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sabato 5 settembre 2026

EPIGRAFI, Atlas (singolo 2026)



Con il nuovo singolo Atlas, gli Epigrafi arrivano al punto più delicato di Dedalus, il concept che trova nella sezione conclusiva, Paradiso perduto, il suo momento di massima tensione.

Amal sta per risvegliarsi. E con lei rischia di dissolversi il mondo onirico che ha creato: un universo destinato a esistere soltanto finché il suo sonno continuerà a sostenerlo.

Il protagonista lo sa e prende una decisione che non lascia spazio a una via di ritorno: sostituirsi ad Amal. Sarà lui a sostenere quel mondo, a impedirne la scomparsa, permettendole di tornare alla realtà. Come Atlante, accetta di portare sulle proprie spalle un intero universo. Il prezzo è il proprio sonno, senza fine.

Ma prima della separazione c’è ancora un ultimo sguardo.

Nel volto di Amal cerca una risposta a una domanda che lo accompagna fino all’ultimo istante: quello che ha visto nei suoi occhi era davvero un sentimento o soltanto qualcosa che il suo desiderio ha trasformato in realtà? Il dubbio non riguarda soltanto lui. È il riflesso della scelta di Amal, divisa tra il peso di accettare il sacrificio e la tentazione di portarlo con sé, oltre il confine del sogno.

Poi lei sorride. Non serve altro. In quello sguardo rimane una luce che mette a tacere l'incertezza e rivela ciò che le parole non potrebbero più spiegare: tra i due esiste qualcosa che il risveglio non può cancellare.

Musicalmente, Atlas si muove su una struttura prog-death metal, attraversata da incursioni metalcore. Contrasti, cambi di tensione e passaggi più articolati accompagnano una storia costruita attorno al sacrificio, alla perdita e a un legame che continua a esistere anche quando i due mondi sono costretti a separarsi.

In Dedalus, il confine tra sogno e realtà si è ormai assottigliato fino quasi a scomparire. In “Atlas” resta una sola domanda: quanto di noi siamo disposti a lasciare dall’altra parte, pur di permettere a qualcuno di tornare indietro?


Ascolta Atlas su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=LG-gAdCjppc

Ascolta Atlas sulla tua piattaforma preferita qui https://ffm.to/epigrafi-atlas


Gli Epigrafi nascono nel 2016 a Bassano del Grappa dall’incontro tra Pietro, Enrico, Riccardo e Jacopo, uniti dalla volontà di costruire un linguaggio personale partendo da influenze come Death, Opeth e Dimmu Borgir. Dopo i primi brani pubblicati online e l’esordio con Sublime and Vain, la band inizia un’intensa attività live tra concerti e contest nel circuito veneto. Negli anni successivi la formazione cambia con l’ingresso di Alberto alla batteria e Mattia al basso, aprendo il suono a influenze prog e metalcore senza perdere l’impronta estrema delle origini.
Durante il periodo pandemico entra anche il chitarrista Riccardo, contribuendo alla nascita di Dedalus, concept diviso in tre sezioni — Purgatorio, Inferno e Paradiso Perduto — ispirato a un immaginario distopico di matrice dantesca. Nel 2022 la band registra l’EP PH1 (Purgatorio) presso La Distilleria Produzioni Musicali, mentre nel 2023 torna dal vivo conquistando il primo posto come miglior band metal e miglior gruppo vicentino al Vicenza Rock Contest.
Attualmente gli Epigrafi collaborano con Sorry Mom! e proseguono lo sviluppo di Dedalus. Dopo i singoli Arcadia e Maelström e l’EP Ep2silon, che accompagna il passaggio dal Purgatorio all’Inferno del concept, a maggio 2026 la band conclude il capitolo dell'Inferno con il singolo
The Room, aprendo ufficialmente il percorso verso l'ultima parte del concept, Il Paradiso Perduto. Il primo brano previsto per questa nuova sezione è Atlas.


giovedì 3 settembre 2026

INSANIA.11, Il mondo aldilà (2025)


 

