mercoledì 1 luglio 2026

ROUGENOIRE, Beaten (singolo 2026)



Beaten è il nuovo singolo delle Rougenoire, un brano hard rock costruito attorno a quella fase in cui rabbia, frustrazione e lucidità iniziano a scontrarsi tra loro dopo una delusione difficile da assorbire.

Quando il pensiero ossessivo del desiderio di vendetta toglie il sonno, l'impulso di reagire rischia di trasformarsi in qualcosa di corrosivo. Invece di alimentare vendetta o autocommiserazione, Beaten sceglie di incanalare il senso di sconfitta nel movimento. “I feel beaten / But I'll use it to break all the pain”: non lasciare che il dolore continui a circolare sottopelle, ma usare la delusione come carburante per sbriciolarlo.

La rabbia rimane, ma perde progressivamente il controllo dello stato d'animo: “Rage can’t win the race”, perché l'obiettivo è non lasciarsi definire da un errore o da una ferita.

Dal punto di vista sonoro, Beaten recupera l’impatto dell’hard rock anni Ottanta senza diventare un esercizio nostalgico. Se i piedi sono ben piantati nelle radici di Judas Priest, Europe e Warlock, lo sguardo punta a una direzione più contemporanea con arrangiamento e produzione firmati da Michele Luppi.

Un sound compatto e dalle idee chiare, esattamente come l'armatura scintillante che cresce intorno alle cicatrici quando l'antidoto ha sconfitto il veleno.

Guarda il videoclip di Beaten qui https://www.youtube.com/watch?v=fxZaRWAVzEg

Ascolta Beaten sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/rougenoire-beaten


Le Rougenoire sono band alternative/hard rock nata a Milano nel 2005. Cinque personalità diverse danno vita a un sound diretto e senza filtri, con l'intenzione di mettere in musica esperienze e tensioni quotidiane. All'attivo hanno due album: The Show, MILF e un EP di prossima uscita prodotto da Michele Luppi.


BINGE DRINKERS, il comunicato del nuovo ep Resentment and wrath



Resentment and Wrath, quarto EP dei Binge Drinkers, concentra in cinque tracce hard'n'heavy il momento più diretto, rabbioso e compatto della band. Il titolo riassume perfettamente il clima del disco: risentimento e ira attraversano sia i testi che l’approccio musicale, dando forma a brani veloci, pesanti e immediati.

Le canzoni affrontano disagio, inadeguatezza, relazioni logorate, falsità quotidiane e la difficoltà di lasciarsi alle spalle errori e frustrazioni. Questa atmosfera si riflette anche nella copertina, che ingloba i membri del gruppo in un manifesto aggressivo e distopico.


Ascolta Resentment and Wrath su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=LdWUqSIQq8E&list=OLAK5uy_n_mpjpUVYCMtoYaRDWEAJ9RCe8Ygi-orc


Ascolta Resentment and Wrath sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/bingedrinkers-resentmentandwrath


I Binge Drinkers nascono nel 2013 da un’idea di Simone Tepedino, con l’obiettivo di sviluppare un suono capace di mescolare hard rock, heavy metal e blues senza rigidità stilistiche. Dopo i primi demo Binge Drinkers e A Rock’n’roll Odyssey, la formazione si consolida con l’ingresso del chitarrista Mattia Andreotti e del batterista Moreno Vicini.

Nel 2020 la band raggiunge le finali nazionali di Sanremo Rock esibendosi sul palco del Teatro Ariston. Nel 2022 pubblica l’EP concept Muerte – An Apology of V Acts, dedicato alla rappresentazione della morte nella cultura spagnola.

Dal 2024 i Binge Drinkers collaborano con Sorry Mom!, periodo che coincide con l’uscita di nuovo materiale e con la lavorazione di Resentment and Wrath. In oltre dieci anni di attività la band ha portato il proprio live in club e festival italiani mantenendo un approccio essenziale, diretto e fortemente legato all’impatto del power trio.


lunedì 29 giugno 2026

SYMPHONIES OF DECAY, Sagittarius A (2025)

 


