lunedì 27 maggio 2019

BAD AS, Midnight Curse (2018)


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Quando si ascolta un album targato Rockshots Records si ha la concreta speranza di trovarsi dinnanzi ad un lavoro di qualità. E non fa eccezione Midnight curse, esordio dei Bad As, quartetto formato da Mattia Martin alla voce, Alberto Rigoni al basso, Alessio Tricarico alla chitarra e Marino De Bortoli alla batteria, pregno di un hard & heavy che non disdegna riff thrash e qualche pennellata prog. L’alternanza di momenti potenti (Black star, Shadows of the night) con altri melodicamente ineccepibili (Cause of my poetry, This time) mostra una band compatta e che sa il fatto suo, merito anche di una sezione ritmica di grande spessore. I Bad As riescono nel compito di risultare appetibili sia agli amanti del metal, sia a chi predilige l’alternative rock e brani come Coming far away o Dream fighter sono perfetti da questo punto di vista. L’underground nostrano dimostra ancora una volta la sua vitalità e i Bad As sono l’ennesima conferma di come ci siano davvero tante band italiane di valore, troppo poco conosciute e purtroppo prive di un reale mercato che faccia fare loro il salto di qualità. (Luigi Cattaneo)

Midnight Curse (Video)



giovedì 23 maggio 2019

TWENTY FOUR HOURS, Close – Lamb – White – Walls (2018)


Da sempre inclini a unire più generi musicali, in un connubio affascinante tra psichedelia, progressive e pulsioni wave, i Twenty Four Hours, attivi dal lontanissimo 1982 (allora si chiamavano Onyx Marker), ancora ora, dopo quasi 40 anni, non smettono di sperimentare e di rischiare. Questa volta pensando in grande, con un doppio piuttosto ambizioso, Close – Lamb – White – Walls, che ovviamente richiama, anche nel sound, Joy Division, Genesis, Beatles e Pink Floyd, mostrando un eclettismo di fondo consistente e la voglia, nemmeno tanto velata, di essere una realtà molteplice nella forma e mutevole nell’anima. I pugliesi formati da Paolo Lippe (voce, tastiere, basso e chitarra), Antonio Paparelli (chitarra), Marco Lippe (batteria, anche della cult band Nirnaeth), Paolo Sorcinelli (basso) ed Elena Lippe (voce, già conosciuta per l’ottimo lavoro con i Feronia), firmano un sesto album che vede la partecipazione di personaggi come Blaine L. Reininger dei Tuxedomoon, che con voce e violino marca in maniera straordinaria l’ambient suggestivo di Intertwined o Andrea Valfrè, delicato con il suo hammond in Urban Sinkhole e Supper’s Rotten (una suite chiaramente genesisiana). C’è anche un altro membro dei Tuxedomoon presente, Steven Brown, che con il suo sax caratterizza, in coppia con Elena, All the world needs is love, piccola gemma di oltre sette minuti. Non mancano affondi più duri e The Tale of Holy Frog (con un altra grande prova di Elena) insieme a 77 sono lì a dimostrarlo, mescolando in maniera saggia e pertinente le varie carte a disposizione. Gran bel ritorno per il quintetto, che con Close – Lamb – White – Walls firma un disco coraggioso e audace senza perdere di credibilità, rischio sempre dietro l’angolo quando si omaggiano artisti del calibro di quelli citati in questo album. (Luigi Cattaneo)

All the world needs is love (Video)



mercoledì 22 maggio 2019

MASSIMO CANFORA, Create your own show (2018)


Davvero un bel lavoro questo Create your own show di Massimo Canfora, chitarrista dalle grandi doti e dalla spiccata sensibilità, molto attento a cesellare un disco dove ogni nota sembra pensata per incastrarsi in un ingranaggio che non vede nulla fuori posto. Sarà anche perché il romano predilige un approccio cooperativo, che sottintende il non voler essere predominante, a favore di brani compatti, dove i tanti ospiti chiamati in causa danno il proprio contributo per la riuscita di un’opera che diviene corale. Quasi interamente strumentale, questo esordio è un distillato di progressive, rock e hard (con riferimenti al maestro Steve Vai), elementi che contraddistinguono brani come Crysis o Fake Papyrus, dove giocano un ruolo importante le tastiere di Francesco Finori. Davvero tanti i musicisti impegnati nell’album (impossibile citarli tutti), tra cui Marco Palazzi dei Sailing to Nowhere in Cr7 e la prima parte di Screamers (in cui vi è anche il bravissimo David Folchitto, batterista conosciuto per i suoi trascorsi con Stormlord, Prophilax e Fleshgod Apocalypse) o ancora Gianluca Catalani nella conclusiva Pay the ticket, batterista che abbiamo apprezzato nell’ultima fatica del Rovescio della Medaglia, Tribal domestic. Pur essendo un disco dove la chitarra è protagonista, Canfora sceglie saggiamente di non appesantire il sound con sfoggio di tecnica fine a sé stessa e mostra come si possa applicare con buonsenso il gusto per la scrittura con partiture elaborate ma che sappiano coinvolgere (Sun in the box, Transmission). Massimo difatti non è solo un ottimo musicista ma anche un compositore attento e tutto questo si sente in un disco che suggella un percorso artistico e di vita. (Luigi Cattaneo)