Interessante concept album firmato Insania.11 (già Insania, attivi tra il 1989 e il 1997), che raccontano una realtà distopica in questo Il mondo aldilà, dove lo sviluppo tecnologico, che ha imposto all’uomo regole ferree, tanto da ridurlo ad uno schiavismo alienante e soffocante, ha portato all’utilizzo di droghe psichedeliche, unico modo per superare i confini del mondo in cui ci si trova. Una narrazione portata avanti dal duo formato da Samaang (voce, basso, chitarra, programmazione midi) e Ethrum (chitarra) che riporta alla mente Necrophobic e Coroner, ma anche i nostrani Hornwood Fell, Horrid e Node, una miscela letale di death e black, complessa e plumbea, cupa e claustrofobica. Il progetto, rinato nel 2008, ha portato alla nascita di un ep nel 2010, I diari di Samaang: lo Stato Larvale, e due lavori creati da entrambi i membri, Di sangue e di luce del 2017 e L’orrore del 2019, dischi che hanno visto i lombardi tornare a navigare nelle acque scure dell’underground estremo italiano, abbandonato dopo due demo registrate ad inizio anni ’90. Il nuovo album propone un death metal dalle tinte progressive e industrial (accorato l’uso della drum machine), ricco di strutture molto articolate (La fanciulla e il lago, Le tessitrici di Duum) e momenti di straordinaria brutalità (Abyssus, Ignite), spiazzante e oscuro per tutta la sua abbondante durata, non sempre fluida ad essere onesti. Disco da ascoltare con la dovuta calma visti i tanti sviluppi proposti, a volte persino troppi, ma sicuramente affascinante e lodevole. (Luigi Cattaneo)



mercoledì 19 agosto 2026

EGO DIVIDED, Empty ego (singolo 2026)



Nascere dal nulla cosmico e scoprire di avere dentro un universo ancora inutilizzato. Il nuovo singolo degli Ego Divided, Empty Ego, parte da questa vertigine: “you were nothing and you will be nothing”, una sentenza che osserva l'essere umano davanti al proprio vuoto e alla difficoltà di scegliere una direzione mai realmente indicata.

Intorno, il rumore del mondo lavora per sottrazione. “Distract, distract, what they want for you is only distraction”: lo sguardo viene continuamente attirato altrove, nutrito di elementi inutili, mentre la coscienza resta affamata. Riempire l'ego con le cose sbagliate significa perdere progressivamente contatto con la propria immaginazione, descritta nel brano come un “divine power”, una facoltà capace di generare possibilità e dare consistenza ai sogni.

Empty Ego diventa così un comando rivolto a sé stessi: “wake up, wake up your ego”. Guardare dentro, affrontare i propri fantasmi, uccidere il proprio re interiore e insistere, anche quando la distrazione continua a richiamare lo sguardo. Il percorso cercato all'esterno era già nascosto nella coscienza.

Musicalmente, gli Ego Divided affidano questa battaglia mentale a un melodic death metal tecnico e affilato, con richiami a Necrophagist e Cynic. Le aperture più melodiche di maideniana memoria lasciano emergere una sensibilità più classica, ampliando il respiro di un brano che si nutre di tensione, coscienza e vuoto cosmico.


Ascolta Empty Ego su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=ic_2rTnh7ag

Ascolta Empty Ego sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/egodivided-emptyego


La storia degli Ego Divided inizia nel 2005, quando i chitarristi Massimo Masi e Alberto Zimone fondano la band partendo dalla reinterpretazione delle proprie cover preferite. Negli anni il gruppo si dedica alla scrittura di brani originali e definisce progressivamente la propria identità musicale. Nel 2012 entra in formazione il vocalist Mauro Tagliavia, autore di testi profondi e parte integrante dell'evoluzione del sound.

Nel 2014 gli Ego Divided iniziano a registrare il primo album, ma l'uscita del bassista e del batterista interrompe i lavori. Di quelle sessioni restano Source e Fearless Reason, successivamente pubblicate online. La formazione viene ricostruita nel 2018 con Elio Lao alla batteria e Alessio Lopes al basso, arrivando nel 2024 alla pubblicazione dell'album di debutto sulle principali piattaforme digitali.

