sabato 5 settembre 2026

EPIGRAFI, Atlas (singolo 2026)



Con il nuovo singolo Atlas, gli Epigrafi arrivano al punto più delicato di Dedalus, il concept che trova nella sezione conclusiva, Paradiso perduto, il suo momento di massima tensione.

Amal sta per risvegliarsi. E con lei rischia di dissolversi il mondo onirico che ha creato: un universo destinato a esistere soltanto finché il suo sonno continuerà a sostenerlo.

Il protagonista lo sa e prende una decisione che non lascia spazio a una via di ritorno: sostituirsi ad Amal. Sarà lui a sostenere quel mondo, a impedirne la scomparsa, permettendole di tornare alla realtà. Come Atlante, accetta di portare sulle proprie spalle un intero universo. Il prezzo è il proprio sonno, senza fine.

Ma prima della separazione c’è ancora un ultimo sguardo.

Nel volto di Amal cerca una risposta a una domanda che lo accompagna fino all’ultimo istante: quello che ha visto nei suoi occhi era davvero un sentimento o soltanto qualcosa che il suo desiderio ha trasformato in realtà? Il dubbio non riguarda soltanto lui. È il riflesso della scelta di Amal, divisa tra il peso di accettare il sacrificio e la tentazione di portarlo con sé, oltre il confine del sogno.

Poi lei sorride. Non serve altro. In quello sguardo rimane una luce che mette a tacere l'incertezza e rivela ciò che le parole non potrebbero più spiegare: tra i due esiste qualcosa che il risveglio non può cancellare.

Musicalmente, Atlas si muove su una struttura prog-death metal, attraversata da incursioni metalcore. Contrasti, cambi di tensione e passaggi più articolati accompagnano una storia costruita attorno al sacrificio, alla perdita e a un legame che continua a esistere anche quando i due mondi sono costretti a separarsi.

In Dedalus, il confine tra sogno e realtà si è ormai assottigliato fino quasi a scomparire. In “Atlas” resta una sola domanda: quanto di noi siamo disposti a lasciare dall’altra parte, pur di permettere a qualcuno di tornare indietro?


Ascolta Atlas su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=LG-gAdCjppc

Ascolta Atlas sulla tua piattaforma preferita qui https://ffm.to/epigrafi-atlas


Gli Epigrafi nascono nel 2016 a Bassano del Grappa dall’incontro tra Pietro, Enrico, Riccardo e Jacopo, uniti dalla volontà di costruire un linguaggio personale partendo da influenze come Death, Opeth e Dimmu Borgir. Dopo i primi brani pubblicati online e l’esordio con Sublime and Vain, la band inizia un’intensa attività live tra concerti e contest nel circuito veneto. Negli anni successivi la formazione cambia con l’ingresso di Alberto alla batteria e Mattia al basso, aprendo il suono a influenze prog e metalcore senza perdere l’impronta estrema delle origini.
Durante il periodo pandemico entra anche il chitarrista Riccardo, contribuendo alla nascita di Dedalus, concept diviso in tre sezioni — Purgatorio, Inferno e Paradiso Perduto — ispirato a un immaginario distopico di matrice dantesca. Nel 2022 la band registra l’EP PH1 (Purgatorio) presso La Distilleria Produzioni Musicali, mentre nel 2023 torna dal vivo conquistando il primo posto come miglior band metal e miglior gruppo vicentino al Vicenza Rock Contest.
Attualmente gli Epigrafi collaborano con Sorry Mom! e proseguono lo sviluppo di Dedalus. Dopo i singoli Arcadia e Maelström e l’EP Ep2silon, che accompagna il passaggio dal Purgatorio all’Inferno del concept, a maggio 2026 la band conclude il capitolo dell'Inferno con il singolo
The Room, aprendo ufficialmente il percorso verso l'ultima parte del concept, Il Paradiso Perduto. Il primo brano previsto per questa nuova sezione è Atlas.


giovedì 3 settembre 2026

INSANIA.11, Il mondo aldilà (2025)


 