Transmission (Video)



martedì 21 maggio 2019

MICHAEL KRATZ, Live Your Life (2018)


Attivo già come batterista dei Kandis, Michael Kratz ha trovato il modo di farsi apprezzare anche fuori dalla Danimarca grazie alla capacità della nostrana Art of Melodic Music, sempre attenta quando si parla di talenti dell’AOR e dell’hard rock. L’esordio Live your life è intriso di Toto, Boston e umori West Coast e già l’iniziale We all live in this nation è un bel biglietto da visita, con Michael Landau protagonista alla chitarra e David Garfield alle tastiere. Kratz canta e si destreggia alla chitarra, accompagnato da Kasper Viinberg (batteria, basso e chitarra), mostrando di saper flirtare con più generi e la title track chiarisce il concetto. Steve Lukather dei Toto impreziosisce con la chitarra la delicata This town is lost without you, a cui contribuisce il bravo Garfield. Non contento, il danese, in What did I ..? e Never take us alive chiama un altro chitarrista di spessore, Dominic Brown (conosciuto soprattutto per il suo lavoro con i Duran Duran), prima del pop di Game of love (Over and Over) e delle ottime Lying e Paradise Lost, che confermano la grandezza di Michael nel creare melodie suggestive, che sanno colpire al cuore. Lo scenario non muta con le successive Shade e Bye Bye ed emerge tutto il background dell’autore, che firma a ripetizione brani che una volta sarebbero finiti nelle playlist radiofoniche senza tanti problemi. La malinconica Dying young e l’epico finale di In between (suggellato dalle tastiere e dall’hammond di Alessandro Del Vecchio), sono l’ideale conclusione di un lavoro che gli amanti dell’Aor non potranno che apprezzare. (Luigi Cattaneo)

This town is lost without you (Video)



mercoledì 15 maggio 2019

PROTOCOLLO C, Protocollo C (2018)


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Esordio ambizioso per i piemontesi Protocollo C (Marco Vona alla chitarra, Daniele Saglia alla batteria, Alessandro Aiello alle tastiere e Alessandro Dellarocca al basso), che scelgono la via del concept strumentale, una sorta di soundtrack della vita di un individuo, che parte dal periodo dell’adolescenza sino a domandarsi se l’intera esistenza non sia solo frutto di un sogno, passando per la crescita dettata dal dover scegliere e la presa di coscienza di avere dei rimpianti. La narrazione segue gli eventi immaginati come una colonna sonora a base di prog e psichedelia, il tutto rigorosamente vintage, con lo sguardo puntato sul finire dei ’60, andando a ricordare i remoti The Psycheground Group ma anche i più attuali Calibro 35 e The Winstons, soprattutto per certe sonorità d’antan. D’altronde Aiello, con i suoni caratterizzanti dell’Hammond, esalta certi concetti, trovando in Vona un contraltare che non disdegna passaggi più rock e una sezione ritmica precisa e attenta a non strafare. Parlare di prog psichedelico non è fuorviante e aiuta a capire in che direzione si muove l’album, ennesima dimostrazione di quanta attenzione pone la Lizard Records nella scelta delle band da inserire nel proprio catalogo. (Luigi Cattaneo)

Maturità (Video)



martedì 14 maggio 2019

MARK WINGFIELD, Tales from the Dreaming City (2018)


