sabato 26 settembre 2026

ROAD SYNDICATE, Shot of Rock'n'Roll (singolo 2026)



La celebre frase attribuita a Nietzsche “E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica” riassume perfettamente Shot of Rock'n'Roll, il nuovo singolo dei Road Syndicate.

Senza musica, molti di noi impazzirebbero: per tanti è uno dei modi per sopportare la quotidianità, soprattutto dopo una settimana passata a lavorare: “You’ve been giving your blood working day and night / It’s time to hit the street, to dive into the light”.

Quando arriva la notte, però, serve soccorso: “When the night is coming and you’re lost in the crowd, a voice in your head is screamin’ out loud: give me one shot of rock’n’roll! I really need it through my soul!”.

Il videoclip gioca ironicamente proprio sull’idea di una dipendenza: cosa succederebbe se quella dose venisse improvvisamente vietata? Ai poveri pazienti verrebbero prescritte le terapie più improbabili, somministrate da un’avvenente infermiera per renderle più tollerabili.

Musicalmente, Shot of Rock'n'Roll mette un piede in We Will Rock You dei Queen e l’altro in I Love Rock’n'Roll di Joan Jett, con la testa nell’hard rock, il cappello blues e la camicia funk.

Il solo di chitarra, invece, tiene in mano un mazzo di trifogli ed evoca le melodie tradizionali irlandesi. Un anthem da stadio che si diverte a cambiare abito, con un chorus da cantare a pieni polmoni. Dedicato a chi reclama la necessità e la bellezza di essere sé stesso alzando il volume.


Guarda il videoclip di Shot of Rock'n'Roll qui https://www.youtube.com/watch?v=HltGze_5hPU


I Road Syndicate sono Lorenzo Cortoni (voce e chitarra), Fabio Lanciotti (chitarra e cori), Giulio Guaitolini (basso e cori) e Cristiano Ruggiero (batteria e percussioni), musicisti attivi nella scena romana e legati da collaborazioni che risalgono agli anni ’90.

Dal 2018 portano sui palchi un repertorio originale a base di hard rock con contaminazioni blues in lingua inglese, con una lunga attività live nei club di Roma e del resto d’Italia.

Il primo album, Smoke, autoprodotto con Orange Park Records, raccoglie numerose recensioni e interviste anche all’estero, in particolare in America Latina.

Da marzo 2020, durante la pandemia, trasformano il proprio know-how musicale e televisivo in un vero “Virtual Tour” di concerti a supporto di Smoke in streaming.

Nel 2022 arriva Vol. II, presentato al Kill Joy di Roma.

Nel 2024 il singolo Faster introduce Giulio Guaitolini al basso e la nuova collaborazione con Elevate Records.

A maggio dello stesso anno esce l'album A Shot of Rock'n'Roll, da cui oggi viene estratta come singolo la title track.

Welcome to the show!


XAVI REIJA ELECTRIC QUINTET, Nu Breed (2026)

 


Ci siamo già occupati in passato dei lavori di Xavi Reija, talentuoso batterista catalano che, con il nuovo Nu breed, combina jazz rock e progressive in maniera fresca e godibile. Con lui troviamo Rafael Garcès (sax), Dusan Jevtovic (chitarra), Tomàs Fosch (rhodes) e Bernat Hernàndez (basso), straordinari interpreti che formano l’Electric Quintet, che ha dato vita ad un album intenso, ennesimo atto creativo di un musicista aperto da sempre aperto a nuove contaminazioni. Nel disco aleggia l’imprevedibilità dei King Crimson, il fascino lontano di Weather Report e Mahavishnu Orchestra, ma anche la libertà di pensiero di Miles Davis, associazioni da cui si sviluppano brani ricchissimi di trovate, sia quando la scrittura appare più rigorosa, sia quando la band si muove leggiadra lungo i bordi dell’improvvisazione. Probabilmente l’opera più ambiziosa, nonché la meglio riuscita, nella carriera di Xavi, armoniosa e coinvolgente sin dai primi ascolti, grazie a intuizioni, strutture intricate e un songwriting decisamente solido. Ennesimo esempio della qualità del rooster di casa Moonjune Records, nonché grande conferma del talento del musicista spagnolo. (Luigi Cattaneo)


GREEN ROSE, Slaughter (singolo 2026)



I Green Rose tornano con Slaughter, un brano che utilizza l'immaginario più estremo dell'heavy music per raccontare una battaglia interiore. Demoni, sangue e campi di guerra diventano simboli di un conflitto fatto di rabbia, sofferenza e alienazione, dove il nemico più difficile da affrontare è quello che vive dentro di noi.