Nati nel 2019 grazie ad Alfredo Teodori (chitarra) e Andreas Santori (batteria), compagni nei Varnas, i Symphonies of Decay mostrano da subito interesse per la scena death metal scandinava, quella di Dark Tranquillity e primi In Flames. La formazione si completa, nel corso degli anni, con Fabrizio Sclano (basso), Simone Di Pietro (chitarra) e Simone Gaddeo (voce), elementi che hanno permesso ai romani di pubblicare nel 2025 Sagittarius A, valido ep che unisce death metal e gothic, una fusione che rimanda alle atmosfere non solo dei gruppi citati ma anche a quelle oscure di band come Moonspeel o Paradise Lost. Un lavoro fortemente atmosferico, suggestivo e malinconico, con i picchi di Supernova The portal a lasciare la sensazione di trovarci dinnanzi ad un gruppo dalle ottime potenzialità. (Luigi Cattaneo) 

venerdì 26 giugno 2026

EPIGRAFI, Ep2ilon (2025)

 



Il progetto Epigrafi, nato ormai 10 anni fa a Bassano del Grappa (Vicenza), continua nella ricerca di una propria dimensione e di un approccio quanto più personale possibile, anche se, in un mondo musicale che ha ormai detto tutto, o quasi, apparire originali è caratteristica alquanto complessa. Gli elementi estremi, che da sempre accompagnano il quintetto, trovano conferma nell’ottimo Ep2ilon, ep di 4 pezzi dove il death metal si tinge di progressive, nella miglior tradizione di Opeth e Edge of Sanity, con sporadici echi di metalcore. Questo ultimo ep si inserisce all’interno del concept Dedalus, diviso in tre parti dedicate al purgatorio (PH1, uscito nl 2022) all’inferno e al paradiso perduto, con il nuovo nato in casa Epigrafi che chiude idealmente la sezione dedicata al luogo in cui si purificano le anime, iniziando a raccontare anche quello dove non troveranno mai pace. Le tracce mostrano la bravura dei vicentini nel creare situazioni tanto atmosferiche quanto claustrofobiche, con passaggi ampiamente melodici che si scontrano con altri davvero brutali, in un saliscendi, anche emotivo, davvero interessante. La band sa essere oscura e violenta, ma complice tecnica e idee, riesce a far convivere più anime all’interno della proposta con grande naturalezza, lasciando presagire come ci possano essere ulteriori sviluppi nella loro arte. (Luigi Cattaneo)


giovedì 25 giugno 2026

ANAÏS DRAGO, Relevè (2025)



Ci eravamo già occupati di Anaïs Drago nel 2024, quando insieme a Valentina Ciardelli e Riccardo Strano pubblicò Shake your duty, ed è un piacere ritrovarla con il live album Relevè, pubblicato nel 2025 tramite Habitable Records. Carriera sin qui molto intensa quella della violinista, tra concerti nei più importanti festival jazz italiani, tour con la star del pop Ultimo, premi individuali, condivisione del palco con numerosi musicisti (basti citare Enrico Rava o Antonello Salis). Registrato durante l’International Jazz Festival Munster il 6 gennaio del 2024 e all’Area Sismica di Forlì il 21 dello stesso anno, il live presenta otto tracce scritte da Anaïs, qui accompagnata dai clarinetti di Federico Calcagno e dalla batteria di Max Trabucco (anche alle percussioni). Il trio appare particolarmente a proprio agio dal vivo, sfornando una prestazione notevole, dove il suono contaminato e sperimentale, fatto di jazz, rock, elettronica e rimandi folkloristici esalta un linguaggio plurimo, gestito con meticolosità e intuizioni all’interno di strutture composite curate nei dettagli. Relevè è qualcosa di instabilmente ballabile, afferma la Drago. La musica, così come la danza è l’arte che meglio organizza il tempo e lo spazio. All’interno di un’esecuzione musicale c’è una continua successione di eventi sonori, così che il precedente sia nel passato e quello che sta per avvenire nel futuro, ma noi nell’ascolto lo percepiamo come un unico momento presente. Disco perfetto per avvicinarsi all’arte della violinista e scoprire uno dei talenti più puri dell’attuale scena jazz italiana. (Luigi Cattaneo)

Corto circuito (Video)




mercoledì 24 giugno 2026

TAXOLOGY, A Deep Dive In The Colourful And Mysterious Garden Of Mr. Taxology (2026)

 


