La band sarda After Midnight 00.01 esordisce con l’album omonimo, un lavoro che porta finalmente in studio l’energia e lo spirito rock accumulati in migliaia di chilometri macinati tra auto, moto, navi e aerei, sempre alla ricerca di quel leggendario Rock Show che ogni band sogna di vivere. Ogni brano nasce da una di queste avventure e, allo stesso tempo, sembra generarle, in un circolo continuo che non conosce soste. Anticipato da diversi singoli pubblicati tra il 2024 e il 2025, il disco abbraccia sonorità hard blues dal respiro internazionale, ispirate soprattutto a Led Zeppelin e Rival Sons, con qualche reminiscenza southern: After Midnight 00.01 è l'album giusto per chi tiene Clutch come ospite fisso nello stereo. Un viaggio che attraversa i punti più bassi dell’umore e la gioia della risalita, passando per incontri decisivi, riflessioni controverse su farmaci e tristezza, ricordi che scaldano e considerazioni sincere sull’ambiente musicale. Un prisma emotivo in cui i colori del quotidiano si scompongono e si riflettono senza filtri.
ProgressivaMente
Progressive Rock&Metal ma anche un'ampia panoramica su Jazz, Blues, Folk, Hard&Heavy, Psichedelia, Avanguardia, Alternative, Post Punk, Dark Rock. Un blog sulle sfumature della Musica.
venerdì 6 febbraio 2026
AFTER MIDNIGHT 00.01, Il comunicato del disco omonimo
lunedì 2 febbraio 2026
BACO DI SILENZIO, Aquile e cieli (2025)
Uscito a fine 2025, Aquile
e cieli è il debutto di Salvatore Scuderi, voce già degli Anèma (due
interessanti album all’attivo, di cui abbiamo parlato tra le pagine del blog),
ora impegnato nel suo ambizioso progetto solista a nome Baco Di Silenzio. Con lui,
in questo esordio pieno di pathos, troviamo Maurizio Antonini (batteria), Dario
Giannì (basso, anche lui con Anèma e ora leader del progetto Ologram), Lorenzo Giannì
(chitarra, presente nei due Anèma), Abramo Riti (tastiere, piano), Roberto Pace
(basso), Filippo Rosati (chitarra), Emanuele Filippi (pianoforte), Carolina
Prado (oboe), Neleta Ortiz (arpa) e Sergio Rabello (violini), interpreti che
hanno partecipato nei vari brani secondo l’umore del pezzo e le idee di Scuderi.
La direzione di Aquile e cieli è chiara sin dalle iniziali Vittima
carnefice e Assenzio, dove cantautorato sperimentale, poesia e oscuro new prog si
ritrovano in maniera piuttosto fluida e interessante. Una certa
dose di inquietudine aleggia anche in Vertigini, mentre Delfini
liberi di volare è una ballata dai toni malinconici, prima di Bandiere
occulte, in cui Salvatore flirta, in modo curioso ma brillante, con il
progressive metal. L’emozionale Sei rientra nei canoni più tipici del
racconto, ed apre al trittico finale davvero delicato, completato da Ottobre
e Cosa vorrà dirci il tempo?, ottimi esempi dell’arte del siciliano,
atteso ora al secondo capitolo di questa trilogia su cui sta lavorando con
passione e dedizione. (Luigi Cattaneo)
domenica 1 febbraio 2026
E - LEE, Kirkē L’incanto di Circe (2025)
Dietro lo pseudonimo E –
Lee si cela Elisa Rossi, che in questo interessante ep, edito da Filibusta
Records, unisce jazz, canzone d’autore e sperimentalismo dalle reminiscenze
progressive. Insieme a lei, impegnata alla voce e agli effetti, troviamo
Gabriele Manzi (pianoforte), Flavio Bertipaglia (basso, contrabbasso), Nicola
Valente (batteria, chitarra, basso, percussioni), Manuel Mauti (chitarra) e
Marco Malagola (batteria), bravissimi nel dare voce al Mito di Circe,
rivisitato però in chiave contemporanea, dopo una ricerca antropologica
rilevante. Un’opera immaginifica, ricca pur nella sua brevità (25 minuti
circa), un concept narrato attraverso un sound che ingloba generi, ponte tra
scrittura raffinata e improvvisazione libera. Un disco elegante ed evocativo,
che riabilita la figura di Circe, dando un’interessante lettura della
protagonista del racconto, che qui diviene donna attuale e madre amorevole. Per
ascoltare o acquistare Kirkē L’incanto di Circe potete visitare la
pagina https://orcd.co/altafonteitalia_filibusta_qnmrx5e
(Luigi Cattaneo)
giovedì 29 gennaio 2026
VAN FOR A DIME, Break it! (singolo 2026)
Un van bianco tirato a lucido, l’autoradio che spara riff a tutto volume e una linea d’asfalto che taglia il deserto. A bordo quattro ragazzi cantano a squarciagola, con le idee chiarissime sulla direzione da prendere. È questa l’atmosfera che permea Break it!, il nuovo singolo dei Van For A Dime: un manifesto di determinazione e movimento continuo.
In un presente affollato di esitazioni, fragilità e rinunce premature, Break it! sceglie la strada opposta. Il brano nasce dalla rabbia residua delle esperienze sbagliate, dalle cicatrici che restano addosso e dalla fatica necessaria per distinguersi. Tutto viene trasformato in carburante per rompere l’immobilismo, frantumare la negatività e superare i limiti autoimposti. Arrendersi non è un’opzione: l’obiettivo è cambiare rotta, scavalcare l’apatia e continuare a correre, anche quando il terreno si fa ostile.