Dopo l'uscita di Elio Lao, la band si affida a Phil Spinelli, batterista dei Tol Morwen, per le nuove registrazioni. Nel 2025 vengono pubblicati i singoli Totally Blind, Reflections e Fury of Hatred. Conclusi i lavori su Reflections, Alberto Zimone lascia il gruppo: entrano quindi Ermanno Siino alla chitarra e Manfredi Mansueto, batterista degli State of Neptune, che prosegue il percorso in studio della band.

lunedì 29 giugno 2026

SYMPHONIES OF DECAY, Sagittarius A (2025)

 


Nati nel 2019 grazie ad Alfredo Teodori (chitarra) e Andreas Santori (batteria), compagni nei Varnas, i Symphonies of Decay mostrano da subito interesse per la scena death metal scandinava, quella di Dark Tranquillity e primi In Flames. La formazione si completa, nel corso degli anni, con Fabrizio Sclano (basso), Simone Di Pietro (chitarra) e Simone Gaddeo (voce), elementi che hanno permesso ai romani di pubblicare nel 2025 Sagittarius A, valido ep che unisce death metal e gothic, una fusione che rimanda alle atmosfere non solo dei gruppi citati ma anche a quelle oscure di band come Moonspeel o Paradise Lost. Un lavoro fortemente atmosferico, suggestivo e malinconico, con i picchi di Supernova e The portal a lasciare la sensazione di trovarci dinnanzi ad un gruppo dalle ottime potenzialità. (Luigi Cattaneo) 

venerdì 26 giugno 2026

EPIGRAFI, Ep2ilon (2025)

 



Il progetto Epigrafi, nato ormai 10 anni fa a Bassano del Grappa (Vicenza), continua nella ricerca di una propria dimensione e di un approccio quanto più personale possibile, anche se, in un mondo musicale che ha ormai detto tutto, o quasi, apparire originali è caratteristica alquanto complessa. Gli elementi estremi, che da sempre accompagnano il quintetto, trovano conferma nell’ottimo Ep2ilon, ep di 4 pezzi dove il death metal si tinge di progressive, nella miglior tradizione di Opeth e Edge of Sanity, con sporadici echi di metalcore. Questo ultimo ep si inserisce all’interno del concept Dedalus, diviso in tre parti dedicate al purgatorio (PH1, uscito nl 2022) all’inferno e al paradiso perduto, con il nuovo nato in casa Epigrafi che chiude idealmente la sezione dedicata al luogo in cui si purificano le anime, iniziando a raccontare anche quello dove non troveranno mai pace. Le tracce mostrano la bravura dei vicentini nel creare situazioni tanto atmosferiche quanto claustrofobiche, con passaggi ampiamente melodici che si scontrano con altri davvero brutali, in un saliscendi, anche emotivo, davvero interessante. La band sa essere oscura e violenta, ma complice tecnica e idee, riesce a far convivere più anime all’interno della proposta con grande naturalezza, lasciando presagire come ci possano essere ulteriori sviluppi nella loro arte. (Luigi Cattaneo)


venerdì 12 giugno 2026

EPIGRAFI, The room (singolo 2026)



Il nuovo singolo degli Epigrafi, The Room, chiude la sezione dell’Inferno all’interno del concept Dedalus.

È un brano che lascia intravedere qualcosa oltre il buio, una soglia che introduce alla fase successiva del racconto: il Paradiso perduto. Anche il suono segue questa direzione, mantenendo il legame con le proprie radici ma spingendosi oltre: prog-death metal moderno sulla scia dei Persefone, con aperture atmosferiche vicine agli Opeth e inserti metalcore freddi e leggeri ispirati agli Imminence.
Dopo l’oscurità assoluta in cui era stato lasciato il protagonista, compare una porta. Una luce attraversa le fessure e interrompe il vuoto. Da lì prende forma “la stanza”, uno spazio soffuso e fuori dal tempo in cui lui e Amal riescono finalmente a ritrovarsi.
La scena ha la consistenza del sogno e infatti è proprio questo che emerge lentamente. Amal non parla, eppure la sua voce risuona nella mente del protagonista. È lei ad aver costruito questo luogo onirico, modellandolo per proteggerlo dall’abisso e offrirgli una possibilità di esistere ancora. In quella stanza convivono amore, salvezza e dissoluzione.
Ma qualcosa inizia a incrinarsi. Amal sta per svegliarsi e con il suo ritorno alla realtà l’incantesimo rischia di spezzarsi. Il protagonista comprende allora la natura fragile della propria esistenza: nato da quel sogno, potrebbe svanire insieme ad esso. Le lacrime di Amal fanno intuire il seguito, lo annunciano: “As I cross this veil I see your despair / now is the time to break this spell”.
The Room resta sospesa in questo equilibrio instabile che si affaccia sulla dissolvenza, lasciando aperta la porta verso ciò che verrà dopo.