Nato sui banchi del liceo musicale, il duo Taxology, formato da Andrea Rizzi (batteria, percussioni, basso, chitarra, tastiere, voce, mandolino, viola) e Giuseppe Bitonte (chitarra, basso, tastiere, voce, piano, sax), si presenta all’esordio forte di idee e concetti tutt’altro che scontati. Psichedelia, progressive, orchestrazioni cinematografiche e una suggestiva dose di ricerca sui suoni (tantissimi gli ospiti, da Luca Filpi al flauto a Lorenzo Marcoleoni e Piergiorgio Mingolla al clarinetto, ma sono veramente molteplici gli interventi esterni) denotano una certa cura posta dai tarantini al particolare, aspetto che eleva il concept, quasi esclusivamente strumentale e visionario sin dalle prime tracce. Atmosfere sospese, aperture orchestrali mai ridondanti e una generale voglia di non catalogare la proposta, fanno dell’album un’opera modellata sulla contaminazione, complice anche un approccio artigianale ma coerente dei pugliesi, bravissimi nel creare un mondo sfaccettato e rigoglioso, primo passo curioso di un progetto che può riservare sorprese per il futuro. (Luigi Cattaneo)

martedì 23 giugno 2026

FADITA, Journey to Rhodos (2026)

 


Uscito da poco per WoW Records, Journey to Rhodos dei Fadita (Tommaso Iacoviello tromba e flicorno, Francesco Felici sax, Nicola Tontoli pianoforte, Fender Rhodes e Clavinet, Fabio Di Tanno basso e basso synth, Pietro Borsò percussioni, Angelo Carmignani batteria) è un lavoro ricco di influenze che spaziano dal jazz al funky, espressioni di una ricerca portata avanti con maestria da Di Tanno, che firma la quasi totalità della musica presente nell’album. Un’energia contagiosa che riveste trame come la title track, Bumblebee funk e Flor del desierto, mentre una citazione a parte merita l’omaggio al Maestro Morricone di Indagine su di un cittadino al di sopra di ogni sospetto, ovviamente molto filmico e immaginifico. Funziona nel complesso la contaminazione di suoni che guida l’opera, merito soprattutto dell’impatto con cui il sestetto porta avanti lo sviluppo del disco, tra ritmiche pulsanti e fiati pregni del giusto groove, elementi essenziali per la riuscita di un progetto estremamente maturo. (Luigi Cattaneo)


lunedì 22 giugno 2026

HOGANS ALLEY, Gonna love it (singolo 2026)



Gonna Love It, il nuovo singolo degli Hogans Alley, non ti lascia il tempo di decidere se vuoi dargli retta o no, parte senza troppi giri e ti porta di peso alla festa.

Hey, you gonna love it! Feel the rhythm inside your soul!” canta il tuo compagno di avventure mentre con il clacson ti incita a sbrigarti a uscire di casa.
La situazione precisa è facile da intuire: sudore, volume alto, gente che inizia a muoversi e quella sensazione collettiva che si crea quando il locale intero smette di trattenersi. Divertirsi è anche una forma di appartenenza, un modo istintivo di riconoscersi negli altri anche solo per una serata.
Non a caso il pezzo è stato il primo scritto dall’attuale formazione della band ed è diventato un manifesto spontaneo del loro approccio: diretto, fisico e immediato. L’obiettivo dichiarato è semplice quanto difficile da evitare: il ritornello vuole rimanere incastrato in testa.
Sul piano sonoro, Gonna Love It sfodera il più efficace poker d'assi: un hard rock aperto al groove e alla componente funky, con chitarre esplosive su una sezione ritmica frizzante e cori costruiti per restare addosso fin dal primo ascolto. Il brano si abbevera alle atmosfere degli Aerosmith e degli Extreme, lasciando da parte la nostalgia da repertorio ed estraendone l'essenza pulsante e danzereccia, per essere suonato forte, cantato in gruppo e restituito al pubblico senza filtri.


