lunedì 9 marzo 2026

TRINETONES, Polaris (2025)

 

Uscito nel corso del 2025, Polaris è l’esordio dei Trinetones, trio formato da Giovanni Balistreri (sax), Marco Lenoci (contrabbasso) e Francesco Cotugno (batteria), a cui si aggiungono Domenico Sanna (pianoforte) e Filippo Schifano (tromba), presenti in diversi momenti del lavoro. 35 minuti molto lirici, in cui la band si muove con una certa fluidità, sia quando si muove in trio (come nel caso della title track e di Mountain mates), sia quando aggiunge carne al fuoco (il dialogo fitto tra fiati di Chavez e di Trinacria, con le sue espansioni folk, le ricchezze espressive di Stockholm street e To trane, grande omaggio al Coltrane di Giant steps). Un disco che trova nelle soluzioni di squadra il proprio punto di forza, tra post bop americano e influenze del Sud Italia, sancendo un primo passo scritto in maniera autorevole e senza sbavature. (Luigi Cattaneo)

Polaris (Video)



giovedì 5 marzo 2026

RASSEGNA “IL PROGRESSIVE ROCK” - live @ Donnas (AO)



Ai piedi di meravigliose montagne, dove il territorio Canavesano ha appena lasciato il posto alla Valle d' Aosta, l'Associazione Serafino Franchino presenta la rassegna “Il progressive rock”.

Le tre serate avranno luogo nel suggestivo paesino di Donnas, situato lungo l'antica via Francigena. Il borgo è caratterizzato da antiche botteghe artigianali e vestigia medievali, come l'arco che affaccia sul centro storico, la Torre Pramotton risalente all' XI secolo e i resti visitabili della strada romana che conduceva in Gallia.

Gli eventi si svolgeranno presso la Biblioteca, spazio ludico messo a disposizione dal comune. Accogliente luogo di cultura e di spettacolo, qui si svolgono abitualmente conferenze, presentazioni di libri e piccoli concerti. Durante la rassegna, sarà allestita anche una mostra di copertine di vinili prog a cura dell'associazione organizzatrice.


Prima serata: giovedì 12 marzo ore 21

L'inaugurazione della rassegna sarà a cura di Franco Vassia, che farà un breve excursus sulla storia del progressive rock. A seguire, concerto dei The Frog: band formata da veterani della scena piemontese che presenterà una carrellata di brani di progressive rock italiano e inglese dal decennio 1968-1978 per una full immersion nell'atmosfera romantica del periodo.

Link prenotazione posti: https://thefrog.eventbrite.it/

Evento Facebook: https://fb.me/e/5Y1blS9i4


Seconda serata: giovedì 26 marzo ore 20,30

Il protagonista della seconda serata sarà Giorgio “Fico” Piazza, uno dei fondatori della Premiata Forneria Marconi, che inizierà con il racconto delle sue esperienze per concludere con un live solista basato sull'improvvisazione.

Link prenotazione posti https://ficopiazza.eventbrite.it

Evento Facebook https://fb.me/e/47ZRmGZm2


Terza serata: giovedì 16 aprile ore 20,30

La chiusura della rassegna sarà affidata a una delle più grandi voci del panorama mondiale: Bernardo Lanzetti. Dopo aver fondato gli Acqua Fragile, ha prestato la voce a tre album della Premiata Forneria Marconi. In questa occasione, condividerà qualche aneddoto sulla carriera musicale e sul percorso di studio della voce per poi dedicarsi all'esecuzione di brani solisti.

Link prenotazione posti https://lanzetti.eventbrite.it

Evento Facebook https://fb.me/e/5HxXSGUVc


DOVE: Biblioteca comunale, piazza XXV Aprile,7 – Donnas (AO) - Tel.0125806508

Prenotazione consigliata, ingressi fino ad esaurimento posti.


MOBILI TRIGNANI, Webinar (2024)

 

Mi ero già occupato del progetto Mobili Trignani nel 2023 con l’uscita di PopArticolare, un gradevole lavoro che trova conferma della bontà delle intenzioni del duo formato da Fabrizio Trignani e Nicola Nea Modesti, che cantano, scrivono e si dividono le parti di chitarra, basso, batteria e synth. Webinar, pubblicato nel 2024 sempre per Music Force, non sposta di un centimetro lo stile del gruppo, improntato su un pop cantautorale brioso, frizzante, a tratti ironico e surreale ma soprattutto immediato. Ciò non significa che ci troviamo dinnanzi ad un disco vacuo, anzi, l’album è scritto e arrangiato con cura, e ne sono prova brani come la provocatoria Razza, il folk di Nin mi dice core, la riflessiva Fragile e 2 senza te, che chiude in maniera delicata un lavoro decisamente accattivante. (Luigi Cattaneo)

Full Album 



mercoledì 4 marzo 2026

NODO GORDIANO, H.E.X. (2021)



