È sempre un piacere ascoltare
e raccontare un disco targato Nodo Gordiano, band di cui avevamo già parlato ai
tempi di Sonnar del 2020. Oggi recuperiamo un lavoro dell’anno seguente,
H.E.X., uscito sempre per Lizard Records, il sesto in studio per la band
formata da Filippo Brilli (sax), Andrea De Luca (elettronica, synth, basso,
chitarra) e Davide Guidoni (tastiere, sampler, percussioni acustiche ed
elettroniche). Ispirato a Il libro dei mutamenti, un classico della
cultura cinese, propone due monumentali suite, Heng, firmata da De Luca,
e Kou, scritta invece da Guidoni, lunghe trame sviluppate tra ambient,
poliritmie, passaggi free onirici, jazz rock e progressive, in una fusione
mirabile di suoni, geometrie e immagini. Un album dove il trio sintetizza l’esperienza
accumulata in oltre 20 anni di carriera (l’omonima prima uscita era del 1999),
estremizzando, anzi, alcuni topoi del gruppo, lasciando così intravedere nuove
prospettive all’orizzonte. (Luigi Cattaneo)
ProgressivaMente
Progressive Rock&Metal ma anche un'ampia panoramica su Jazz, Blues, Folk, Hard&Heavy, Psichedelia, Avanguardia, Alternative, Post Punk, Dark Rock. Un blog sulle sfumature della Musica.
mercoledì 4 marzo 2026
NODO GORDIANO, H.E.X. (2021)
martedì 3 marzo 2026
STERBUS, Black and Gold (2025)
Ne ha fatta di strada
Emanuele Sterbini con i suoi Sterbus, dall’alternative di Eva Anger (2007)
e Smash the sun alight (2012), di cui parlammo su queste pagine, alle
escursioni strumentali di Solar barbecue (2022), passando per il
crossover progressivo di Real Estate/Fake Inverno e l’indie folk di Let
your garden sleep in. Uno sguardo trasversale e singolare alla materia
prog, che trova conferma nell’ultimo Black and Gold, che si muove leggiadro
tra Cardiacs (l’influenza di sempre), King Crimson e Steven Wilson, ma è
comunque difficile definire le tante anime che albergano in Emanuele (chitarra,
basso, piano, organo, tastiere, marimba, vibrafono, voce) e Dominique D’Avanzo
(voce, flauto, sax, clarinetto, synth, presente da ormai 10 anni), che si
contornano di una serie di musicisti di spessore per dare voce alle tante idee
del concept, in parte ispirato a Virginia Woolf. L’iniziale Any longer ci introduce alla
decisa Alfriston two four five, che oscilla tra hard prog e folk, la
ballata acustica War waltz è arricchita da un quartetto d’archi
arrangiato da Paolo Sala, mentre The greatest possible happiness e Careful
of neon lights sottolineano il caleidoscopio sonoro di Black and Gold,
ennesima prova convincente di un progetto sempre interessante e curioso. Di seguito
il link dove ascoltare e soprattutto acquistare il disco https://sterbus.bandcamp.com/album/black-and-gold
(Luigi Cattaneo)
lunedì 2 marzo 2026
DLEMMA, Don't ask twice (singolo 2026)
Quando una relazione tossica trascina fino al fondo, le strade possibili sono solo due: restare immobili nel buio, sperando che il tempo rimetta insieme i pezzi, oppure ascoltare la rabbia che brucia e usare l'adrenalina che ne deriva per risalire.
Don’t Ask Twice, il nuovo singolo delle DLEMMA, cattura esattamente quell’istante in cui i piedi toccano il fondale e il corpo raccoglie ogni residuo di forza per lanciarsi verso la superficie. È il punto di non ritorno, il momento in cui l'istinto di sopravvivenza prende il sopravvento.
“Don’t ask twice why I hate the way you walk” è un ultimatum definitivo. Non c’è spazio per spiegazioni o ripensamenti: la storia è finita e non serve chiederlo due volte. Quando si arriva a pensare che sarebbe meglio affogare pur di non sentire ancora la voce dell’altro, la scelta non può che essere radicale: “pretend I’m dead to fix what you’ve done” diventa così la soluzione drastica e necessaria.
Don’t Ask Twice usa un linguaggio alternative metal moderno che attinge da Lacuna Coil e Paramore, in cui le parti più introspettive si caricano di tensione fino a esplodere in un impatto elettrico e liberatorio.
Quando la situazione è diventata insostenibile, l’unico modo per salvarsi è mettere un punto netto e allontanarsi. Se bisogna essere duri, taglienti, persino brucianti, pazienza. Il tempo dei compromessi è finito.
Ascolta Don't ask twice su youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=2MIvNaYnLaQ
O sulla tua piattaforma preferita qui https://benext.lnk.to/dontasktwice
Nate a Roma nel 2023, le DLEMMA trasformano il caos emotivo e l’inquietudine generazionale in musica, dando voce a conflitti interiori e scelte difficili. La band è formata dai fratelli Edoardo Leggieri (batteria), Elisa Leggieri (chitarra) ed Emma Leggieri (voce e chitarra), insieme a Emma Sola al basso, e scrive in inglese, lingua maturata durante gli anni trascorsi a Londra. Dopo l’EP d’esordio Forget Me Not, incentrato su alienazione e desiderio di fuga, il primo album Keep Me Out segna un’evoluzione sonora e narrativa, affrontando temi come amore, rabbia e separazione con maggiore consapevolezza. Nonostante la giovane età, le DLEMMA hanno costruito una solida reputazione live, calcando palchi di rilievo in tutta Italia e aprendo concerti per artisti di primo piano come Afterhours e Lacuna Coil. Hanno suonato in festival nazionali, club storici di Roma e Milano e, durante le registrazioni dell’album prodotto da Steve Lyon, si sono esibite anche a Londra nello storico Half Moon di Putney.