Sul piano sonoro, il van su cui si svolge il viaggio ha un telaio alternative post-grunge, mentre la carrozzeria blues-rock polverosa è targata Rival Sons. Riff granitici, ritmiche robuste e un uso dinamico delle melodie rendono Break it! un brano compatto da cantare mentre si marcia verso i propri obiettivi, spezzando tutte le catene mentali. La destinazione è segnata sulla mappa: motore sempre acceso, nessuna retromarcia e la strada davanti tutta da conquistare.
Guarda il videoclip qui https://www.youtube.com/watch?v=xGPmTKtCn9Q
Ascolta Break it! qui https://orcd.co/vanforadime-breakit
I Van For A Dime nascono alla fine del 2018 e costruiscono il proprio percorso come un viaggio fatto di chilometri, cambi di direzione e continua ricerca sonora. Dopo una prima fase di rodaggio tra concerti e composizioni in Toscana, la band attraversa inevitabili trasformazioni di formazione, trovando nel tempo un assetto definitivo e un’identità sempre più riconoscibile. Il loro sound è un blend personale di hard rock, stoner e sfumature funky-fuzz, con radici ben piantate nella tradizione di Black Sabbath, Mountain e Grand Funk Railroad, ma lo sguardo rivolto a realtà più contemporanee come Wolfmother, Rival Sons e Dirty Honey.
Al centro del progetto restano le storie: racconti di vita quotidiana, di persone comuni che affrontano la routine senza mollare, veri “supereroi di quartiere” mossi da una forza ostinata e autentica. Nel 2025 la band entra alla Fucina Studio di Giacomo “Jac” Salani per dare forma definitiva ai primi brani, segnando un nuovo capitolo del proprio percorso. Il primo singolo con lyric video Victor Venice è stato pubblicato a luglio ed è disponibile su tutte le piattaforme.
giovedì 22 gennaio 2026
ESSERESCORIA, Esondazioni (2024)
Esordio per Riccardo Tomassetti, in arte
Esserescoria, cantautore che arriva a quest’opera prima dopo un proprio
personale percorso, che lo ha visto interessarsi anche alla produzione, alla
registrazione e al sound design. La chitarra acustica di Riccardo, fondamentale
nel suo modo di approcciarsi alla scrittura, incontra i sintetizzatori in
maniera elegante e decisa, creando una congeniale sintesi tra indie folk ed
elettronica, in cui si adagiano testi dal sapore introspettivo, aspetto molto
curato dal bergamasco. È l’autore stesso a spiegare l’album. L’anima è come
un fiume che si riempie della realtà che ci entra dentro ogni giorno con le sue
esperienze, emozioni, ingiustizie e battaglie. Certe volte si gonfia a tal punto che
non si accontenta più del suo letto, ha la necessità di spaccare gli argini
della quotidianità per esorcizzare questo flusso di energie. È da
questo bisogno che nasce questo album. Esondazioni concentra in
quasi un’ora i pensieri di Tomassetti, tra spunti cantautorali e altri più
rock, tra malinconia e cinismo, risultando sincero e appassionato sin dalle
prime note. Un lavoro interessante, che forse avrebbe giovato di una minore
prolissità complessiva, ma l’urgenza comunicativa di Esserescoria è facilmente
percepibile, arriva netta e nitida, lasciando trasparire come il progetto possa
avere ulteriori sviluppi nel futuro. (Luigi Cattaneo)
mercoledì 21 gennaio 2026
GRACENOTEDUO, Tiarè e Monoi (2025)
Esordio per Gracenoteduo
(Grace Falcone voce e synth, Raffaele Sarenti chitarra e voce), che con Tiarè
e Monoi propongono un lavoro leggero, brioso, che racconta di storie
quotidiane e sensazioni. Nessuna costruzione particolarmente ardita o
sovrastrutture ricercate, il duo comunica mescolando folk, jazz latino e
coloriture elettroniche, andando sempre al cuore delle trame, complice anche la
scelta di un approccio minimale alla materia. Tra ironia (Tango stress, Stasera
a cena), omaggi (la gradevole Acquarello tributa Vinicius De Moraes,
Samba di due note è una rilettura di Luis Bonfà, mentre Rosalina ci
porta al Fabio Concato di metà anni ’80) e fraseggi delicati (Stamattina,
Vista da qui e la strumentale Io e il mare), si sviluppa un primo
passo piacevole e rifinito. (Luigi Cattaneo)
domenica 18 gennaio 2026
PAKT, No steps left to trace (2024)
Sontuoso doppio album per i Pakt (Percy Jones basso fretless e sampler, Alex Skolnick chitarra, Kenny Grohowski batteria, Tim Motzer chitarra ed elettronica), un lavoro uscito nel 2024 (sempre per Moonjune, che si era occupata anche del precedente omonimo del 2021) che conferma l’attitudine del quartetto, tra fusion, avanguardia, ambient e progressive. Le letture free degli americani sono il marchio distintivo di un progetto visionario, in cui gli interpreti, forti della propria esperienza e personalità, creano veri e propri viaggi sonori, sia nel primo disco, No steps left to trace, che nel secondo, un live registrato tra Buffalo, New York e Philadelphia. Le improvvisazioni costituiscono l’ossatura portante, Motzer e Skolnick sono maestri nel creare parti atmosferiche e psichedeliche, Jones e Grohowsky risultano sempre attenti e precisi nei loro interventi ritmici, un’amalgama che sviluppa un suono intenso e coeso. I Pakt sono un collettivo brillante anche in sede live, come dimostra la registrazione dal vivo, cercano costantemente un proprio linguaggio, sostenuti da un’etichetta che da sempre pone la libertà esecutiva e creativa al centro della propria etica. (Luigi Cattaneo)
