lunedì 10 agosto 2026

WODA WODA, Sulla luna (singolo 2026)



L'Area 51 continua a essere uno dei luoghi più enigmatici del pianeta, un territorio in cui realtà e immaginazione si rincorrono senza trovare un punto d'incontro. Domande irrisolte, tonnellate di ipotesi e il fascino di ciò che, forse, non verrà mai svelato. A meno che qualcuno non riesca davvero a intrufolarsi in quei capannoni facendosi crescere le ali.

Con il nuovo singolo Sulla luna, i Woda Woda trasformano questa suggestione in musica e immagini. In un mondo dove il potere orienta l'informazione e costruisce la propria versione dei fatti, la band sostiene che continuare a porsi domande sia un esercizio necessario.

Il testo mette in discussione in modo assoluto e perentorio ciò che viene dato per certo, senza pretendere di sostituire una verità con un'altra. L'obiettivo è piuttosto instillare il dubbio, invitando a osservare la realtà da una prospettiva diversa e provocatoria.

Sul piano musicale, Sulla luna mantiene un approccio hard rock nervoso, ruvido e diretto. Riff immediati, una sezione ritmica compatta e un linguaggio essenziale accompagnano un racconto che rinuncia ai giri di parole e sceglie la forza della sintesi. Un brano divisivo che diventa una fucina di domande: quanto di ciò che consideriamo incontestabile nasce da ciò che abbiamo visto, e quanto da ciò che ci è stato raccontato?


Guarda il video di Sulla luna qui https://www.youtube.com/watch?v=hIc88tZTd7U

Ascolta Sulla luna sulla tua piattaforma preferita qui https://benext.lnk.to/sullaluna


Nati nel 2020, i Woda Woda hanno costruito un percorso che unisce musica, narrazione e simbolismo, sviluppando un'identità ben definita all'interno della scena rock italiana. Dopo i primi singoli Medusa, Portando la Pelle a Casa e Divano Giallo, la band prosegue il proprio cammino con We Are Biker Guys, P.U.B. (Prendimi, Usami e Buttami), Sesso & Vino e Daisy, alternando ironia, critica sociale e atmosfere legato al rock più classico. Tra il 2025 e il 2026 prende forma L'ultimo Testamento, concept album che racconta la storia di cinque angeli caduti e riflette sul confine tra bene e male attraverso un nuovo approccio compositivo. I singoli Veleno e Lady Mazikeen anticipano l'uscita dell'album, pubblicato a gennaio e primo capitolo di una saga destinata a proseguire anche attraverso un fumetto. Poco dopo, Asmodeus e Samael lasciano il progetto, per cui la Legione si rinnova: Lucifer (voce), Paymon (basso), Leviathan (batteria) e Behemoth (chitarra). La band è ora al lavoro sul nuovo concept L'estinzione è Qui!, che osserva l'umanità contemporanea attraverso i temi della guerra, dell'avidità, della manipolazione e del potere. Con un hard rock che invita a interrogarsi sul rapporto tra informazione, verità e percezione della realtà, Sulla luna è il primo singolo ad anticipare questo nuovo capitolo.


CHIMERA, Sai ... (singolo 2026)



Il nuovo singolo dei Chimera, Sai..., affronta il tema del ghosting osservandolo dal momento in cui chi sembrava occupare un posto centrale nella nostra vita sceglie di sparire senza spiegazioni. Chi fino al giorno prima ci aveva “elevato al cielo” diventa improvvisamente irraggiungibile, lasciando soltanto domande e il senso di essere stati “abbandonato sull'asfalto”.

Le liriche raccontano il percorso emotivo che segue quell'assenza: lo smarrimento iniziale lascia spazio a una rabbia sempre più intensa, alimentata dalla consapevolezza di essere stati trattati come qualcosa di sacrificabile. “Ora tutto ciò che resta è freddo vento di tempesta” sintetizza quel punto in cui i ricordi smettono di offrire conforto e chiedono invece di essere attraversati per comprenderne l'origine.
Da qui nasce l'esigenza di riprendersi ciò che era stato sottratto: il senso di appartenenza, la fiducia in sé stessi e il diritto di occupare il proprio spazio, liberandosi dal peso di un'assenza che continua a pretendere attenzione anche quando ogni dialogo è ormai finito.
Sotto l'aspetto musicale,
Sai... potrebbe essere descritta come una versione raffinata di un brano dei Pantera, in cui su uno strumentale buio, cavernoso e possente, svetta una voce limpida dall'impostazione heavy/prog, melodica e ariosa in tutta la sua potenza.