Ascolta Gonna love it suYoutube qui https://www.youtube.com/watch?v=ALYesOCl9oU

Ascolta Gonna love it sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/hogansalley-gonnaloveit


Hogans Alley è un progetto che si forma alla fine del 2021. Una grande passione ed affinità per l’hard rock; influenze prettamente 80s con colori sleaze, metal e glam, coronano il tutto con solidi groove e ritmiche funk. Un sound selvaggio, melodico e festaiolo, caratterizzato da live infuocati che trasudano energia e rock'n'roll allo stato brado. Sin da subito si concentrano principalmente sulla composizione di materiale originale. Negli anni successivi rodano il progetto suonando principalmente in Toscana in locali come Megik Cult, Santomato, Circus Rock Club, Freesound e VHS Retro Club. Tra le esperienze più significative, l’apertura agli Enuff Z'Nuff al Borderline Club insieme ai Jolly Rox e la condivisione del palco con gli Speed Stroke, amici di vecchie date e scorribande, al Monteloud Rock Fest. Conclusa la fase di pre-produzione dei brani originali, la band si prepara ora a rientrare in studio per completare l'album, che uscirà in autunno.


venerdì 19 giugno 2026

AEXYLIUM: la cantante Arianna entra nei Noise in Myself



I Noise in Myself sono felici di annunciare la ripresa delle attività artistiche dando un caloroso benvenuto alla nuova voce Arianna Bellinaso.


Artista eclettica dalla formazione classica, Arianna inizia il suo percorso musicale da bambina, per poi approfondire lo studio del canto lirico, del flauto traverso e della vocalità crossover, spaziando tra lirica, musical e jazz. La frequentazione del Conservatorio “Guido Cantelli” di Novara e dell’Istituto di Alta Formazione Musicale “Claudio Abbado” di Milano le permette di calcare palchi importanti con i cameristi della Scala ed altre produzioni.


Voce femminile stabile della folk metal band Aexylium dal 2021, nel 2025 incontra Enea Maina, mastermind della band italo-svizzera Noise in Myself, che in quel periodo si trova in fase di ricostruzione della line-up.

Il talento e l'esperienza di Arianna, maturati anche condividendo il palco con band come Folkstone, Korpiklaani ed Elvenking, e la visione artistica comune con Enea sono la scintilla di questo nuovo sodalizio musicale, che porta alla scrittura a più mani di nuovo materiale.


I Noise in Myself sono pronti a riprendersi il loro spazio nella scena, con una line-up completamente ristrutturata e che verrà annunciata contestualmente alla pubblicazione del nuovo singolo.


Il nuovo esplosivo brano The Maze uscirà con lyric video il 25 giugno.


lunedì 15 giugno 2026

RODGARD, Haereticus (singolo 2026)



Haereticus è il nuovo singolo di RodGard: un brano che attraversa inquietudine personale e critica sociale senza cercare risposte definitive.

Con sonorità dark rock, progressive e derive psichedeliche, il pezzo mette a fuoco il senso di disconnessione contemporaneo, il peso delle identità virtuali e il bisogno di recuperare un rapporto umano autentico.
We are a slave to a boring and trivial world / where everything is allowed as long as it’s virtual”: il testo alterna confessione e osservazione, raccontando una generazione sospesa tra anestesia emotiva, precarietà e ricerca di significato.
Ma Haereticus non è un manifesto nichilista: è piuttosto un invito a sottrarsi agli automatismi sociali e culturali che alimentano isolamento e divisione.
Il videoclip accompagna il brano attraverso immagini fantasy e visioni eteree prive di una narrazione lineare: una scelta voluta, pensata per evocare sensazioni più che spiegare concetti.
L’atmosfera sorprendente del video amplifica così il carattere emotivo del pezzo, costruendo un immaginario tra fiaba oscura e introspezione.
Nel sound convivono influenze che attraversano progressive rock classico, goth e prog metal contemporaneo, da
Genesis e King Crimson fino a Tool e Porcupine Tree, mantenendo però una scrittura personale e fortemente autobiografica.


Guarda il videoclip di Haereticus qui https://www.youtube.com/watch?v=nbPWEQW6hLY

Ascolta sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/rodgard-haereticus


RodGard è il progetto solista nato nel 2018 dopo oltre dieci anni di attività del suo fondatore come cantante in band originali e cover band.

L’esordio discografico arriva con Kaos, realizzato insieme ai musicisti degli Arsivivi e interamente autoprodotto presso i RodHouse Studios, spazio in cui da allora prende forma ogni aspetto del progetto: produzione, registrazione e artwork.