Spontaneous combustion (Video)
giovedì 15 gennaio 2026
BARO PROG, Prog-jet IV: Aionverse (2025)
Ottimo ritorno per
Alberto Molesini, polistrumentista che porta avanti il suo progetto Baro
(nonché suo nome d’arte) con dedizione e grande passione, confermata dal
recente Prog-jet IV: Aionverse, che arriva dopo Lucillo & Giada (composto
nel 1980 per il gruppo di quel periodo, La Sintesi), Topic Würlenio (scritto
sempre per La Sintesi ma nel 1983) e Utopie (2021), oltre che One
light year (2017) registrato insieme ai Marygold (lavori presenti
tra le pagine del blog). A riportare alla luce dischi composti più di 40 anni
fa e a dare spazio alle nuove idee ci ha pensato l’Andromeda Relix di Gianni
Della Cioppa ( https://andromedarelix.com/cd/
), sempre in prima linea quando ci sono da proporre interessanti realtà del
panorama nostrano. I passi in avanti di Molesini, sia nella scrittura dei
brani, che nella forma concept a lui cara, sempre più matura e raffinata,
portano ora ad un’opera complessa ma fruibile, ricca di sfaccettature prog, che
fanno riferimento a nomi storici come Yes, Genesis e Emerson Lake & Palmer.
Baro, che si divide tra voce, basso, chitarra e tastiere, viene coadiuvato da
Gigi Munari alla batteria, più una serie nutrita di ospiti, perfetti per dare
voce ai pensieri di Molesini. Già l’iniziale Creator’s farewell vede la
partecipazione di Andrea Vilardo (Moto Armonico, Blind Golem) alla voce, pezzo
che mostra subito l’elegante songwriting del racconto, seguita dalla splendida
suite Flow of life, dove partecipa Meghi Moschino (Quanah Parker) con
degli ottimi spunti vocali. Impossibile non citare Jacopo Meille (voce dei
Tygers of Pan Tang) in Biz-R World, mentre nell’immaginifica Mom and
D(e)ad troviamo Heather Findlay (ugola degli straordinari Mostly Autumn).
Ultima citazione per la lunga Crossing pathways, divisa in sette
sezioni, sintetizza tutto l’amore del leader per il progressive rock
settantiano, mostrando tutta la qualità con cui si approccia alla materia il
veneto, ormai garanzia di un certo tipo di suono. (Luigi Cattaneo)
mercoledì 14 gennaio 2026
PARRIS HYDE WITH MARK STONE, On the road to Santiago (2024)
Attivo dagli anni ’80 con
band come Bonecrusher, Waywarson e
Middle Ages, Parris Hyde firma questo ritorno insieme a Mark Stone (alle
spalle un bel progetto trentennale, gli Stonemoon), un percorso da solista e
non più in gruppo come annunciato nel 2023, dopo la pubblicazione del valido Unlock
your freedom. Il milanese però, per questa nuova uscita, sceglie di avere
comunque un compagno di viaggio, con cui divide parti vocali e di chitarra, nonché
la scrittura (Parris si occupa anche di suonare il basso, il piano e delle
orchestrazioni), e affida la batteria a Jorg Ghiuzzy, un trio a tutti gli
effetti che porta avanti la voglia di hard & heavy del meneghino. On the
road to Santiago è un elaborato concept sul famoso percorso di
pellegrinaggio che conduce nel nord della Spagna, un viaggio non solo fisico ma
anche esistenziale, declamato attraverso una forma canzone epica, dai tratti
ora doom ora folk, senza tralasciare ricchi passaggi heavy e sinfonici, tra
Black Sabbath, Savatage e Candlemass. Un disco riuscito, in cui i due musicisti
hanno portato tutta la loro esperienza e passione, al servizio di un racconto
fatto di chiaroscuri e lirismo, pregno di sfumature profonde, che
caratterizzano un lavoro ambizioso e maturo. (Luigi Cattaneo)
martedì 13 gennaio 2026
FERDINANDO ROMANO, The legends of Otranto (2025)
Uscito ad aprile 2025, The
legends of Otranto è l’ultimo lavoro di Ferdinando Romano, contrabbassista
accompagnato dagli ottimi Veli Kujala (fisarmonica), Kirke Karja (pianoforte) e
Ermanno Baron (batteria). L’affascinante concept, diviso in sei movimenti,
narra di storie e leggende legate alla città di Otranto, racconta miti lontani,
cultura popolare tramandata nei secoli e vicende autentiche, e fa sorridere che
l’opera sia stata commissionata non dall’Italia ma dall’AccordionFest, una
rassegna dell’Estonia che si è occupata anche della premier, trasmessa in radio
nell’ottobre del 2023. Il quartetto sperimenta, parte dal jazz ma lo
arricchisce di musica da camera e avanguardia, si muove lungo confini free
incastonati all’interno di frangenti ora atonali ora minimali, sempre all’insegna
di una ricerca immaginifica fortissima. Ne sono esempio fulgido le lunghe
sezioni Idrusa, La cava di Bauxite e L’albero della vita,
corpo centrale sofisticato della suite, in cui emerge la fine scrittura di