Ascolta Sai... suYoutube qui https://www.youtube.com/watch?v=T2whtyv6Bbk

Ascolta Sai... sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/chimera-sai


I Chimera sono un nuovo progetto musicale con un sound forte e melodico e testi in italiano. Nasce quindi un mix alternative metal/rock italiano più sporco, aggressivo e cupo seppur con una musicalità dalle tinte più lievi e malinconiche. Nell’estate del 2022 la band testa il proprio lavoro con i primi live su territorio riscontrando responsi molto positivi, e ad agosto dello stesso anno inizia le registrazioni del suo primo EP Apnea dando così vita a sette brani che parlano di oscurità, ansia, rabbia, dolore, rimpianto, malinconia, senso di liberazione e di nuovi inizi. Il grande successo di critica e pubblico li porta a settembre 2023 a calcare il palco dell'Ariston di Sanremo come vincitori Lombardia del famoso concorso nazionale Sanremo Rock.

La line up è formata da Stewie Morlock (voce, origini italo-inglesi, ha studiato alla Lizard di Brescia anche con Michele Luppi di Vision Divine e Whitesnake), Andrea Dosseni (batteria, ha studiato con Alfredo Golino, Alberto Pavesi e Alessandro Bissa di Vision Divine e Labyrinth, endorser per l'austriaca Tebbs Drumsticks), Mathias Salini (chitarra) e Gheorghe Cazac (basso, caratterizzato da uno stile metal-grunge sia nella composizione di brani inediti che nella timbrica vocale).

NUGARA, The last question (2025)

 


Ispirato alla penna del grande Isaac Asimov, il secondo lavoro firmato Nugara (Francesco Negri pianoforte, Viden Spassov contrabbasso, Francesco Parsi batteria), The last question, si avvale della collaborazione di Giovanni Falzone, tra i migliori trombettisti italiani in circolazione. Premesse eccelse per un disco notevole, capace di essere intimo, dal sapore filmico e scritto con enorme cura, anche quando l’interplay tra le parti vira in percorsi improvvisati sfumati, dove idee e istinto divengono un tutt’uno. 



La struttura composita dell’album accoglie il fraseggio di Falzone nel meraviglioso trittico centrale formato da String theory, Flame of discovery e Here we are, quasi una suite per come si legano i brani, e nella conclusiva Let there be light, sospesa e ipnotica come la produzione dello scrittore russo, ma non sono da meno anche Three laws e Nebula, scritte entrambe da Negri. Potete acquistare o ascoltare The last question al seguente indirizzo https://gleamrecords1.bandcamp.com/album/the-last-question . (Luigi Cattaneo)

mercoledì 5 agosto 2026

ROMEO, Deja Vu Letters (2026)

 


Gradevole debutto per i Romeo, band formata da Max Colliva (chitarra, voce), Andrea Zanolli (chitarra), Rudy Bendandi (basso) e Luke Cocchieri (batteria), a cui vanno aggiunti ospiti come El Xicano (tastiere, hammond), Nico Ferricioni (basso), Filippo Tramontana e The Venezuela Boys (corni). Deja Vu Letters, nei suoi trenta minuti di durata, si muove tra suoni vintage, atmosfere appassionatamente anni ’80 e hard rock viscerale, quello di The Dogs D’Amour e Hanoi Rocks. 9 brani immediati e istintivi, in cui la matrice r’n’r non disdegna aperture maggiormente settantiane (si potrebbero citare i Thin Lizzy ma anche The Rolling Stones per l’attitudine), aspetto che potrebbe anche contaminare ulteriormente la musica del quartetto. Esordio tanto breve quanto piacevole per una delle tante band promettenti di casa Street Symphonies Records. (Luigi Cattaneo)  

lunedì 3 agosto 2026

ENIO NICOLINI, UMA-Bot 4 (2026)