Le liriche danno voce a questa lotta che si svolge in un paesaggio oscuro. “Slaughter, the beast awakens tonight” inquadra la forza incontrollabile che esplode nel momento in cui il dolore prende il sopravvento. Nel finale, però, la furia lascia spazio a una confessione diretta: “I'm not in this world anymore / Sick of being treated like this / Because of this illness right now” svelano la vulnerabilità nascosta dietro la rabbia, riportando il racconto a una dimensione profondamente umana.

Musicalmente è un hard rock che guarda ai Pantera per attitudine e impatto sonoro, rielaborandone l'influenza con un linguaggio più personale che accompagna il brano dall'inizio alla fine, dando forma a un'esperienza intensa tanto quanto il suo significato.


Ascolta Slaughter su Youtube https://www.youtube.com/watch?v=3MSPHwNBL-A

Ascolta Slaughter sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/greenrose-slaughter


Nati a Sistiana, vicino Trieste, i Green Rose prendono forma nel 2022 dall’incontro tra Crash e Anton, un’intesa immediata che si traduce in un percorso condiviso. L’anno successivo l’ingresso di Enry completa la formazione, portando il progetto a una definizione più stabile. Nel 2024 il lavoro si concentra sulla costruzione di un’identità precisa e sulla dimensione live. Il 2025 segna un passaggio rilevante con la vittoria di un contest a Trieste e il terzo posto al Veneto Rock Contest nella giuria popolare.
Nello stesso periodo la band entra in studio per registrare il primo album. Slaughter è il terzo singolo di quest'anno, dopo Rebels e Saints of My Soul.

lunedì 21 settembre 2026

BEAUTY IS THE DISTANCE, Romantic Suite (2019)

 


Oggi recuperiamo il secondo (e per ora ultimo) lavoro del progetto Beauty is the distance, trio formato da Dave Newhouse (sax, clarinetto, tastiere), Luciano Margorani (chitarra, rumori, membro storico di La1919, nonché Il muro del suono) e Federico Zenoni (batteria, oggetti, anche lui con i La1919), registrato tra il 2017 e il 2018 tra Milano e gli Stati Uniti. Le tre lunghe trame formano una suite in parte improvvisata, continuando nella direzione tracciata dal precedente album, seppure lo fa in maniera più fluida, con un maggior numero di sfumature al proprio interno, che rendono l’ascolto sì complesso, ma anche molto interessante. L’avanguardia sperimentale dell’esordio è quindi ancora presente, segno distintivo di una band dove i coinvolti sanno come muoversi all’interno di certi confini strumentali, fatti di sensazioni e umori variegati, oscuri passaggi e pulsioni notturne jazzate, filtro e collante di un album da ascoltare senza preconcetti e steccati. (Luigi Cattaneo)

domenica 20 settembre 2026

CORMORANO, L'inciampo dell'uovo (2025)

 


Curiosa la storia dei Cormorano, gruppo che si è formato nel 1975 grazie al vocalist Raffaello Regoli, ma mai giunta in quegli anni lontani all’esordio discografico, che avverrà solo nel 2000 con Giro Tondo (giro) Fuori Scena. La reunion del 2023 portò alla nascita di Obliquizioni … prima che l’aquilone se ne voli via, mentre del 2025 è questo L’inciampo dell’uovo, disco che vede, oltre a Regoli, la partecipazione di Antonio Dondi (batteria), Elia Filippini (tastiere), Francesco Boni (basso), Gabriele Giovanardi (sax), Michele Zanni (chitarra). L’album rispetta le caratteristiche dei precedenti, scivola agile tra progressive e jazz rock, con alcuni momenti, come Somia o la strumentale Trutse Nalem (un omaggio ai Traffic), che spiccano sugli altri, seppure non sfigurano le incursioni sperimentali di Pax Msg from Universe e l’elegante jazz rock di Agguati urbani. Un lavoro interessante, che conferma la natura multiforme di Regoli, sia quando si muove con i Cormorano, sia quando lo troviamo impegnato con i decani Runaway Totem, entrambe band dalla natura composita e variegata. (Luigi Cattaneo)


lunedì 14 settembre 2026

BACO DI SILENZIO, La caratura delle penisole (2026)