Romano, che ci porta con sicurezza nella narrativa folk del Salento, tra suoni
tipici del mediterraneo e pulsioni in odore di ECM. (Luigi Cattaneo)
Idrusa (Video)
mercoledì 7 gennaio 2026
THE OLD CASTLE, Storie nascoste (2002)
Ci eravamo già occupati
del progetto The Old Castle parlando del loro esordio Working travellers del
lontano 1995, un lavoro intriso di progressive rock settantiano, legatissimo a
nomi tutelari come The Nice e Emerson Lake & Palmer. L’ascolto di Storie
nascoste, pubblicato nel 2002, racconta di una band (Gabriel Kiss piano,
organo, synth, Marco Lauri basso, chitarra, flauto, voce, Paolo Pagliari voce,
chitarra, mandolino, basso e Alberto Quacquarini batteria) concentrata su una
forma canzone elegante e comunicativa, vicina a Le Orme, New Trolls e Pooh,
band che hanno saputo coniugare raffinatezza compositiva, esigenze pop e lampi
prog, impressi maggiormente nelle prime due citate. I marchigiani, sempre
rimasti sottotraccia nel panorama italiano anni ‘90/inizio 2000, dimostrano di
sapersi muovere anche all’interno di lievi episodi di pop romantico, magari non
particolarmente memorabili, ma sicuramente gradevoli. Tra brani malinconici (Storie,
con Stefano Conforti al sax), passaggi strumentali (Punto di non ritorno,
Profumo di un risveglio) e altri più pop (Mary Gun, White
nights), si sviluppa un lavoro corale piacevole e dal discreto fascino
vintage. (Luigi Cattaneo)
domenica 4 gennaio 2026
ISOLA ROCK, il bill della 19° edizione
Ad un passo dall'importante traguardo dei 20 anni,
nei giorni 7/8/9/10 Maggio 2026 torna ISOLA ROCK manifestazione
musicale e culturale ad ingresso gratuito e a scopo benefico organizzata dall’
Associazione I Butei.
Appuntamento imperdibile per gli appassionati di
rock e metal dove musica, arte e cultura si uniscono nella bellissima cornice
del Palariso di Isola della Scala (Verona); location in-door, dotata di
parcheggio adiacente capiente e gratuito e di tutti quei servizi necessari per
una permanenza confortevole.
Un evento che ogni anno espande sempre di più i confini geografici, ospitando band provenienti non solo dal territorio italico ma anche, nel 2026, da Inghilterra, Andorra, Francia e Rep. Ceca.
Una proposta artistica che, fin dalla prima
edizione, non è caratterizzata da giornate 'a tema' ma propone un mix di generi
e sonorità anche all'interno della stessa serata, unendo band storiche e di più
recente formazione.
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Giovedì 7 Maggio: Headliner della prima giornata sarà la heavy metal band britannica Tygers
of Pan Tang, nata nel 1978 è una della formazioni più storiche ed influenti
della NWOBHM; prima di loro il guitar-man Pier Gonella con il suo
progetto solista strumentale in power trio; a scaldare l’atmosfera i veronesi Wyatt
Earp con un hard rock di stampo settantiano che si ispira a band come Deep
Purple, Rainbow e Uriah Heep ed in apertura i IV Sigillo: doom metal,
con influenze del rock dei Sabbath, e sonorità occulte.
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Venerdì 8 Maggio: Headliner della seconda giornata sarà la
storica band inglese Threshold. Formatisi nel 1988 sono considerati tra i
pionieri del progressive metal insieme a band come Dream Theater e Fates
Warning. Possenti intrecci progressivi e
ottimi arrangiamenti per una band con una ricchissima discografia, che calca i
palchi di tutto il mondo da oltre trent’anni.
Co-headliner
i The Foreshadowing band romana caratterizzata da atmosfere cupe e
malinconiche ma allo stesso tempo maestose ed epiche; un gioiello italiano per
gli amanti del gothic, del doom e delle ambientazioni dark.
Prima di loro i francesi Amon Sethis con il
loro power/progressive e le tematiche basate sull’Antico Egitto; gli Eagleheart
dalla Rep. Ceca, con un power metal senza fronzoli con refrain melodici e
orchestrazioni potenti e in apertura i giovani Intersidera tra
alternative metal e prog.
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Sabato 9 Maggio: Headliner una band di riferimento della
scena Symphonic Power Metal italiana e internazionale: gli Ancient Bards. Sound
potente, orchestrazioni maestose e narrazioni epiche il tutto impreziosito
dalla straordinaria vocalist Sara Squadrani.
Co-headliner i Dobermann: un pedigree ‘on the road’ conquistato metro dopo metro per le
strade di mezza Europa, tre rockers purosangue e uno spettacolo energico e
travolgente.
Attesissima reunion quella dei Voodoo Highway
band di Ferrara che riporta in vita lo spirito dell’hard rock classico degli
anni ’70 e ’80, caratterizzato da riff potenti, organo Hammond e voci
melodiche. I P.O.E. Philosophy of Evil band horror metal con un sound
potente, elementi teatrali ed un'atmosfera inquietante. Prima di loro i
torinesi Five Ways to Nowhere con riff aggressivi e groovosi, una voce
graffiante e melodie accattivanti, e in apertura i fiorentini Weirdream,
base thrash metal con sfumature prog.
