag (2019)


Attivo da ben trent’anni, Daniele Brusaschetto ha iniziato la sua carriera alla fine degli anni ’80, suonando nel tempo in varie formazioni thrash e death metal, senza disdegnare di incrociare il suo cammino con band noise e industrial e di collaborare con Paolo Spaccamonti (da queste pagine parlammo di Torturatori, disco in coppia con Paul Beauchamp) e OvO. Nel caso di Flying stag (registrato insieme ad Alberto Marietta, batterista potente e dinamico) vengono fuori tutte queste influenze, con Daniele molto bravo nel dividersi tra chitarra e canto e rimarcare come alcuni gruppi (Voivod, Prong, Godflesh) siano stati importanti per la sua crescita artistica. Granitico e aggressivo per tutta la sua (breve) durata, l’album ha la forza per omaggiare il passato e contemporaneamente stare con i piedi piantati nel presente e ne sono esempio lungimirante episodi come Like when it’s raining outside o Otherwhere, perfette per illustrare le coordinate di un progetto fresco e credibile. (Luigi Cattaneo)

Flying stag (Full Album)



venerdì 8 novembre 2019

BLOOD THIRSTY DEMONS, ... in death we trust (2019)

Il metal underground vive di gruppi che dopo decenni di attività o molteplici incisioni ancora sostano in un sottobosco da cui spesso non riescono ad emergere, divenendo col tempo band di culto e magari di riscoperta con gli anni. I Blood Thirsty Demons (attivi dal 1997), one man band di Cristian Mustaine (membro anche degli Human Degrade), sono da annoverare probabilmente in questa categoria, per via di quel fascino arcano che produzioni di questo tipo hanno nel proprio DNA.
… in death we trust è puro horror metal, arcano e suggestivo, un viaggio nella morte, tra heavy ottantiano, doom e dark, un trip che evoca gli incubi dei Mercyful Fate e le visioni dei Death SS di Heavy Demons e Black Mass, forse l’influenza maggiore di questo lavoro. Ne è esempio l’iniziale I’m dead!!, che indirizza subito il disco verso i canoni accennati, con le seguenti My last minute e … In death we trust che risultano drammatiche e fortemente oscure. Message from the dead è invece più classicamente heavy, prima della misteriosa The only road e Cry on my tomb, un drappo nero calato sugli occhi di chi ascolta. Il buio avvolge anche Killed by the priest, seppure con un indole decisamente metal, nonchè la conclusiva … My soul to take, 14 minuti sulfurei, una cavalcata ossessiva che sigilla un graditissimo ritorno a tinte fosche. (Luigi Cattaneo) 








martedì 5 novembre 2019

SEVENTH GENOCIDE, Svnth (2018)


Ep di altissimo livello per i Seventh Genocide (Rodolfo Ciuffo al basso e alla voce, Stefano Allegretti alla chitarra elettrica e acustica, Jacopo Gianmaria Pepe alla chitarra elettrica e Valerio Primo alla batteria), utilissimo soprattutto per coloro che non conoscono la band e che possono, in circa trenta minuti, capire l’indirizzo stilistico e la bravura dei romani. Il loro black metal, fortemente malinconico e imparentato con psichedelia e prog, può apparire ad un primo ascolto come un calderone di influenze poco legate tra loro, errore che solo un approccio distratto induce, poiché il quartetto ha invece la capacità di far coesistere dentro i brani più anime in modo fluido e creativo. Through woods and fire già chiarisce come il gruppo sappia maneggiare ambient, black e psichedelia, così come Clouds of desolation, oscuro e debordante esempio dell’arte dei Seventh Genocide (entrambi i pezzi erano presenti in demo di diversi anni fa). L’inedito Sleepless sposta l’asse verso un rituale progressivo nero pece, che prosegue con la conclusiva Martial eyes, in cui non mancano riferimenti all’heavy classico (anche questa arriva dal lontano passato della band). In attesa di un nuovo full (Towards Akina è del 2017), Svnth è un ep davvero pieno di idee e momenti suggestivi, ideale combinazione tra sulfuree melodie, bordate estreme e parti atmosferiche. (Luigi Cattaneo)