Nel 2020 pubblica Kovid-2020, concepito durante il periodo della pandemia, seguito nel 2021 dall’EP Fakracy.

Dal 2022 il progetto si concentra sulla pubblicazione di singoli, sviluppando un linguaggio che unisce progressive rock, dark atmospheres, psichedelia e contaminazioni metal.



sabato 13 giugno 2026

AFTER MIDNIGHT 00.01, After Midnight 00.01 (2026)

 


Esordio per la band After Midnight 00.01 (credo un omaggio al brano di J.J. Cale del 1966, portato alla ribalta da Eric Clapton qualche anno dopo), quartetto formato da Mario Fancello (voce), Andrea Ledda (chitarra), Francesco Masuri (batteria) e Antonio Senette (basso). Hard rock e tratti bluesy emergono netti all’interno di un lavoro creativo, composto e suonato con cura, coinvolgente soprattutto nella prima parte, dove si apprezzano, e non poco, le ottime Scent, Golden wheels e Benzodiazepine, trittico iniziale ricco di groove e azzeccate melodie. Non da meno comunque le trame hard blues di Dirty blues, Broken bones e Unemotional song, per un risultato finale che mette in evidenza doti di scrittura e una passione che emerge con forza in ogni momento dell’album. (Luigi Cattaneo)


venerdì 12 giugno 2026

PALMER GENERATOR, Corpo celeste (2026)

 

Torniamo ad occuparci dei Palmer Generator, band formato famiglia composta da Michele, Mattia e Tommaso, rispettivamente basso, batteria e chitarra. Corpo celeste si presenta come una lunga e affascinante suite in quattro movimenti, un trip space rock, psichedelico e post, sesto disco di un percorso iniziato nel 2014 con Shapes. Slint, Don Caballero e Neu! paiono alcuni dei riferimenti del trio, che firma un lavoro ipnotico, un mantra palpitante, in cui l’elemento drone si contestualizza all’interno di trame spesse, cicliche e tesissime. Un disco che indaga perfettamente la vibrazione cosmica, in modo personale e con una visione d’insieme onirica, in bilico costante tra ragione e libertà compositiva, tra flussi emozionali e pulsante ricerca espressiva. (Luigi Cattaneo)

Full Album



SKW, Augmented humanity (singolo 2026)



Ispirato al libro The Game di Baricco, il nuovo singolo degli SKW Augmented Humanity osserva da vicino il rapporto sempre più stretto tra esseri umani e tecnologia. Anche se il nostro presente non è ancora dominato dalle macchine, sarebbe opportuno accorgersi dello spazio che queste si stanno prendendo senza essere davvero messe in discussione, l'elefante nella stanza che, sebbene sia ben visibile, viene ancora ignorato o quasi.

Alcuni iniziano a confondere il piano reale con il virtuale, restando intrappolati nella gabbia digitale: “digital jail, you can leave it”. Per incrinarne le sbarre, non è necessario rifiutare la tecnologia, basta ridimensionarla: “play game, you’ve been wasting your time / it’s a human extension not your entire life”.
Il videoclip, girato nello scenario desolato del deserto californiano, inquadra uno spazio vuoto e assoluto, coerente con il sound asciutto e polveroso dei
Godsmack, attraversato dalla furia cieca dei Disturbed. Al centro del racconto, tre figure: una immersa in un visore di realtà virtuale, una incollata al PC, l’altra con il telefono sempre in mano, nonostante la compagnia di persone intorno a loro. Ecco che ritorna il deserto: emotivo, sociale, che isola mentalmente da famiglia e amici.
Il narratore interviene a scuotere le spalle urlando, per spronare i protagonisti a lasciare i dispositivi e tornare a vivere nel mondo vero. Prima o poi il corpo stesso impone uno stop ed è allora che la disconnessione arriva non per scelta, ma per necessità: liberare gli occhi e le mani rimane il modo per sopravvivere.


Guarda il videoclip di Augmented Humanity qui: https://www.youtube.com/watch?v=K3ZAPCexuwI


Gli SKW sono una delle realtà più longeve e affermate del panorama rock/metal italiano. La band nasce a Milano nel 1989 con il nome Skywalker, per poi adottare l’attuale denominazione nel 1998. La formazione stabile dal 1996 include Marco Laratro (voce), Simone Anaclerio (chitarra), Mirko Voltan (basso) e Giancarlo Piras (batteria).