 


Terminata la trilogia a nome Enio Nicolini and The Otron, il bassista abruzzese si ripresenta sul mercato con un ep concept sull’intelligenza artificiale e la sua presenza nel quotidiano. Insieme ad alcuni musicisti che l’hanno già accompagnato nelle ultime produzioni, come Maurizio Bidoli (voce), Former Lee Wormer (elettronica) e Luca Nicolucci (batteria programmata, a cui ha lavorato anche Nicolini), l’esperto compositore, che ricordiamo per la sua presenza con The Black, Unreal Terror, Sloe Gin e Akron, riflette sugli sviluppi delle nuove tecnologie a disposizione dell’uomo. Ne vengono fuori 20 minuti cupi, in cui viene rispettata la formula delle uscite più recenti di Enio, con la tecnica power chord del suo basso a dettare la potente base ritmica su cui muoversi. UMA-Bot 4 esalta il carattere spigoloso della proposta di questo progetto, sin dall’iniziale doppietta formata da Learning machine e Red eyes button, molto pesanti ed esemplificative della valida scrittura targata Nicolini. L’alienazione che permea la title track, ma anche Model collapse, anticipano la conclusiva Find yourself, forse il brano meno ostico dell’ep. Potete acquistare o ascoltare il lavoro al seguente indirizzo https://thetriadrec.bandcamp.com/album/enio-nicolini-uma-bot4 (Luigi Cattaneo)

KSSLR, Zanzare (singolo 2026)



Oltre al caldo asfissiante, quale altro aspetto insopportabile dell'estate rende questa stagione detestabile, perlomeno a tratti?

Proprio loro. Zzz. Le zanzare. Zzz.

Per chi impazzisce dai pomfi, di cui si trova pieno a fine serata che neanche ai tempi della peste, ecco l'anti-tormentone estivo dedicato alle ladre di sangue per antonomasia.

Avete finito gli insulti da rivolgere a questi fastidiosi insetti? Ci pensa KSSLR.

Tra un colpo di mano e uno di racchetta elettrica, “mi sembra” di sentire un coro: “vado al mare, mi seguite fino al mare!”.

Obiettivo dell'estate: sostituire il ronzio con quel refrain di sax e tromba, mentre saltellate e scapocciate per schivare i pungiglioni. Dietro lo spirito giocherellone sia del pezzo che del video, c'è infatti una solida e graffiante architettura alternative, che strizza l'occhio al punk e genera, insieme ai fiati, un originale crossover allegro e carico di groove.

Zanzare è disponibile su tutte le piattaforme via Ammonia Records.


Guarda il video di Zanzare qui https://youtu.be/WsgBhNVPMtY

Ascolta Zanzare sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/vadoalmare


Anche i rocker più incalliti a volte si divertono. Dalla penna e dalle bacchette rispettivamente di Andrea e di Maxim degli Unwelcome, nasce il progetto KSSLR. Stesso groove, stesse corde ruvide, attitudine più giocosa, perlomeno per iniziare... Poi si vedrà. Questa nuova formazione al momento è un duo, aperto agli eventi del destino. Work in progress.


ROUGENOIR, Again (singolo 2026)



Con il nuovo singolo Again, le RougeNoire accendono una parentesi luminosa all’interno del proprio percorso, lasciando entrare aria fresca tra le crepe di una giornata che sembra non voler cominciare. Il brano nasce da quel momento sospeso in cui alzarsi dal letto richiede più energia del previsto, quando il silenzio pesa e ogni gesto appare distante.

La canzone osserva da vicino quella condizione senza drammatizzarla, scegliendo invece un linguaggio diretto e disarmante. “Stop feeling so broken-hearted / Get out of bed” non è un ordine né una formula motivazionale, è una mano tesa verso chi sta cercando un appiglio per ripartire. Allo stesso modo, il ritornello racchiude il nucleo del brano in poche parole essenziali: “It’s up to you to breathe / Again”.