Interessante concept album firmato Insania.11 (già Insania, attivi tra il 1989 e il 1997), che raccontano una realtà distopica in questo Il mondo aldilà, dove lo sviluppo tecnologico, che ha imposto all’uomo regole ferree, tanto da ridurlo ad uno schiavismo alienante e soffocante, ha portato all’utilizzo di droghe psichedeliche, unico modo per superare i confini del mondo in cui ci si trova. Una narrazione portata avanti dal duo formato da Samaang (voce, basso, chitarra, programmazione midi) e Ethrum (chitarra) che riporta alla mente Necrophobic e Coroner, ma anche i nostrani Hornwood Fell, Horrid e Node, una miscela letale di death e black, complessa e plumbea, cupa e claustrofobica. Il progetto, rinato nel 2008, ha portato alla nascita di un ep nel 2010, I diari di Samaang: lo Stato Larvale, e due lavori creati da entrambi i membri, Di sangue e di luce del 2017 e L’orrore del 2019, dischi che hanno visto i lombardi tornare a navigare nelle acque scure dell’underground estremo italiano, abbandonato dopo due demo registrate ad inizio anni ’90. Il nuovo album propone un death metal dalle tinte progressive e industrial (accorato l’uso della drum machine), ricco di strutture molto articolate (La fanciulla e il lago, Le tessitrici di Duum) e momenti di straordinaria brutalità (Abyssus, Ignite), spiazzante e oscuro per tutta la sua abbondante durata, non sempre fluida ad essere onesti. Disco da ascoltare con la dovuta calma visti i tanti sviluppi proposti, a volte persino troppi, ma sicuramente affascinante e lodevole. (Luigi Cattaneo)



mercoledì 2 settembre 2026

AZAN MALLORY, Prisma (2025)

 


Secondo lavoro per gli Azan Mallory, band di cui avevamo già parlato per l’esordio Mercury cazimi, un disco di confine, tra post e progressive, con qualche accenno math e inflessioni Wilsoniane. Prisma non sposta l’asse su cui si muovono Elia Albertini (chitarra), Marco Munari (basso), D (tastiere), Johana (batteria), e se è vero che da un lato mi attendevo qualche maggior guizzo creativo, è pur vero che gli emiliani sanno costruire trame molto gradevoli e fluide, crepuscolari e riflessive, con crescendo eleganti e sinuosi (su tutte Cleo e Highlander). Probabilmente non l’album della svolta ma sicuramente quello della conferma di una band con idee e gusto. (Luigi Cattaneo)

sabato 29 agosto 2026

THE JOHN IRVINE BAND, Take me to your leader (2026)

 


È sempre un piacere ritrovarsi in mano un lavoro di John Irvine, talentuoso musicista di Edimburgo di cui parliamo da anni sul blog. Il nuovo arrivato è Take me to your leader, album che presenta una novità nella proposta, ossia la voce di Gordon Robertson, davvero inaspettata, a fronte di una carriera sin qui votata ad un progressive venato di jazz rock e fusion interamente strumentale. Oltre a Irvine (chitarra, basso, tastiere) e Robertson, il trio è completato dalla batteria di Andrew Scott (a cui dobbiamo aggiungere le backing vocals di Emma Jean), protagonisti di un disco che rispetto al passato recente guarda, non solo alle classiche trame a cui ci hanno abituato, ma anche a quelle care a band come The Buggles, Supertramp e Genesis era Collins. Un cambiamento originale e fresco, che se spiazza all’inizio, risulta intelligente e per nulla forzato alla lunga, con brani di caratura come Siddhartha, Man in the moon o Chosen one che mostrano un’attitudine frizzante, briosa ma notevolmente intensa. Approccio diverso ma uguale capacità di colpire nel segno per Irvine, artista che meriterebbe di essere conosciuto maggiormente dagli appassionati della materia, oltre che di poter avere finalmente l’opportunità di portare la propria arte in versione live. (Luigi Cattaneo)

WANDERING TALE, The long journey (singolo 2026)



The Long Journey immagina il cammino che, in un tempo remoto, avrebbe potuto trasformare un apprendista in un bardo. Prima delle corti, delle taverne e delle strade percorse raccontando imprese e leggende, esiste un tempo di formazione, in cui un maestro consegna al proprio allievo un patrimonio fatto di memoria, musica e parole. Il nuovo singolo dei Wandering Tale racconta proprio quel viaggio: ogni incontro, ogni battaglia e ogni orizzonte diventano frammenti di un repertorio destinato a sopravvivere a chi lo canta.

