martedì 28 gennaio 2020

PERPETUAL FATE, Cordis (2018)


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Nati nel 2015, i Perpetual Fate (Maria Grazia Zancopè alla voce, Gianluca Evangelista e Massimiliano Pistore alle chitarre, Diego Ponchio al basso e Marco Andreetto alla batteria) sono un alternative metal band di Padova dalle influenze progressive e dal taglio moderno, vicino a gruppi nostrani come gli Heretic’s Dream, con cui condividono un certo impianto strutturale. Aver aperto gli show di Eternal Idol e Secret Sphere è stato sicuramente un momento importante nella loro crescita artistica, percorso che ha portato il quintetto a pubblicare dapprima l’ep Secret e poi il primo full, Cordis, edito dalla Revalve Records. L’album è contraddistinto da belle e ispirate melodie, riff distorti e un’elegante tocco elettronico, elementi che si sviluppano in pezzi come Enslavement o Mark any youth. Il giusto equilibrio tra momenti aggressivi e parti ricche di pathos viene raggiunto nell’opener Rabbit hole, nell’ottima Cannibal e in The land, dove trovano risalto Michele Guaitoli (voce dei Vision of Atlantis e Temperance) e Marco Pastorino (Temperance, Secret Sphere, Virtual Simmetry, Light & Shade). Nota di merito per la lunga Eternal destiny, che mette in luce le influenze prog della band, piccola perla di un lavoro rifinito ed elegante. (Luigi Cattaneo)

Rabbit hole (Video)



sabato 25 gennaio 2020

GABRIELE GASPAROTTI, Istantanee Vol.1 (2019)


Ci siamo già occupati di Gabriele Gasparotti in occasione dell’uscita di Extrema Ratio, affascinante album registrato con Nicola Bogazzi, che aveva permesso tra il 2018 e il 2019 di presentare certi sperimentali suoni in una trentina di date live, oltre che permettere al video La nascita di Zelda v.2.0 di essere proiettato durante la 76a Mostra Internazionale dell'arte cinematografica di Venezia all'interno della sezione Il futuro del corto d'autore. Il nuovo Istantanee vol.1 è a firma del solo Gasparotti, un lavoro di ricerca dove Gabriele ha utilizzato sintetizzatori semi-modulari, il giradischi Vestax Controller One, nastro magnetico, pianoforte preparato e un trio d’archi, per un risultato complessivo di non facile lettura, tra echi minimali, suoni essenziali e un utilizzo dei synth analogici che diviene il trademark dell’intero album. È proprio l’autore a spiegare il processo creativo. I sintetizzatori analogici che ho utilizzato sono strumenti che vivono quasi di vita propria, il cui funzionamento è influenzato anche dalla minima variazione della tensione elettrica e ogni evento sonoro da essi generato per quanto ci si sforzi di replicarlo è irripetibile, utilizzandoli si accetta di farsi sfuggire dei dettagli. L’idea di registrare ogni istantanea più volte e su diversi tipi di nastro ha permesso al musicista di avere timbri differenti, dando così l’opportunità di scegliere cosa utilizzare, cosa mettere in primo piano e modificare prospettive in base alle scelte effettuate. Un lavoro di composizione che diviene conseguenza, scoperta sul campo, ricerca in studio di particolari nascosti e invisibili e che profuma di soundtrack, per la sua innata capacità di condurre in un mondo distopico, di narrare senza l’ausilio di temi e immagini. Il geniale toscano sposta l’asticella ancora più in là, sfiorando a tratti l’incomunicabilità, con le oniriche partiture che sono caricate di Kosmische e occultismo misterioso, tangibile nelle crepe di musica concreta, coraggiosa e difforme. I particolari finiscono quindi per divenire oggetto di studio, pura avanguardia mistica fatta di suoni oscuri e strutture celate, che vanno comprese nella loro profonda essenza, e che rimandano, senza scimmiottarle, alle avanguardie colte del Novecento. Suggestivo e provocatorio, Istantenee vol.1 è lo specchio di un’artista che scava nel profondo della creazione, che non si accontenta di certezze e prova, in maniera autonoma e coraggiosa, a dire qualcosa di ardimentoso, attraverso un linguaggio ostico ma di grande fascino. (Luigi Cattaneo)