La loro storia è costellata da successi e collaborazioni prestigiose: dal debutto con il demo-tape del 1992 fino alla svolta internazionale con l’album Techno-Logical del 1998, distribuito in tutto il mondo da Adrenaline Records. Il gruppo ha calcato palchi di rilievo, suonando al fianco di artisti del calibro di Soulfly, Amorphis e Jason Newsted dei Metallica.

Il sound degli SKW evolve nel tempo, integrando aggressività e melodia, con una costante tensione verso l’innovazione musicale. Ogni album, da Connection (2000) ad Alter Ego (2005) fino a SIGNS (2014), ha rappresentato un passo avanti nella maturità artistica della band.

Nel 2021, dopo anni di tournée internazionali, gli SKW tornano in studio sotto la guida del produttore Frank Andiver. Tra il 2022 e il 2023 pubblicano una serie di singoli di successo, tra cui Mindset, Inside Out con la partecipazione di Alteria, e la cover del classico anni '80 Face to Face, Heart to Heart.

Il 2024 segna un momento cruciale per la band con l’uscita dell’album Humans, edito da Sorry Mom/Be Next Music e distribuito da Universal Music.

Da questo progetto, che conferma la loro identità potente e versatile, sono stati tratti diversi singoli e videoclip, tra cui il recente Voice Of Fear e l’ultima potente release, Reversal.

Dopo l'apertura nel 2025 ai Fear Factory per la data milanese del tour per il trentennale di Demanufacture, gli SKW volano negli USA per 4 date tra cui al celebre Whisky a Go-go di Los Angeles e registrano un documentario che uscirà in settembre 2026. Il videoclip di Augmented humanity è stato girato con il regista Marco Bazzi nel deserto del Joshua Tree in California.

EPIGRAFI, The room (singolo 2026)



Il nuovo singolo degli Epigrafi, The Room, chiude la sezione dell’Inferno all’interno del concept Dedalus.

È un brano che lascia intravedere qualcosa oltre il buio, una soglia che introduce alla fase successiva del racconto: il Paradiso perduto. Anche il suono segue questa direzione, mantenendo il legame con le proprie radici ma spingendosi oltre: prog-death metal moderno sulla scia dei Persefone, con aperture atmosferiche vicine agli Opeth e inserti metalcore freddi e leggeri ispirati agli Imminence.
Dopo l’oscurità assoluta in cui era stato lasciato il protagonista, compare una porta. Una luce attraversa le fessure e interrompe il vuoto. Da lì prende forma “la stanza”, uno spazio soffuso e fuori dal tempo in cui lui e Amal riescono finalmente a ritrovarsi.
La scena ha la consistenza del sogno e infatti è proprio questo che emerge lentamente. Amal non parla, eppure la sua voce risuona nella mente del protagonista. È lei ad aver costruito questo luogo onirico, modellandolo per proteggerlo dall’abisso e offrirgli una possibilità di esistere ancora. In quella stanza convivono amore, salvezza e dissoluzione.
Ma qualcosa inizia a incrinarsi. Amal sta per svegliarsi e con il suo ritorno alla realtà l’incantesimo rischia di spezzarsi. Il protagonista comprende allora la natura fragile della propria esistenza: nato da quel sogno, potrebbe svanire insieme ad esso. Le lacrime di Amal fanno intuire il seguito, lo annunciano: “As I cross this veil I see your despair / now is the time to break this spell”.
The Room resta sospesa in questo equilibrio instabile che si affaccia sulla dissolvenza, lasciando aperta la porta verso ciò che verrà dopo.