Prolifico come pochi autori, Mark Wingfield si è da sempre contraddistinto per lavori sperimentali, liberi da schemi prestabiliti, sfruttando una creatività visionaria che lo ha portato ad essere uno dei nomi di punta della Moonjune Records. Anche nel caso di Tales from the Dreaming City il chitarrista si è affidato alla superba sezione ritmica composta da Yaron Stavi (basso fretless) e Asaf Sirkis (batteria), entrambi già presenti nei precedenti The Stone House e Proof of Light (mentre in Lighthouse vi era presente il solo Sirkis), perfetti per sostenere Wingfield, musicista che non accetta paletti alla sua ricerca sonora. Le trame dell’iniziale The fifth window sono da applausi e le ambizioni del progetto si palesano nella progressiva vena di I wonder how many miles I’ve fallen, ma è tutto il disco a certificare il coraggio dell’artista, avventuroso pioniere senza limiti. La valida The way to Hemingford grey vede la partecipazione del bravissimo Dominique Vantomme ai synth (recuperate il suo Vegir), mentre la voglia di esplorare prosegue con Sunlight Cafe e l’articolato finale di The Green-faced Timekeepers, dove il tastierista ci regala un altro bel momento ai sintetizzatori. Tales from the Dreaming City è l’ennesimo viaggio dove immaginazione e concretezza si incontrano, dove le innovazioni chitarristiche sposano la causa di un prog non convenzionale, in cui Wingfield si muove con destrezza e piglio da fuoriclasse, conscio delle tante possibilità espressive del suo strumento, su cui lavora con dedizione da anni. Ovviamente il trademark fusion emerge e si rinnova di pulsioni esterne, manifesto della sua poliedricità (tanto da essere apprezzato anche da Alex Skolnick dei Testament) e della sua voglia di allargare sempre di più orizzonti e confini. (Luigi Cattaneo)

The fifth window (Video)



lunedì 13 maggio 2019

FIST OF RAGE, Black Water (2018)


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Ci sono voluti otto anni per ritrovare i Fist of Rage, autori nel 2010 di Iterations to reality, disco pregno di hard & heavy settantiano, quello di Uriah Heep, Deep Purple e Whitesnake, nomi tutelari anche per questa seconda ottima prova. Black Water arriva dopo esperienze live di spalla a Eric Martin, Kee Marcello, L.A. Guns e Ian Paice e l’acquisizione in formazione di Alfredo Macuz alla batteria, completata da Piero Pattay (autore di tutti i brani) alla voce, Marco Onofri e Davide Alessandrini alle chitarre, Stefano Alessandrini alle tastiere e Saverio Gaglianese al basso. L’inizio è affidato sapientemente a Just for a while e subito si capisce che la band è rimasta ancorata a quella splendida classicità che così bene maneggia, fregandosene di mode passeggere o incursioni in territori altrui. Il background va rispettato e allora New beginning prosegue sulla scia precedente, mostrando come si possa guardare al passato calandosi perfettamente nella realtà attuale (basti l'esempio dei Black Country Communion). Sarà perché c’è sempre bisogno di certi suoni, in un’epoca martoriata da reality ingombranti e rapper che faticano a parlare un italiano comprensibile, ma ascoltare Between Love & Hate e la seguente title track è davvero un piacere per le orecchie. La capacità di saper scrivere brani immediati ma per nulla semplici è la costante di un disco che merita di essere conosciuto e apprezzato dai fan di queste sonorità, conferma della bontà del catalogo dell’Andromeda Relix, che riesce a spaziare tra generi sempre con grande gusto e qualità. (Luigi Cattaneo)

New beginning (Video)






giovedì 9 maggio 2019

MONJOIE, And in thy heart inurn me (2018)


La letteratura inglese del 700 e dell’800 è la linea guida del nuovo album targato Monjoie, And in thy heart inurn me, uscito nel 2018 sempre per Lizard Records, connubio già visto per il precedente Affetto e Attrazione (recuperatelo!). Lasciata da parte la lingua italiana, i liguri si abbandonano al fascino di William Blake, John Keats e William Wordsworth, prendendo in prestito le poesie di questi immortali autori per creare un’opera che unisce romanticismo e dark folk cantautorale. Il primo nome che mi è tornato alla memoria all’ascolto del disco è stato quello di Brendan Perry dei Dead Can Dance e del suo meraviglioso album solista Eye of the hunter del 1999. Le 15 tracce del lavoro nascono grazie alla collaborazione tra Alessandro Brocchi (voce) e Daniele Marini (tastierista degli OGM), ai quali si sono aggiunti componenti storici come Valter Rosa (chitarra e bouzouki), Davide Baglietto (low whistle, musette, ocarina, piano, organo) e Alessandro Mazzitelli (tastiere, synth, percussioni e basso), oltre che musicisti attivi in diversi campi musicali (Fabio Biale al violino, Giampiero Lo Bello al flicorno e alla tromba, Edmondo Romano al clarinetto, Lorenzo Baglietto al sax, Federico Fugassa al contrabbasso), tutti perfetti interpreti di un album molto atmosferico, che in alcuni passaggi ricorda anche il raffinato incanto di If on a winter’s night di Sting, soprattutto per l’intervento spesso preponderante di strumenti acustici e un’aurea arcaica di grande carica emotiva. I chiaroscuri malinconici e le splendide ballate, perfettamente arrangiate e orchestrate, raccontano di storie lontane, colme di grazia, confermando come i Monjoie siano uno dei gruppi più sottovalutati dell’intero catalogo Lizard. (Luigi Cattaneo)