Di seguito il link per acquistare e ascoltare l'album




giovedì 23 gennaio 2020

EARTHSET, IL COMUNICATO DEL NUOVO L'UOMO MECCANICO


Gli Earthset, quartetto rock di Bologna, annunciano la pubblicazione di L’uomo Meccanico, colonna sonora del cine concerto del film muto L’uomo Meccanico (Ita-Fra 1921).
LP contenete la soundtrack sarà rilasciato via Dischi Bervisti e Koe Records il 31 gennaio 2020 e presentato ufficialmente sempre il 31 gennaio a Roma, all’interno della Salle du Cinéma dell’Institut Francaise Centre Saint Louis.
La pubblicazione avviene dopo il successo della lunga tournée del 2019, realizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna e col supporto di Bologna Città della Musica UNESCO, che ha visto i bolognesi impegnati su tutto il territorio nazionale ed all’estero.
Diversi gli appuntamenti significativi in cui il cine concerto è stato presentato, tanto nell’ambiente del circuito musicale quanto in quello cinematografico, e prestigiose le collaborazioni.
Si segnalano la presentazione di L’uomo meccanico all’interno del Pesaro Film Festival; la partecipazione alla rassegna Balletti Meccanici prodotta dal Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci; la serata inaugurale del Soundscreen Film Festival di Ravenna, in cui la band ha anche avuto la possibilità di suonare insieme al regista Abel Ferrara; le tappe di Brescia e Pisa, in collaborazione con l’Università di Brescia e l’Università di Pisa; nonché, tra le date all’estero, la serata conclusiva del festival LesRencontresduCinémaItalien, realizzato col finanziamento dell’Istituto Italiano di Cultura di Lione e che in passato ha ospitato le sonorizzazioni realizzate da gruppi italiani quali Massimo Volume, Julie’s Haircut e Giardini di Mirò.

Musicalmente l'album si presenta come una lunga suite senza soluzione di continuità, in cui la band esplora ed approfondisce gli elementi più sperimentali della sua produzione.
Si passa agevolmente dal post rock alla psichedelia, dal noise ad echi classicheggianti docecafonici ed esatonali ispirati dallo studio delle avanguardie storiche dei primi del ‘900.
La sonorizzazione è nata all’interno del Progetto Soundtracks 2018, sotto la direzione artistica di Corrado Nuccini (Giardini di Mirò) e Stefano Boni (Museo del Cinema di Torino).
Nell’ambito del corso gli Earthset hanno avuto come tutor Nicola Manzan (Dischi Bervisti), che la band ritrova oggi alla produzione dell’LP.
La produzione vede inoltre il coinvolgimento della band dog-core bolognese Cani dei Portici: Demetrio Sposato (batteria) con la sua Koe Records e Claudio Adamo (chitarra), produttore tecnico dell’intero lavoro (record-mix-master).
La release sarà accompagnata da un nuovo tour per il 2020.

IL FILM
L'uomo meccanico è un film muto prodotto dalla Milano Films nel 1921. Autore e interprete della pellicola è il francese André Deed (noto in Italia come Cretinetti).
Si tratta del primo film di fantascienza/horror prodotto in Italia ad oggi disponibile (il più antico Il Mostro di Frankenstein del 1914 risulta perduto), seppur in versione mutilata.
La pellicola, infatti, era andata perduta e solo negli anni '90 la Cineteca di Bologna è riuscita a restaurare un lungo frammento proveniente dall'ultima bobina rimasta al mondo, rinvenuta nella Cinemateca Brasileira di San Paolo.
L’uomo meccanico è per questo poco conosciuto, sebbene rappresenti una tappa molto importante del cinema italiano. Si tratta della prima pellicola italiana ed una delle prime al mondo ad affrontare il tema dell'automa ed a mostrare la scena dello scontro tra un mostro meccanico buono ed uno cattivo, anticipando di gran lunga temi sviluppati dalla fantascienza posteriore, nonché un certo immaginario “mecha” giapponese.

Tracklist:
Cap. I – Preludio
Cap.
II – Il Fuoco
Cap. III – L’inganno
Cap. IV – La Festa
Cap. V – L’Uomo Meccanico
Cap. VI – La Fuga
Cap. VII – Il Ballo
Cap. VIII – Lo Scontro

Credits:
Music by Earthset
Live recorded, mixed and mastered by Claudio Adamo.
Artwork by Simone Tacconelli.