Sleepless (Video)



venerdì 1 novembre 2019

TRAMA, Oscure movenze (2018)


Risultati immagini per trama oscure movenze
A 20 anni da Prodromi di finzioni sovrapposte (allora uscito per la Mellow), tornano i Trama con Oscure movenze e con la formazione ora composta da Annalisa Accorsi (voce), Luca Scherani (tastierista molto presente nella scena prog italiana con La coscienza di Zeno, Hostsonaten e Periplo), Gabriele Guido Colombi (basso di La coscienza di Zeno e La dottrina degli opposti), Paolo Gaggero (batteria) e Lorenzo Loria (chitarra). Il progressive dei liguri è ancora sinfonico e questo album, uscito nel 2018 per Lizard, riannoda i fili con quel passato, guardando agli anni ’70 di Locanda delle fate, Banco del Mutuo Soccorso e Camel, senza dimenticare la lezione dei primi Marillion. Intro – oblio è l’overture del disco, ottimo nel presentare alcune caratteristiche del suono del quintetto, che poi prosegue con Anche se per poco, dove l’interplay tra Scherani e Loria è pressoché perfetto e delinea marcate melodie dal sapore vintage, sognanti e capaci di portare indietro nel tempo. Nota di merito però va data pure ad una sezione ritmica dal valore indiscutibile e alla voce della Accorsi, particolare e suggestiva, tratto distintivo dei Trama. Anche Il sottile equilibrio non si discosta da quanto ascoltato sinora, con Scherani maestro concertatore di un brano elegante e d’impatto. La title track ha qualche punta new prog, elemento che i Trama maneggiano ovviamente con padronanza, sfornando un altro episodio prezioso. Il viaggio è la suite finale (divisa in tre parti), summa del percorso sin qui intrapreso e sintesi di due decadi lontano dai riflettori ma vissute con passione e dedizione alla causa prog. (Luigi Cattaneo)

Il sottile equilibrio (Video)



CONCERTI DEL MESE, Novembre 2019

Venerdì 1
·Banco a Velletri (Roma)
·Galen Weston Band a Roma
·Acid Mothers Temple a Prato
·Claudio Simonetti's Goblin a Lodi
·Balletto di Bronzo a Bitonto (BA)
·Lino Capra Vaccina a Foligno (PG)

Sabato 2
·Galen Weston Band a S. Margherita L.(GE)
·Acid Mothers Temple a S.Vito Leguzzano (VI)
·Hora Prima a Bari
·The Winstons a Firenze

Domenica 3
·Massimo Giuntoli Hobo a Lainate (MI)
·Galen Weston Band a Torino
·Acid Mothers Temple a Torino
·Jethro Tull a Padova

Lunedì 4
·Jethro Tull a Milano

Martedì 5
·Jethro Tull a Firenze

Giovedì 7
·Jethro Tull a Roma
·Banco a Brescia
·Galen Weston Band a Napoli

Venerdì 8
·The Watch a Serravalle Sesia (VC)
·Banco a Milano
·Galen Weston Band a Lugagnano (VR)
·Nursery Rhymes a Vicenza
·Moonchild + Syndone a Piacenza

Sabato 9
·Finisterre + Höstsonaten a Genova
·Opeth a Milano
·The Watch a S. Giovanni Lupatoto (VR)
·Of New Trolls a Sulmona (AQ)
·Galen Weston Band a Bologna
·Lachesis a Cassano d'Adda

Domenica 10
·Patrizio Fariselli a Milano

Martedì 12
·PFM a Udine

Mercoledì 13
·De Lorians a Firenze
·PFM a Biella

Giovedì 14
·The Musical Box a Bologna
·Area OP + Arti&Mestieri a Moncalieri TO
·Claudio Simonetti's Goblin a Pistoia
·feat. Esserelà a Modena
·De Lorians a Roma
·The Winstons a Brescia

Venerdì 15
·PFM a Bergamo
·The Musical Box a Milano
·Claudio Simonetti's Goblin a Milano
·De Lorians a Faenza (RA)
·The Winstons a Verona