domenica 1 marzo 2026
C.R.M., My Lunch (2023)
Secondo disco, uscito nel 2023, per il progetto C.R.M. (Luca Palazzi voce e drum machine, Francesca Ronconi tastiere e piano, Gianpaolo Rosato basso, dronin e chitarra, Francesco Degli Innocenti chitarra), un lavoro imbevuto di post punk, elettronica e noise, un corollario sonoro dal mood notturno sospinto da trame dilatate e oniriche, che accentuano la matrice psichedelica della proposta. Ne è esempio lampante Mirror, una cupa ballata tra le cose più interessanti dell’album, ma anche Alone, con la sua andatura cosmica e industriale, e l’elettro-rock di Weirdo, brani ispirati e ottimamente scritti. Gli interventi di Elisabetta Caiani alla voce e Marcello Maggi alla tromba completano un quadro d’insieme in cui troviamo riferimenti a Virgin Prunes, The Cure, Television e Killing Joke, rivisitati con personalità e fantasia. (Luigi Cattaneo)
Dreamers (Video)
mercoledì 25 febbraio 2026
ZONA, Deserto (singolo 2026)
Deserto è il nuovo singolo degli ZONA, un brano che nasce da una condizione fisica precisa ma si trasforma in un racconto emotivo molto più ampio e universale.
Il testo descrive gli stati d’animo provocati dall’impossibilità di respirare correttamente attraverso il naso: una situazione invalidante che porta con sé insonnia, perdita di olfatto e gusto, e una costante sensazione di sete. Da qui prende forma una metafora potente: quella di un “deserto” interiore, fatto di affaticamento, isolamento e disagio, dove anche un gesto semplice e vitale come respirare diventa difficile e frustrante.
Sul piano musicale, gli ZONA guardano alle colonne sonore di Ennio Morricone per costruire paesaggi ampi e suggestivi, che si intrecciano al sound duro dell’hardcore.
Il risultato è un contrasto deciso tra spazi quasi cinematografici e un impatto diretto, ruvido, viscerale.
Deserto è un brano che colpisce di pancia ma lascia spazio anche all’immaginazione, muovendosi in territori che potranno piacere agli ascoltatori di Refused, Biohazard ed Entombed, pur mantenendo un’identità ben definita.
Guarda il videoclip di Deserto qui https://www.youtube.com/watch?v=3XQnbjwwG2Q
Ascolta Deserto sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/zona-deserto
La band ZONA nasce a Vigevano (PV) alla fine del 1994, fondata dal chitarrista Francesco Capasso (aka Killa) e dal frontman Diego Quartara. Il gruppo definisce subito un sound potente che mescola hardcore e crossover, con testi diretti in italiano, esibendosi come opener di artisti internazionali e suonando come headliner in tutta Italia. Tra il 1994 e il 2000 pubblica due album in studio, un live e partecipa a diverse compilation, consolidando la propria presenza sulla scena nazionale.
Dopo una pausa di circa vent’anni, gli ZONA tornano con nuovi membri: Marco Di Salvia alla batteria e Luigi Modugno (Lo Slavo) al basso. Il ritorno inizia con il brano Anormalità nel 2020, seguito da tre singoli tra il 2024 e il 2025, tutti accompagnati da videoclip diretti da Maurizio del Piccolo e registrati presso gli Ivory Tears Music Works Studio.
Ad agosto 2025 la band firma con il management Sorry Mom! e si prepara a pubblicare un nuovo lavoro discografico a marzo 2026.
Nel frattempo, il nuovo singolo Deserto è ora disponibile, accompagnato da un videoclip firmato ancora da Maurizio del Piccolo.
PRIMAVERA 2026 DI BIGLIA - PALCHI IN PISTA, IL PROGRAMMA
Al via la Primavera 2026 di BIGLIA
cinema muto e musica dal vivo nei teatri e live club dell’Emilia-Romagna
Prende il via la Primavera 2026 di BIGLIA
– Palchi in Pista, il circuito regionale di musica dal vivo di ATER
Fondazione, che inaugura la seconda parte della stagionalità 2025-2026 con
un programma dedicato alla sonorizzazione dal vivo dei grandi capolavori del
cinema muto e a nuove progettualità tra musica e arti visive.
La rete 2025-2026 conferma la presenza di
live club tra i più importanti in regione – Locomotiv Club di Bologna,
Bronson di Ravenna – insieme a diversi teatri, la gran parte appartenenti
al Circuito Regionale Multidisciplinare di ATER Fondazione: Salone Snaporaz
di Cattolica, Cinema Teatro Walter Mac Mazzieri di Pavullo nel Frignano, Cinema
Teatro Boiardo di Scandiano, Cinema Teatro Comunale di Bomporto, Teatro
Petrella di Longiano. Con il nuovo anno la rete si amplia grazie
all’ingresso del club Spazio Marte di Cesena e di due nuovi spazi Auditorium
Enzo Ferrari di Maranello e SuperCinema di Santarcangelo,
rafforzando ulteriormente la collaborazione tra live club, teatri e cinema, e
ampliando la presenza territoriale del progetto.
Attivo da sei anni, il circuito di BIGLIA
è una rete culturale che promuove progettualità musicali originali, ibride e
contemporanee, mettendo al centro la performance dal vivo e sviluppando nuovi
modelli di gestione artistica e organizzativa. Professionalità ed esperienze a
confronto, interdisciplinarità culturale e sperimentazione musicale sono le
parole chiave del circuito, che valorizza la scena indipendente e d’autore,
sostenendo produzioni emergenti e artisti affermati e favorendo nuove pratiche
di ascolto condiviso. La programmazione di marzo e aprile 2026 attraverserà
Longiano, Ravenna, Maranello e Santarcangelo, intrecciando cinema
espressionista, avanguardie sonore e sperimentazione contemporanea.
PROGRAMMA
6 marzo 2026 - Teatro Petrella – Longiano
Il gabinetto del Dottor Caligari (Robert Wiene, 1920)
Sonorizzazione dal vivo con Stefano Pilia e il Collettivo Soundtracks
2024
All’interno della rassegna Nessun Dorma, il capolavoro del cinema
espressionista tedesco rivive attraverso una nuova partitura originale che
intreccia scrittura, improvvisazione e ricerca timbrica contemporanea. La
produzione nasce all’interno del percorso "Soundtracks – Musica da film",
il progetto di residenza artistica promosso dal Centro Musica Modena e
curato da Corrado Nuccini, tra i percorsi più originali e qualificanti
nel panorama regionale dedicato alla formazione musicale contemporanea.