 


Periodo particolarmente fertile per Baco di Silenzio, progetto dietro cui si cela Salvatore Scuderi (già voce degli Anèma), di cui abbiamo parlato pochi mesi fa per l’uscita di Aquile e cieli, un lavoro davvero valido e sicuramente particolare. Il siciliano conferma con il nuovo La caratura delle penisole l’amore per strutture non convenzionali, dove folk, prog e cantautorato si intersecano, lasciando trasparire una forte connotazione emotiva, imprinting espressivo di Salvatore, che si lascia accompagnare nelle varie tracce da un nutrito numero di musicisti, davvero tanti per citarli tutti. Peculiare è la ricerca del siracusano, sempre raffinato nella scelta dei suoni, costantemente in bilico tra esistenzialismo, intimismo e un crepuscolare senso di malinconia, che avvolge brani come Oltre lo specchio, Cuori umani, Mare sugli occhi o Lighea, tra i momenti più interessanti di un lavoro complesso e affascinante. Potete acquistare o ascoltare La caratura delle penisole al seguente indirizzo https://bacodisilenzio.bandcamp.com/album/la-caratura-delle-penisole (Luigi Cattaneo)  

mercoledì 9 settembre 2026

3 O'CLOCK, Warm me up (singolo 2026)



Il nuovo singolo dei 3 O' Clock, Warm Me Up, abita quel tempo incerto in cui una storia sta per finire, eppure il calore di ciò che è stato continua a restare sulla pelle. Scritta dal chitarrista Federico Cittadini, la canzone osserva un amore giunto al capolinea e allarga lo sguardo al senso stesso della fine, affidando all'amore l'ultima parola anche quando perdere qualcuno sembra svuotare ogni frase.

La voce graffiante e melodica di Marco Amaolo racconta l'impotenza davanti a un addio ormai vicino, mentre la ritmica serrata di Arnaldo Rosati al basso e Federico Zuccaccia alla batteria ne accompagna il peso. Warm Me Up è una power ballad dall'introduzione grunge, avvolta da un muro post-grunge potente e teso.
Prodotto da Frank Micucci, il brano ospita Gianluca Battaglion (Movida, Rezophonic), autore di un primo assolo rock classico, strutturato e geometrico. Nel finale, Federico Cittadini raccoglie il testimone e lascia correre la chitarra in una cavalcata viscerale, veloce e istintiva.
Poco prima delle registrazioni, Cittadini ha perso il padre. Il suo assolo conclusivo custodisce anche questa assenza e diventa una dedica intima rivolta a lui. Quando la voce si ferma, restano sei corde a pronunciare ciò che le parole non riescono a dire: un ultimo pensiero d'amore lanciato oltre il silenzio.


Guarda il video di Warm me up qui https://www.youtube.com/watch?v=fu_t25xjJtU

Ascolta Warm me up sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/3oclock-warmmeup


I 3 O’Clock nascono come cover band dedicata ai grandi nomi della storia del rock — dai Rolling Stones ai Beatles, dai Led Zeppelin agli AC/DC, fino a Bon Jovi e Queen. La passione per le radici del genere si è presto trasformata in una nuova identità autoriale: dal 2024 il gruppo propone brani originali che fondono l’energia del classic rock con l’anima ruvida dell’alternative, conquistando un pubblico sempre più ampio.
Tra i loro singoli più apprezzati, Eden, una ballad intima che esplode in potenza emotiva, On Your Own, un omaggio al rock di fine anni ’80 rivisitato con modernità, e Way, un inno dedicato a chi vive la musica come libertà. Con On Your Own la band ha raggiunto le finali di Sanremo Rock 2025, esibendosi sul prestigioso palco del Teatro Ariston.
L’obiettivo dei 3 O’Clock è chiaro: portare il proprio rock su quanti più palchi possibile, condividendo quella scarica di energia autentica che solo la musica live può regalare.
La formazione attuale vede Marco “AM” Amaolo alla voce, Federico Cittadini alla chitarra, Arnaldo Rosati al basso e Federico Zuccaccia alla batteria.


sabato 5 settembre 2026

EPIGRAFI, Atlas (singolo 2026)



Con il nuovo singolo Atlas, gli Epigrafi arrivano al punto più delicato di Dedalus, il concept che trova nella sezione conclusiva, Paradiso perduto, il suo momento di massima tensione.