Le liriche seguono il protagonista mentre attraversa vallate, fiumi e campi di guerra, inseguendo storie che “no gold can buy”, perché il loro valore non si misura con la ricchezza ma con la capacità di essere tramandate. Il chorus sprona ad alzare orgogliosamente la bandiera ed a custodire quella memoria collettiva: “So raise the flag, let the stories be told”, lasciando che il canto continui a dare voce agli eroi, agli sconfitti e a chiunque abbia lasciato un segno lungo il cammino.

Musicalmente è un power metal dall'attitudine marziale, con il passo regolare di una compagnia che avanza verso il villaggio successivo. Le sonorità evocano un falò acceso al termine della marcia: soldati ancora in armatura ascoltano il bardo mentre il tintinnio dei boccali accompagna il clangore di spade e scudi appoggiati a terra. L'immaginario richiama la narrazione epica dei Blind Guardian, la maestosità dei DragonForce e il respiro folk dei Wind Rose, dando forma a un racconto che procede con la stessa naturalezza di una storia tramandata di voce in voce.


Ascolta The long journey su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=-bxEp1v2gds

Ascolta The long journey sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/wanderingtale-thelongjourney


I Wandering Tale nascono nel 2019 da un’idea di Daniele, Fabio e Davide (voce e chitarre), durante una sessione di giochi di ruolo che finisce — inevitabilmente — per trasformarsi in una fucina di immaginazione. Alla formazione si aggiunge presto Balbo al basso e, dopo una parentesi con Ottavio alla batteria, arriva Lorenzo, completando la line-up.
Dopo un primo periodo dedicato alle cover, l’intuizione arriva in una serata tanto alcolica quanto burrascosa: perché non raccontare in musica le avventure di un bardo errante, che attraversa terre sconosciute e creature fantastiche, iniziando il suo viaggio proprio da una rissa tra nani ubriachi?
Nasce il progetto Bastard Dwarves, poi elegantemente ribattezzato Wandering Tales nell’estate 2020 — un nome che custodisce perfettamente l’essenza: storie che camminano.
Ispirati da giganti come Rhapsody of Fire, Iron Maiden, Folkstone e molti altri, i Wandering Tales costruiscono una miscela unica di power metal veloce, atmosfere folk e testi che pescano nel folclore, locale e non. Nonostante i rallentamenti della pandemia, la band non si ferma: tra il 2022 e il 2025 partecipa a concorsi e rassegne, conquistando un pubblico trasversale, giovani e anziani, metallari e ballerini di liscio. Segno che l’idea funziona.
Nel 2025 arriva la loro prima raccolta di brani, Tales from the Tavern, un compendio di storie narrate dall’onnipresente Bardo, con il suo liuto e la sua ironica saggezza: battaglie, sbornie epiche, incontri improbabili e leggende bisbigliate tra una pinta e l’altra.

The long journey è il secondo singolo del 2026, uscito in seguito a Legion.

martedì 25 agosto 2026

TANTRIC LOVE CHARMERS, Tantric Love Charmers (2025)

 


Splendido esordio per il duo Tantric Love Charmers, un viaggio che ci porta negli anni ’70, con atmosfere acustiche intrise di rock, folk, psichedelia e blues. Stefano Diamanti (voce, già su queste pagine con il progetto Amanti di Nefasto) e Moreno Viglione (chitarra, basso, mandolino, violino, banjo, flauto, percussioni, tastiere) danno vita ad un lavoro tanto breve, 35 minuti circa, quanto affascinante e riuscito, basti ascoltare pezzi come Just a gamble, In the next life (registrata insieme a Gianna Chillà alla voce), Thru the cracks of time (primo singolo dell’album) o Butterfly bolero, esempi illuminati di un concept davvero raffinato, in equilibrio tra poesia e misticismo, spiritualità e amore. Per acquistare e ascoltare il disco potete visitare la seguente pagina https://tantriclovecharmers.bandcamp.com/album/tantric-love-charmers (Luigi Cattaneo)

venerdì 21 agosto 2026

THE CLOWN SOCIETY, Wanted to tell you (singolo 2026)