Ascolta The Room su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=FspC6l63s18


Ascolta The Room sulla tua piattaforma preferita qui https://ffm.to/epigrafi-theroom


Gli Epigrafi nascono nel 2016 a Bassano del Grappa dall’incontro tra Pietro, Enrico, Riccardo e Jacopo, uniti dalla volontà di costruire un linguaggio personale partendo da influenze come Death, Opeth e Dimmu Borgir. Dopo i primi brani pubblicati online e l’esordio con Sublime and Vain, la band inizia un’intensa attività live tra concerti e contest nel circuito veneto. Negli anni successivi la formazione cambia con l’ingresso di Alberto alla batteria e Mattia al basso, aprendo il suono a influenze prog e metalcore senza perdere l’impronta estrema delle origini.
Durante il periodo pandemico entra anche il chitarrista Riccardo, contribuendo alla nascita di Dedalus, concept diviso in tre sezioni — Purgatorio, Inferno e Paradiso Perduto — ispirato a un immaginario distopico di matrice dantesca. Nel 2022 la band registra l’EP PH1 (Purgatorio) presso La Distilleria Produzioni Musicali, mentre nel 2023 torna dal vivo conquistando il primo posto come miglior band metal e miglior gruppo vicentino al Vicenza Rock Contest.
Attualmente gli Epigrafi collaborano con Sorry Mom! e proseguono lo sviluppo di Dedalus, pubblicando i singoli Arcadia e Maelström e l’EP Ep2silon, che accompagna il passaggio dal Purgatorio all’Inferno del concept.


sabato 6 giugno 2026

INSANIA.11, Ignite (singolo 2026)



Nel metal si parla spesso di oscurità, in ogni sua possibile declinazione. Nel nuovo singolo Ignite, gli Insania.11 raccontano un futuro apocalittico, distopico ma non impossibile, in cui il cielo è stato irrimediabilmente oscurato da una catastrofe termonucleare che ha contaminato tutto.

I presuntuosi adoratori del Sole, convinti di poterne dominare l’energia attraverso la scienza e di poterlo far “splendere in una fossa”, hanno fatto i conti senza l'oste. Il pianeta adesso è un immenso rogo e l'atmosfera è saturata da fumo e cenere.

Avanzano a passo marziale le processioni di sopravvissuti smunti, logorati e consumati da un deserto tossico, costretti a nutrire enormi roghi rituali per squarciare un buio diventato eterno.

Disperata la voce mentre urla afflitta “Brucia! Brucia il mondo!” con un lacerante e tagliente screaming, acido come le acque ormai imbevibili. Mentre la batteria picchia a velocità forsennata come un conto alla rovescia verso l’estinzione, le corde dipingono lo scenario bollente e instabile attraverso riff dispari, dissonanti e soffocanti.

Il culto ossessivo degli idrocarburi e del consumo diventa qui il simbolo di un sistema fondato sull’avidità e sulla predazione, in un parallelismo inquietante tra il moderno “oro nero” e l'antico Culto del Sole poi assorbito dalla cristianità: l'idolatria porta solo alla distruzione, la storia insegna ma l'uomo non vuole imparare.

In Ignite non è solo il metal a essere blackened, ma anche l’atmosfera terrestre ormai annerita dalla cenere, mentre il death assume il suo significato più radicale: la morte del pianeta, l'estinzione in ginocchio davanti a un enorme falò alimentato dalla nostra ingordigia.