Amal sta per risvegliarsi. E con lei rischia di dissolversi il mondo onirico che ha creato: un universo destinato a esistere soltanto finché il suo sonno continuerà a sostenerlo.

Il protagonista lo sa e prende una decisione che non lascia spazio a una via di ritorno: sostituirsi ad Amal. Sarà lui a sostenere quel mondo, a impedirne la scomparsa, permettendole di tornare alla realtà. Come Atlante, accetta di portare sulle proprie spalle un intero universo. Il prezzo è il proprio sonno, senza fine.

Ma prima della separazione c’è ancora un ultimo sguardo.

Nel volto di Amal cerca una risposta a una domanda che lo accompagna fino all’ultimo istante: quello che ha visto nei suoi occhi era davvero un sentimento o soltanto qualcosa che il suo desiderio ha trasformato in realtà? Il dubbio non riguarda soltanto lui. È il riflesso della scelta di Amal, divisa tra il peso di accettare il sacrificio e la tentazione di portarlo con sé, oltre il confine del sogno.

Poi lei sorride. Non serve altro. In quello sguardo rimane una luce che mette a tacere l'incertezza e rivela ciò che le parole non potrebbero più spiegare: tra i due esiste qualcosa che il risveglio non può cancellare.

Musicalmente, Atlas si muove su una struttura prog-death metal, attraversata da incursioni metalcore. Contrasti, cambi di tensione e passaggi più articolati accompagnano una storia costruita attorno al sacrificio, alla perdita e a un legame che continua a esistere anche quando i due mondi sono costretti a separarsi.

In Dedalus, il confine tra sogno e realtà si è ormai assottigliato fino quasi a scomparire. In “Atlas” resta una sola domanda: quanto di noi siamo disposti a lasciare dall’altra parte, pur di permettere a qualcuno di tornare indietro?


Ascolta Atlas su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=LG-gAdCjppc

Ascolta Atlas sulla tua piattaforma preferita qui https://ffm.to/epigrafi-atlas


Gli Epigrafi nascono nel 2016 a Bassano del Grappa dall’incontro tra Pietro, Enrico, Riccardo e Jacopo, uniti dalla volontà di costruire un linguaggio personale partendo da influenze come Death, Opeth e Dimmu Borgir. Dopo i primi brani pubblicati online e l’esordio con Sublime and Vain, la band inizia un’intensa attività live tra concerti e contest nel circuito veneto. Negli anni successivi la formazione cambia con l’ingresso di Alberto alla batteria e Mattia al basso, aprendo il suono a influenze prog e metalcore senza perdere l’impronta estrema delle origini.
Durante il periodo pandemico entra anche il chitarrista Riccardo, contribuendo alla nascita di Dedalus, concept diviso in tre sezioni — Purgatorio, Inferno e Paradiso Perduto — ispirato a un immaginario distopico di matrice dantesca. Nel 2022 la band registra l’EP PH1 (Purgatorio) presso La Distilleria Produzioni Musicali, mentre nel 2023 torna dal vivo conquistando il primo posto come miglior band metal e miglior gruppo vicentino al Vicenza Rock Contest.
Attualmente gli Epigrafi collaborano con Sorry Mom! e proseguono lo sviluppo di Dedalus. Dopo i singoli Arcadia e Maelström e l’EP Ep2silon, che accompagna il passaggio dal Purgatorio all’Inferno del concept, a maggio 2026 la band conclude il capitolo dell'Inferno con il singolo
The Room, aprendo ufficialmente il percorso verso l'ultima parte del concept, Il Paradiso Perduto. Il primo brano previsto per questa nuova sezione è Atlas.


giovedì 3 settembre 2026

INSANIA.11, Il mondo aldilà (2025)


 