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Domenica 10 Maggio: Headliner dell'ultima giornata del festival
sono i Persefone, progressive death metal band di Andorra attiva da oltre 20
anni e caratteristica per le atmosfere sinfonico-progressive che mescolano la violenza
del death metal con melodie raffinate e arrangiamenti complessi. Co-headliner
Hand of Juno con un sound in equilibrio tra l’industrial e il deathcore, con
breakdown violenti e profondi intermezzi dal sapore dark. Prima gli
Anticlockwise con il loro thrash metal dalle marcate sfumature progressive e in
apertura i Disagio storica band metal bresciana, attiva dal 1993, con un sound
potente, crudo e travolgente, tra l’heavy e il death.
Sempre nella giornata di Domenica si riconferma
Horror in Rock il format che unisce cinema, libri e musica, tutto a base di
brivido, nato dalla collaborazione con Shatter Edizioni e Giallo Berico, a
breve tutte le info.
Non mancheranno gli stand gastronomici curati
dall'Associazione I Butei con proposte anche vegane e la selezione di birre
artigianali del Birrificio Artigianale Agricolo “Due Frati”.
L'Area espositiva sarà come ogni anno ricca di stand
di varia tipologia; con dischi, vinili, memorabilia, oggetti da collezione,
prodotti hand-made, artigianato, liuteria, strumenti musicali, editoria
musicale, abbigliamento rock e oggettistica a tema.
sabato 3 gennaio 2026
HUMUS, Non è giusto (2023)
Uscito nel 2023 tramite
Overdub Recordings, Non è giusto segnava il ritorno degli Humus, dopo l’ep
Uno alla volta del 2013 e Cambia voce del 2017. Marco Palombi
(voce, chitarra), Lorenzo Faes (chitarra), Stefano Negri (basso) e Fabrizio
Lettieri (batteria) confermano anche in questo lavoro l’amore per l’alternative
rock intriso di attitudine punk e pulsante grunge, sulla scia di Ministri, primi
Afterhours e gli attuali Gravenia. Un disco breve ma intenso, 30 minuti circa
senza flessioni, aggressivo e genuino, dove i trentini non guardano a mode e
hype del momento, concentrandosi su una musica fatta di rabbia e adrenalina. (Luigi
Cattaneo)
domenica 28 dicembre 2025
MACHIAVEL, Phoenix (2024)
Dopo Back to Avalon del
2021, che aveva segnato il ritorno sulle scene di Marc Ysaye, è ora la volta
della sua band madre, i Machiavel, che con il loro ultimo Phoenix,
pubblicato nel 2024, tornano a far sentire il loro nome tra gli appassionati di
progressive rock (mancavano da Colours del 2013). I tempi di Machiavel,
Jester o Mechanical moonbeams sono molto lontani, e il gruppo
belga preferisce concentrarsi però su un delicato affresco a base di folk, pop
e rock, ricco di melodie di facile presa e suoni levigati. Tutto è molto tenue
e lieve, e ben si presta a tal scopo la voce di Kevin Cools, nuovo vocalist
dopo la scomparsa dello storico Mario Guccio avvenuta nel 2018, mentre sono
ancora in forma il già citato Ysaye alla batteria e Roland De Greef al basso,
accompagnati da Christophe Pons alla chitarra e Hervè Borbè al piano e alle
tastiere. Non ci sono particolari cadute di tono nell’album, ma nemmeno pezzi
particolarmente memorabili, il lavoro scorre molto gradevolmente, lasciando
trasparire come i brani siano costruiti da mani esperte, ottimamente arrangiati
e scritti con cognizione di causa, seppure mi aspettavo sicuramente qualche
guizzo in più da parte di una band in giro da quasi 50 anni. Potete acquistare Phoenix
al seguente link https://www.vrec.it/prodotto/machiavel2024/
. (Luigi Cattaneo)
mercoledì 24 dicembre 2025
CLAUDIO ANGELERI, Concerto feat Gianluigi Trovesi (2023)
Uscito nel 2023, Concerto
feat. Gianluigi Trovesi è l’ultimo lavoro pubblicato dal pianista Claudio
Angeleri, accompagnato per l’occasione, oltre che dal clarinettista, da Giulio
Visibelli (sax, flauto), Gabriele Comeglio (sax, flauto), Paola Milzani (voce),
Marco Esposito (basso), Matteo Milesi (batteria) e il The golden guys choir. Registrato
live all’Auditorium Modernissimo di Nembro, l’album omaggia alcune figure
fondamentali della cultura italiana, dal pittore Caravaggio nei chiaroscuri di Light
and dark, al matematico Niccolò Tartaglia nell’affascinante Il triangolo
di Tartaglia, allo scrittore Torquato Tasso nelle improvvisazioni di Armida,
fino all’omaggio alle donne della Resistenza in Ritratti, brano corale
sia nell’esecuzione che nello spirito che l’ha creato, calandosi in un progetto
multidisciplinare ambizioso, raccontato nella sua forma musicale attraverso una
partitura che ingloba jazz, gospel e classica. Un lavoro d’equipe invidiabile, a
sostegno delle composizioni di Angeleri, che spiega così la genesi dell’album. È rischioso estrapolare la musica da uno
spettacolo multidisciplinare in cui si alternano suoni, parole e immagini.