Ignite è il secondo singolo e settimo capitolo di Il mondo aldilà, concept album che esplora i mondi liminali al margine tra vita e non vita. L'album sarà disponibile in copia fisica e su tutte le piattaforme dal 26 giugno.


Guarda il video di “Ignite” qui https://www.youtube.com/watch?v=HOjfWr7IiBA


Gli Insania.11 nascono dalle ceneri degli Insania, formazione thrash(core) attiva tra il 1989 e il 1997, di cui resta traccia in un demo e in alcune registrazioni grezze. Il progetto prende forma nel 2008 come entità da studio guidata da Samaang, concretizzandosi nel 2010 con l’EP I Diari di Samaang: lo Stato Larvale.
Dopo un tentativo di reunion con parte della line-up originale, il percorso si consolida attorno al nucleo composto da Samaang ed Ethrum, dando vita a Di Sangue e di Luce (2017), lavoro accolto positivamente dalla stampa specializzata nonostante una diffusione limitata. Nel 2019 arriva L’Orrore, pubblicato dopo un percorso complicato da esperienze negative e ritardi.
Dal 2019 parte la scrittura del materiale successivo, segnata anche dall’isolamento pandemico, che espande il processo creativo fino a un lavoro ampio e strutturato. Parallelamente alla composizione, prende forma un concept unitario e un perfezionamento delle tecniche vocali grazie agli Scream Studios. Completati arrangiamenti e registrazioni, il progetto arriva alla sua forma definitiva con il supporto di Marco Allemandi, che ha curato mixing e mastering nel suo studio Triora Records.

martedì 26 maggio 2026

INSANIA.11, Abyssus (singolo 2026)



“Quando guardi a lungo nell’abisso, l’abisso ti guarda dentro”, scriveva Friedrich Nietzsche.

Il nuovo singolo degli Insania.11 si aggrappa esattamente a questo crinale vertiginoso.
Abyssus affonda lo sguardo nel concetto di Cupio Dissolvi, il desiderio feroce di auto-annientamento. Un impulso oscuro sublimato dai versi in latino, soprattutto dal conclusivo “Abyssus me quaerit exstinctionis”. Le liriche sono evocazioni arcaiche e primordiali rivolte a una Madre Immortale dall'abbraccio spigoloso, figura primigenia che con la sua “falce affilata” è pronta a squarciare “questa prigione di carne”.
Se questa entità ancestrale attrae, seduce e divora, le streghe che la circondano incarnano demoni e pulsioni da accogliere senza difese, fino a spogliarsi da ogni residuo fisico e mentale. Nell'immaginario degli Insania.11, questo è il processo di autodistruzione necessario per essere rigettati nella spirale incessante delle reincarnazioni.
Il brano procede a passi pesanti come un organismo instabile, tortuoso, dissonante e lacerante, per raccogliere e trasfigurare gli insegnamenti del “Bardo Thodol – Il Libro Tibetano dei Morti” estraendone un'essenza corrosiva di suoni e immagini.

Questa mistura rituale di elementi estremi dà origine a una colata lavica blackened prog-death, che risale come vapore sulfureo da una terra sterile e si arrampica sui timpani, si insinua nel cervello e mette radici come una pianta velenosa, invasiva, irrimediabile.

Abyssus è il primo singolo ad anticipare l'album di prossima uscita Il mondo aldilà ed è disponibile su tutte le piattaforme dal 13 aprile.

Guarda il lyric video di Abyssus qui https://www.youtube.com/watch?v=sjxWYy-BBhw

Gli Insania.11 nascono dalle ceneri degli Insania, formazione thrash(core) attiva tra il 1989 e il 1997, di cui resta traccia in un demo e in alcune registrazioni grezze. Il progetto prende forma nel 2008 come entità da studio guidata da Samaang, concretizzandosi nel 2010 con l’EP I Diari di Samaang: lo Stato Larvale.