Again parla della capacità di attraversare i periodi opachi senza negarne l’esistenza. Le certezze vacillano, la vita “ain’t always fair”, ma resta la possibilità di scegliere il passo successivo. Non una vittoria definitiva, piuttosto una decisione quotidiana: ricominciare.

Sul piano sonoro, le RougeNoire in questo pezzo oscillano tra hard rock e alternative con una scrittura asciutta e immediata. Chitarre aperte, dinamiche leggere e un’atmosfera solare richiamano quel mood rock da MTV anni Novanta, filtrata attraverso un gusto contemporaneo. Il risultato è un brano che procede con naturalezza, lasciando spazio alla melodia e a una sensazione di quiete riconquistata, come la prima boccata d’aria dopo una lunga immersione.


Guarda il videoclip di Again qui https://www.youtube.com/watch?v=l7wCdY42zCw

Ascolta Again sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/rougenoire-again


Le Rougenoire sono band alternative/hard rock nata a Milano nel 2005. Cinque personalità diverse danno vita a un sound diretto e senza filtri, con l'intenzione di mettere in musica esperienze e tensioni quotidiane. All'attivo hanno due album: The Show, MILF e un EP di prossima uscita prodotto da Michele Luppi.

sabato 1 agosto 2026

PROGETTO M.B., Ostiando (2026)

 

Oggi presentiamo il Progetto M.B. di Marco Bucci, musicista attivo dagli anni ’90, che ha iniziato a lavorare a questo Ostiando nel 2018, in completa solitudine ma utilizzando una vasta gamma di strumenti, tra cui chitarre, tastiere, sintetizzatori, drum machine, glockenspiel, stilofono, flauto, diamonica, kalimba, kazoo, tamburelli e sonagli di vario tipo. Un armamentario gestito con pazienza e conoscenza da Bucci, che firma un lavoro quasi del tutto strumentale, brillante e curioso nel suo raccontare il quartiere da cui proviene. Ne esce fuori un disco comunicativo seppure non di semplice lettura, soprattutto quando le trame si fanno fitte, come nel caso della title track e di Ostia Mentis, centrali per comprendere lo spirito e l’anima dell’album. Autoproduzione godibilissima che mette in luce il talento di Marco nel lavorare con un’elettronica vintage affascinante, che potremmo definire artigianale, ma non per questo meno interessante rispetto a quella attuale, per ovvi motivi, maggiormente definita. (Luigi Cattaneo)

Sotto covid (Video)



mercoledì 29 luglio 2026

SINTESI DEL VIAGGIO DI ES, Gli alberi di Stavropol (2022)

 


Uscito nel 2022, Gli alberi di Stavropol, del progetto Sintesi del viaggio di Es, rappresentava il secondo disco del sestetto formato da Nicola Alberghini (batteria), Marco Giovannini (voce), Eleonora Montenegro (flauto), Sauro Musi (chitarra), Maurizio Pezzoli (tastiere) e Valerio Roda (basso, fretless). Diretti discendenti dei Sithonia (da cui provengono diversi membri), declinano il progressive rock dei ’70 con tinte folk, un percorso che può ricordare band come Meseglise, La maschera di cera, Aurora lunare e Ancient veil. Dopo il valido Il sole alle spalle del 2017, l’ultima fatica, ad ora, dei bolognesi, mostrava un ulteriore maturazione del loro sound, un racconto affascinante dove Stravropol, città russa del Caucaso del nord, diviene centro della narrazione, con il vento che si insinua tra gli alberi facendoli parlare, in un incontro sognante tra reale e fantastico. Un disco delicato, raffinato, dove il minimo particolare è funzionale al concept, basti ascoltare brani come Regina in lacrime, Adria, dove troviamo il violino di Barbara Rubin, Grazie per gli anni e per i giorni, con la partecipazione di Maria Grazia Ponziani all’organetto diatonico o la suite Il viaggio di Es, monumentale chiusura di un album elegante e intenso. (Luigi Cattaneo)

DLEMMA, Empty days (singolo 2026)



Empty Days, nuovo estratto dall’album d’esordio Keep Me Out delle DLEMMA, affonda le mani nella parte più introspettiva e sensibile del loro immaginario alternative rock. Il brano racconta ciò che resta quando una relazione si svuota lentamente dall’interno: non l’esplosione di una fine, ma l’erosione quotidiana provocata dall’assenza, dall’indifferenza e dalle parole mai arrivate.