Eppure, la natura della musica intesa come attivatrice di emozioni, quindi
soggettive e diverse tra loro, conferisce una autonomia che invita
l’ascoltatore ad assumere un ruolo attivo e personale anche nell’intimità
dell’ascolto di un disco. Suggerisco quindi di dedicarsi ad un primo ascolto
esclusivamente sonoro senza guardare e leggere il booklet: solo pura
suggestione uditiva. Gli ascolti e le letture successive offriranno così la
possibilità di cambiare prospettiva e replicare più volte le emozioni. Il
disco, in questo modo, assume una dimensione plurale e condivisa che lo rende
ancora oggi, nel terzo millennio, un mezzo vivo e stimolante per i musicisti di
jazz – uso volutamente un termine così ampio – che si esprimono nel tempo reale
e per il pubblico che ne fruisce. Anche per questo motivo è stata scelta una
versione live di Concerto per catturare una versione unica e irripetibile.
È possibile acquistare l’opera al seguente link https://www.dodicilunestore.com/musica/dodicilune/claudio-angeleri-concerto-feat-gianluigi-trovesi/
. (Luigi Cattaneo)
martedì 23 dicembre 2025
ETERNAL SILENCE, Astral (singolo 2025)
Elaborare il lutto è un passaggio doloroso e universale: quando perdiamo qualcuno che amiamo, spesso continuiamo a parlargli in silenzio, cercando nel pensiero il conforto che il mondo reale non può più darci. Astral, il nuovo singolo degli Eternal Silence, mette in musica questo dialogo tra chi resta e chi ha abbandonato il corpo fisico. È una mano tesa verso chi si sente intrappolato nel buio della tristezza e del distacco.
“It can't be true, I know you're still there. No, why would you abandon me? The world's about to collapse, it's dragging me down”: le prime reazioni sono il rifiuto e lo smarrimento che accompagnano ogni perdita. Ma l’essenza di chi amiamo continua a parlarci attraverso la memoria, i sensi, i dettagli che restano impressi nella vita di tutti i giorni: “Hear our voice in the notes of a song, our scent in the air when you're feeling lost, We are wherever your senses evoke a memory of us”. Basta ascoltare con il cuore per sentirlo: è una presenza diversa, sottile, astrale, ma ancora capace di orientare e sostenere.
L'imponente architettura del symphonic metal si manifesta attraverso un violino malinconico, voci che oscillano tra delicatezza e furia, orchestrazioni solenni, chitarre tempestose e una sezione ritmica possente che vede Mattia Rubino come guest dietro le pelli, dando vita a un brano complesso e armonioso che oscilla tra il dolore umano e lo slancio verso ciò che è oltre.
Il videoclip che accompagna Astral racconta il tentativo di lasciar andare e, allo stesso tempo, l’impossibilità di recidere quel legame profondo. Perché alcune catene non si spezzano mai: cambiano forma e diventano luce.
Guarda il videoclip di Astral qui https://www.youtube.com/watch?v=sT2k3zTQ5R0
Ascolta sulla tua piattaforma preferita qui https://benext.lnk.to/astral
Gli Eternal Silence nascono nel 2008 dalla passione di Marika Vanni (voce) e Alberto Cassina (chitarra e voce), fondatori e cuore pulsante del progetto. Fin dagli esordi la band si muove nella scena symphonic metal italiana con un sound potente e ricco di atmosfera, dove la melodia incontra intensità, lirismo e influenze gothic metal.
Dopo una prima fase dedicata ai classici del genere, gli Eternal Silence trovano una propria identità artistica che si concretizza nei primi due album: Raw Poetry e Chasing Chimera, entrambi pubblicati da Underground Symphony Records.
Nel 2014 partecipano al tributo alla storica band metal Heavy Load, registrando il brano Stronger than Evil per la raccolta Tales of the Northern Swords.
Dopo gli EP Metamorphosis 2008–2018 e Renegades (Sliptrick Records), nel 2021 esce per RockShots Records Timegate Anathema, registrato presso il Groove Factory Studio e prodotto da Michele Guaitoli (Temperance, Vision of Atlantis). Il disco, anticipato da quattro singoli, viene presentato ufficialmente con un release party al Legend Club di Milano e una lunga serie di date in Italia ed Europa.
Nel 2023 arriva 3, un EP ispirato alla mitologia norrena e alla figura delle Tre Norne.
Nel corso degli anni, gli Eternal Silence hanno condiviso il palco con artisti del calibro di Therion (a Mosca e San Pietroburgo), Haggard, Sound Storm, Giacomo Voli, Rhapsody of Fire, Timo Kotipelto e Jani Liimatainen, suonando in Austria, Romania, Bulgaria, Croazia, Germania e ovviamente in tutta Italia.
Nel 2025 arriva un nuovo importante traguardo: la firma con Sorry Mom!, agenzia di management pronta ad aprire una nuova fase nella storia della band.
AA.VV. We still rock ... The world (2025)
Seguito di
We still rock – The compilation, uscito nel 2016, We still rock … The
world raccoglie alcuni dei nomi di punta della scena italiana A.O.R. e hard
rock, presenti qui sia con inediti che con versioni alternative, demo o
acustiche, nonché con brani sinora disponibili solo in versione digitale. Tra i
nomi presenti troviamo Soul Seller, Night Pleasure Hotel, Mindfeels e Room
Experience ma le chicche di questa raccolta sono diverse, dal ritorno degli Shining
Line con I’m alive passando per i Kastadian, che in Message in the
night ospitano Toby Hitchcock (Pride of Lions), una delle migliori voci
della scena melodic rock mondiale, arrivando all’adattamento acustico di Aeglos
da parte degli Streetlore. Per gli appassionati del genere un’occasione
imperdibile per scoprire o riscoprire band di assoluto valore. (Luigi Cattaneo)
lunedì 22 dicembre 2025
DISH BREAKERS, Shut up! (singolo 2025)
“Don't tell me what to do, don't tell me what to say!”