È sempre un piacere ascoltare e raccontare un disco targato Nodo Gordiano, band di cui avevamo già parlato ai tempi di Sonnar del 2020. Oggi recuperiamo un lavoro dell’anno seguente, H.E.X., uscito sempre per Lizard Records, il sesto in studio per la band formata da Filippo Brilli (sax), Andrea De Luca (elettronica, synth, basso, chitarra) e Davide Guidoni (tastiere, sampler, percussioni acustiche ed elettroniche). Ispirato a Il libro dei mutamenti, un classico della cultura cinese, propone due monumentali suite, Heng, firmata da De Luca, e Kou, scritta invece da Guidoni, lunghe trame sviluppate tra ambient, poliritmie, passaggi free onirici, jazz rock e progressive, in una fusione mirabile di suoni, geometrie e immagini. Un album dove il trio sintetizza l’esperienza accumulata in oltre 20 anni di carriera (l’omonima prima uscita era del 1999), estremizzando, anzi, alcuni topoi del gruppo, lasciando così intravedere nuove prospettive all’orizzonte. (Luigi Cattaneo)


martedì 3 marzo 2026

STERBUS, Black and Gold (2025)

 


Ne ha fatta di strada Emanuele Sterbini con i suoi Sterbus, dall’alternative di Eva Anger (2007) e Smash the sun alight (2012), di cui parlammo su queste pagine, alle escursioni strumentali di Solar barbecue (2022), passando per il crossover progressivo di Real Estate/Fake Inverno e l’indie folk di Let your garden sleep in. Uno sguardo trasversale e singolare alla materia prog, che trova conferma nell’ultimo Black and Gold, che si muove leggiadro tra Cardiacs (l’influenza di sempre), King Crimson e Steven Wilson, ma è comunque difficile definire le tante anime che albergano in Emanuele (chitarra, basso, piano, organo, tastiere, marimba, vibrafono, voce) e Dominique D’Avanzo (voce, flauto, sax, clarinetto, synth, presente da ormai 10 anni), che si contornano di una serie di musicisti di spessore per dare voce alle tante idee del concept, in parte ispirato a Virginia Woolf.  L’iniziale Any longer ci introduce alla decisa Alfriston two four five, che oscilla tra hard prog e folk, la ballata acustica War waltz è arricchita da un quartetto d’archi arrangiato da Paolo Sala, mentre The greatest possible happiness e Careful of neon lights sottolineano il caleidoscopio sonoro di Black and Gold, ennesima prova convincente di un progetto sempre interessante e curioso. Di seguito il link dove ascoltare e soprattutto acquistare il disco https://sterbus.bandcamp.com/album/black-and-gold (Luigi Cattaneo)

lunedì 2 marzo 2026

DLEMMA, Don't ask twice (singolo 2026)



Quando una relazione tossica trascina fino al fondo, le strade possibili sono solo due: restare immobili nel buio, sperando che il tempo rimetta insieme i pezzi, oppure ascoltare la rabbia che brucia e usare l'adrenalina che ne deriva per risalire.

Don’t Ask Twice, il nuovo singolo delle DLEMMA, cattura esattamente quell’istante in cui i piedi toccano il fondale e il corpo raccoglie ogni residuo di forza per lanciarsi verso la superficie. È il punto di non ritorno, il momento in cui l'istinto di sopravvivenza prende il sopravvento.
“Don’t ask twice why I hate the way you walk” è un ultimatum definitivo. Non c’è spazio per spiegazioni o ripensamenti: la storia è finita e non serve chiederlo due volte. Quando si arriva a pensare che sarebbe meglio affogare pur di non sentire ancora la voce dell’altro, la scelta non può che essere radicale: “pretend I’m dead to fix what you’ve done” diventa così la soluzione drastica e necessaria.
Don’t Ask Twice usa un linguaggio alternative metal moderno che attinge da Lacuna Coil e Paramore, in cui le parti più introspettive si caricano di tensione fino a esplodere in un impatto elettrico e liberatorio.

Quando la situazione è diventata insostenibile, l’unico modo per salvarsi è mettere un punto netto e allontanarsi. Se bisogna essere duri, taglienti, persino brucianti, pazienza. Il tempo dei compromessi è finito.


Ascolta Don't ask twice su youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=2MIvNaYnLaQ

O sulla tua piattaforma preferita qui https://benext.lnk.to/dontasktwice


Nate a Roma nel 2023, le DLEMMA trasformano il caos emotivo e l’inquietudine generazionale in musica, dando voce a conflitti interiori e scelte difficili. La band è formata dai fratelli Edoardo Leggieri (batteria), Elisa Leggieri (chitarra) ed Emma Leggieri (voce e chitarra), insieme a Emma Sola al basso, e scrive in inglese, lingua maturata durante gli anni trascorsi a Londra. Dopo l’EP d’esordio Forget Me Not, incentrato su alienazione e desiderio di fuga, il primo album Keep Me Out segna un’evoluzione sonora e narrativa, affrontando temi come amore, rabbia e separazione con maggiore consapevolezza. Nonostante la giovane età, le DLEMMA hanno costruito una solida reputazione live, calcando palchi di rilievo in tutta Italia e aprendo concerti per artisti di primo piano come Afterhours e Lacuna Coil. Hanno suonato in festival nazionali, club storici di Roma e Milano e, durante le registrazioni dell’album prodotto da Steve Lyon, si sono esibite anche a Londra nello storico Half Moon di Putney.


domenica 1 marzo 2026

C.R.M., My Lunch (2023)

 