Ascolta The Room su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=FspC6l63s18


Ascolta The Room sulla tua piattaforma preferita qui https://ffm.to/epigrafi-theroom


Gli Epigrafi nascono nel 2016 a Bassano del Grappa dall’incontro tra Pietro, Enrico, Riccardo e Jacopo, uniti dalla volontà di costruire un linguaggio personale partendo da influenze come Death, Opeth e Dimmu Borgir. Dopo i primi brani pubblicati online e l’esordio con Sublime and Vain, la band inizia un’intensa attività live tra concerti e contest nel circuito veneto. Negli anni successivi la formazione cambia con l’ingresso di Alberto alla batteria e Mattia al basso, aprendo il suono a influenze prog e metalcore senza perdere l’impronta estrema delle origini.
Durante il periodo pandemico entra anche il chitarrista Riccardo, contribuendo alla nascita di Dedalus, concept diviso in tre sezioni — Purgatorio, Inferno e Paradiso Perduto — ispirato a un immaginario distopico di matrice dantesca. Nel 2022 la band registra l’EP PH1 (Purgatorio) presso La Distilleria Produzioni Musicali, mentre nel 2023 torna dal vivo conquistando il primo posto come miglior band metal e miglior gruppo vicentino al Vicenza Rock Contest.
Attualmente gli Epigrafi collaborano con Sorry Mom! e proseguono lo sviluppo di Dedalus, pubblicando i singoli Arcadia e Maelström e l’EP Ep2silon, che accompagna il passaggio dal Purgatorio all’Inferno del concept.


martedì 9 giugno 2026

NIGHTBLAZE, Evaricade (2025)

 

Si conclude in maniera fulminea l’avventura di Dario Grillo (chitarra, tastiere) e dei suoi Nightblaze, band completata da Damiano Libianchi (voce), Federica Raschellà (basso) e Ale Grillo (batteria) di cui avevamo parlato quando uscì il buonissimo esordio omonimo del 2024. Evaricade, pubblicato l’anno successivo, è l’ep che chiude la storia, 4 inediti che racchiudono l’anima del quartetto, tra hard rock e A.O.R., più una serie di versioni alternative di pezzi tratti da quest’ultima opera e dal disco di debutto. Tra melodie significative e momenti raffinati, si sviluppano brani come l’iniziale e brillante State of grace o una monumentale, per pathos e intensità, Novemberine walls, che ospita Orazio Fontes alla chitarra, protagonista di un ottimo assolo. Non conosco i motivi che hanno portato allo scioglimento, di sicuro il gruppo lascia due album significativi, soprattutto per gli amanti di certe immortali sonorità. (Luigi Cattaneo) 

Novemberine walls (Video) 



domenica 7 giugno 2026

VAN FOR A DIME, Off the rails (singolo 2026)



Le relazioni tossiche restano un terreno familiare a molti, non per tendenza ma per esperienza. Entrarci significa perdere orientamento, lucidità, senso delle cose. Dopo la rottura, ciò che era quotidiano cede di colpo, mentre mente e cuore deragliano: finiscono Off the rails, appunto.

Il nuovo singolo dei Van For A Dime parte da qui, cercando di mettere a fuoco il punto in cui tutto si spezza: “splitted your heart in two, the words don’t rule, that shadow over you”. Le parole non bastano più e resta solo un’ombra difficile da scacciare.
A parlare è uno sguardo esterno, quello di chi resta accanto e prova a intervenire. Nessun giudizio, solo consapevolezza, quella che serve per riconoscere il peso e provare a sollevarlo dalle spalle di chi ci è dentro. “
I’ll take you out, ‘cause no one wants to / I’ll take you out and you’ll break the wall” diventa un invito diretto, un gesto concreto per riaprire uno spiraglio e interrompere l’isolamento.
Off The Rails osserva la caduta e offre la possibilità di rialzarsi. Il suono spinge e trascina, con l’energia adrenalinica dei
Wolfmother, quella sfrontata e festaiola rubata ai Mötley Crüe e picchi vocali dal sapore halfordiano, senza perdere il legame con ciò che racconta. Incanalare il dolore nel movimento aiuta a scaricare tensione e a lasciare andare il veleno accumulato. Da qui può iniziare qualcosa di diverso, anche quando l’equilibrio è ancora precario.


Ascolta Off the rails su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=aNIGyJpt860

Ascolta sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/vanforadime-offtherails


Van For A Dime è un blend tra hard rock e stoner metal, che a tratti accenna al funky/fuzz rock. Il quartetto si rifà a pilastri come Black Sabbath; Mountain; Grand Funk Railroad. Questi ultimi principalmente vengono omaggiati, con la scelta artistica di inserire due voci; a tratti principali che creano contrasto tra le due voci distinte di Matt e Toby. Completano l’opera le solide ritmiche e i “Big-Riffs” di Fulvio (Mack) e Simo che anch’essi, a loro volta, creano un sound compatto ed incisivo. Non manca mai una buona dose di Hammond ed assoli che caratterizzano il sound del Van.

