sabato 27 aprile 2024

ELEONORA STRINO, I got strings (2023)

 

Dall’incontro con due enormi musicisti come Greg Cohen (contrabbasso) e Joey Baron (batteria), nasce I got strings, disco firmato dalla chitarrista Eleonora Strino ed uscito per Cam Jazz. Il talento del trio emerge all’interno di un disco registrato in un solo giorno, omaggio ad alcune memorabili pagine della musica internazionale, tra cui I let a song out of my heart di Duke Ellington, I got rhythm di Gershwin e Estate di Bruno Martino, che fanno dell’album un lavoro sì di tributo ma sviluppato con personalità e gusto, anche grazie ad uno spirito vagamente improvvisativo che dona brio all’atto interpretativo. Le parole di Eleonora sono esemplificative del modus operandi della seduta. La chitarra con cui ho registrato il disco è una Gibson L7 del 1933. Direi, quindi, che quest’album nasce dal legno, dalla ricerca del suono, è un incontro tra tre artisti in un piovoso e freddo pomeriggio berlinese. L’equilibrio della breve ma significativa session di registrazione di queste riletture ha portato alla creazione di un’opera fresca, gradevole sin dalle prime note e piena di pathos, con l’elemento tecnico che diviene traino per un’approfondita analisi di brani familiari e noti agli appassionati della materia. Passato e presente si fondono quindi all’interno di un contesto armonico, fluido e di grande fascino. (Luigi Cattaneo)

I got rhythm (Video)



mercoledì 24 aprile 2024

PINHDAR, A sparkle on the dark water (2024)

 

Terzo lavoro per i Pinhdar, duo composto da Cecilia Miradoli (voce) e Max Tarenzi (chitarra), che dopo l’esperienza con i Nomoredolls hanno deciso di esplorare altri terreni, guardando con curiosità al trip hop e all’elettronica. Questo nuovo capitolo, A sparkle on the dark water, registrato con il produttore Bruno Ellingham, già collaboratore di nomi tutelari come Massive Attack e Portishead, è la conferma del talento e della crescita compositiva dei milanesi, che hanno creato un disco passionale, dai tratti mistici e dark. Riflessioni profonde sull’attualità, musicate attraverso un tessuto sonoro maggiormente costruito rispetto al passato, giocato soprattutto sulla dualità tra chitarre e synth, un tessuto che impreziosisce episodi come la raffinata Little light, l’oscura Murderers of a dying God, la distopica Solanin (ispirata all’omonimo manga di Ino Asano) e la malinconica At the gates of dawn, splendido finale di un album convincente sotto tutti i punti di vista e caldamente consigliato ai fan di Portishead, Bjork e Beach House. (Luigi Cattaneo)

Humans (Video)



domenica 14 aprile 2024

GOLD MASS, Flare (2024)

 

Avevo lasciato Gold Mass (progetto dietro il quale si cela Emanuela Ligarò) ai tempi della pubblicazione dell’ep Safe, ed è un piacere ritrovarla ora con un altro ep, Flare, formato da cinque brani che confermano l’attitudine e la forza delle idee compositive dell’artista. L’internazionalità della musica di Emanuela l’ha portata ad esibirsi all’estero, forte di un sound elettronico che rimanda a maestri del genere come Tricky, James Blake o FKA Twigs, una proposta decantata con personalità e grazia in ogni suo aspetto, oltre che curata nei minimi dettagli. I brani di Flare suonano ipnotici e spirituali, una ricerca sonora mai artefatta e sempre votata alla comunicabilità, complice anche una vena psichedelica che lambisce i temi esposti. Trip hop oscuro e malinconico allentato nella forma da ritmiche ballabili, atmosfere rarefatte che incontrano suoni da dancefloor, il tutto legato dalla costanza con cui la Ligarò porta avanti le tante suggestioni targate Gold Mass. Per ascoltare e acquistare Flare potete visitare la pagina https://goldmass.bandcamp.com/album/flare . (Luigi Cattaneo)

There should be sky above you (Video)




mercoledì 10 aprile 2024

POETICA DA COMBATTIMENTO, Life (2023)

 

Poetica da combattimento è un duo formato da Alfonso D’Auria (voce, basso, armonica) e Antonio Maiuri (chitarra), ma la formazione si completa con gli ottimi Ruben Iardino (voce, kalimba), Pierfrancesco Vairo (batteria) e Corrado Ciervo (violino), che con Life arriva al debutto dopo anni di affinamento delle peculiari caratteristiche sonore. Il certosino lavoro di ricerca sull’intima coesione tra musica e versi dal profondo significato emotivo ha portato i P.d.C. a sviluppare interazioni suggestive di spoken e rock elettronico, una forma affascinante di teatro canzone che vede brani come Uno e Zero, Il mondo non è (che vede la partecipazione di O Zulù, storico membro dei 99 Posse), Due maree e Vendo e compro le punte massime di un primo passo ambizioso ed estremamente interessante. Il duo espone sul piatto riflessioni, metafore e speranze, tutte riposte in un album che finisce per celebrare con forza l’animo umano e le sue innumerevoli periferie. (Luigi Cattaneo)