Secondo disco, uscito nel 2023, per il progetto C.R.M. (Luca Palazzi voce e drum machine, Francesca Ronconi tastiere e piano, Gianpaolo Rosato basso, dronin e chitarra, Francesco Degli Innocenti chitarra), un lavoro imbevuto di post punk, elettronica e noise, un corollario sonoro dal mood notturno sospinto da trame dilatate e oniriche, che accentuano la matrice psichedelica della proposta. Ne è esempio lampante Mirror, una cupa ballata tra le cose più interessanti dell’album, ma anche Alone, con la sua andatura cosmica e industriale, e l’elettro-rock di Weirdo, brani ispirati e ottimamente scritti. Gli interventi di Elisabetta Caiani alla voce e Marcello Maggi alla tromba completano un quadro d’insieme in cui troviamo riferimenti a Virgin Prunes, The Cure, Television e Killing Joke, rivisitati con personalità e fantasia. (Luigi Cattaneo) 

Dreamers (Video) 



mercoledì 25 febbraio 2026

ZONA, Deserto (singolo 2026)



Deserto è il nuovo singolo degli ZONA, un brano che nasce da una condizione fisica precisa ma si trasforma in un racconto emotivo molto più ampio e universale.

Il testo descrive gli stati d’animo provocati dall’impossibilità di respirare correttamente attraverso il naso: una situazione invalidante che porta con sé insonnia, perdita di olfatto e gusto, e una costante sensazione di sete. Da qui prende forma una metafora potente: quella di un “deserto” interiore, fatto di affaticamento, isolamento e disagio, dove anche un gesto semplice e vitale come respirare diventa difficile e frustrante.
Sul piano musicale, gli ZONA guardano alle colonne sonore di Ennio Morricone per costruire paesaggi ampi e suggestivi, che si intrecciano al sound duro dell’hardcore.
Il risultato è un contrasto deciso tra spazi quasi cinematografici e un impatto diretto, ruvido, viscerale.
Deserto è un brano che colpisce di pancia ma lascia spazio anche all’immaginazione, muovendosi in territori che potranno piacere agli ascoltatori di Refused, Biohazard ed Entombed, pur mantenendo un’identità ben definita.

Guarda il videoclip di Deserto qui https://www.youtube.com/watch?v=3XQnbjwwG2Q

Ascolta Deserto sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/zona-deserto


La band ZONA nasce a Vigevano (PV) alla fine del 1994, fondata dal chitarrista Francesco Capasso (aka Killa) e dal frontman Diego Quartara. Il gruppo definisce subito un sound potente che mescola hardcore e crossover, con testi diretti in italiano, esibendosi come opener di artisti internazionali e suonando come headliner in tutta Italia. Tra il 1994 e il 2000 pubblica due album in studio, un live e partecipa a diverse compilation, consolidando la propria presenza sulla scena nazionale.
Dopo una pausa di circa vent’anni, gli ZONA tornano con nuovi membri: Marco Di Salvia alla batteria e Luigi Modugno (Lo Slavo) al basso. Il ritorno inizia con il brano Anormalità nel 2020, seguito da tre singoli tra il 2024 e il 2025, tutti accompagnati da videoclip diretti da Maurizio del Piccolo e registrati presso gli Ivory Tears Music Works Studio.
Ad agosto 2025 la band firma con il management Sorry Mom! e si prepara a pubblicare un nuovo lavoro discografico a marzo 2026.
Nel frattempo, il nuovo singolo Deserto è ora disponibile, accompagnato da un videoclip firmato ancora da Maurizio del Piccolo.

PRIMAVERA 2026 DI BIGLIA - PALCHI IN PISTA, IL PROGRAMMA

 

Al via la Primavera 2026 di BIGLIA
cinema muto e musica dal vivo nei teatri e live club dell’Emilia-Romagna

Prende il via la Primavera 2026 di BIGLIA – Palchi in Pista, il circuito regionale di musica dal vivo di ATER Fondazione, che inaugura la seconda parte della stagionalità 2025-2026 con un programma dedicato alla sonorizzazione dal vivo dei grandi capolavori del cinema muto e a nuove progettualità tra musica e arti visive.

La rete 2025-2026 conferma la presenza di live club tra i più importanti in regione – Locomotiv Club di Bologna, Bronson di Ravenna – insieme a diversi teatri, la gran parte appartenenti al Circuito Regionale Multidisciplinare di ATER Fondazione: Salone Snaporaz di Cattolica, Cinema Teatro Walter Mac Mazzieri di Pavullo nel Frignano, Cinema Teatro Boiardo di Scandiano, Cinema Teatro Comunale di Bomporto, Teatro Petrella di Longiano. Con il nuovo anno la rete si amplia grazie all’ingresso del club Spazio Marte di Cesena e di due nuovi spazi Auditorium Enzo Ferrari di Maranello e SuperCinema di Santarcangelo, rafforzando ulteriormente la collaborazione tra live club, teatri e cinema, e ampliando la presenza territoriale del progetto.

Attivo da sei anni, il circuito di BIGLIA è una rete culturale che promuove progettualità musicali originali, ibride e contemporanee, mettendo al centro la performance dal vivo e sviluppando nuovi modelli di gestione artistica e organizzativa. Professionalità ed esperienze a confronto, interdisciplinarità culturale e sperimentazione musicale sono le parole chiave del circuito, che valorizza la scena indipendente e d’autore, sostenendo produzioni emergenti e artisti affermati e favorendo nuove pratiche di ascolto condiviso. La programmazione di marzo e aprile 2026 attraverserà Longiano, Ravenna, Maranello e Santarcangelo, intrecciando cinema espressionista, avanguardie sonore e sperimentazione contemporanea.