Dopo un tentativo di reunion con parte della line-up originale, il percorso si consolida attorno al nucleo composto da Samaang ed Ethrum, dando vita a Di Sangue e di Luce (2017), lavoro accolto positivamente dalla stampa specializzata nonostante una diffusione limitata. Nel 2019 arriva L’Orrore, pubblicato dopo un percorso complicato da esperienze negative e ritardi.
Dal 2019 parte la scrittura del materiale successivo, segnata anche dall’isolamento pandemico, che espande il processo creativo fino a un lavoro ampio e strutturato. Parallelamente alla composizione, prende forma un concept unitario e un perfezionamento delle tecniche vocali grazie agli Scream Studios. Completati arrangiamenti e registrazioni, il progetto arriva alla sua forma definitiva con il supporto di Marco Allemandi, che ha curato mixing e mastering nel suo studio Triora Records.

giovedì 19 marzo 2026

EGO DIVIDED, Fury of hatred (singolo 2026)



Fury of Hatred, il nuovo singolo degli Ego Divided, racconta l'oscuro processo mentale della frustrazione che diventa odio indiscriminato. Quando il bisogno di controllo diventa ossessione distruttiva, si sparge veleno ad ogni occasione, alla stregua di barili di cianuro nell'acquedotto. Il testo è un coro inquietante di insulti e commenti tossici, una raccolta in crescendo di linguaggio social: uno specchio crudele che riflette la deriva di un’epoca che non sa più ascoltare. «I want to throw up because of you» e «I hate everyone, the world is in ruins» sono frammenti di una forma mentis che si nutre di rancore e finisce per divorare chi li pronuncia.

In questo scenario claustrofobico, la solitudine appare come un rifugio ambiguo, ma può essere veramente cura o solo un ulteriore abisso? Quando l’odio diventa identità, l’isolamento amplifica di quella voce interiore che non smette di gridare. «I can't stop myself» diventa allora la confessione più sincera, la resa di fronte a un vortice che trascina tutto con sé.

Fury of Hatred avanza come un carro armato inarrestabile. La batteria picchia come un martello pneumatico, le chitarre ispide tagliano l’aria e le voci scavano fin sotto l'asfalto, secondo la tradizione death metal che si rifà ad Immolation, Deicide e Vader. I brevi momenti più quieti, dal retrogusto Control Denied, sono quelli in cui il carro armato aziona i cannoni.

Fury of Hatred è un report massiccio e incandescente del mondo contemporaneo, un brano che mette a nudo l'odio patologico che ci pervade e la tiepida solitudine che ne deriva.

Dietro ogni «You're worthless», c’è sempre il rischio di perdere qualcosa di irreparabile: l’umanità che ancora ci tiene insieme.


Ascolta Fury of hatred su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=SzbL1stV12U

Ascolta Fury of hatred sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/egodivided-furyofhatred


Gli Ego Divided nascono nel 2005 dall’idea dei chitarristi Massimo Masi e Alberto Zimone, inizialmente come progetto di cover band. Con il tempo, la formazione evolve e comincia a lavorare su brani originali, trovando nel 2012 una svolta con l’arrivo del vocalist Mauro Tagliavia, autore di testi profondi e intensi.
Dopo una prima fase di difficoltà che interrompe le registrazioni dell’album d’esordio, la band torna più determinata che mai: nel 2018 entrano nella line-up Elio Lao (batteria) e Alessio Lopes (basso), spingendo il gruppo verso nuove energie creative che culminano nel 2024 con l’uscita del debut album, disponibile su tutte le principali piattaforme digitali.
Nel 2024, con l’ingresso del batterista Phil Spinelli (Tol Morwen), la band pubblica il singolo Totally Blind. Nel 2025, dopo le registrazioni di
Reflections, avviene un nuovo cambio di formazione: entra Manfredi Mansueto (State of Neptune) alla batteria, mentre Ermanno Siino prende il posto di Alberto Zimone alla chitarra, consolidando così il nuovo assetto degli Ego Divided.


sabato 1 novembre 2025

EGO DIVIDED, Reflections (singolo 2025)



Gli Ego Divided condividono le loro Reflections in questo nuovo singolo, un brano che affonda le radici nel prog-death di Atheist, Beyond Creation ed Edge of Sanity.