Così parte il brano, e così continua, come un mantra, una testata contro la presunzione, un muro sonoro che non lascia spazio a interpretazioni. Shut up!, il nuovo singolo dei Dish Breakers, è hard rock moderno diretto, veloce, sfrontato. Zero fronzoli, zero diplomazia, solo l’urgenza di urlare basta, siamo stufi!
Un grido generazionale che non si limita a protestare, ma mostra il dito medio senza metafore: “Go f*ck yourself, ’cause I’ll do it my way”.
Più chiaro di così è impossibile: smettetela di dirci come vivere, cosa scegliere, chi essere. Smettetela di dispensare consigli non richiesti dalle torri d’avorio delle vostre esperienze, ignorando che ogni persona è un universo a sé.
“Shut up!” non vuole insegnare, è la voce esasperata di chi reclama il diritto di sbagliare da solo, di crescere da solo, di decidere da solo. E se fra vent’anni i giovani canteranno ancora una canzone così, significherà che non abbiamo imparato niente.
O sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/dishbreakers-shutup
Nati nel 2019 dalle ceneri degli Spleen 55, i Dish Breakers sono una band crossover bolognese formata da Furio, Gambler, Garghy, Genna e Primo: cinque anime diversissime, unite da un’unica pulsazione nelle vene, ovvero rock’n’roll e metallo liquido.
Il loro sound è una miscela incandescente che spazia dal nu metal al prog, passando per grunge e hard rock.
Assoli taglienti, riff incendiari, scream e growl che graffiano, melodie che restano incollate alla pelle: se cercate potenza, verità e un’attitudine senza compromessi, i Dish Breakers sono esattamente la vostra band.
DUO REFLECTIONS, La tregua (2025)
Curioso lavoro firmato da
Sylvain Rey (piano) e Leandro Lopez-Nussa (chitarra), che sotto il monicker Duo
Reflections propongono un album strumentale personale e difficile da
etichettare. L’interplay tra i due porta a dinamiche interessanti seppur non
sempre fluide, venate di world, etnica e jazz, elementi sottoposti a una
revisione dal sapore free, aspetto che accentua lo spirito libero del progetto,
dopo l’esordio del 2020 dove riproponevano, con il loro stile, standard jazz. La
tregua si muove invece lungo canoni estetici differenti, aspri in alcuni
frangenti, eleganti in altri, con la voglia di spingersi oltre sullo sfondo,
complice il background del duo, diviso tra retaggi cubani e jazz classico. Se a
ciò aggiungiamo che il disco è stato registrato in una sola seduta di
registrazione, abbiamo un quadro nitido della volontà dei musicisti di intrappolare
il momento dell’esecuzione, la spontaneità del messaggio, da cogliere tra le
pieghe di una narrazione per nulla semplice. La forma assume difatti contorni
sfumati, ogni brano finisce per perdersi in quello seguente, andando a creare
una soundtrack immaginifica, evocativa solo se si ha la volontà di comprendere
l’anima del duo. Ritorno per nulla immediato nella sua lettura e consigliato
soprattutto a chi ama sonorità di questo tipo, senza particolari steccati e
vincoli. (Luigi Cattaneo)
Fo' Blue (Video)
sabato 20 dicembre 2025
PAOLA TAGLIAFERRO LA COMPAGNIA DELL'ES, Il suono delle sfere/The sound of the spheres (2025)
Concept album diviso in
due parti (la prima in inglese, la seconda, con gli stessi brani, in italiano) per
Paola Tagliaferro e La Compagnia dell’Es, un disco concettualmente ricco,
profondo, ispirato dalle idee del filosofo Rudolf Steiner, espresse con
personalità da un gruppo di musicisti straordinario, formato da Pier Gonella
(chitarrista di Necrodeath, Vanexa e Mastercastle, giusto per citare qualche
band, nonché co-autore dei pezzi del disco, per l’occasione anche bassista e importante
collaboratore degli ultimi progetti di Paola), Luca Scherani (tastierista,
attivo con Trama, Hostsonaten, La Coscienza di Zeno, Lucid Dream, Periplo) e
Andrea Orlando (batterista già con Finisterre, La Coscienza di Zeno, La
Maschera di Cera). Una band di interpreti notevoli, con la voce della
Tagliaferro al centro del racconto, sempre più a suo agio dopo le ultime due
uscite dedicate a Greg Lake (tramite Manticore Records), ferrea nell’affrontare
la sfida di registrare un album utilizzando due idiomi diversi tra loro. I temi
sviluppati dal quartetto, il viaggio astrale e immortale dell’anima, i pianeti
del sistema solare, l’eternità, vengono enfatizzati attraverso un delicato folk
rock progressivo, etereo e soave, spirituale e tenue. Il suono delle sfere/The
sound of the spheres è quindi un’opera affascinante, suggestiva, figlia di
una ricerca antroposofica decisa, che ci catapulta in atmosfere sospese come l’argomento
trattato, con l’antica chiave egizia, l’Ankh, punto di partenza della potente
narrazione, mistica e visionaria. (Luigi Cattaneo)
MY EVIL TWIN, No future (singolo 2025)
Non c’è più speranza: resta solo la crudele verità di ciò che siamo diventati.