PROGRAMMA

6 marzo 2026 - Teatro Petrella – Longiano
Il gabinetto del Dottor Caligari (Robert Wiene, 1920)
Sonorizzazione dal vivo con Stefano Pilia e il Collettivo Soundtracks 2024
All’interno della rassegna Nessun Dorma, il capolavoro del cinema espressionista tedesco rivive attraverso una nuova partitura originale che intreccia scrittura, improvvisazione e ricerca timbrica contemporanea. La produzione nasce all’interno del percorso "Soundtracks – Musica da film", il progetto di residenza artistica promosso dal Centro Musica Modena e curato da Corrado Nuccini, tra i percorsi più originali e qualificanti nel panorama regionale dedicato alla formazione musicale contemporanea. 

27 marzo 2026 - Bronson – Ravenna
Metropolis (Fritz Lang, 1927)
Sonorizzazione dal vivo con Karim Qqru, Roberta Sammarelli, Xabier Iriondo e Corrado Nuccini.
Il capolavoro visionario di Fritz Lang, divenuto di dominio pubblico nel 2023, viene reinterpretato da un quartetto di assoluto rilievo della scena italiana. Tra tensioni kraut-rock, atmosfere ambient e suggestioni psichedeliche, la performance si configura come un vero e proprio concerto al servizio della pellicola, capace di restituire nuova energia alla potenza visiva del film.

1 aprile 2026 - Auditorium Enzo Ferrari – Maranello
Il Pellegrino (The Pilgrim, Charlie Chaplin, 1923)
Sonorizzazione dal vivo con Orchestra Senzaspine. Direttore: M° Tommaso Ussardi. Musiche originali di Charlie Chaplin ricostruite dal M° Timothy Brock.
Un appuntamento che coniuga rigore filologico e vitalità esecutiva, riportando in sala le musiche originali composte da Chaplin per il suo film, restituite nella loro forma orchestrale grazie al lavoro di ricostruzione del maestro Timothy Brock.

10-11 aprile 2026 La Collina del Leopardo – Teatro Petrella, Longiano
Nasce dalla collaborazione tra Teatro Petrella e Retro Pop Live, con il supporto della rete BIGLIA, il nuovo festival di musica e arti visive La Collina del Leopardo, progetto che esplora il presente attraverso suono, visione e corpo. Due serate dedicate all’intersezione tra live performance, sperimentazione elettronica e arti visive, in un dialogo aperto tra pratiche artistiche e pubblici differenti.
Venerdì 10: Pan Dan, Kodaclips, Michele Bernardi, Amore Audio, Arya
Sabato 11: Marta Del Grandi, Eva Bloo, Selvatico Studio, Black Wax, Saul Saguatti/Basmati

17 aprile 2026 SuperCinema – Santarcangelo di Romagna
Vampyr (Carl Theodor Dreyer, 1932)
Sonorizzazione dal vivo con Paolo Spaccamonti e Ramon Moro.
Il capolavoro visionario di Dreyer incontra l’universo sonoro di due tra le figure più autorevoli della sperimentazione italiana. Spaccamonti, compositore e chitarrista attivo tra cinema, teatro e musica d’avanguardia, e Moro, trombettista dal linguaggio trasversale e visionario, costruiscono una partitura originale che amplifica la dimensione sospesa e onirica del film.

La Primavera 2026 di BIGLIA conferma la vocazione del circuito a generare nuove traiettorie tra musica e immagini, a rafforzare la collaborazione tra live club e teatri e a proporre al pubblico dell’Emilia-Romagna un’offerta culturale che unisce ricerca, qualità artistica e sperimentazione. Tutte le iniziative si sviluppano in sinergia con le politiche regionali di sostegno al settore musicale garantite dalla LR 2/2018 e dalla Music Commission Emilia-Romagna.

Per tutti gli eventi, informazioni e biglietti su: https://www.ater.emr.it/it/progetti-speciali/biglia-palchi-in-pista-2025

Facebook: biglia.palchi.in.pista
Instagram: @biglia.palchi.in.pista

 

ATER FONDAZIONE - Ufficio Stampa

Fiorella Milano e-mail: fiorella.milano@ater.emr.it cell. 335 1424289

 

BIGLIA - Referente comunicazione

Chiara Caporicci e-mail: biglia.er@gmail.com - cell. 339 8145712

sabato 21 febbraio 2026

MY EVIL TWIN, il comunicato stampa di No Future



My Evil Twin pubblicano il loro album d’esordio No Future. Il titolo, ispirato agli slogan punk degli anni ’70 carichi di disillusione e rifiuto radicale della società, dà il nome non solo al disco ma anche a un immaginario movimento. Un movimento che nasce nei bassifondi, cresce e si evolve fino a sfidare l’ordine costituito. Questa tensione, questa dualità, attraversa ogni brano e si riflette sull’intero lavoro: non solo a livello musicale – che non sceglie il punk come linguaggio sonoro ma un metalcore intenso e moderno, influenzato da Bring Me the Horizon, Architects, Bad Omens e Falling in Reverse – ma anche nell’artwork e nei contenuti.