Interessante concept album firmato Insania.11 (già Insania, attivi tra il 1989 e il 1997), che raccontano una realtà distopica in questo Il mondo aldilà, dove lo sviluppo tecnologico, che ha imposto all’uomo regole ferree, tanto da ridurlo ad uno schiavismo alienante e soffocante, ha portato all’utilizzo di droghe psichedeliche, unico modo per superare i confini del mondo in cui ci si trova. Una narrazione portata avanti dal duo formato da Samaang (voce, basso, chitarra, programmazione midi) e Ethrum (chitarra) che riporta alla mente Necrophobic e Coroner, ma anche i nostrani Hornwood Fell, Horrid e Node, una miscela letale di death e black, complessa e plumbea, cupa e claustrofobica. Il progetto, rinato nel 2008, ha portato alla nascita di un ep nel 2010, I diari di Samaang: lo Stato Larvale, e due lavori creati da entrambi i membri, Di sangue e di luce del 2017 e L’orrore del 2019, dischi che hanno visto i lombardi tornare a navigare nelle acque scure dell’underground estremo italiano, abbandonato dopo due demo registrate ad inizio anni ’90. Il nuovo album propone un death metal dalle tinte progressive e industrial (accorato l’uso della drum machine), ricco di strutture molto articolate (La fanciulla e il lago, Le tessitrici di Duum) e momenti di straordinaria brutalità (Abyssus, Ignite), spiazzante e oscuro per tutta la sua abbondante durata, non sempre fluida ad essere onesti. Disco da ascoltare con la dovuta calma visti i tanti sviluppi proposti, a volte persino troppi, ma sicuramente affascinante e lodevole. (Luigi Cattaneo)



mercoledì 2 settembre 2026

AZAN MALLORY, Prisma (2025)

 


Secondo lavoro per gli Azan Mallory, band di cui avevamo già parlato per l’esordio Mercury cazimi, un disco di confine, tra post e progressive, con qualche accenno math e inflessioni Wilsoniane. Prisma non sposta l’asse su cui si muovono Elia Albertini (chitarra), Marco Munari (basso), D (tastiere), Johana (batteria), e se è vero che da un lato mi attendevo qualche maggior guizzo creativo, è pur vero che gli emiliani sanno costruire trame molto gradevoli e fluide, crepuscolari e riflessive, con crescendo eleganti e sinuosi (su tutte Cleo e Highlander). Probabilmente non l’album della svolta ma sicuramente quello della conferma di una band con idee e gusto. (Luigi Cattaneo)

sabato 29 agosto 2026

THE JOHN IRVINE BAND, Take me to your leader (2026)

 


È sempre un piacere ritrovarsi in mano un lavoro di John Irvine, talentuoso musicista di Edimburgo di cui parliamo da anni sul blog. Il nuovo arrivato è Take me to your leader, album che presenta una novità nella proposta, ossia la voce di Gordon Robertson, davvero inaspettata, a fronte di una carriera sin qui votata ad un progressive venato di jazz rock e fusion interamente strumentale. Oltre a Irvine (chitarra, basso, tastiere) e Robertson, il trio è completato dalla batteria di Andrew Scott (a cui dobbiamo aggiungere le backing vocals di Emma Jean), protagonisti di un disco che rispetto al passato recente guarda, non solo alle classiche trame a cui ci hanno abituato, ma anche a quelle care a band come The Buggles, Supertramp e Genesis era Collins. Un cambiamento originale e fresco, che se spiazza all’inizio, risulta intelligente e per nulla forzato alla lunga, con brani di caratura come Siddhartha, Man in the moon o Chosen one che mostrano un’attitudine frizzante, briosa ma notevolmente intensa. Approccio diverso ma uguale capacità di colpire nel segno per Irvine, artista che meriterebbe di essere conosciuto maggiormente dagli appassionati della materia, oltre che di poter avere finalmente l’opportunità di portare la propria arte in versione live. (Luigi Cattaneo)

WANDERING TALE, The long journey (singolo 2026)



The Long Journey immagina il cammino che, in un tempo remoto, avrebbe potuto trasformare un apprendista in un bardo. Prima delle corti, delle taverne e delle strade percorse raccontando imprese e leggende, esiste un tempo di formazione, in cui un maestro consegna al proprio allievo un patrimonio fatto di memoria, musica e parole. Il nuovo singolo dei Wandering Tale racconta proprio quel viaggio: ogni incontro, ogni battaglia e ogni orizzonte diventano frammenti di un repertorio destinato a sopravvivere a chi lo canta.

Le liriche seguono il protagonista mentre attraversa vallate, fiumi e campi di guerra, inseguendo storie che “no gold can buy”, perché il loro valore non si misura con la ricchezza ma con la capacità di essere tramandate. Il chorus sprona ad alzare orgogliosamente la bandiera ed a custodire quella memoria collettiva: “So raise the flag, let the stories be told”, lasciando che il canto continui a dare voce agli eroi, agli sconfitti e a chiunque abbia lasciato un segno lungo il cammino.