Wanted to Tell You, il nuovo singolo dei The Clown Society, prende avvio come una classica dichiarazione d'amore. Un uomo, moderno Adamo, resta solo nella propria stanza cercando le parole per raccontare il sentimento più celebrato della storia. Attorno a lui riecheggiano poesie, romanzi e melodie che hanno inseguito l'idea di un amore assoluto. Poi il pensiero devia. Le cronache, le esperienze vissute e quelle osservate incrinano quell'immagine ideale, lasciando emergere rapporti attraversati da gelosia, convenienza e calcolo.

Il testo segue questo slittamento con lucidità e sarcasmo. L'ingenuità del ritornello, “Wanted to tell you / The fool that loves you”, viene progressivamente contaminata da immagini che sostituiscono il linguaggio romantico con quello della compravendita: “flowers to buy and dinners to pay” diventano “condoms to buy and motels to pay”, fino a trasformare l'amore in una transazione. Il protagonista finisce così per rivolgere il giudizio anche a se stesso, riconoscendo il paradosso di una società pronta a condannare negli altri ciò che continua ad alimentare. La conclusione è inevitabile: “I decided to write about hate”. L'odio diventa l'unico sentimento sul quale Adamo non riesce più a mentire.

Musicalmente è una hard rock ballad dedicata a chi conserva il ricordo delle pagine più introspettive di Bon Jovi e Scorpions. L'arpeggio iniziale di chitarra, la tastiera sullo sfondo e un basso profondo costruiscono lo spazio intimo in cui prendono forma queste riflessioni. Il suono cresce insieme ai pensieri del protagonista: le distorsioni, lo stacco strumentale di matrice hard rock e una voce sempre più aspra accompagnano il passaggio dall'idea romantica dell'amore a una visione più terrena e contraddittoria, fino a un finale dolceamaro che lascia sospesa una domanda più che una risposta.


Ascolta Wanted to tell you su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=ri7N0i7M_tA

Ascolta Wanted to tell you sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/theclownsociety-wantedtotellyou


I The Clown Society sono una band alternative/hard rock italiana nata nel 2021 dall'incontro tra Ruggero Vaccina (basso), Luca Tumiati (batteria) e Matteo Racheli (chitarra), ai quali si unisce poco dopo il cantante Stefano Passanisi. Il nome del gruppo nasce come riflessione su una società che privilegia l'apparenza rispetto all'essenza, contrapponendo a questa dinamica un'identità artistica diretta, essenziale e attraversata da una sottile ironia.

Fin dagli esordi la band sviluppa un repertorio originale che oggi conta ventuno brani, passando da testi interamente in inglese a composizioni bilingui e in italiano. Parallelamente prende forma un'intensa attività dal vivo, soprattutto tra Milano e Pavia.

Nel 2022 i The Clown Society vengono selezionati per il contest "Promuovi la tua musica" organizzato da Feltrinelli e raggiungono il quarto posto alle finali regionali lombarde di "Sanremo Rock". Due anni dopo partecipano al programma "Fatti Scoprire" su Rocker TV e vengono scelti per il Birthday Party dello Slaughter Club. Nello stesso periodo pubblicano il loro primo EP autoprodotto, "Crash".

Nel 2025 raggiungono la semifinale nazionale e la finale lombarda del Vicenza Rock Contest, oltre a prendere parte al programma "Mondo Live Radio e TV", trasmesso su diverse emittenti radiofoniche e televisive nazionali. Nel 2026 avviano la collaborazione con l'agenzia Sorry Mom!, pubblicando il singolo "L'Oracolo".