No Future non è un concept album in senso stretto, ma le tracce sono legate da un fil rouge coerente fatto di suoni, immagini e sensazioni. Il disco rappresenta un’evoluzione continua, una storia che si trasforma mentre viene raccontata. L’immaginario è quello di un futuro post-apocalittico che, più che una visione distante, si rivela uno specchio inquietante della realtà contemporanea: un mondo diviso, in cui una parte dell’umanità, corrotta dal consumismo e dalla ricerca del benessere a ogni costo, ha spinto il pianeta sull’orlo della distruzione, mentre l’altra è relegata alla pura sopravvivenza. Raccontare il presente senza filtri forse sarebbe stato impossibile; questo futuro immaginato parla di domani, ma descrive con lucidità la desolazione, la violenza e l’inquietudine dell’oggi.

Ascolta No Future su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=SUxcnzNWT18&list=OLAK5uy_kk3TxmaEHI7wiPSO2ciEAmUmRxI30ljG4

Ascolta No Future sulla tua piattaforma preferita qui https://benext.lnk.to/no_future

My Evil Twin rappresentano il suono del conflitto interiore: la lotta tra chi sei e chi potresti essere, tra luce e ombra, tra lucidità e caos.

Elettronica, pesantezza e melodie inquietanti convergono in un’identità sonora che sfida i confini dei generi, dando forma a un percorso musicale crudo, emotivo e viscerale.

Ogni loro canzone è uno specchio: riflette le ombre che cerchiamo di ignorare, scava in profondità tra i temi dell’identità, dell’autodistruzione e dei mostri che portiamo dentro.

I My Evil Twin trasformano il dolore in catarsi e il disagio in energia. I loro concerti non sono semplici esibizioni: sono esplosioni emotive, intense e autentiche, capaci di connettere a un livello profondo chi ascolta. Questa non è solo musica heavy. È la colonna sonora di chi combatte guerre silenziose, invisibili ma reali.

L'album è stato anticipato da cinque singoli: la title track, No future, 0kay!, Are u following me?, Crazy e LOG.


mercoledì 18 febbraio 2026

ANÈ feat TAKKARATE BOYS, Su la testa! (2025)

 


Sorprendente esordio per Anè (al secolo Fabio Mancano, eccellente sassofonista) e Takkarate Boys (gli ottimi Andrea Nicolè alla batteria, Raffaele Ventura Costa al basso, Loris Ruscitti al piano e alle tastiere), artefici di un lavoro quasi interamente strumentale in odore di Napoli Centrale. La matrice immaginifica dell’opera risulterà affascinante per gli estimatori del nostrano jazz rock progressivo settantiano, che troveranno in Su la testa! rimandi a una delle stagioni più caratteristiche della scena nazionale, senza risultare pedissequi quanto più desiderosi di imprimere un proprio marchio, così come fatto da Mancano con Pseudofonia, Tribraco e Indaco, progetti interessanti in cui ha più volte espresso il suo talento. Il quartetto sviluppa un disco in bilico tra ironia e denuncia, avvalendosi di una serie di ospiti di spessore, come nel caso di Peterpaniko, con Cristian Fortucci all’organo Hammond e Jacopo Barbato alla chitarra, o la title track, dove troviamo Danilo Ciminiello al piano Rhodes e ai synth, Emanuele Bruno all’Hammond e Tommaso Sansonetti alle percussioni (ma vi sono diversi musicisti che hanno partecipato donando un grande contributo alla riuscita dell’album). Un debutto realizzato da un gruppo aperto, che condivide la voglia di esprimersi liberamente, lontano da modo di intendere la musica che purtroppo domina lo stato attuale dell’arte, il tutto condito da un sano sarcasmo e dalla volontà di essere leggeri ma incredibilmente potenti. (Luigi Cattaneo)

giovedì 12 febbraio 2026

EMILIANO D'AURIA, The baggage room (2024)

 

Avevamo parlato di Emiliano D’auria per il suo First rain, uscito nel 2023, ed è un piacere riscoprirlo con The baggage room, disco del 2024 che solo in questi giorni sono riuscito, tardivamente, a recuperare. Un lavoro differente dal precedente ma con alcune caratteristiche ormai intrinseche dell’arte di D’auria, che, dal Nord Europa della precedente opera, si sposta a New York, città dove in parte è stato scritto l’album e che finisce per influenzare le trame dello stesso. Certo l’aspetto immaginifico permane, così come una certa dilatazione in alcuni suggestivi fraseggi, un’alternanza tra momenti diradati e altri decisamente corposi, soprattutto per quel che riguarda le ritmiche, che contraddistingue l’intero concept, ispirato dagli immigrati che iniziarono ad approdare a Ellis Island (isola della baia di New York) a partire da fine ‘800. Emiliano, con il suo pianoforte, sviluppa così brani suggestivi come The story of Sacco and Vanzetti, potentissimo omaggio ai due emigrati italiani giustiziati frettolosamente sulla sedia elettrica nel 1927 nel penitenziario di Charlestown, The long wait, una maestosa e raffinata ballata, e Temporarily detained, che mostra un approccio decisamente cupo e ai limiti dell’avant, il tutto portato avanti con maestria dalla tromba di Philip Dizack, dal sax di Dayna Stephens, dal contrabbasso di Rick Rosato e dalla batteria di Kweku Sumbry, che completano un quintetto davvero ben amalgamato. Album affascinante per il tema esposto e suonato con grande convinzione da musicisti esperti, un racconto pregno di soluzioni non scontate, di concetti ancora attuali, presentati attraverso una scrittura solida e sempre più matura. (Luigi Cattaneo)