Il mondo non è (Video)



domenica 7 aprile 2024

BEPPE ALIPRANDI, Alti e bassi (2022)

 

Uscito nel 2022 per Splasc(h) Records, Alti e bassi è l’ennesima dimostrazione della creatività di Beppe Aliprandi, sassofonista e flautista storico del jazz italiano, attivo sin dagli anni ’70, quando suonava spesso al mitico Capolinea di via Ludovico il Moro a Milano. Le composizioni qui presenti vedono il sax (e in parte il flauto) di Aliprandi incontrare il contrabbasso, strumento cardine del jazz maneggiato con grande padronanza da Matteo Mosolo e Valerio Della Fonte. Un lavoro iniziato nel 2021, quando un paio di incontri con Mosolo portano alla realizzazione di diverse tracce che andranno a comporre Alti e bassi, completato poi dalla collaborazione con Della Fonte. Idee, intuizioni, temi vivaci, doti tecniche, tutti elementi al servizio di un album non di facile lettura, non sempre scorrevole ma di enorme fascino, basti ascoltare brani come La pasionaria (splendido omaggio al genio di Charlie Haden), A new tune, Unveiled (l’unica ottimamente scritta da Mosolo), Carnia (dove le evoluzioni di Aliprandi trovano il sostengo ritmico di entrambi i contrabbassisti) e la conclusiva e caleidoscopica Spazio remoto. Disco ideale per iniziare a conoscere ma anche per approfondire la discografia di Aliprandi, un musicista sempre coerente con il suo percorso e ricco di curiosità. (Luigi Cattaneo)

Unveiled (Video)



giovedì 4 aprile 2024

MAURO PATTI, Telamon (2023)

 


Uscito sul finire del 2023, Telamon è il nuovo album di Mauro Patti, prodotto dall’etichetta Dodicilune, un’opera ambiziosa in cui il batterista di Agrigento si è avvalso di un nutrito parterre di straordinari musicisti, tutti bravissimi nel supportare le tante intuizioni del siciliano. Rispetto all’esordio del 2020 (Kerkent Afro Project) Patti ha sviluppato trame jazz con interpreti maggiormente legati alle sue idee, un lavoro d’insieme notevole, registrato live in studio, denota un interplay di altissimo livello, fraseggi in odore di jazz rock, vibranti pulsioni afro e uno sguardo alla world music. La storia di Agrigento viene narrata attraverso personaggi storici e luoghi, una sorta di illuminato concept pieno di grazia, variegato sin dall’apertura di Kalos, sontuosamente divisa in tre parti, sa essere immaginifica, intensa e potente, con i temi esposti in maniera efficace da un ensemble guidato con eleganza da Patti. Grande importanza riveste l’organico di sax presente (ben 4), che dialoga costantemente con i ritmi spesso Afro imbastiti dal leader, dove l’aspetto poliritmico si manifesta con vigore ed enfasi, basti ascoltare brani come Demarèteion, in cui viene omaggiato Coltrane, o Caravan (tribute to Giulio Capiozzo), adattamento di uno standard di Duke Ellington e Juan Tizol, nella versione arrangiata da Capiozzo, indimenticato batterista degli Area. Patti guarda alla sua terra natia in Chiantu, con il tema tratto da Ah sì, versate lacrime, canto funebre del Venerdì Santo, ma gli stessi umori folk avvolgono la doppietta Porta dei venti/Bibbirria, ispirata da un quartiere di Agrigento culla di popolazioni arabe, è una discesa etnica avvolgente e ricca di pathos. Ultima citazione per le due sezioni che compongono Umbilicus, divise tra musica afrocubana e jazz ballad d’autore. Telamon è la conferma della bravura di Patti nel creare situazioni densissime di riferimenti culturali, un caleidoscopio gestito con efficacia da un autore curioso e di grandissimo talento compositivo. (Luigi Cattaneo)


mercoledì 3 aprile 2024

AA.VV., Sound Bloody Sound (2024)

 


Nata come fanzine nel 2004, con lo scopo di promuovere artisti della provincia di Ancona, la Bloody Sound negli anni è cresciuta a dismisura, incentivando eventi e trasformandosi in etichetta discografica, con la conseguenza di ampliare il rooster con band provenienti da tutta Italia. Per festeggiare il ventennale di attività esce ora Sound Bloody Sound, raccolta contenente 14 inediti di artisti che hanno collaborato attivamente con la realtà di Jesi. La raccolta è curata da Daniele Nando Luconi e Nicola Amici. È una selezione parziale ma rappresentativa degli artisti con cui Bloody Sound ha avuto il privilegio di collaborare nel corso di questi venti anni e con cui continuerà a collaborare nei prossimi venti e oltre. Ci sarebbe piaciuto averli tutti in questa compilation, ma, per ovvi motivi, non è stato possibile. Le dichiarazioni della label fanno il paio con la scaletta proposta, che oscilla tra l’aggressività, anche cupa, di Zolle, Heat Fandango e Lleroy, passando per l’elettronica folle del progetto Saturday Night Dengue, senza dimenticare le atmosfere regalate da Kaouenn e Loris Cericola, esempi della variegata proposta dell’etichetta marchigiana. (Luigi Cattaneo)