Contatti:
Earthset

Dischi Bervisti

Koe Records:

martedì 21 gennaio 2020

BANCO DEL MUTUO SOCCORSO & IL SEGNO DEL COMANDO LIVE AL POLITEAMA GENOVESE



Il Banco del Mutuo Soccorso in concerto a Genova!!!
Mercoledì 5 febbraio 2020
Opening act: Il Segno del Comando


Il Banco del Mutuo Soccorso, in concerto al Teatro Politeama Genovese (via Bacigalupo 2, 16122 Genova) il prossimo 5 febbraio 2020.

Il pubblico avrà modo di ascoltare, per la prima volta dal vivo, i brani che compongono il nuovo lavoro Transiberiana, riflesso di tutta la carriera del Banco e di ciò che la band è al giorno d’oggi, l'altra faccia di una storia che continua e che fa proprio il tempo nuovo.

Il concerto di Genova sarà anche l’occasione per riascoltare le composizioni più famose del Banco, quelle che hanno reso il gruppo uno dei punti di riferimento del rock progressive.

Per aprire il proprio concerto, il Banco ha voluto in qualità di ospite la prog band genovese Il Segno del Comando, un gruppo nato a Genova nel 1995 che negli ultimi anni ha ricevuto molti riscontri per la propria attività. Ha pubblicato sul finire del 2018 l'ultimo suo album in studio (L'incanto dello Zero) e lo scorso 22 novembre 2019 ha presentato la ristampa del suo disco di esordio omonimo del 1996.


Qui il link per l'acquisto online dei biglietti: http://bit.ly/genovaT1
www.politeamagenovese.it






domenica 19 gennaio 2020

I MAIALI, Cvlto (2019)


Di moniker particolari e, a dire il vero, poco “spendibili” sul mercato (peraltro comunque asfittico), ne ho visti parecchi negli anni ma I Maiali è tra i più singolari sicuramente. L’entità post hardcore formata da Francesco Foschini (voce), Matteo Grigioni (basso), Daniele Ticconi (chitarra) e Angelo Del Rosso (batteria) punta tutto su un impatto dichiaratamente noisy, un suono greve che trova il giusto supporto di testi che parlano dell’uomo, del suo animo, dei suoi desideri e del suo rapporto con il divino, senza giri di parole, senza mezze misure. Cvlto è il loro esordio, la rabbia come elemento predominante e un nichilismo di fondo che rende il tutto decisamente dark, maligno, tanto che il lavoro potrebbe piacere anche a chi è solito ascoltare musica più estrema. L’incedere malsano di Carne, la nera preghiera di Ave, l’inno sfrenato della title track, l’ipnotica wave di Danza come Manson, sono solo alcuni dei momenti di questo bel debutto, accostabile per attitudine a progetti come Morso, Hate & Merda e The Vasto. (Luigi Cattaneo)

Ave (Video)


NEVICA, Tengo (2019)


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Dietro il moniker Nevica si cela Gianluca Lo Presti, musicista ma anche produttore, tecnico del suono e arrangiatore, che con questo Tengo unisce le anime musicali di due suoi progetti, ossia il cantautorato di Nevica su Quattropuntozero e l’elettrorock di Nevica Noise. Ispirato al romanzo 1Q84 di Haruki Murakami e all’attività dello psicologo e musicoterapeuta Mauro Scardovelli, l’album vede Lo Presti diviso tra canto, elettronica, sintetizzatori, piano e basso, coadiuvato ottimamente da Alessandro Antolini alla batteria, Giuseppe Lo Bue alla chitarra, Francesco Cellini al violoncello e Manuela Trombini al violino e alla viola. L’iniziale Il nostro suono è un bel biglietto da visita, impianto rock su cui si instilla una vena elettrodark ricca di pathos, per un brano immediato e che presenta alcuni tòpoi del lavoro. Già la successiva Tina e Swaraj risulta più complessa e strutturata, poetica e visionaria trama wave tra le più interessanti dell’album, mentre Outing parte II è arricchita da un coro di voci bianche guidate dalla maestra Daniela Peroni. Elettronica e darkwave si inseguono anche in Due lucertole, mantenendo alta la tensione del racconto, così come l’inquietudine che avvolge la spirale di Aomame nascosta nell’appartamento, episodio centrale nello sviluppo narrativo di Lo Presti. Il ritmo si alza con la title track, pur mantenendo le caratteristiche di suono emerse sin qui, prima di Animadre con la sua cupa carica elettronica e la conclusiva Ghiliachi, prezioso finale di un disco articolato e da scoprire senza fretta. (Luigi Cattaneo)  



venerdì 17 gennaio 2020

FIRMO, Rehab (2018)