The story of Sacco and Vanzetti (Video)



martedì 10 febbraio 2026

INNER PROSPEKT, Canvas Two (2021)

 


Uscito nel 2021, Canvas Two, del progetto Inner Prospekt, aveva tutte le caratteristiche per incuriosire gli amanti del rock progressivo classico, quello di Genesis e Cressida. Alessandro Di Benedetti, mente dei poco citati Mad Crayon, nonché compositore per The Samurai of Prog e membro dei Guildmaster, è autore di un lavoro davvero di buona fattura, melodico e ispirato dalle sue tastiere, come da tradizione del progressive rock (ma il romano canta e suona anche la batteria). Dopo l’intro Glimpse (composta in origine per The Samurai of Prog), l’album da subito decolla con la lunghissima Soul of hundred lives, con Federico Tetti alla chitarra, probabilmente la summa dell’opera, epica, avvolgente e ricca di dettagli. In King of spades (anche questa scritta per The Samurai of Prog) la chitarra è affidata a Rafael Pacha, che si muove sicuro all’interno di un brano rifinito dal sax jazzato di Giuseppe Militello, prima di Why me?, immaginifica e pregna di prog romantico, e Abby’s escape, altro momento particolarmente elegante. Nella magniloquente White skies (già apparsa in Dreaming Tony Banks e successivamente, in una differente versione, in un lavoro firmato The Samurai of Prog), troviamo l’ottimo Carmine Capasso alla chitarra, tra passaggi maestosi e atmosfere inquiete, mentre The knight and the ghost (che avevamo conosciuto tramite i Guildmaster), venata di forte malinconia, ci conduce al finale di The queen of clubs, dove ritroviamo il sax di Militello, jazzato e soul, che guida un crescendo imperioso fatto di archi e orchestrazioni ad hoc. Per sapere di più del lavoro di Di Benedetti, ascoltare e acquistare i suoi dischi, potete visitare la pagina https://innerprospekt.bandcamp.com/ (Luigi Cattaneo)

lunedì 9 febbraio 2026

GRIMORIO, On the path of the morning star (2025)

 


Una vera sorpresa i siciliani Grimorio, band formata da Mirko Di Bella (voce, chitarra, synth), Christian Balsamo (chitarra, synth), Liliana Teobaldi (basso) e Francesco Paladino (batteria), che con mio stupore arriva all’esordio tramite Burning Minds Music Group, spesso presente con i suoi gruppi sulle pagine del blog ma con progetti legati all’A.O.R. e all’hard melodico. L’uscita da binari consueti ci consegna una solida realtà, influenzata da King Diamond e soprattutto Death SS, un lavoro di sanguigno horror metal dai tratti gotici, scritto e suonato con gusto e consapevolezza. Basti ascoltare l’iniziale Unholy communion per comprendere qual è la strada maestra, vicina alle soluzioni adottate dai Death SS in Do what thou wilt del 1997, voce di Di Bella inclusa, che parecchio somiglia a quella di Steve Sylvester. L’atmosferica Morning star, l’heavy dark di XII The hangman e il lungo trip mefistofelico di The lady in the crimson cloak, sono piccole gemme di un debutto maturo e affascinante. (Luigi Cattaneo)

venerdì 6 febbraio 2026

AFTER MIDNIGHT 00.01, Il comunicato del disco omonimo



La band sarda After Midnight 00.01 esordisce con l’album omonimo, un lavoro che porta finalmente in studio l’energia e lo spirito rock accumulati in migliaia di chilometri macinati tra auto, moto, navi e aerei, sempre alla ricerca di quel leggendario Rock Show che ogni band sogna di vivere. Ogni brano nasce da una di queste avventure e, allo stesso tempo, sembra generarle, in un circolo continuo che non conosce soste. Anticipato da diversi singoli pubblicati tra il 2024 e il 2025, il disco abbraccia sonorità hard blues dal respiro internazionale, ispirate soprattutto a Led Zeppelin e Rival Sons, con qualche reminiscenza southern: After Midnight 00.01 è l'album giusto per chi tiene Clutch come ospite fisso nello stereo. Un viaggio che attraversa i punti più bassi dell’umore e la gioia della risalita, passando per incontri decisivi, riflessioni controverse su farmaci e tristezza, ricordi che scaldano e considerazioni sincere sull’ambiente musicale. Un prisma emotivo in cui i colori del quotidiano si scompongono e si riflettono senza filtri.