27 marzo 2026 - Bronson – Ravenna
Metropolis (Fritz Lang, 1927)
Sonorizzazione dal vivo con Karim Qqru, Roberta Sammarelli, Xabier Iriondo e
Corrado Nuccini.
Il capolavoro visionario di Fritz Lang, divenuto di dominio pubblico nel 2023,
viene reinterpretato da un quartetto di assoluto rilievo della scena italiana.
Tra tensioni kraut-rock, atmosfere ambient e suggestioni psichedeliche, la
performance si configura come un vero e proprio concerto al servizio della
pellicola, capace di restituire nuova energia alla potenza visiva del film.
1 aprile 2026 - Auditorium Enzo Ferrari – Maranello
Il Pellegrino (The Pilgrim, Charlie Chaplin, 1923)
Sonorizzazione dal vivo con Orchestra Senzaspine. Direttore: M° Tommaso
Ussardi. Musiche originali di Charlie Chaplin ricostruite dal M° Timothy
Brock.
Un appuntamento che coniuga rigore filologico e vitalità esecutiva,
riportando in sala le musiche originali composte da Chaplin per il suo film,
restituite nella loro forma orchestrale grazie al lavoro di ricostruzione del
maestro Timothy Brock.
10-11 aprile 2026 La Collina del Leopardo – Teatro Petrella,
Longiano
Nasce
dalla collaborazione tra Teatro Petrella e Retro Pop Live, con il supporto
della rete BIGLIA, il nuovo festival di musica e arti visive La Collina del
Leopardo, progetto che esplora il presente attraverso suono, visione e corpo.
Due serate dedicate all’intersezione tra live performance, sperimentazione
elettronica e arti visive, in un dialogo aperto tra pratiche artistiche e
pubblici differenti.
Venerdì 10: Pan Dan, Kodaclips, Michele Bernardi, Amore Audio, Arya
Sabato 11: Marta Del Grandi, Eva Bloo, Selvatico Studio, Black Wax, Saul
Saguatti/Basmati
17 aprile 2026 SuperCinema – Santarcangelo di Romagna
Vampyr (Carl Theodor Dreyer, 1932)
Sonorizzazione dal vivo con Paolo Spaccamonti e Ramon Moro.
Il capolavoro visionario di Dreyer incontra l’universo sonoro di due tra le
figure più autorevoli della sperimentazione italiana. Spaccamonti, compositore
e chitarrista attivo tra cinema, teatro e musica d’avanguardia, e Moro,
trombettista dal linguaggio trasversale e visionario, costruiscono una
partitura originale che amplifica la dimensione sospesa e onirica del film.
La Primavera 2026 di BIGLIA conferma la
vocazione del circuito a generare nuove traiettorie tra musica e immagini, a
rafforzare la collaborazione tra live club e teatri e a proporre al pubblico
dell’Emilia-Romagna un’offerta culturale che unisce ricerca, qualità artistica
e sperimentazione. Tutte le iniziative si sviluppano in sinergia con le
politiche regionali di sostegno al settore musicale garantite dalla LR
2/2018 e dalla Music Commission Emilia-Romagna.
Per tutti gli eventi, informazioni e
biglietti su: https://www.ater.emr.it/it/progetti-speciali/biglia-palchi-in-pista-2025
Facebook: biglia.palchi.in.pista
Instagram: @biglia.palchi.in.pista
ATER FONDAZIONE - Ufficio Stampa
Fiorella Milano e-mail: fiorella.milano@ater.emr.it cell. 335 1424289
BIGLIA - Referente comunicazione
Chiara Caporicci e-mail: biglia.er@gmail.com - cell. 339 8145712
sabato 21 febbraio 2026
MY EVIL TWIN, il comunicato stampa di No Future
I My Evil Twin pubblicano il loro album d’esordio No Future. Il titolo, ispirato agli slogan punk degli anni ’70 carichi di disillusione e rifiuto radicale della società, dà il nome non solo al disco ma anche a un immaginario movimento. Un movimento che nasce nei bassifondi, cresce e si evolve fino a sfidare l’ordine costituito. Questa tensione, questa dualità, attraversa ogni brano e si riflette sull’intero lavoro: non solo a livello musicale – che non sceglie il punk come linguaggio sonoro ma un metalcore intenso e moderno, influenzato da Bring Me the Horizon, Architects, Bad Omens e Falling in Reverse – ma anche nell’artwork e nei contenuti.
No Future non è un concept album in senso stretto, ma le tracce sono legate da un fil rouge coerente fatto di suoni, immagini e sensazioni. Il disco rappresenta un’evoluzione continua, una storia che si trasforma mentre viene raccontata. L’immaginario è quello di un futuro post-apocalittico che, più che una visione distante, si rivela uno specchio inquietante della realtà contemporanea: un mondo diviso, in cui una parte dell’umanità, corrotta dal consumismo e dalla ricerca del benessere a ogni costo, ha spinto il pianeta sull’orlo della distruzione, mentre l’altra è relegata alla pura sopravvivenza. Raccontare il presente senza filtri forse sarebbe stato impossibile; questo futuro immaginato parla di domani, ma descrive con lucidità la desolazione, la violenza e l’inquietudine dell’oggi.
Ascolta No Future su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=SUxcnzNWT18&list=OLAK5uy_kk3TxmaEHI7wiPSO2ciEAmUmRxI30ljG4
Ascolta No Future sulla tua piattaforma preferita qui https://benext.lnk.to/no_future
I My Evil Twin rappresentano il suono del conflitto interiore: la lotta tra chi sei e chi potresti essere, tra luce e ombra, tra lucidità e caos.
Elettronica, pesantezza e melodie inquietanti convergono in un’identità sonora che sfida i confini dei generi, dando forma a un percorso musicale crudo, emotivo e viscerale.