Eternity/Auguries of innocence (Video)



mercoledì 8 maggio 2019

THE MOTHMAN CURSE, The Curse (2019)


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I The Mothman Curse sono un quartetto formato da RatBoy (voce e chitarra), Mr. M.J. (chitarra), Cold Face (batteria) e Lone Psycho (basso) e propongono un insieme di influenze che vanno dal thrash metal al death, passando per il crossover di band di inizio anni 2000 come Mudvayne, Slipknot, MachineMade God e Zao. Parliamo di come ci si sente fuori dal proprio corpo, di guerra, ansia, depressione e la paura della morte, temi alla base di The Curse, secondo disco della band, che spazia in più direzioni ma riesce a mantenersi omogeneo per tutta la sua durata, con l’aggressività mitigata da belle linee melodiche, filo conduttore di un lavoro che parte subito forte con Dead Men, biglietto da visita esemplificativo della potenza del gruppo. Riff battaglieri, vocalizzi che alternano brutalità e inaspettate aperture liriche, ritmiche serrate, aspetti che caratterizzano ottimi pezzi come Panik Attack e Only a number, che completano un trittico iniziale davvero gradevole. Mi ha meno colpito Shut your mouth, mentre Otherside of the mirror è una bella mazzata thrash, prima della piacevole I’m not hero e soprattutto di Memento Mori, in cui il cantato pulito di RatBoy delinea una traccia epica tra le meglio riuscite dell’album, che si arricchisce di un crescendo finale più violento. Vengeance torna a spingere decisa sull’acceleratore, un’estetica metal tout court che convince senza se e senza ma, così come le pulsioni ritmiche devastanti segnano No title, parossismo rabbioso, denso, che non accetta compromissioni. The exorcism è una delle tracce più brutali del disco e non nasconde l’amore per il thrash metal a cavallo tra ’80 e ’90, ponte con la title track finale che instilla elementi di doom psichedelico, caratteristica che potrebbe essere sviluppata anche maggiormente dal gruppo nel futuro, che con The curse matura una crescita in termini compositivi che può portare ad ulteriori interessanti risvolti. (Luigi Cattaneo)

Per acquistare o ascoltare l'album potete visitare la pagina https://masdrecords.bandcamp.com/album/the-curse 



mercoledì 1 maggio 2019

LA DOTTRINA DEGLI OPPOSTI, Arrivederci Sogni (2018)


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Un vero peccato che un lavoro come Arrivederci sogni sia passato del tutto inosservato (o quasi) all’interno della scena progressiva italiana ed è una sensazione ancora più straniante vista la presenza di personaggi come Andrea Lotti (pianoforte, tastiere, chitarra, mandolino e fisarmonica ex La Coscienza di Zeno), Francesco Ciapica (voce di Il Tempio delle Clessidre e autore di una prova magistrale), Paolo Tixi (bravissimo batterista di Il Tempio delle Clessidre e della band di Fabio Zuffanti) e Gabriele Guido Colombi (bassista sempre troppo poco nominato di La Coscienza di Zeno). Una sorta di mash-up tra due interessantissime realtà del prog nostrano degli ultimi anni, con Lotti capitano e leader maximo del progetto (autore di testi e musiche), coadiuvato non solo dai notevoli musicisti citati ma anche da alcuni strumentisti del Conservatorio di Cuneo, che hanno reso possibile un sontuoso lavoro in fase di arrangiamento, addobbando di classicità un album davvero di spessore. Andrea dimostra di essere uno scrittore di talento e le citazioni al progressive settantiano modellano i tratti di un disco molto raffinato, in cui i bozzetti strumentali sono accostabili in parte anche alla musica da camera. Ne è un esempio Dove Dio dipinge le nuvole, delicata e suggestiva, introduzione a Nero, grigio e tu, brano che ha qualcosa di fatato, sognante, lungo nove minuti di un’intensità rara. La breve Equilibrio anticipa Sulla via del ritorno, che conquista col suo mood tipicamente progressivo, fatto di sintetizzatori e ritmiche dispari. La riconquista della posizione eretta cita il Bando del Mutuo Soccorso con classe e maturità, prima di Quiete e soprattutto Fra le dita, altro meraviglioso momento d’insieme in cui rock progressivo e classica vanno a braccetto, consacrando Arrivederci sogni come uno degli episodi più emozionali dell’ultimo periodo. (Luigi Cattaneo)