Le liriche ondeggiano tra lucidità e ossessione, inseguendo domande che continuano a rimbalzare senza trovare risposta. “Do you ever think of me?” non è soltanto un interrogativo rivolto all’altra persona, ma il tentativo di dare un senso a una distanza che cresce giorno dopo giorno. Allo stesso modo, “I wanted truth, not something half intact” mette a fuoco il bisogno di autenticità che attraversa l’intero brano e si scontra con una presenza incapace di restare quando le cose si complicano.

Empty Days osserva da vicino il logorio psicologico di chi continua a cercare spiegazioni anche quando sa che probabilmente non ne troverà. La consapevolezza di non essere “the right fit” convive con il peso di una manipolazione emotiva che continua a lasciare tracce: “You keep messing with my head”.

Sul piano musicale, le DLEMMA scelgono la strada più vulnerabile del loro repertorio. Lasciano da parte chitarre graffianti e dinamiche tese a favore di una sensibilità profondamente grunge, mettendo in musica un racconto che evita ogni compiacimento e lascia emergere il disagio nella sua forma più diretta. Ad accompagnare il singolo, un videoclip girato durante un live e realizzato in bianco e nero, una scelta visiva che amplifica il senso di malinconia e di svuotamento emotivo che attraversa l’intera canzone.


Guarda il videoclip di Empty days qui https://www.youtube.com/watch?v=Omum1kvVEEs


Le DLEMMA nascono a Roma nel 2023 dall’incontro tra Emma Leggieri (voce), Emma Sola (voce e basso), Elisa Leggieri (chitarra) ed Edoardo Leggieri (batteria). Le loro radici affondano nel grunge e nell’alternative rock, linguaggi attraverso cui il quartetto affronta inquietudini, contraddizioni e fragilità della contemporaneità con uno sguardo diretto e personale.

Il nome della band richiama proprio i dilemmi che attraversano la scrittura del gruppo: difficoltà comunicative, bisogno di comprensione e ricerca di connessioni autentiche in una realtà sempre più frammentata.

Il percorso discografico prende forma nel 2024 con il singolo Alien, confluito con altri brani nell’EP Forget Me Not.

L’attività live rappresenta fin da subito una componente centrale del progetto. Nel 2025 le DLEMMA si esibiscono in contesti di rilievo, aprendo il concerto degli Afterhours alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma e portando la propria musica al Festival dell’Economia di Trento, al Rock n’ Beer Festival in Sardegna e sul palco dell’Half Moon Putney di Londra.

Hanno all’attivo l’EP Forget Me Not e l’album Keep Me Out, pubblicato il 21 marzo 2026 e presentato dal vivo con un release party al Germi di Milano. Il disco segna un nuovo passaggio nel percorso della band, consolidandone l’identità sonora e ampliandone la scrittura, mantenendo intatta la tensione emotiva che caratterizza il progetto fin dagli esordi.


martedì 28 luglio 2026

MICHELE PIANO, De essentia (2026)

Secondo lavoro per il pianista e compositore Michele Piano (dopo Nïnde del 2020, di cui abbiamo parlato da queste pagine), ancora una volta artefice di un disco fortemente immaginifico, un ambient rarefatto e raffinato, filmico nel suo incedere narrativo, aspetti che emergono netti in questa nuova opera. L’iniziale Singularitas fa da introduzione ad un lavoro che sorprende sin da subito, prosegue con Aura, che ha il merito di condurci lieve in una dimensione sospesa, mentre Evolutio, suggestiva in tutta la sua elegante malinconia e la seguente Andromeda chiudono una prima parte davvero interessante. Magellanus esprime, con le note del pianoforte, la solitudine e la vulnerabilità dell’esistenza, prima di Horizon, che procede nello stesso mood, lasciando trasparire tutto l’amore per le colonne sonore di Michele (molto attivo anche in questo campo). Ci avviciniamo alla conclusione, dapprima con Omega, e poi con la title track, De essentia, dove nuovamente traspare la consapevolezza del pianista, che ci guida all’interno di un racconto complesso ma affascinante, un viaggio che parte dalla singolarità iniziale dell’universo per giungere alla chiusura di un cerchio, dove la fine coincide con un nuovo principio. Tra pad e riverberi sapientemente gestiti, loop ciclici e trame pianistiche, si sviluppa un lavoro perfetto per chi ama il sound di Brian Eno e Nils Frahm, ma anche dei nostrani Bottega del Suono e Tacet Tacet Tacet. (Luigi Cattaneo)