Ogni loro canzone è uno specchio: riflette le ombre che cerchiamo di ignorare, scava in profondità tra i temi dell’identità, dell’autodistruzione e dei mostri che portiamo dentro.
I My Evil Twin trasformano il dolore in catarsi e il disagio in energia. I loro concerti non sono semplici esibizioni: sono esplosioni emotive, intense e autentiche, capaci di connettere a un livello profondo chi ascolta. Questa non è solo musica heavy. È la colonna sonora di chi combatte guerre silenziose, invisibili ma reali.
L'album è stato anticipato da cinque singoli: la title track, No future, 0kay!, Are u following me?, Crazy e LOG.
mercoledì 18 febbraio 2026
ANÈ feat TAKKARATE BOYS, Su la testa! (2025)
Sorprendente esordio per
Anè (al secolo Fabio Mancano, eccellente sassofonista) e Takkarate Boys (gli
ottimi Andrea Nicolè alla batteria, Raffaele Ventura Costa al basso, Loris
Ruscitti al piano e alle tastiere), artefici di un lavoro quasi interamente strumentale
in odore di Napoli Centrale. La matrice immaginifica dell’opera risulterà
affascinante per gli estimatori del nostrano jazz rock progressivo settantiano,
che troveranno in Su la testa! rimandi a una delle stagioni più caratteristiche
della scena nazionale, senza risultare pedissequi quanto più desiderosi di
imprimere un proprio marchio, così come fatto da Mancano con Pseudofonia,
Tribraco e Indaco, progetti interessanti in cui ha più volte espresso il suo
talento. Il quartetto sviluppa un disco in bilico tra ironia e denuncia,
avvalendosi di una serie di ospiti di spessore, come nel caso di Peterpaniko,
con Cristian Fortucci all’organo Hammond e Jacopo Barbato alla chitarra, o la
title track, dove troviamo Danilo Ciminiello al piano Rhodes e ai synth,
Emanuele Bruno all’Hammond e Tommaso Sansonetti alle percussioni (ma vi sono
diversi musicisti che hanno partecipato donando un grande contributo alla
riuscita dell’album). Un debutto realizzato da un gruppo aperto, che condivide
la voglia di esprimersi liberamente, lontano da modo di intendere la musica che
purtroppo domina lo stato attuale dell’arte, il tutto condito da un sano
sarcasmo e dalla volontà di essere leggeri ma incredibilmente potenti. (Luigi
Cattaneo)
giovedì 12 febbraio 2026
EMILIANO D'AURIA, The baggage room (2024)
Avevamo parlato di
Emiliano D’auria per il suo First rain, uscito nel 2023, ed è un piacere
riscoprirlo con The baggage room, disco del 2024 che solo in questi
giorni sono riuscito, tardivamente, a recuperare. Un lavoro differente dal precedente
ma con alcune caratteristiche ormai intrinseche dell’arte di D’auria, che, dal
Nord Europa della precedente opera, si sposta a New York, città dove in parte è
stato scritto l’album e che finisce per influenzare le trame dello stesso. Certo
l’aspetto immaginifico permane, così come una certa dilatazione in alcuni suggestivi
fraseggi, un’alternanza tra momenti diradati e altri decisamente corposi,
soprattutto per quel che riguarda le ritmiche, che contraddistingue l’intero
concept, ispirato dagli immigrati che iniziarono ad approdare a Ellis Island
(isola della baia di New York) a partire da fine ‘800. Emiliano, con il suo
pianoforte, sviluppa così brani suggestivi come The story of Sacco and Vanzetti,
potentissimo omaggio ai due emigrati italiani giustiziati frettolosamente sulla
sedia elettrica nel 1927 nel penitenziario di Charlestown, The long wait,
una maestosa e raffinata ballata, e Temporarily detained, che mostra un
approccio decisamente cupo e ai limiti dell’avant, il tutto portato avanti con
maestria dalla tromba di Philip Dizack, dal sax di Dayna Stephens, dal
contrabbasso di Rick Rosato e dalla batteria di Kweku Sumbry, che completano un
quintetto davvero ben amalgamato. Album affascinante per il tema esposto e
suonato con grande convinzione da musicisti esperti, un racconto pregno di
soluzioni non scontate, di concetti ancora attuali, presentati attraverso una
scrittura solida e sempre più matura. (Luigi Cattaneo)
The story of Sacco and Vanzetti (Video)
martedì 10 febbraio 2026
INNER PROSPEKT, Canvas Two (2021)
Uscito nel 2021, Canvas
Two, del progetto Inner Prospekt, aveva tutte le caratteristiche per
incuriosire gli amanti del rock progressivo classico, quello di Genesis e Cressida.