Musicalmente è un power metal dall'attitudine marziale, con il passo regolare di una compagnia che avanza verso il villaggio successivo. Le sonorità evocano un falò acceso al termine della marcia: soldati ancora in armatura ascoltano il bardo mentre il tintinnio dei boccali accompagna il clangore di spade e scudi appoggiati a terra. L'immaginario richiama la narrazione epica dei Blind Guardian, la maestosità dei DragonForce e il respiro folk dei Wind Rose, dando forma a un racconto che procede con la stessa naturalezza di una storia tramandata di voce in voce.


Ascolta The long journey su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=-bxEp1v2gds

Ascolta The long journey sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/wanderingtale-thelongjourney


I Wandering Tale nascono nel 2019 da un’idea di Daniele, Fabio e Davide (voce e chitarre), durante una sessione di giochi di ruolo che finisce — inevitabilmente — per trasformarsi in una fucina di immaginazione. Alla formazione si aggiunge presto Balbo al basso e, dopo una parentesi con Ottavio alla batteria, arriva Lorenzo, completando la line-up.
Dopo un primo periodo dedicato alle cover, l’intuizione arriva in una serata tanto alcolica quanto burrascosa: perché non raccontare in musica le avventure di un bardo errante, che attraversa terre sconosciute e creature fantastiche, iniziando il suo viaggio proprio da una rissa tra nani ubriachi?
Nasce il progetto Bastard Dwarves, poi elegantemente ribattezzato Wandering Tales nell’estate 2020 — un nome che custodisce perfettamente l’essenza: storie che camminano.
Ispirati da giganti come Rhapsody of Fire, Iron Maiden, Folkstone e molti altri, i Wandering Tales costruiscono una miscela unica di power metal veloce, atmosfere folk e testi che pescano nel folclore, locale e non. Nonostante i rallentamenti della pandemia, la band non si ferma: tra il 2022 e il 2025 partecipa a concorsi e rassegne, conquistando un pubblico trasversale, giovani e anziani, metallari e ballerini di liscio. Segno che l’idea funziona.
Nel 2025 arriva la loro prima raccolta di brani, Tales from the Tavern, un compendio di storie narrate dall’onnipresente Bardo, con il suo liuto e la sua ironica saggezza: battaglie, sbornie epiche, incontri improbabili e leggende bisbigliate tra una pinta e l’altra.

The long journey è il secondo singolo del 2026, uscito in seguito a Legion.

martedì 25 agosto 2026

TANTRIC LOVE CHARMERS, Tantric Love Charmers (2025)

 


Splendido esordio per il duo Tantric Love Charmers, un viaggio che ci porta negli anni ’70, con atmosfere acustiche intrise di rock, folk, psichedelia e blues. Stefano Diamanti (voce, già su queste pagine con il progetto Amanti di Nefasto) e Moreno Viglione (chitarra, basso, mandolino, violino, banjo, flauto, percussioni, tastiere) danno vita ad un lavoro tanto breve, 35 minuti circa, quanto affascinante e riuscito, basti ascoltare pezzi come Just a gamble, In the next life (registrata insieme a Gianna Chillà alla voce), Thru the cracks of time (primo singolo dell’album) o Butterfly bolero, esempi illuminati di un concept davvero raffinato, in equilibrio tra poesia e misticismo, spiritualità e amore. Per acquistare e ascoltare il disco potete visitare la seguente pagina https://tantriclovecharmers.bandcamp.com/album/tantric-love-charmers (Luigi Cattaneo)

venerdì 21 agosto 2026

THE CLOWN SOCIETY, Wanted to tell you (singolo 2026)



Wanted to Tell You, il nuovo singolo dei The Clown Society, prende avvio come una classica dichiarazione d'amore. Un uomo, moderno Adamo, resta solo nella propria stanza cercando le parole per raccontare il sentimento più celebrato della storia. Attorno a lui riecheggiano poesie, romanzi e melodie che hanno inseguito l'idea di un amore assoluto. Poi il pensiero devia. Le cronache, le esperienze vissute e quelle osservate incrinano quell'immagine ideale, lasciando emergere rapporti attraversati da gelosia, convenienza e calcolo.