Full Album 


  


lunedì 27 luglio 2026

A VIOLET PINE, Nothing safe (2025)

 

Uscito sul finire del 2025, Nothing safe è il quinto lavoro in studio dei pugliesi A Violet Pine (Giuseppe Procida voce e chitarra, Paolo Ormas batteria, Francesco Bizzoca basso e chitarra), band di cui ci siamo già occupati da queste pagine per le precedenti due uscite, Again del 2019 e Crown shyness del 2022. Chi conosce il trio sa che si muove in più direzioni, abbraccia l’alternative di matrice americana, il post rock, il grunge, lo stoner, sempre con uno sguardo curioso e pieno di passione, e ciò si riflette in dischi necessari, pubblicati solo quando si ha qualcosa di credibile da dire. Non fa eccezione questo ultimo album, energico, ruvido ma anche attentissimo all’aspetto puramente melodico, con brani come The sad highspeed, Lost through the lights o Bad and worse che sintetizzano al meglio l’anima malinconica del trio, che per qualità espressa negli ultimi anni e crescita complessiva meriterebbe molto più riconoscimento all’interno del fitto underground italiano. (Luigi Cattaneo)

Full Album 



domenica 26 luglio 2026

EMOSYA, Forsaken (singolo 2026)



Con Forsaken, gli Emosya riportano alla luce una delle prime scintille da cui è nato il progetto. Un brano che accompagna la band fin dagli esordi e che oggi conserva intatto il suo peso emotivo.

Protagonista del racconto è l’assenza di una persona cara, osservata da chi resta a fare i conti con ciò che continua a esistere anche dopo l'addio. “The only thing I want back now is you” racchiude una mancanza che non cerca scorciatoie né consolazioni facili. Il vuoto rimane, cambia soltanto il modo di abitarlo.

Forsaken me, in silence, you walked away” è la fotografia di un distacco che arriva senza spiegazioni, mentre il ritornello apre lentamente un'altra prospettiva: quella della guarigione. Non come cancellazione del dolore, ma come capacità di convivere con ciò che lascia un segno. “Learning how to heal” diventa così il filo conduttore dell'intero brano.

Il sound guarda all'alternative dei primi anni Duemila e immagina l'incontro tra l'espressività spontanea dei Linkin Park e l'approccio oscuro alle linee melodiche dei Ghost. Il risultato è un brano malinconico, dove ogni passaggio abbraccia sia la memoria che lo sforzo per arrivare all'accettazione del lutto.

Forsaken non parla della fine di qualcosa. Parla di ciò che rimane quando il rumore si spegne e si inizia, un respiro alla volta, a trovare un nuovo equilibrio.


Ascolta Forsaken su Youtube https://www.youtube.com/watch?v=1TGe85TsznI


Emosya è una band italiana nata nel 2022. Il gruppo affonda le radici nell’alternative rock, integrando influenze che ne ampliano il suono. Il progetto ruota attorno al frontman YOU, la cui sfera emotiva prende forma attraverso una serie di maschere legate a emozioni primarie: rabbia, paura, gioia, disgusto e tristezza, che sul palco diventano veri e propri personaggi.

Ognuna possiede un nome e un colore distintivo: Bliss, gioia (giallo); Snare, rabbia (rosso); Bleuh, disgusto (verde); Scared, paura (viola); Elims, tristezza (blu).