Alessandro Di Benedetti, mente dei poco citati Mad Crayon, nonché compositore
per The Samurai of Prog e membro dei Guildmaster, è autore di un lavoro davvero
di buona fattura, melodico e ispirato dalle sue tastiere, come da tradizione del
progressive rock (ma il romano canta e suona anche la batteria). Dopo l’intro Glimpse
(composta in origine per The Samurai of Prog), l’album da subito decolla
con la lunghissima Soul of hundred lives, con Federico Tetti alla
chitarra, probabilmente la summa dell’opera, epica, avvolgente e ricca di
dettagli. In King of spades (anche questa scritta per The Samurai of
Prog) la chitarra è affidata a Rafael Pacha, che si muove sicuro all’interno di
un brano rifinito dal sax jazzato di Giuseppe Militello, prima di Why me?,
immaginifica e pregna di prog romantico, e Abby’s escape, altro momento
particolarmente elegante. Nella magniloquente White skies (già apparsa
in Dreaming Tony Banks e successivamente, in una differente versione, in
un lavoro firmato The Samurai of Prog), troviamo l’ottimo Carmine Capasso alla
chitarra, tra passaggi maestosi e atmosfere inquiete, mentre The knight and
the ghost (che avevamo conosciuto tramite i Guildmaster), venata di forte
malinconia, ci conduce al finale di The queen of clubs, dove ritroviamo
il sax di Militello, jazzato e soul, che guida un crescendo imperioso fatto di
archi e orchestrazioni ad hoc. Per sapere di più del lavoro di Di Benedetti,
ascoltare e acquistare i suoi dischi, potete visitare la pagina https://innerprospekt.bandcamp.com/
(Luigi Cattaneo)
lunedì 9 febbraio 2026
GRIMORIO, On the path of the morning star (2025)
Una vera sorpresa i
siciliani Grimorio, band formata da Mirko Di Bella (voce, chitarra, synth),
Christian Balsamo (chitarra, synth), Liliana Teobaldi (basso) e Francesco
Paladino (batteria), che con mio stupore arriva all’esordio tramite Burning
Minds Music Group, spesso presente con i suoi gruppi sulle pagine del blog ma
con progetti legati all’A.O.R. e all’hard melodico. L’uscita da binari consueti
ci consegna una solida realtà, influenzata da King Diamond e soprattutto Death
SS, un lavoro di sanguigno horror metal dai tratti gotici, scritto e suonato
con gusto e consapevolezza. Basti ascoltare l’iniziale Unholy communion per
comprendere qual è la strada maestra, vicina alle soluzioni adottate dai Death
SS in Do what thou wilt del 1997, voce di Di Bella inclusa, che parecchio
somiglia a quella di Steve Sylvester. L’atmosferica Morning star, l’heavy
dark di XII The hangman e il lungo trip mefistofelico di The lady in
the crimson cloak, sono piccole gemme di un debutto maturo e affascinante. (Luigi
Cattaneo)
venerdì 6 febbraio 2026
AFTER MIDNIGHT 00.01, Il comunicato del disco omonimo
La band sarda After Midnight 00.01 esordisce con l’album omonimo, un lavoro che porta finalmente in studio l’energia e lo spirito rock accumulati in migliaia di chilometri macinati tra auto, moto, navi e aerei, sempre alla ricerca di quel leggendario Rock Show che ogni band sogna di vivere. Ogni brano nasce da una di queste avventure e, allo stesso tempo, sembra generarle, in un circolo continuo che non conosce soste. Anticipato da diversi singoli pubblicati tra il 2024 e il 2025, il disco abbraccia sonorità hard blues dal respiro internazionale, ispirate soprattutto a Led Zeppelin e Rival Sons, con qualche reminiscenza southern: After Midnight 00.01 è l'album giusto per chi tiene Clutch come ospite fisso nello stereo. Un viaggio che attraversa i punti più bassi dell’umore e la gioia della risalita, passando per incontri decisivi, riflessioni controverse su farmaci e tristezza, ricordi che scaldano e considerazioni sincere sull’ambiente musicale. Un prisma emotivo in cui i colori del quotidiano si scompongono e si riflettono senza filtri.
lunedì 2 febbraio 2026
BACO DI SILENZIO, Aquile e cieli (2025)
Uscito a fine 2025, Aquile
e cieli è il debutto di Salvatore Scuderi, voce già degli Anèma (due
interessanti album all’attivo, di cui abbiamo parlato tra le pagine del blog),
ora impegnato nel suo ambizioso progetto solista a nome Baco Di Silenzio. Con lui,
in questo esordio pieno di pathos, troviamo Maurizio Antonini (batteria), Dario
Giannì (basso, anche lui con Anèma e ora leader del progetto Ologram), Lorenzo Giannì
(chitarra, presente nei due Anèma), Abramo Riti (tastiere, piano), Roberto Pace
(basso), Filippo Rosati (chitarra), Emanuele Filippi (pianoforte), Carolina
Prado (oboe), Neleta Ortiz (arpa) e Sergio Rabello (violini), interpreti che
hanno partecipato nei vari brani secondo l’umore del pezzo e le idee di Scuderi.
La direzione di Aquile e cieli è chiara sin dalle iniziali Vittima
carnefice e Assenzio, dove cantautorato sperimentale, poesia e oscuro new prog si
ritrovano in maniera piuttosto fluida e interessante. Una certa
dose di inquietudine aleggia anche in Vertigini, mentre Delfini
liberi di volare è una ballata dai toni malinconici, prima di Bandiere
occulte, in cui Salvatore flirta, in modo curioso ma brillante, con il
progressive metal. L’emozionale Sei rientra nei canoni più tipici del
racconto, ed apre al trittico finale davvero delicato, completato da Ottobre
e Cosa vorrà dirci il tempo?, ottimi esempi dell’arte del siciliano,
atteso ora al secondo capitolo di questa trilogia su cui sta lavorando con
passione e dedizione. (Luigi Cattaneo)
domenica 1 febbraio 2026
E - LEE, Kirkē L’incanto di Circe (2025)
Dietro lo pseudonimo E –
Lee si cela Elisa Rossi, che in questo interessante ep, edito da Filibusta
Records, unisce jazz, canzone d’autore e sperimentalismo dalle reminiscenze
progressive. Insieme a lei, impegnata alla voce e agli effetti, troviamo
Gabriele Manzi (pianoforte), Flavio Bertipaglia (basso, contrabbasso), Nicola
Valente (batteria, chitarra, basso, percussioni), Manuel Mauti (chitarra) e
Marco Malagola (batteria), bravissimi nel dare voce al Mito di Circe,
rivisitato però in chiave contemporanea, dopo una ricerca antropologica
rilevante. Un’opera immaginifica, ricca pur nella sua brevità (25 minuti
circa), un concept narrato attraverso un sound che ingloba generi, ponte tra
scrittura raffinata e improvvisazione libera. Un disco elegante ed evocativo,
che riabilita la figura di Circe, dando un’interessante lettura della
protagonista del racconto, che qui diviene donna attuale e madre amorevole. Per
ascoltare o acquistare Kirkē L’incanto di Circe potete visitare la
pagina https://orcd.co/altafonteitalia_filibusta_qnmrx5e
(Luigi Cattaneo)
giovedì 29 gennaio 2026
VAN FOR A DIME, Break it! (singolo 2026)
Un van bianco tirato a lucido, l’autoradio che spara riff a tutto volume e una linea d’asfalto che taglia il deserto. A bordo quattro ragazzi cantano a squarciagola, con le idee chiarissime sulla direzione da prendere. È questa l’atmosfera che permea Break it!, il nuovo singolo dei Van For A Dime: un manifesto di determinazione e movimento continuo.