DIEGO AMADOR & JOSÈ MARÌA BANDERA, Paqueando (2024)

 


Uscito nel 2024, Paqueando, del duo formato da Diego Amador (piano, voce) e Josè Marìa Bandera (chitarra flamenco), omaggia la figura di Paco De Lucia, un tributo, da parte di due maestri della materia, che ha portato alla nascita di un lavoro che abbraccia la tradizione ma ne sposta l’asse, si muove leggiadro all’interno del latin jazz proponendo temi e soluzioni ardite e avventurose. Dicotomie gestite con grande consapevolezza da Amador e Bandera (nipote di Paco, con cui ha lavorato fin dagli anni ’80), che fanno propria la lezione di De Lucia di unire stili differenti, una fusione che ha sempre caratterizzato lo spirito del musicista spagnolo, che ha nella sua carriera spesso travalicato i generi. Un disco sincero, dove emerge la passione dei due, che combinano armonie e melodie in maniera encomiabile, uno sguardo d’amore verso uno degli autori più importanti di tutti i tempi quando si parla di flamenco e di world. (Luigi Cattaneo)  


mercoledì 19 agosto 2026

EGO DIVIDED, Empty ego (singolo 2026)



Nascere dal nulla cosmico e scoprire di avere dentro un universo ancora inutilizzato. Il nuovo singolo degli Ego Divided, Empty Ego, parte da questa vertigine: “you were nothing and you will be nothing”, una sentenza che osserva l'essere umano davanti al proprio vuoto e alla difficoltà di scegliere una direzione mai realmente indicata.

Intorno, il rumore del mondo lavora per sottrazione. “Distract, distract, what they want for you is only distraction”: lo sguardo viene continuamente attirato altrove, nutrito di elementi inutili, mentre la coscienza resta affamata. Riempire l'ego con le cose sbagliate significa perdere progressivamente contatto con la propria immaginazione, descritta nel brano come un “divine power”, una facoltà capace di generare possibilità e dare consistenza ai sogni.

Empty Ego diventa così un comando rivolto a sé stessi: “wake up, wake up your ego”. Guardare dentro, affrontare i propri fantasmi, uccidere il proprio re interiore e insistere, anche quando la distrazione continua a richiamare lo sguardo. Il percorso cercato all'esterno era già nascosto nella coscienza.

Musicalmente, gli Ego Divided affidano questa battaglia mentale a un melodic death metal tecnico e affilato, con richiami a Necrophagist e Cynic. Le aperture più melodiche di maideniana memoria lasciano emergere una sensibilità più classica, ampliando il respiro di un brano che si nutre di tensione, coscienza e vuoto cosmico.


Ascolta Empty Ego su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=ic_2rTnh7ag

Ascolta Empty Ego sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/egodivided-emptyego


La storia degli Ego Divided inizia nel 2005, quando i chitarristi Massimo Masi e Alberto Zimone fondano la band partendo dalla reinterpretazione delle proprie cover preferite. Negli anni il gruppo si dedica alla scrittura di brani originali e definisce progressivamente la propria identità musicale. Nel 2012 entra in formazione il vocalist Mauro Tagliavia, autore di testi profondi e parte integrante dell'evoluzione del sound.

Nel 2014 gli Ego Divided iniziano a registrare il primo album, ma l'uscita del bassista e del batterista interrompe i lavori. Di quelle sessioni restano Source e Fearless Reason, successivamente pubblicate online. La formazione viene ricostruita nel 2018 con Elio Lao alla batteria e Alessio Lopes al basso, arrivando nel 2024 alla pubblicazione dell'album di debutto sulle principali piattaforme digitali.

Dopo l'uscita di Elio Lao, la band si affida a Phil Spinelli, batterista dei Tol Morwen, per le nuove registrazioni. Nel 2025 vengono pubblicati i singoli Totally Blind, Reflections e Fury of Hatred. Conclusi i lavori su Reflections, Alberto Zimone lascia il gruppo: entrano quindi Ermanno Siino alla chitarra e Manfredi Mansueto, batterista degli State of Neptune, che prosegue il percorso in studio della band.