Le canzoni esplorano conflitti interiori, catarsi e relazioni complesse, dando voce a ciò che spesso rimane nascosto.


giovedì 23 luglio 2026

BACKLASH, Time to impact (2025)

Non poteva che essere pubblicato da Burning Minds, etichetta regina del nostrano A.O.R., il debutto dei Backlash, band formata da Massimo Ordine (ex Perfect View) alla voce, Andrea Frighi alla chitarra e Angelo Franchini (membro degli storici Crying Steel) al basso, ma essenziali risultano gli interventi chitarristici di Luigi Bellanova e Massimiliano Mosci, oltre che il lavoro di Mirco Zuffa, tra batteria, hammond e tastiere. Time to impact rimanda agli anni ’80 di Bad English, Giant e Survivor, un’epoca sempre più lontana ma estremamente affascinante, che ha prodotto risultati apprezzati in tutto il mondo, e quindi non sarà difficile, per i tanti appassionati del genere, rimanere ammaliati da brani come Aimless games, egregia nel suo incedere classico, Forever night, tenue e calda, o Cold case of Rock’n’roll, che vede al microfono Lee Small, in uno dei momenti più tirati di questo esordio. Disco interessantissimo sia quando rimane ancorato al genere, sia quando spinge in direzione di un hard rock settantiano, elemento da non sottovalutare per successivi sviluppi nella musica del dotato trio. (Luigi Cattaneo)

Looking for a stranger (Video)




mercoledì 22 luglio 2026

NOISE IN MYSELF, The maze (singolo 2026)



Perdersi nel labirinto dei propri pensieri significa incontrare, a ogni svolta, rimpianti, errori e paure che assumono il volto di personali Minotauri. È un percorso che spesso richiede di procedere senza mappe e senza aiuti, facendo i conti anche con il timore dell'abbandono e l'autosvalutazione.

Con il nuovo singolo The Maze, i Noise in Myself rileggono il mito di Arianna come una storia ancora attuale. Dopo aver aiutato Teseo a uscire dal labirinto, Arianna viene lasciata sola sull'isola di Nasso: l'ingratitudine, le aspettative tradite e i rimorsi tormentano l'essere umano dalla notte dei tempi, ma tutte le notti hanno un termine.
Allo stesso modo di Arianna, che riesce a lasciare il labirinto e i suoi demoni alle spalle salendo sul carro di Dioniso e sposandolo, ascendere ad un'esistenza illuminata dall'armonia con noi stessi e con gli altri è possibile. “I wear dawn upon my head, I am the stars, the past is dead”: il diadema che Dioniso regala ad Arianna diventa aurora sulla sua testa, elevandola tra le stelle e consentendole di trovare finalmente la serenità.
Non sono solo le parole a raccontare questa evoluzione, ma anche lo strumentale.
Il dialogo iniziale tra le corde introduce il conflitto interiore, la ritmica possente e instancabile detta il passo di marcia, mentre il riff irregolare ricorda che la guarigione non è una linea retta e la voce si insinua come uno spettro narrante.
Con un sound e un'impronta compositiva che attingono a Tool e Leprous, The Maze inaugura la nuova era dei Noise in Myself descrivendo la maratona più importante della vita: quella verso la propria pace.

Guarda il lyric video di The Maze qui https://www.youtube.com/watch?v=pdbjI9nu0RY

I Noise in Myself (NIM) sono una band italo-svizzera nata da un’idea di Enea Maina durante il lockdown del 2020. Dopo la pubblicazione dell’omonimo album di esordio (2022) e del concept EP Answers… (2023), che hanno portato a un'intensa attività live, la band subisce una battuta d'arresto. Il progetto rinasce con con l’ingresso del soprano e vocalist Arianna Bellinaso (Aexylium), Yuri Bordonali al basso (Ecastor) e il batterista Omar Mariani (ex Those Furious Flames), con i quali riprende la scrittura di nuovo materiale.
Il sound Alternative Progressive Metal dei Noise in Myself unisce influenze progressive e post-metal, atmosfere eteree e richiami a sonorità spirituali e ancestrali. Ne deriva uno stile compositivo che mette in equilibrio melodie evocative, ritmiche complesse e riff potenti e irregolari, creando un sound personale e riconoscibile. Tra le influenze più evidenti riecheggiano Tool, Coroner, Leprous, Soen e Anathema, reinterpretati attraverso una visione originale.
Mediante testi legati alla ricerca interiore, al senso dell'esistenza e alla denuncia sociale, con riferimenti a tradizioni antiche e simbolismi spirituali, i Noise in Myself invitano a interrogarsi sulle proprie origini, sul presente e sul significato più profondo dell'esperienza umana.