In un presente affollato di esitazioni, fragilità e rinunce premature, Break it! sceglie la strada opposta. Il brano nasce dalla rabbia residua delle esperienze sbagliate, dalle cicatrici che restano addosso e dalla fatica necessaria per distinguersi. Tutto viene trasformato in carburante per rompere l’immobilismo, frantumare la negatività e superare i limiti autoimposti. Arrendersi non è un’opzione: l’obiettivo è cambiare rotta, scavalcare l’apatia e continuare a correre, anche quando il terreno si fa ostile.
Sul piano sonoro, il van su cui si svolge il viaggio ha un telaio alternative post-grunge, mentre la carrozzeria blues-rock polverosa è targata Rival Sons. Riff granitici, ritmiche robuste e un uso dinamico delle melodie rendono Break it! un brano compatto da cantare mentre si marcia verso i propri obiettivi, spezzando tutte le catene mentali. La destinazione è segnata sulla mappa: motore sempre acceso, nessuna retromarcia e la strada davanti tutta da conquistare.
Guarda il videoclip qui https://www.youtube.com/watch?v=xGPmTKtCn9Q
Ascolta Break it! qui https://orcd.co/vanforadime-breakit
I Van For A Dime nascono alla fine del 2018 e costruiscono il proprio percorso come un viaggio fatto di chilometri, cambi di direzione e continua ricerca sonora. Dopo una prima fase di rodaggio tra concerti e composizioni in Toscana, la band attraversa inevitabili trasformazioni di formazione, trovando nel tempo un assetto definitivo e un’identità sempre più riconoscibile. Il loro sound è un blend personale di hard rock, stoner e sfumature funky-fuzz, con radici ben piantate nella tradizione di Black Sabbath, Mountain e Grand Funk Railroad, ma lo sguardo rivolto a realtà più contemporanee come Wolfmother, Rival Sons e Dirty Honey.
Al centro del progetto restano le storie: racconti di vita quotidiana, di persone comuni che affrontano la routine senza mollare, veri “supereroi di quartiere” mossi da una forza ostinata e autentica. Nel 2025 la band entra alla Fucina Studio di Giacomo “Jac” Salani per dare forma definitiva ai primi brani, segnando un nuovo capitolo del proprio percorso. Il primo singolo con lyric video Victor Venice è stato pubblicato a luglio ed è disponibile su tutte le piattaforme.
giovedì 22 gennaio 2026
ESSERESCORIA, Esondazioni (2024)
Esordio per Riccardo Tomassetti, in arte
Esserescoria, cantautore che arriva a quest’opera prima dopo un proprio
personale percorso, che lo ha visto interessarsi anche alla produzione, alla
registrazione e al sound design. La chitarra acustica di Riccardo, fondamentale
nel suo modo di approcciarsi alla scrittura, incontra i sintetizzatori in
maniera elegante e decisa, creando una congeniale sintesi tra indie folk ed
elettronica, in cui si adagiano testi dal sapore introspettivo, aspetto molto
curato dal bergamasco. È l’autore stesso a spiegare l’album. L’anima è come
un fiume che si riempie della realtà che ci entra dentro ogni giorno con le sue
esperienze, emozioni, ingiustizie e battaglie. Certe volte si gonfia a tal punto che
non si accontenta più del suo letto, ha la necessità di spaccare gli argini
della quotidianità per esorcizzare questo flusso di energie. È da
questo bisogno che nasce questo album. Esondazioni concentra in
quasi un’ora i pensieri di Tomassetti, tra spunti cantautorali e altri più
rock, tra malinconia e cinismo, risultando sincero e appassionato sin dalle
prime note. Un lavoro interessante, che forse avrebbe giovato di una minore
prolissità complessiva, ma l’urgenza comunicativa di Esserescoria è facilmente
percepibile, arriva netta e nitida, lasciando trasparire come il progetto possa
avere ulteriori sviluppi nel futuro. (Luigi Cattaneo)
mercoledì 21 gennaio 2026
GRACENOTEDUO, Tiarè e Monoi (2025)
Esordio per Gracenoteduo
(Grace Falcone voce e synth, Raffaele Sarenti chitarra e voce), che con Tiarè
e Monoi propongono un lavoro leggero, brioso, che racconta di storie
quotidiane e sensazioni. Nessuna costruzione particolarmente ardita o
sovrastrutture ricercate, il duo comunica mescolando folk, jazz latino e
coloriture elettroniche, andando sempre al cuore delle trame, complice anche la
scelta di un approccio minimale alla materia. Tra ironia (Tango stress, Stasera
a cena), omaggi (la gradevole Acquarello tributa Vinicius De Moraes,
Samba di due note è una rilettura di Luis Bonfà, mentre Rosalina ci
porta al Fabio Concato di metà anni ’80) e fraseggi delicati (Stamattina,
Vista da qui e la strumentale Io e il mare), si sviluppa un primo
passo piacevole e rifinito. (Luigi Cattaneo)
domenica 18 gennaio 2026
PAKT, No steps left to trace (2024)
Sontuoso doppio album per i Pakt (Percy Jones basso fretless e sampler, Alex Skolnick chitarra, Kenny Grohowski batteria, Tim Motzer chitarra ed elettronica), un lavoro uscito nel 2024 (sempre per Moonjune, che si era occupata anche del precedente omonimo del 2021) che conferma l’attitudine del quartetto, tra fusion, avanguardia, ambient e progressive. Le letture free degli americani sono il marchio distintivo di un progetto visionario, in cui gli interpreti, forti della propria esperienza e personalità, creano veri e propri viaggi sonori, sia nel primo disco, No steps left to trace, che nel secondo, un live registrato tra Buffalo, New York e Philadelphia. Le improvvisazioni costituiscono l’ossatura portante, Motzer e Skolnick sono maestri nel creare parti atmosferiche e psichedeliche, Jones e Grohowsky risultano sempre attenti e precisi nei loro interventi ritmici, un’amalgama che sviluppa un suono intenso e coeso. I Pakt sono un collettivo brillante anche in sede live, come dimostra la registrazione dal vivo, cercano costantemente un proprio linguaggio, sostenuti da un’etichetta che da sempre pone la libertà esecutiva e creativa al centro della propria etica. (Luigi Cattaneo)
Spontaneous combustion (Video)
giovedì 15 gennaio 2026
BARO PROG, Prog-jet IV: Aionverse (2025)
Ottimo ritorno per
Alberto Molesini, polistrumentista che porta avanti il suo progetto Baro
(nonché suo nome d’arte) con dedizione e grande passione, confermata dal
recente Prog-jet IV: Aionverse, che arriva dopo Lucillo & Giada (composto
nel 1980 per il gruppo di quel periodo, La Sintesi), Topic Würlenio (scritto
sempre per La Sintesi ma nel 1983) e Utopie (2021), oltre che One
light year (2017) registrato insieme ai Marygold (lavori presenti
tra le pagine del blog). A riportare alla luce dischi composti più di 40 anni
fa e a dare spazio alle nuove idee ci ha pensato l’Andromeda Relix di Gianni
Della Cioppa ( https://andromedarelix.com/cd/
), sempre in prima linea quando ci sono da proporre interessanti realtà del
panorama nostrano. I passi in avanti di Molesini, sia nella scrittura dei
brani, che nella forma concept a lui cara, sempre più matura e raffinata,
portano ora ad un’opera complessa ma fruibile, ricca di sfaccettature prog, che
fanno riferimento a nomi storici come Yes, Genesis e Emerson Lake & Palmer.