Ascolta After Midnight 00.01 qui https://ffm.to/aftermidnight0001-aftermidnight0001

After Midnight 00.01 è una rock band nata nel 2017 nel cuore della Sardegna. Attualmente composta da Mario “Mechanic” Fancello (voce) e Andrea Ledda (chitarra), la formazione ha mosso i primi passi esibendosi con cover e tributi, per poi trovare una propria identità sonora e dedicarsi alla scrittura di brani originali.
Nel febbraio 2024 la band ha debuttato con il singolo Dirty Blues, un brano che fonde atmosfere blues con un’energia tipicamente rock. A questo hanno fatto seguito Broken Bones, Scent e Golden Wheels, confermando e consolidando il loro stile. Il quinto singolo, You, anticipa l’uscita del loro primo album omonimo, realizzato con la collaborazione di Francesco Masuri (batteria) e Antonio Senette (basso), membri fondatori della band.
Il disco è stato registrato presso il Whistle Recording Studio di Simone Orrù ad Assemini ed è disponibile in formato CD e vinile, oltre che sulle principali piattaforme digitali.
Il nome AM 00.01 racchiude il senso di rinascita e cambiamento: è il minuto che accende un motore, simbolo di energia, ribellione e nuovi inizi. Un richiamo anche alle prime sessioni notturne del gruppo, quando il silenzio della notte veniva trasformato in musica.

lunedì 2 febbraio 2026

BACO DI SILENZIO, Aquile e cieli (2025)

 


Uscito a fine 2025, Aquile e cieli è il debutto di Salvatore Scuderi, voce già degli Anèma (due interessanti album all’attivo, di cui abbiamo parlato tra le pagine del blog), ora impegnato nel suo ambizioso progetto solista a nome Baco Di Silenzio. Con lui, in questo esordio pieno di pathos, troviamo Maurizio Antonini (batteria), Dario Giannì (basso, anche lui con Anèma e ora leader del progetto Ologram), Lorenzo Giannì (chitarra, presente nei due Anèma), Abramo Riti (tastiere, piano), Roberto Pace (basso), Filippo Rosati (chitarra), Emanuele Filippi (pianoforte), Carolina Prado (oboe), Neleta Ortiz (arpa) e Sergio Rabello (violini), interpreti che hanno partecipato nei vari brani secondo l’umore del pezzo e le idee di Scuderi. La direzione di Aquile e cieli è chiara sin dalle iniziali Vittima carnefice e Assenzio, dove cantautorato sperimentale, poesia e oscuro new prog si ritrovano in maniera piuttosto fluida e interessante. Una certa dose di inquietudine aleggia anche in Vertigini, mentre Delfini liberi di volare è una ballata dai toni malinconici, prima di Bandiere occulte, in cui Salvatore flirta, in modo curioso ma brillante, con il progressive metal. L’emozionale Sei rientra nei canoni più tipici del racconto, ed apre al trittico finale davvero delicato, completato da Ottobre e Cosa vorrà dirci il tempo?, ottimi esempi dell’arte del siciliano, atteso ora al secondo capitolo di questa trilogia su cui sta lavorando con passione e dedizione. (Luigi Cattaneo)


domenica 1 febbraio 2026

E - LEE, Kirkē L’incanto di Circe (2025)

 


Dietro lo pseudonimo E – Lee si cela Elisa Rossi, che in questo interessante ep, edito da Filibusta Records, unisce jazz, canzone d’autore e sperimentalismo dalle reminiscenze progressive. Insieme a lei, impegnata alla voce e agli effetti, troviamo Gabriele Manzi (pianoforte), Flavio Bertipaglia (basso, contrabbasso), Nicola Valente (batteria, chitarra, basso, percussioni), Manuel Mauti (chitarra) e Marco Malagola (batteria), bravissimi nel dare voce al Mito di Circe, rivisitato però in chiave contemporanea, dopo una ricerca antropologica rilevante. Un’opera immaginifica, ricca pur nella sua brevità (25 minuti circa), un concept narrato attraverso un sound che ingloba generi, ponte tra scrittura raffinata e improvvisazione libera. Un disco elegante ed evocativo, che riabilita la figura di Circe, dando un’interessante lettura della protagonista del racconto, che qui diviene donna attuale e madre amorevole. Per ascoltare o acquistare Kirkē L’incanto di Circe potete visitare la pagina https://orcd.co/altafonteitalia_filibusta_qnmrx5e (Luigi Cattaneo)

giovedì 29 gennaio 2026

VAN FOR A DIME, Break it! (singolo 2026)



Un van bianco tirato a lucido, l’autoradio che spara riff a tutto volume e una linea d’asfalto che taglia il deserto. A bordo quattro ragazzi cantano a squarciagola, con le idee chiarissime sulla direzione da prendere. È questa l’atmosfera che permea Break it!, il nuovo singolo dei Van For A Dime: un manifesto di determinazione e movimento continuo.

In un presente affollato di esitazioni, fragilità e rinunce premature, Break it! sceglie la strada opposta. Il brano nasce dalla rabbia residua delle esperienze sbagliate, dalle cicatrici che restano addosso e dalla fatica necessaria per distinguersi. Tutto viene trasformato in carburante per rompere l’immobilismo, frantumare la negatività e superare i limiti autoimposti. Arrendersi non è un’opzione: l’obiettivo è cambiare rotta, scavalcare l’apatia e continuare a correre, anche quando il terreno si fa ostile.

Sul piano sonoro, il van su cui si svolge il viaggio ha un telaio alternative post-grunge, mentre la carrozzeria blues-rock polverosa è targata Rival Sons. Riff granitici, ritmiche robuste e un uso dinamico delle melodie rendono Break it! un brano compatto da cantare mentre si marcia verso i propri obiettivi, spezzando tutte le catene mentali. La destinazione è segnata sulla mappa: motore sempre acceso, nessuna retromarcia e la strada davanti tutta da conquistare.