THE REMEDY, Take me away (singolo 2026)



Con il nuovo singolo Take Me Away, i The Remedy raccontano la sensazione di vivere dentro una vita che sembra già scritta da qualcun altro. Una quotidianità che dall’esterno appare stabile, persino desiderabile, ma che all’interno lascia poco spazio all’aria, ai desideri e alla possibilità di scegliere davvero.

Il protagonista osserva la propria condizione con lucidità crescente. La “small golden cage” del testo rappresenta proprio questa contraddizione: una prigione elegante, rassicurante in apparenza, capace però di consumare lentamente ciò che conta. Attorno si accumulano paure, obblighi, dipendenze affettive e aspettative che diventano “catene fredde”, invisibili agli altri eppure dolorosamente reali per chi le porta ogni giorno.

Take Me Away segue un percorso che parte dalla frustrazione e dalla stanchezza per arrivare a una nuova consapevolezza. L’urlo “Look at me! I want to run away!” rompe gli argini della rabbia trattenuta, mentre il finale apre uno spiraglio diverso: stringere i propri sogni, rialzarsi, compiere un altro passo, concedersi finalmente la possibilità di esistere secondo le proprie regole.

Sul piano musicale, il brano esplora coordinate alternative metal attraverso riff quadrati, spigolosi e paludosi che scandiscono un percorso irregolare. Come accade addentrandosi in una zona selvaggia, il passo cambia continuamente: ci sono tratti in cui si corre e altri in cui il terreno costringe a rallentare, seguendo le svolte emotive della narrazione. La voce è il camaleonte che accompagna il cammino, alterna inglese e italiano, tanto agile sul pulito quanto brutale e liberatoria quando strizza l'occhio al death metal con un'incursione nel growl.

Take Me Away graffia come i rovi ai margini di un sentiero boschivo. Le chitarre lasciano segni sulla pelle del brano, mentre la nebbia ne avvolge il paesaggio sonoro e qualche apertura melodica affiora come una radura inattesa. Ne emerge il ritratto di chi soffre in silenzio, riconosce finalmente la propria prigione e trova dentro di sé la forza necessaria per cercare un varco verso la libertà.


Ascolta Take me away su Youtube https://www.youtube.com/watch?v=NHJ0xexaGw8

Ascolta Take me away sulla tua piattaforma preferita https://orcd.co/theremedy-takemeaway


I The Remedy nascono nel 2021 nelle nebbiose terre alessandrine, un periodo segnato da pandemie, crisi sociali e un rinnovato bisogno di ribellione. La band è il frutto dell’incontro tra cinque musicisti provenienti da esperienze differenti: Andrea “Rust” (Generical Disorder, Matermachina, Sylpheed, Infection Code) ed Enrico “Jack” (Sunset Shadows, Snakes, Black Ram, Sylpheed) alle chitarre, Andrea Moretti (Hellterror League, A Thousand Winters, Animhate) al basso, Ale “The Sword” (Dr. Cyclops) alla batteria e la voce di “Fenis” Ilenia (Lucky Star, Sylpheed).

Dopo l’uscita di Andrea per motivi lavorativi, la band trova in Daniele “Dany” un degno sostituto con il quale continuare a scrivere materiale nuovo.

Difficile racchiudere i The Remedy in una sola etichetta: il loro suono non è solo classic, heavy, prog o death, ma un ibrido che attinge a tutti questi mondi per creare qualcosa di personale e imprevedibile. Tra throaty screaming e clean vocals, aperture melodiche e groovy e tempi dispari, la band costruisce un’identità sonora che sfugge alle catalogazioni rigide, ma trova coerenza in arrangiamenti ricercati e ambientazioni non scontate, che richiedono un ascolto curioso e senza preconcetti: come la band stessa dice, “alla fine per tutto c'è un rimedio”.