Uscito verso la fine del 2018, Rehab è il primo lavoro di Gianluca Firmo (voce e tastiere), conosciuto soprattutto per il progetto Room Experience, un disco intriso di AOR, melodick rock e ballate delicate. Con una formazione composta da Mattia Tedesco alla chitarra (Candies For Breakfast, Vasco Rossi, Gianluca Grignani), Nicola Iazzi al basso (anche lui Candies For Breakfast ma pure membro degli Hardline), Daniele Valseriati alla batteria (Tragodia) e Davide Barbieri ai cori (Room Experience, Wheels of fire, Raintimes), il risultato finale non poteva che essere brillante, e a questi vanno aggiunti una serie di importanti ospiti che animano diversi momenti del disco. A place for judgement day è il classico brano d’apertura, ottimo per presentare le caratteristiche dell’album, con la sua carica di facili melodie e un azzeccato chorus, con le chitarre di Stefano Zeni (Room Experience, Wheels of fire) e Carlo Poddighe a dare il proprio contributo (ben presenti in più brani del disco). Non che sia da meno il mid-tempo Heart of stone, così come è particolarmente raffinata la ballata Shadows and lights. Più rock e sempre molto immediata Maybe forever, mentre i Bon Jovi di Slippery when wet tracciano la traiettoria di No prisoners. Mario Percudani, chitarrista degli Hungryheart e degli Hardline, Alessandro Moro al sax e Pier Mazzini, tastierista dei Danger Zone, impreziosiscono un’altra romantica ballata, Didn’t wanna care. L’elettricità torna in Unbreakable e nell’ottantiana Don’t dare to call it love, mentre Cowboys once, Cowboys forever è un inno al proprio modo di intendere la vita e la musica e vede il ritorno della chitarra di Percudani. Chiudono il lavoro il coinvolgente singolo Rehab, l’elegante Until forever comes e la lenta Everything (con Andrea Cinelli al piano), ultimo sussulto di un esordio che unisce classe e sognanti melodie. (Luigi Cattaneo)

Album Teaser (Video)



giovedì 16 gennaio 2020

ESSENZA, June 26th (2020)


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Lo storico power-trio pugliese degli Essenza lancia un nuovo singolo June 26th, già disponibile su tutte le piattaforme di distribuzione digitale e come videoclip ufficiale su youtube.
Il trio, fondato nel 1993 dai fratelli Carlo Rizzello (chitarre e voci) e Alessandro Rizzello (basso), è dedito ad un metal vigoroso e tecnico, con influenze nel metal classico, nell’hard rock settantiano ma con forti tinte thrash e power metal. Paolo Colazzo, batterista, si è stabilizzato in formazione dal 2003. Agli esordi la band ha pubblicato due album cantati in italiano, prima di virare all’inglese all’inizio degli anni 2000 con gli album Devil’s Breath (2009, BigMud Records) e Blind gods and revolutions (2014, SG Records).
Il nuovo brano è ispirato ad un episodio di cronaca. Il 26 giugno 2019, i corpi senza vita di Oscar e di sua figlia Valeria sono stati ritrovati sulla riva del Rio Grande, riversi nell’acqua melmosa, dopo essere stati travolti dalla corrente mentre cercavano di attraversare il confine tra Messico e Stati Uniti. Nel tentativo di salvarla il padre aveva stretto la figlia a sé, proteggendola nella sua maglietta. È così che li hanno ritrovati. Il giovane di San Salvador, come tanti, era alla disperata ricerca di una vita dignitosa per sé e la sua famiglia.
June 26th racconta la loro storia, immaginando le parole che Oscar avrebbe voluto rivolgere in futuro alla sua bimba, morta a soli 23 mesi.
La copertina del singolo è realizzata da Fabrizio Vetruccio.

June 26th video youtube:
June 26th spotify:

Link utili – essenza
Sito ufficiale: www.essenzamanagement.com

DIRAXY, Ode to change (2020)

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I Diraxy annunciano il loro nuovo singolo completamente autoprodotto, Ode to Change.
La pubblicazione è prevista per la fine di Febbraio 2020 sulle principali piattaforme digitali.

Ode to Change riprende il tema del cambiamento e del coraggio nel prendere controllo della propria vita, già trattato in passato dalla band con l'album The Great Escape del 2017 (di cui parlammo da queste pagine). Il singolo ricalca le orme dei dischi precedenti, mantenendo lo stile progressive rock/metal e tracciando una forte evoluzione nell’arrangiamento.