Il testo segue questo slittamento con lucidità e sarcasmo. L'ingenuità del ritornello, “Wanted to tell you / The fool that loves you”, viene progressivamente contaminata da immagini che sostituiscono il linguaggio romantico con quello della compravendita: “flowers to buy and dinners to pay” diventano “condoms to buy and motels to pay”, fino a trasformare l'amore in una transazione. Il protagonista finisce così per rivolgere il giudizio anche a se stesso, riconoscendo il paradosso di una società pronta a condannare negli altri ciò che continua ad alimentare. La conclusione è inevitabile: “I decided to write about hate”. L'odio diventa l'unico sentimento sul quale Adamo non riesce più a mentire.

Musicalmente è una hard rock ballad dedicata a chi conserva il ricordo delle pagine più introspettive di Bon Jovi e Scorpions. L'arpeggio iniziale di chitarra, la tastiera sullo sfondo e un basso profondo costruiscono lo spazio intimo in cui prendono forma queste riflessioni. Il suono cresce insieme ai pensieri del protagonista: le distorsioni, lo stacco strumentale di matrice hard rock e una voce sempre più aspra accompagnano il passaggio dall'idea romantica dell'amore a una visione più terrena e contraddittoria, fino a un finale dolceamaro che lascia sospesa una domanda più che una risposta.


Ascolta Wanted to tell you su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=ri7N0i7M_tA

Ascolta Wanted to tell you sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/theclownsociety-wantedtotellyou


I The Clown Society sono una band alternative/hard rock italiana nata nel 2021 dall'incontro tra Ruggero Vaccina (basso), Luca Tumiati (batteria) e Matteo Racheli (chitarra), ai quali si unisce poco dopo il cantante Stefano Passanisi. Il nome del gruppo nasce come riflessione su una società che privilegia l'apparenza rispetto all'essenza, contrapponendo a questa dinamica un'identità artistica diretta, essenziale e attraversata da una sottile ironia.

Fin dagli esordi la band sviluppa un repertorio originale che oggi conta ventuno brani, passando da testi interamente in inglese a composizioni bilingui e in italiano. Parallelamente prende forma un'intensa attività dal vivo, soprattutto tra Milano e Pavia.

Nel 2022 i The Clown Society vengono selezionati per il contest "Promuovi la tua musica" organizzato da Feltrinelli e raggiungono il quarto posto alle finali regionali lombarde di "Sanremo Rock". Due anni dopo partecipano al programma "Fatti Scoprire" su Rocker TV e vengono scelti per il Birthday Party dello Slaughter Club. Nello stesso periodo pubblicano il loro primo EP autoprodotto, "Crash".

Nel 2025 raggiungono la semifinale nazionale e la finale lombarda del Vicenza Rock Contest, oltre a prendere parte al programma "Mondo Live Radio e TV", trasmesso su diverse emittenti radiofoniche e televisive nazionali. Nel 2026 avviano la collaborazione con l'agenzia Sorry Mom!, pubblicando il singolo "L'Oracolo".

DIEGO AMADOR & JOSÈ MARÌA BANDERA, Paqueando (2024)

 


Uscito nel 2024, Paqueando, del duo formato da Diego Amador (piano, voce) e Josè Marìa Bandera (chitarra flamenco), omaggia la figura di Paco De Lucia, un tributo, da parte di due maestri della materia, che ha portato alla nascita di un lavoro che abbraccia la tradizione ma ne sposta l’asse, si muove leggiadro all’interno del latin jazz proponendo temi e soluzioni ardite e avventurose. Dicotomie gestite con grande consapevolezza da Amador e Bandera (nipote di Paco, con cui ha lavorato fin dagli anni ’80), che fanno propria la lezione di De Lucia di unire stili differenti, una fusione che ha sempre caratterizzato lo spirito del musicista spagnolo, che ha nella sua carriera spesso travalicato i generi. Un disco sincero, dove emerge la passione dei due, che combinano armonie e melodie in maniera encomiabile, uno sguardo d’amore verso uno degli autori più importanti di tutti i tempi quando si parla di flamenco e di world. (Luigi Cattaneo)  


mercoledì 19 agosto 2026

EGO DIVIDED, Empty ego (singolo 2026)



Nascere dal nulla cosmico e scoprire di avere dentro un universo ancora inutilizzato. Il nuovo singolo degli Ego Divided, Empty Ego, parte da questa vertigine: “you were nothing and you will be nothing”, una sentenza che osserva l'essere umano davanti al proprio vuoto e alla difficoltà di scegliere una direzione mai realmente indicata.