Baro, che si divide tra voce, basso, chitarra e tastiere, viene coadiuvato da
Gigi Munari alla batteria, più una serie nutrita di ospiti, perfetti per dare
voce ai pensieri di Molesini. Già l’iniziale Creator’s farewell vede la
partecipazione di Andrea Vilardo (Moto Armonico, Blind Golem) alla voce, pezzo
che mostra subito l’elegante songwriting del racconto, seguita dalla splendida
suite Flow of life, dove partecipa Meghi Moschino (Quanah Parker) con
degli ottimi spunti vocali. Impossibile non citare Jacopo Meille (voce dei
Tygers of Pan Tang) in Biz-R World, mentre nell’immaginifica Mom and
D(e)ad troviamo Heather Findlay (ugola degli straordinari Mostly Autumn).
Ultima citazione per la lunga Crossing pathways, divisa in sette
sezioni, sintetizza tutto l’amore del leader per il progressive rock
settantiano, mostrando tutta la qualità con cui si approccia alla materia il
veneto, ormai garanzia di un certo tipo di suono. (Luigi Cattaneo)
mercoledì 14 gennaio 2026
PARRIS HYDE WITH MARK STONE, On the road to Santiago (2024)
Attivo dagli anni ’80 con
band come Bonecrusher, Waywarson e
Middle Ages, Parris Hyde firma questo ritorno insieme a Mark Stone (alle
spalle un bel progetto trentennale, gli Stonemoon), un percorso da solista e
non più in gruppo come annunciato nel 2023, dopo la pubblicazione del valido Unlock
your freedom. Il milanese però, per questa nuova uscita, sceglie di avere
comunque un compagno di viaggio, con cui divide parti vocali e di chitarra, nonché
la scrittura (Parris si occupa anche di suonare il basso, il piano e delle
orchestrazioni), e affida la batteria a Jorg Ghiuzzy, un trio a tutti gli
effetti che porta avanti la voglia di hard & heavy del meneghino. On the
road to Santiago è un elaborato concept sul famoso percorso di
pellegrinaggio che conduce nel nord della Spagna, un viaggio non solo fisico ma
anche esistenziale, declamato attraverso una forma canzone epica, dai tratti
ora doom ora folk, senza tralasciare ricchi passaggi heavy e sinfonici, tra
Black Sabbath, Savatage e Candlemass. Un disco riuscito, in cui i due musicisti
hanno portato tutta la loro esperienza e passione, al servizio di un racconto
fatto di chiaroscuri e lirismo, pregno di sfumature profonde, che
caratterizzano un lavoro ambizioso e maturo. (Luigi Cattaneo)
martedì 13 gennaio 2026
FERDINANDO ROMANO, The legends of Otranto (2025)
Uscito ad aprile 2025, The
legends of Otranto è l’ultimo lavoro di Ferdinando Romano, contrabbassista
accompagnato dagli ottimi Veli Kujala (fisarmonica), Kirke Karja (pianoforte) e
Ermanno Baron (batteria). L’affascinante concept, diviso in sei movimenti,
narra di storie e leggende legate alla città di Otranto, racconta miti lontani,
cultura popolare tramandata nei secoli e vicende autentiche, e fa sorridere che
l’opera sia stata commissionata non dall’Italia ma dall’AccordionFest, una
rassegna dell’Estonia che si è occupata anche della premier, trasmessa in radio
nell’ottobre del 2023. Il quartetto sperimenta, parte dal jazz ma lo
arricchisce di musica da camera e avanguardia, si muove lungo confini free
incastonati all’interno di frangenti ora atonali ora minimali, sempre all’insegna
di una ricerca immaginifica fortissima. Ne sono esempio fulgido le lunghe
sezioni Idrusa, La cava di Bauxite e L’albero della vita,
corpo centrale sofisticato della suite, in cui emerge la fine scrittura di
Romano, che ci porta con sicurezza nella narrativa folk del Salento, tra suoni
tipici del mediterraneo e pulsioni in odore di ECM. (Luigi Cattaneo)
Idrusa (Video)
mercoledì 7 gennaio 2026
THE OLD CASTLE, Storie nascoste (2002)
Ci eravamo già occupati
del progetto The Old Castle parlando del loro esordio Working travellers del
lontano 1995, un lavoro intriso di progressive rock settantiano, legatissimo a
nomi tutelari come The Nice e Emerson Lake & Palmer. L’ascolto di Storie
nascoste, pubblicato nel 2002, racconta di una band (Gabriel Kiss piano,
organo, synth, Marco Lauri basso, chitarra, flauto, voce, Paolo Pagliari voce,
chitarra, mandolino, basso e Alberto Quacquarini batteria) concentrata su una
forma canzone elegante e comunicativa, vicina a Le Orme, New Trolls e Pooh,
band che hanno saputo coniugare raffinatezza compositiva, esigenze pop e lampi
prog, impressi maggiormente nelle prime due citate. I marchigiani, sempre
rimasti sottotraccia nel panorama italiano anni ‘90/inizio 2000, dimostrano di
sapersi muovere anche all’interno di lievi episodi di pop romantico, magari non
particolarmente memorabili, ma sicuramente gradevoli. Tra brani malinconici (Storie,
con Stefano Conforti al sax), passaggi strumentali (Punto di non ritorno,
Profumo di un risveglio) e altri più pop (Mary Gun, White
nights), si sviluppa un lavoro corale piacevole e dal discreto fascino
vintage. (Luigi Cattaneo)
domenica 4 gennaio 2026
ISOLA ROCK, il bill della 19° edizione
Ad un passo dall'importante traguardo dei 20 anni,
nei giorni 7/8/9/10 Maggio 2026 torna ISOLA ROCK manifestazione
musicale e culturale ad ingresso gratuito e a scopo benefico organizzata dall’
Associazione I Butei.