Il Van segue la scia di realtà più attuali come Wolfmother; Rival Sons; Dirty Honey autoalimentando il motore in un infinito viaggio alla ricerca di un sound sempre più caratteristico.

Nei testi del Van si raccontano storie di tutti i giorni; una routine fatta di persone comuni che affrontano la vita. Questi per noi sono i veri Supereroi di quartiere, quelli irriducibili, che viaggiano verso una meta a noi sconosciuta ma sanno perfettamente che, alla fine; non molleranno mai.


sabato 6 giugno 2026

INSANIA.11, Ignite (singolo 2026)



Nel metal si parla spesso di oscurità, in ogni sua possibile declinazione. Nel nuovo singolo Ignite, gli Insania.11 raccontano un futuro apocalittico, distopico ma non impossibile, in cui il cielo è stato irrimediabilmente oscurato da una catastrofe termonucleare che ha contaminato tutto.

I presuntuosi adoratori del Sole, convinti di poterne dominare l’energia attraverso la scienza e di poterlo far “splendere in una fossa”, hanno fatto i conti senza l'oste. Il pianeta adesso è un immenso rogo e l'atmosfera è saturata da fumo e cenere.

Avanzano a passo marziale le processioni di sopravvissuti smunti, logorati e consumati da un deserto tossico, costretti a nutrire enormi roghi rituali per squarciare un buio diventato eterno.

Disperata la voce mentre urla afflitta “Brucia! Brucia il mondo!” con un lacerante e tagliente screaming, acido come le acque ormai imbevibili. Mentre la batteria picchia a velocità forsennata come un conto alla rovescia verso l’estinzione, le corde dipingono lo scenario bollente e instabile attraverso riff dispari, dissonanti e soffocanti.

Il culto ossessivo degli idrocarburi e del consumo diventa qui il simbolo di un sistema fondato sull’avidità e sulla predazione, in un parallelismo inquietante tra il moderno “oro nero” e l'antico Culto del Sole poi assorbito dalla cristianità: l'idolatria porta solo alla distruzione, la storia insegna ma l'uomo non vuole imparare.

In Ignite non è solo il metal a essere blackened, ma anche l’atmosfera terrestre ormai annerita dalla cenere, mentre il death assume il suo significato più radicale: la morte del pianeta, l'estinzione in ginocchio davanti a un enorme falò alimentato dalla nostra ingordigia.

Ignite è il secondo singolo e settimo capitolo di Il mondo aldilà, concept album che esplora i mondi liminali al margine tra vita e non vita. L'album sarà disponibile in copia fisica e su tutte le piattaforme dal 26 giugno.


Guarda il video di “Ignite” qui https://www.youtube.com/watch?v=HOjfWr7IiBA


Gli Insania.11 nascono dalle ceneri degli Insania, formazione thrash(core) attiva tra il 1989 e il 1997, di cui resta traccia in un demo e in alcune registrazioni grezze. Il progetto prende forma nel 2008 come entità da studio guidata da Samaang, concretizzandosi nel 2010 con l’EP I Diari di Samaang: lo Stato Larvale.
Dopo un tentativo di reunion con parte della line-up originale, il percorso si consolida attorno al nucleo composto da Samaang ed Ethrum, dando vita a Di Sangue e di Luce (2017), lavoro accolto positivamente dalla stampa specializzata nonostante una diffusione limitata. Nel 2019 arriva L’Orrore, pubblicato dopo un percorso complicato da esperienze negative e ritardi.
Dal 2019 parte la scrittura del materiale successivo, segnata anche dall’isolamento pandemico, che espande il processo creativo fino a un lavoro ampio e strutturato. Parallelamente alla composizione, prende forma un concept unitario e un perfezionamento delle tecniche vocali grazie agli Scream Studios. Completati arrangiamenti e registrazioni, il progetto arriva alla sua forma definitiva con il supporto di Marco Allemandi, che ha curato mixing e mastering nel suo studio Triora Records.