ELEKTRADRIVE, 40th Anniversary - Live! (2026)

 

Magistrale doppio album dal vivo per i piemontesi Elektradrive, gruppo storico della scena italiana formato da Simone Falovo (chitarra), Elio Maugeri (voce), Stefano Turolla (basso), Alex Jorio (batteria) e Eugenio Manassero (tastiere). Nati a Torino nel 1983, esordiscono, dopo una serie di apparizioni su compilation dell’epoca, con Over the space nel 1986, seguito da Due nel 1989, lavori presto divenuti di culto in Italia e non solo (tanto che arrivano in quegli anni a suonare anche negli Stati Uniti). Dopo Big city del 1993 un lungo silenzio avvolge la band, che torna in pista solo nel 2009 con Living 4, disco apprezzato e sinora ultimo in studio del gruppo, che in questa celebrazione live omaggia tutti gli album appena citati. Per festeggiare i 40 anni di attività ritroviamo la formazione originale in splendida forma, conscia del tempo che passa ma anche della grandezza della loro arte, che passa dall’A.O.R. melodico e di classe ad un robusto e vitale hard rock ottantiano, raccontato attraverso brani che hanno fatto la storia del genere in Italia, compresa qualche chicca assoluta come Brainstorm, pezzo presente sul primo sette pollici del quintetto. Un plauso all’Andromeda Relix di Gianni Della Cioppa, che ha immesso sul mercato una testimonianza di tale portata, perfetta sia per chi già conosce il percorso degli Elektradrive, sia per chi vuole scoprire questa immensa realtà nostrana. (Luigi Cattaneo)

A man that goat no heart (Video)



giovedì 13 agosto 2026

BEPPE ALIPRANDI, PianoQ Live (2024)

 


Importante documento di un decano del jazz italiano, il sassofonista e flautista Beppe Aliprandi, una registrazione live che testimonia alcune date a Milano tra il 2015 e il 2017 del suo progetto Jazz Academy, formato per l’occasione da Davide Corini (piano), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Massimo Pintori (batteria). Abbiamo già parlato di Aliprandi ai tempi dell’uscita di Alti e bassi, un lavoro particolare in duo, con Beppe sostenuto solo dal contrabbasso, mentre PianoQ Live lo vede muoversi all’interno di un ensemble corale, in cui spiccano le doti non solo sue ma anche degli ottimi interpreti, abili nel creare trame dove la tensione rimane pressochè costante. Il jazz di Aliprandi riprende in alcuni frangenti quello classico dei ’50, basti ascoltare La storia si ripete o Ragnatela, mentre maggiormente ancorata al presente è la sontuosa suite posta in chiusura, Combattimento di Tancredi e Clorinda, 18 minuti circa divisi in tre sezioni, una composizione ardita, riccamente strutturata e variegata, finale di un live album altamente consigliato, che pone il musicista milanese ancora tra i vertici del jazz italiano. (Luigi Cattaneo)

mercoledì 12 agosto 2026

GLIMMER VOID, Wolf eats wolf (singolo 2026)



In natura il branco è sinonimo di protezione. Nell'uomo, a volte, diventa l'ambiente in cui si impara a diffidare di chi ci cammina accanto. Con Wolf Eats Wolf, i Glimmer Void raccontano relazioni governate dalla competizione, dall'opportunismo e dall'istinto di sopraffazione, dove appartenere a un gruppo può significare rinunciare a una parte di sé.

La protagonista rifiuta questa logica e sceglie l'isolamento come atto di fedeltà alla propria identità. “I'd rather be a lone wolf than lose myself” non ha nulla a che vedere con l'orgoglio, è solo semplice consapevolezza: da certi compromessi è doveroso prendere le distanze. Attorno, il branco si muove seguendo la propria ombra, pronto a divorare chi rallenta il passo: “you'd rather eat and spit my bones if you had the chance” riassume la brutalità di rapporti fondati sull'interesse, in cui troppo spesso bisogna scegliere tra fiducia e sopravvivenza.

Il titolo, Wolf Eats Wolf, ribalta l'immagine del lupo come simbolo di appartenenza e lo restituisce come metafora di una società in cui l'uomo finisce per consumare l'uomo. Restare soli diventa allora una scelta, l'unico modo per sottrarsi a un gioco in cui ogni legame rischia di rivelarsi una trappola.