Il pezzo integra vocalità estreme e clean che seguono le geometrie intricate dello strumentale: il tema è scomodo da affrontare, allora usiamo tutti i linguaggi possibili per ragionarci su.
Reflections mette a nudo l’ipocrisia di una società che sacrifica il vero valore umano sull’altare del denaro e dell’immagine. La nuova normalità è fatta di compromessi, corpi svenduti e maschere sociali, per cui è meglio essere cauti: “Appearances are often deceiving / Sheeps, in reality, are bloodthirsty wolves”. Essere disposti a tutto per arricchirsi è il vero valore oppure è questo il motivo per cui affoghiamo nel fango?
Ma la verità, prima o poi, emerge sempre e quando accadrà, non serviranno più scuse: oggi semplicità e autenticità sono sottovalutate, ma sono queste le caratteristiche che durano e possono quindi lasciare un segno indelebile nel tempo. Le maschere cadono sempre.


Ascolta Reflections su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=npCX2psQKCc&ab_channel=EgoDivided-Topic

Oppure sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/egodivided-reflections


Gli Ego Divided nascono nel 2005 dall’idea dei chitarristi Massimo Masi e Alberto Zimone, inizialmente come progetto di cover band. Con il tempo, la formazione evolve e comincia a lavorare su brani originali, trovando nel 2012 una svolta con l’arrivo del vocalist Mauro Tagliavia, autore di testi profondi e intensi.
Dopo una prima fase di difficoltà che interrompe le registrazioni dell’album d’esordio, la band torna più determinata che mai: nel 2018 entrano nella line-up Elio Lao (batteria) e Alessio Lopes (basso), spingendo il gruppo verso nuove energie creative che culminano nel 2024 con l’uscita del debut album, disponibile su tutte le principali piattaforme digitali.
Nel 2024, con l’ingresso del batterista Phil Spinelli (Tol Morwen), la band pubblica il singolo Totally Blind. Nel 2025, dopo le registrazioni di Reflections, avviene un nuovo cambio di formazione: entra Manfredi Mansueto (State of Neptune) alla batteria, mentre Ermanno Siino prende il posto di Alberto Zimone alla chitarra, consolidando così il nuovo assetto degli Ego Divided.


lunedì 22 settembre 2025

EPIGRAFI, Maelström (singolo 202)



Gli Epigrafi tornano con il nuovo singolo Maelström, tratto dal secondo capitolo del concept Dedalus. Il brano, ispirato all’omonimo racconto di Edgar Allan Poe e ad alcune sue liriche più cupe, rappresenta il momento più oscuro del viaggio del protagonista: la discesa definitiva nell’abisso.

Come il testo, voce e strumentale attraversano l’intero spettro dell’oscurità: dal growl più cavernoso allo screaming più acido, il cantato domina un tappeto sonoro di cambi di tempo imprevedibili, riff irregolari e taglienti e un intermezzo quasi jazzato. Il risultato è un brano death-prog sulla scia di band come Sadist, Edge of Sanity e Cynic.
Al centro della narrazione si apre il Maelström: un vortice nero e sconfinato che inghiotte tutto. Il protagonista vi precipita, perdendo ogni residuo di identità, fino a diventare egli stesso vuoto puro. Una voce lo chiama, un sussurro lo avvolge, ma le parole restano indecifrabili.
Dalle tenebre emergono visioni simboliche e grandiose: gli angeli in lacrime, le rovine di un'antica civiltà, le musiche delle sfere celesti come un'eco della caduta di Babilonia. In questo stato liminale, il protagonista intuisce di non essere completamente scomparso: si è dissolto nel tutto e ha quindi perduto per sempre la possibilità di definirsi come “sé”, ma gli rimane ancora un angolo di coscienza che gli permette di ricordare e realizzare ciò che succede.

Deve essere questo il momento più terribile: l'ultimo attimo di lucidità prima di annullarsi e perdersi definitivamente nel buio.