Fra le dita (Video)



CONCERTI DEL MESE, Maggio 2019

Mercoledì 1
·Diablo Swing Orchestra al Revolver di S. Donà (VE)
·Syndone + ExtraReunion a Castiglione del Lago (PG)
·Frank Sinutre a Ome (BS)
·The Winstons a Taranto

Giovedì 2
·Steve Hackett a Torino
·PFM a Catania
·Diablo Swing Orchestra al Legend di Milano
·Alphataurus a Cinisello Balsamo (MI)

Venerdì 3
·Steve Hackett a Bergamo
·Diablo Swing Orchestra a Calenzano (FI)
·Opus Avantra w/Camisasca a Treviso
·Acqua Fragile a Casalmaggiore (CR)
·Malibran a Catania
·Frank Sinutre a Fiesso Umbertiano (RO)
·Of New Trolls a Taurisano (LE)
·Rovescio della Medaglia a Barberino Val d'Elsa (FI)

Sabato 4
·Blank Manuskript + Marygold a Lugagnano (VR)
·Diablo Swing Orchestra a Fabriano (AN)
·Segno Del Comando al The One di Cassano d'Adda (MI)

Domenica 5
·PFM a Milano

Lunedì 6
·PFM a Milano

Martedì 7
·PFM a Torino

Giovedì 9
·PFM a Napoli
·Mezz Gacano Kinderheim a Marghera (VE)

Venerdì 10
·Segno del Comando + Dark Quarterer a Genova
·Mezz Gacano Kinderheim a Zero Branco(TV)
·Real Dream a Rapallo (GE)

Sabato 11
·PFM a Roma
·Mezz Gacano K.+ Stormy Six a Milano
·Napoli Centrale a Roma
·Isola Rock a Isola Della Scala (VR)
·Nursery Cryme a Roma
·Get'em Out a Milano
·Campo Magnetico a Cirvoi (BL)
·Of New Trolls a Corridonia (MC)
·Anyway a Trofarello (TO)
·Monkey Diet a Ozzano Emilia (BO)

Domenica 12
·Arturo Stàlteri a Roma
·Of New Trolls a Isernia

·Isola Rock a Isola Della Scala (VR)

Lunedì 13
·PFM a Trieste
·Reale Accademia di Musica a Roma

Martedì 14
·PFM a Firenze


Giovedì 16
·PFM a Torino
·Arturo Stàlteri ad Alba (CN)

Venerdì 17
·FIM Festival a Milano
·PFM a Milano
·Napoli Centrale a Salerno
·Wilson Project ad Alessandria

Sabato 18
·Cantina Sociale + Alluminogeni al Giardino di Lugagnano (VR)
·Il Bacio Della Medusa a Roma
·Sezione Frenante a Campalto (VE)
·Arturo Stàlteri a Milano
·Il Babau & Maledetti Cretini a Segrate (MI)
·Juri Camisasca a Segrate (MI)

Domenica 19
·PFM a Milano
·"Music For The Oceans" a Bassano d/G. (VI)

Lunedì 20
·PFM a Milano

Martedì 21
·PFM a Varese

Mercoledì 22
·PFM ad Aprilia (LT)

Venerdì 24
·Prog & Frogs a Besate (MI)
·PFM a Sanremo (IM)
·Lino Capra Vaccina a Torino
·Dancing Knights a Roma

Sabato 25
·Prog & Frogs a Besate (MI)
·Conqueror + Syndone al Giardino di Lugagnano (VR)
·The Winstons a Torino

Domenica 26
·Prog & Frogs a Besate (MI)
·PFM a Roma

Lunedì 27
·PFM a Bologna

Martedì 28
·Motorpsycho al Live di Trezzo s/Adda (MI)
·PFM a Senigallia (AN)

Mercoledì 29
·Motorpsycho a Bologna

Giovedì 30
·Motorpsycho ad Avellino
·PFM a Milano

Venerdì 31
·Motorpsycho a Ciampino (RM)
·PFM a Jesolo (VE)
·Kingcrow a Roma