Intorno, il rumore del mondo lavora per sottrazione. “Distract, distract, what they want for you is only distraction”: lo sguardo viene continuamente attirato altrove, nutrito di elementi inutili, mentre la coscienza resta affamata. Riempire l'ego con le cose sbagliate significa perdere progressivamente contatto con la propria immaginazione, descritta nel brano come un “divine power”, una facoltà capace di generare possibilità e dare consistenza ai sogni.

Empty Ego diventa così un comando rivolto a sé stessi: “wake up, wake up your ego”. Guardare dentro, affrontare i propri fantasmi, uccidere il proprio re interiore e insistere, anche quando la distrazione continua a richiamare lo sguardo. Il percorso cercato all'esterno era già nascosto nella coscienza.

Musicalmente, gli Ego Divided affidano questa battaglia mentale a un melodic death metal tecnico e affilato, con richiami a Necrophagist e Cynic. Le aperture più melodiche di maideniana memoria lasciano emergere una sensibilità più classica, ampliando il respiro di un brano che si nutre di tensione, coscienza e vuoto cosmico.


Ascolta Empty Ego su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=ic_2rTnh7ag

Ascolta Empty Ego sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/egodivided-emptyego


La storia degli Ego Divided inizia nel 2005, quando i chitarristi Massimo Masi e Alberto Zimone fondano la band partendo dalla reinterpretazione delle proprie cover preferite. Negli anni il gruppo si dedica alla scrittura di brani originali e definisce progressivamente la propria identità musicale. Nel 2012 entra in formazione il vocalist Mauro Tagliavia, autore di testi profondi e parte integrante dell'evoluzione del sound.

Nel 2014 gli Ego Divided iniziano a registrare il primo album, ma l'uscita del bassista e del batterista interrompe i lavori. Di quelle sessioni restano Source e Fearless Reason, successivamente pubblicate online. La formazione viene ricostruita nel 2018 con Elio Lao alla batteria e Alessio Lopes al basso, arrivando nel 2024 alla pubblicazione dell'album di debutto sulle principali piattaforme digitali.

Dopo l'uscita di Elio Lao, la band si affida a Phil Spinelli, batterista dei Tol Morwen, per le nuove registrazioni. Nel 2025 vengono pubblicati i singoli Totally Blind, Reflections e Fury of Hatred. Conclusi i lavori su Reflections, Alberto Zimone lascia il gruppo: entrano quindi Ermanno Siino alla chitarra e Manfredi Mansueto, batterista degli State of Neptune, che prosegue il percorso in studio della band.

ELEKTRADRIVE, 40th Anniversary - Live! (2026)

 

Magistrale doppio album dal vivo per i piemontesi Elektradrive, gruppo storico della scena italiana formato da Simone Falovo (chitarra), Elio Maugeri (voce), Stefano Turolla (basso), Alex Jorio (batteria) e Eugenio Manassero (tastiere). Nati a Torino nel 1983, esordiscono, dopo una serie di apparizioni su compilation dell’epoca, con Over the space nel 1986, seguito da Due nel 1989, lavori presto divenuti di culto in Italia e non solo (tanto che arrivano in quegli anni a suonare anche negli Stati Uniti). Dopo Big city del 1993 un lungo silenzio avvolge la band, che torna in pista solo nel 2009 con Living 4, disco apprezzato e sinora ultimo in studio del gruppo, che in questa celebrazione live omaggia tutti gli album appena citati. Per festeggiare i 40 anni di attività ritroviamo la formazione originale in splendida forma, conscia del tempo che passa ma anche della grandezza della loro arte, che passa dall’A.O.R. melodico e di classe ad un robusto e vitale hard rock ottantiano, raccontato attraverso brani che hanno fatto la storia del genere in Italia, compresa qualche chicca assoluta come Brainstorm, pezzo presente sul primo sette pollici del quintetto. Un plauso all’Andromeda Relix di Gianni Della Cioppa, che ha immesso sul mercato una testimonianza di tale portata, perfetta sia per chi già conosce il percorso degli Elektradrive, sia per chi vuole scoprire questa immensa realtà nostrana. (Luigi Cattaneo)

A man that goat no heart (Video)