Ascolta su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=6BU4gcfGNTQ&ab_channel=Epigrafi-Topic

O sulla tua piattaforma preferita qui https://ffm.to/epigrafi-maelstrom

Il progetto Epigrafi nasce nel 2016 a Bassano del Grappa dall’iniziativa di quattro ragazzi uniti dalla passione per il metal e ispirati da gruppi come Death, Opeth e Dimmu Borgir. Dopo il primo album Sublime and Vain, il cambio di formazione introduce sonorità vicine al metalcore e al prog, pur mantenendo l’intensità del death metal. Durante la pandemia la band compone Dedalus, un concept in tre parti ispirato a un’opera distopica di stampo dantesco. Il primo capitolo (PH1 – Purgatorio) viene pubblicato come EP nel 2022. Dopo il successo al Vicenza Rock Contest 2023, gli Epigrafi iniziano una collaborazione con Sorry Mom! e registrano PH2 – Inferno, in uscita quest'anno. Il singolo precedente, Arcadia, chiudeva il primo capitolo. La formazione attuale è composta da Pietro (voce), Enrico e Riccardo (chitarre), Mattia (basso) e Alberto (batteria).


martedì 12 agosto 2025

DARK REDEEMER, Harvester of sorrow (singolo 2025)



Harvester of Sorrow è uno dei brani più cupi dei Metallica: già nei versi iniziali “My life suffocates / Planting seeds of hate/ I've loved, turned to hate” i demoni di Hetfield si palesano e prendono vita, sfilando come spettri su una passerella infuocata, accompagnati da un sound saturo, nero, opprimente. Frustrazione, dolore, annientamento: tutto si coagula in un un immaginario di miseria e desolazione.

I Dark Redeemer scelgono di dare nuova voce a questi demoni e non solo: li esasperano, li moltiplicano, ne chiamano a raccolta altri, i loro personali. Si immergono nello spirito originale e lo elevano all'ennesima potenza.

Questa versione death metal di Harvester of Sorrow è violenta, atmosferica e malata: se le bacchette picchiano possenti sulle pelli come un esercito di fabbri, le tastiere avvolgono tutto con un'aura maligna e tetra; il growl divora ogni barlume di luce mentre le corde si fanno ancora più taglienti e abissali.

Il lyric video, apocalittico e angosciante, amplifica la sensazione di distruzione e rovina e contribuisce a portare Harvester of Sorrow ai confini estremi dell'oscurità.

Il brano è già disponibile su tutte le piattaforme digitali.

Guarda il lyric video qui https://www.youtube.com/watch?v=XxAOzsL4CQ4&ab_channel=DarkRedeemer

I Dark Redeemer nascono in Italia nell’estate del 2018 dalle ceneri degli Aleph, band progressive death metal con quattro album all’attivo tra il 2006 e il 2018. È in quel momento che i quattro deathsters decidono di sconvolgere le coordinate sonore della band, abbandonando le influenze più tecniche per dedicarsi a un sound più diretto e feroce: un incontro tra l’impatto tellurico del death svedese (Grave, Dismember, Entombed) e quello del death statunitense (Obituary, Morbid Angel, Immolation). Il risultato è un assalto sonoro old school, senza compromessi e dalla forte identità.

I Dark Redeemer non lasciano respiro all’ascoltatore, trascinandolo in un possente vortice di violenza e malignità. Un'onda nera dal profondo, un ritorno alle radici del “Suono della Morte”.

Il debutto discografico dei Dark Redeemer, Into the Deep Black, pubblicato da Blasphemous Records nel 2021, ha ricevuto distribuzione internazionale attraverso Sleazy Records (USA), Code 7 (Europa), Wormhole Death Japan, Fans and Bands (Messico), Egea Music (Italia) e in digitale su tutte le piattaforme.

Dopo la pubblicazione della loro brutale versione di Harvester of Sorrow, i Dark Redeemer sono al lavoro sul loro secondo album, in arrivo entro la fine dell’anno. Promettono un nuovo capitolo ancora più oscuro e violento, che proviene direttamente dal cuore delle tenebre.

La line-up è composta da Dave Battaglia (voce, chitarra), Manuel Togni (batteria), Giulio Gasperini (tastiere) e Antonio Ceresoli (basso).