Musicalmente il brano oscilla tra l'alternative di matrice Audioslave e uno stoner asciutto e desertico vicino ai Kyuss. Prima di trovare forma, titolo e arrangiamento definitivi, all'interno della band era conosciuto come Messa, per l'affinità con le atmosfere della formazione doom veneta e per la linea vocale femminile limpida e cristallina, ispirata anche a Sara Bianchin.


Ascolta Wolf eats wolf su Youtube https://www.youtube.com/watch?v=tunal_oUqWs


I Glimmer Void sono una band alternative metal della provincia di Milano formata da Matteo (basso e voce), Veronica (tastiere e voce), Francesco (chitarra), Paolo (chitarra) e Luca (batteria).
Il loro sound fonde alternative, stoner e progressive, combinando atmosfere dense e ipnotiche. Tra le principali influenze del gruppo si trovano band come Tool, A Perfect Circle, Queens of the Stone Age, Elder e Porcupine Tree.
Nel 2025 i Glimmer Void pubblicano i loro primi singoli, tra cui Chirality, ispirato all’universo narrativo di Death Stranding, e Stained With Red, un brano intenso che denuncia il bracconaggio Nel 2026 la band pubblica il suo album di debutto Echoes of Life.

lunedì 10 agosto 2026

WODA WODA, Sulla luna (singolo 2026)



L'Area 51 continua a essere uno dei luoghi più enigmatici del pianeta, un territorio in cui realtà e immaginazione si rincorrono senza trovare un punto d'incontro. Domande irrisolte, tonnellate di ipotesi e il fascino di ciò che, forse, non verrà mai svelato. A meno che qualcuno non riesca davvero a intrufolarsi in quei capannoni facendosi crescere le ali.

Con il nuovo singolo Sulla luna, i Woda Woda trasformano questa suggestione in musica e immagini. In un mondo dove il potere orienta l'informazione e costruisce la propria versione dei fatti, la band sostiene che continuare a porsi domande sia un esercizio necessario.

Il testo mette in discussione in modo assoluto e perentorio ciò che viene dato per certo, senza pretendere di sostituire una verità con un'altra. L'obiettivo è piuttosto instillare il dubbio, invitando a osservare la realtà da una prospettiva diversa e provocatoria.

Sul piano musicale, Sulla luna mantiene un approccio hard rock nervoso, ruvido e diretto. Riff immediati, una sezione ritmica compatta e un linguaggio essenziale accompagnano un racconto che rinuncia ai giri di parole e sceglie la forza della sintesi. Un brano divisivo che diventa una fucina di domande: quanto di ciò che consideriamo incontestabile nasce da ciò che abbiamo visto, e quanto da ciò che ci è stato raccontato?


Guarda il video di Sulla luna qui https://www.youtube.com/watch?v=hIc88tZTd7U

Ascolta Sulla luna sulla tua piattaforma preferita qui https://benext.lnk.to/sullaluna


Nati nel 2020, i Woda Woda hanno costruito un percorso che unisce musica, narrazione e simbolismo, sviluppando un'identità ben definita all'interno della scena rock italiana. Dopo i primi singoli Medusa, Portando la Pelle a Casa e Divano Giallo, la band prosegue il proprio cammino con We Are Biker Guys, P.U.B. (Prendimi, Usami e Buttami), Sesso & Vino e Daisy, alternando ironia, critica sociale e atmosfere legato al rock più classico. Tra il 2025 e il 2026 prende forma L'ultimo Testamento, concept album che racconta la storia di cinque angeli caduti e riflette sul confine tra bene e male attraverso un nuovo approccio compositivo. I singoli Veleno e Lady Mazikeen anticipano l'uscita dell'album, pubblicato a gennaio e primo capitolo di una saga destinata a proseguire anche attraverso un fumetto. Poco dopo, Asmodeus e Samael lasciano il progetto, per cui la Legione si rinnova: Lucifer (voce), Paymon (basso), Leviathan (batteria) e Behemoth (chitarra). La band è ora al lavoro sul nuovo concept L'estinzione è Qui!, che osserva l'umanità contemporanea attraverso i temi della guerra, dell'avidità, della manipolazione e del potere. Con un hard rock che invita a interrogarsi sul rapporto tra informazione, verità e percezione della realtà, Sulla luna è il primo singolo ad anticipare questo nuovo capitolo.