Guarda il videoclip qui https://www.youtube.com/watch?v=xGPmTKtCn9Q

Ascolta Break it! qui https://orcd.co/vanforadime-breakit


I Van For A Dime nascono alla fine del 2018 e costruiscono il proprio percorso come un viaggio fatto di chilometri, cambi di direzione e continua ricerca sonora. Dopo una prima fase di rodaggio tra concerti e composizioni in Toscana, la band attraversa inevitabili trasformazioni di formazione, trovando nel tempo un assetto definitivo e un’identità sempre più riconoscibile. Il loro sound è un blend personale di hard rock, stoner e sfumature funky-fuzz, con radici ben piantate nella tradizione di Black Sabbath, Mountain e Grand Funk Railroad, ma lo sguardo rivolto a realtà più contemporanee come Wolfmother, Rival Sons e Dirty Honey.

Al centro del progetto restano le storie: racconti di vita quotidiana, di persone comuni che affrontano la routine senza mollare, veri “supereroi di quartiere” mossi da una forza ostinata e autentica. Nel 2025 la band entra alla Fucina Studio di Giacomo “Jac” Salani per dare forma definitiva ai primi brani, segnando un nuovo capitolo del proprio percorso. Il primo singolo con lyric video Victor Venice è stato pubblicato a luglio ed è disponibile su tutte le piattaforme.


giovedì 22 gennaio 2026

ESSERESCORIA, Esondazioni (2024)

 


Esordio per Riccardo Tomassetti, in arte Esserescoria, cantautore che arriva a quest’opera prima dopo un proprio personale percorso, che lo ha visto interessarsi anche alla produzione, alla registrazione e al sound design. La chitarra acustica di Riccardo, fondamentale nel suo modo di approcciarsi alla scrittura, incontra i sintetizzatori in maniera elegante e decisa, creando una congeniale sintesi tra indie folk ed elettronica, in cui si adagiano testi dal sapore introspettivo, aspetto molto curato dal bergamasco. È l’autore stesso a spiegare l’album. L’anima è come un fiume che si riempie della realtà che ci entra dentro ogni giorno con le sue esperienze, emozioni, ingiustizie e battaglie. Certe volte si gonfia a tal punto che non si accontenta più del suo letto, ha la necessità di spaccare gli argini della quotidianità per esorcizzare questo flusso di energie. È da questo bisogno che nasce questo album. Esondazioni concentra in quasi un’ora i pensieri di Tomassetti, tra spunti cantautorali e altri più rock, tra malinconia e cinismo, risultando sincero e appassionato sin dalle prime note. Un lavoro interessante, che forse avrebbe giovato di una minore prolissità complessiva, ma l’urgenza comunicativa di Esserescoria è facilmente percepibile, arriva netta e nitida, lasciando trasparire come il progetto possa avere ulteriori sviluppi nel futuro. (Luigi Cattaneo)


mercoledì 21 gennaio 2026

GRACENOTEDUO, Tiarè e Monoi (2025)

 


Esordio per Gracenoteduo (Grace Falcone voce e synth, Raffaele Sarenti chitarra e voce), che con Tiarè e Monoi propongono un lavoro leggero, brioso, che racconta di storie quotidiane e sensazioni. Nessuna costruzione particolarmente ardita o sovrastrutture ricercate, il duo comunica mescolando folk, jazz latino e coloriture elettroniche, andando sempre al cuore delle trame, complice anche la scelta di un approccio minimale alla materia. Tra ironia (Tango stress, Stasera a cena), omaggi (la gradevole Acquarello tributa Vinicius De Moraes, Samba di due note è una rilettura di Luis Bonfà, mentre Rosalina ci porta al Fabio Concato di metà anni ’80) e fraseggi delicati (Stamattina, Vista da qui e la strumentale Io e il mare), si sviluppa un primo passo piacevole e rifinito. (Luigi Cattaneo)


domenica 18 gennaio 2026

PAKT, No steps left to trace (2024)

 

Sontuoso doppio album per i Pakt (Percy Jones basso fretless e sampler, Alex Skolnick chitarra, Kenny Grohowski batteria, Tim Motzer chitarra ed elettronica), un lavoro uscito nel 2024 (sempre per Moonjune, che si era occupata anche del precedente omonimo del 2021) che conferma l’attitudine del quartetto, tra fusion, avanguardia, ambient e progressive. Le letture free degli americani sono il marchio distintivo di un progetto visionario, in cui gli interpreti, forti della propria esperienza e personalità, creano veri e propri viaggi sonori, sia nel primo disco, No steps left to trace, che nel secondo, un live registrato tra Buffalo, New York e Philadelphia. Le improvvisazioni costituiscono l’ossatura portante, Motzer e Skolnick sono maestri nel creare parti atmosferiche e psichedeliche, Jones e Grohowsky risultano sempre attenti e precisi nei loro interventi ritmici, un’amalgama che sviluppa un suono intenso e coeso. I Pakt sono un collettivo brillante anche in sede live, come dimostra la registrazione dal vivo, cercano costantemente un proprio linguaggio, sostenuti da un’etichetta che da sempre pone la libertà esecutiva e creativa al centro della propria etica. (Luigi Cattaneo) 

Spontaneous combustion (Video)