Appuntamento imperdibile per gli appassionati di
rock e metal dove musica, arte e cultura si uniscono nella bellissima cornice
del Palariso di Isola della Scala (Verona); location in-door, dotata di
parcheggio adiacente capiente e gratuito e di tutti quei servizi necessari per
una permanenza confortevole.
Un evento che ogni anno espande sempre di più i confini geografici, ospitando band provenienti non solo dal territorio italico ma anche, nel 2026, da Inghilterra, Andorra, Francia e Rep. Ceca.
Una proposta artistica che, fin dalla prima
edizione, non è caratterizzata da giornate 'a tema' ma propone un mix di generi
e sonorità anche all'interno della stessa serata, unendo band storiche e di più
recente formazione.
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Giovedì 7 Maggio: Headliner della prima giornata sarà la heavy metal band britannica Tygers
of Pan Tang, nata nel 1978 è una della formazioni più storiche ed influenti
della NWOBHM; prima di loro il guitar-man Pier Gonella con il suo
progetto solista strumentale in power trio; a scaldare l’atmosfera i veronesi Wyatt
Earp con un hard rock di stampo settantiano che si ispira a band come Deep
Purple, Rainbow e Uriah Heep ed in apertura i IV Sigillo: doom metal,
con influenze del rock dei Sabbath, e sonorità occulte.
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Venerdì 8 Maggio: Headliner della seconda giornata sarà la
storica band inglese Threshold. Formatisi nel 1988 sono considerati tra i
pionieri del progressive metal insieme a band come Dream Theater e Fates
Warning. Possenti intrecci progressivi e
ottimi arrangiamenti per una band con una ricchissima discografia, che calca i
palchi di tutto il mondo da oltre trent’anni.
Co-headliner
i The Foreshadowing band romana caratterizzata da atmosfere cupe e
malinconiche ma allo stesso tempo maestose ed epiche; un gioiello italiano per
gli amanti del gothic, del doom e delle ambientazioni dark.
Prima di loro i francesi Amon Sethis con il
loro power/progressive e le tematiche basate sull’Antico Egitto; gli Eagleheart
dalla Rep. Ceca, con un power metal senza fronzoli con refrain melodici e
orchestrazioni potenti e in apertura i giovani Intersidera tra
alternative metal e prog.
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Sabato 9 Maggio: Headliner una band di riferimento della
scena Symphonic Power Metal italiana e internazionale: gli Ancient Bards. Sound
potente, orchestrazioni maestose e narrazioni epiche il tutto impreziosito
dalla straordinaria vocalist Sara Squadrani.
Co-headliner i Dobermann: un pedigree ‘on the road’ conquistato metro dopo metro per le
strade di mezza Europa, tre rockers purosangue e uno spettacolo energico e
travolgente.
Attesissima reunion quella dei Voodoo Highway
band di Ferrara che riporta in vita lo spirito dell’hard rock classico degli
anni ’70 e ’80, caratterizzato da riff potenti, organo Hammond e voci
melodiche. I P.O.E. Philosophy of Evil band horror metal con un sound
potente, elementi teatrali ed un'atmosfera inquietante. Prima di loro i
torinesi Five Ways to Nowhere con riff aggressivi e groovosi, una voce
graffiante e melodie accattivanti, e in apertura i fiorentini Weirdream,
base thrash metal con sfumature prog.
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Domenica 10 Maggio: Headliner dell'ultima giornata del festival
sono i Persefone, progressive death metal band di Andorra attiva da oltre 20
anni e caratteristica per le atmosfere sinfonico-progressive che mescolano la violenza
del death metal con melodie raffinate e arrangiamenti complessi. Co-headliner
Hand of Juno con un sound in equilibrio tra l’industrial e il deathcore, con
breakdown violenti e profondi intermezzi dal sapore dark. Prima gli
Anticlockwise con il loro thrash metal dalle marcate sfumature progressive e in
apertura i Disagio storica band metal bresciana, attiva dal 1993, con un sound
potente, crudo e travolgente, tra l’heavy e il death.
Sempre nella giornata di Domenica si riconferma
Horror in Rock il format che unisce cinema, libri e musica, tutto a base di
brivido, nato dalla collaborazione con Shatter Edizioni e Giallo Berico, a
breve tutte le info.
Non mancheranno gli stand gastronomici curati
dall'Associazione I Butei con proposte anche vegane e la selezione di birre
artigianali del Birrificio Artigianale Agricolo “Due Frati”.
L'Area espositiva sarà come ogni anno ricca di stand
di varia tipologia; con dischi, vinili, memorabilia, oggetti da collezione,
prodotti hand-made, artigianato, liuteria, strumenti musicali, editoria
musicale, abbigliamento rock e oggettistica a tema.