CHIMERA, Sai ... (singolo 2026)



Il nuovo singolo dei Chimera, Sai..., affronta il tema del ghosting osservandolo dal momento in cui chi sembrava occupare un posto centrale nella nostra vita sceglie di sparire senza spiegazioni. Chi fino al giorno prima ci aveva “elevato al cielo” diventa improvvisamente irraggiungibile, lasciando soltanto domande e il senso di essere stati “abbandonato sull'asfalto”.

Le liriche raccontano il percorso emotivo che segue quell'assenza: lo smarrimento iniziale lascia spazio a una rabbia sempre più intensa, alimentata dalla consapevolezza di essere stati trattati come qualcosa di sacrificabile. “Ora tutto ciò che resta è freddo vento di tempesta” sintetizza quel punto in cui i ricordi smettono di offrire conforto e chiedono invece di essere attraversati per comprenderne l'origine.
Da qui nasce l'esigenza di riprendersi ciò che era stato sottratto: il senso di appartenenza, la fiducia in sé stessi e il diritto di occupare il proprio spazio, liberandosi dal peso di un'assenza che continua a pretendere attenzione anche quando ogni dialogo è ormai finito.
Sotto l'aspetto musicale,
Sai... potrebbe essere descritta come una versione raffinata di un brano dei Pantera, in cui su uno strumentale buio, cavernoso e possente, svetta una voce limpida dall'impostazione heavy/prog, melodica e ariosa in tutta la sua potenza.


Ascolta Sai... suYoutube qui https://www.youtube.com/watch?v=T2whtyv6Bbk

Ascolta Sai... sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/chimera-sai


I Chimera sono un nuovo progetto musicale con un sound forte e melodico e testi in italiano. Nasce quindi un mix alternative metal/rock italiano più sporco, aggressivo e cupo seppur con una musicalità dalle tinte più lievi e malinconiche. Nell’estate del 2022 la band testa il proprio lavoro con i primi live su territorio riscontrando responsi molto positivi, e ad agosto dello stesso anno inizia le registrazioni del suo primo EP Apnea dando così vita a sette brani che parlano di oscurità, ansia, rabbia, dolore, rimpianto, malinconia, senso di liberazione e di nuovi inizi. Il grande successo di critica e pubblico li porta a settembre 2023 a calcare il palco dell'Ariston di Sanremo come vincitori Lombardia del famoso concorso nazionale Sanremo Rock.

La line up è formata da Stewie Morlock (voce, origini italo-inglesi, ha studiato alla Lizard di Brescia anche con Michele Luppi di Vision Divine e Whitesnake), Andrea Dosseni (batteria, ha studiato con Alfredo Golino, Alberto Pavesi e Alessandro Bissa di Vision Divine e Labyrinth, endorser per l'austriaca Tebbs Drumsticks), Mathias Salini (chitarra) e Gheorghe Cazac (basso, caratterizzato da uno stile metal-grunge sia nella composizione di brani inediti che nella timbrica vocale).

NUGARA, The last question (2025)

 


Ispirato alla penna del grande Isaac Asimov, il secondo lavoro firmato Nugara (Francesco Negri pianoforte, Viden Spassov contrabbasso, Francesco Parsi batteria), The last question, si avvale della collaborazione di Giovanni Falzone, tra i migliori trombettisti italiani in circolazione. Premesse eccelse per un disco notevole, capace di essere intimo, dal sapore filmico e scritto con enorme cura, anche quando l’interplay tra le parti vira in percorsi improvvisati sfumati, dove idee e istinto divengono un tutt’uno. 



La struttura composita dell’album accoglie il fraseggio di Falzone nel meraviglioso trittico centrale formato da String theory, Flame of discovery e Here we are, quasi una suite per come si legano i brani, e nella conclusiva Let there be light, sospesa e ipnotica come la produzione dello scrittore russo, ma non sono da meno anche Three laws e Nebula, scritte entrambe da Negri. Potete acquistare o ascoltare The last question al seguente indirizzo https://gleamrecords1.bandcamp.com/album/the-last-question . (Luigi Cattaneo)