Con il nuovo singolo No Future, i My Evil Twin guardano in faccia il marcio del nostro presente e ne tira fuori un violento manifesto nichilista.
Una breve intro apocalittica lascia velocemente spazio a un metalcore furioso e tiratissimo. Niente giochi di luce e ombra, nessuna alternanza tra momenti eterei e breakdown improvvisi. No Future è un breakdown continuo, un assalto frontale in cui uno screaming disperato e implacabile diventa la cronaca brutale della disfatta a cui stiamo assistendo e contribuendo.
Il mondo brucia, e ormai lo si afferma con un sarcasmo amaro, alla stregua di un presentatore TV: “Welcome my friend, this is the end, you will see the world in flames next to me”.
E tra le fiamme non esiste solidarietà: “Allies stab me, everyone is fighting like they were possessed”.
L'unica regola è la legge del più forte, mors tua vita mea: la maschera dell’umanità cade e rivela la nostra natura più spietata, tra sadico compiacimento e totale indifferenza verso il dolore altrui. Un orrore davanti al quale Dio tace... o forse ghigna soddisfatto.
I My Evil Twin immaginano così la fine del mondo: una battaglia solitaria, incessante, mentre le urla in sottofondo passano ormai inosservate.
Ascolta No future su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=kuABj0uv0dI
O sulla tua piattaforma preferita qui https://benext.lnk.to/nofuture
I My Evil Twin rappresentano il suono del conflitto interiore: la lotta tra chi sei e chi potresti essere, tra luce e ombra, tra lucidità e caos.
Elettronica, pesantezza e melodie inquietanti convergono in un’identità sonora che sfida i confini dei generi, dando forma a un percorso musicale crudo, emotivo e viscerale.
Ogni loro canzone è uno specchio: riflette le ombre che cerchiamo di ignorare, scava in profondità tra i temi dell’identità, dell’autodistruzione e dei mostri che portiamo dentro.
I My Evil Twin trasformano il dolore in catarsi e il disagio in energia. I loro concerti non sono semplici esibizioni: sono esplosioni emotive, intense e autentiche, capaci di connettere a un livello profondo chi ascolta. Questa non è solo musica heavy. È la colonna sonora di chi combatte guerre silenziose, invisibili ma reali.
Quinto singolo di un 2025 prolifico, No future segue i precedenti 0kay!, Are u following me?, Crazy e LOG.
giovedì 18 dicembre 2025
WANDERING TALE, Dwarfest (singolo 2025)
Tutto ebbe inizio con un viandante solitario che, dopo aver camminato a lungo seguendo il corso di un fiume, scorge nella notte una locanda illuminata. È stanco, infreddolito, desideroso di un rifugio caldo. Ma appena spalanca la porta, si ritrova immerso in un pandemonio festoso: una compagnia di nani che mangia, beve e intona canti fragorosi.
Non siamo nella casa di Bilbo Baggins, ma l’atmosfera… è esattamente quella.
Quando però l’oste annuncia che la birra è finita, ecco che la vera festa comincia. I nani lottano, urlano, sventolano panche e boccali nel tentativo disperato di accaparrarsi le ultime gocce del prezioso nettare. In pochi istanti la locanda si trasforma in un allegro campo di battaglia: è così che loro celebrano davvero.
È questa la scintilla narrativa di Dwarfest, il nuovo singolo dei Wandering Tale: un brano dal sapore tolkieniano, guidato da un folk metal epico, festoso e traboccante di spirito goliardico, sulla scia di nomi come Alestorm e Wind Rose. In alto i boccali e lanciatevi nel turbine danzante di una rissa che profuma di malto e leggenda.
Ascolta Dwarfest su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=OTrrRb9STVk
O sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/wanderingtale-dwarfest
I Wandering Tale nascono nel 2019 da un’idea di Daniele, Fabio e Davide (voce e chitarre), durante una sessione di giochi di ruolo che finisce — inevitabilmente — per trasformarsi in una fucina di immaginazione. Alla formazione si aggiunge presto Balbo al basso e, dopo una parentesi con Ottavio alla batteria, arriva Lorenzo, completando la line-up.
Dopo un primo periodo dedicato alle cover, l’intuizione arriva in una serata tanto alcolica quanto burrascosa: perché non raccontare in musica le avventure di un bardo errante, che attraversa terre sconosciute e creature fantastiche, iniziando il suo viaggio proprio da una rissa tra nani ubriachi?
Nasce il progetto Bastard Dwarves, poi elegantemente ribattezzato Wandering Tale nell’estate 2020 — un nome che custodisce perfettamente l’essenza: storie che camminano.
Ispirati da giganti come Rhapsody of Fire, Iron Maiden, Folkstone e molti altri, i Wandering Tale costruiscono una miscela unica di power metal veloce, atmosfere folk e testi che pescano nel folclore, locale e non. Nonostante i rallentamenti della pandemia, la band non si ferma: tra il 2022 e il 2025 partecipa a concorsi e rassegne, conquistando un pubblico trasversale, giovani e anziani, metallari e ballerini di liscio. Segno che l’idea funziona.
Nel 2025 arriva la loro prima raccolta di brani, Tales from the Tavern, un compendio di storie narrate dall’onnipresente Bardo, con il suo liuto e la sua ironica saggezza: battaglie, sbornie epiche, incontri improbabili e leggende bisbigliate tra una pinta e l’altra.