Links:

I Diraxy sono una band progressive di Milano. Il 29 febbraio 2016 esce il loro primo album, un concept autoprodotto dal titolo The Vagrant, ispirato al film Waking Life (USA, 2001).
Il 6 luglio 2017 esce il loro secondo disco, The Great Escape, per Fontana Indie Label.
La musica della band guarda alla recente corrente progressive/rock metal, ispirandosi a gruppi di riferimento quali Porcupine Tree, Tesseract, Haken e molti altri.

Contatti e social:

mercoledì 15 gennaio 2020

TREEHORN, Golden Lapse (2019)


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I Treehorn (Davide Olivero alla batteria, Gianandrea Cravero alla chitarra e Davide Maccagno al basso e alla voce) si formano nel 2005 in provincia di Cuneo, con l’intento di suonare in maniera aggressiva, contorta e complessa, un’avversione verso i tempi pari che diviene il trademark compositivo della band. Il loro è un crossover di post hardcore e noise, accostabile a Shellac, Fugazi, Jesus Lizard Today is the Day, ma anche a gruppi nostrani come Dead Elephant e Dogs for breakfast. L’ep Anime e il full Hearth permettono loro di realizzare tour europei, prima del nuovo Golden Lapse, intriso di pezzi duri come macigni e senza orpelli inutili, diretto e pieno di brani dalla forte carica live. The recall drug è l’inizio che mette subito l’opera sui binari che la contraddistingueranno, tra riff malsani, ritmiche dispari e sottili melodie. L’impatto noisy caratterizza Virgo, not virgin, disturbanti distorsioni animano The same reverse, mentre Onlooker sembra guardare al grunge di fine anni 80, prendendo le mosse dai gruppi più pesanti che caratterizzavano quel movimento. Il martellamento continua con la diabolica Hell and his brothers, con il nuovo tributo grungy di A shining gift e con la devastante carica di Damn plan. Modigliani prima e Coward icons poi, tra cambi di tempo, atmosfere mutevoli e rabbia che diviene pulsione vitale, chiudono un ritorno che conferma la bontà del progetto Treehorn. (Luigi Cattaneo)

Damn Plan (Video)



domenica 12 gennaio 2020

NOTTURNO CONCERTANTE, Canzoni allo specchio (2012)


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Canzoni allo specchio del 2012 è l’ultimo lavoro in studio del Notturno Concertante, gruppo irpino tra gli artefici più significativi del cosiddetto new prog anni ’80. I due fondatori storici, Lucio Lazzaruolo alle chitarra e alle tastiere e Raffaele Villanova alla chitarra, si circondano di musicisti davvero abili ad inserirsi nello spettro sonoro fatto di progressive rock, folk e jazz. Canzoni allo specchio è un album brillante, legato all’aspetto acustico tanto caro alla band, in cui si fondono strumenti come il sax, il clarinetto, il violino, l’accordion, che ampliano le possibilità espressive dei Notturno. Il tutto a favore di una forma canzone melodica che non rinnega l’amore verso il prog e mostra una certa sensibilità e attenzione per arrangiamenti davvero ben curati. Da subito si capisce che la direzione presa con Ahmed l’ambulante è vicina a certo rock dalle increspature etniche, di facile assimilazione ma per nulla scontato. Young man gone west è un suggestivo pezzo strumentale, in cui emerge con forza il lato acustico della band e la capacità di creare raffinati momenti da soundtrack. In Come il vento invece si torna a parlare il linguaggio del rock in maniera diretta, preludio ad un emozionante versione di Le anime belle, che appariva già in The glass tear del 1994, e che qui assume una nuova e potente dimensione grazie ad un cantante come Giuseppe Relmi e all’utilizzo accorato del violino di Carmine Meluccio. Dal medesimo disco viene pescata The price of experience, che risulta ancora fresca e intensa, mentre nella title track la parte del leone è affidata al sax di Carmine Marra, che si produce in un bel solo nella seconda parte del brano, che è anche quella meglio riuscita. La milonga di Milingo è uno strumentale di ispirazione brasiliana piuttosto jazzata di gran gusto, a cui fa seguito Lei vede rosso, una ballata in cui gli inserti strumentali si fanno sopraffini e vellutati. Un applauso sincero ad una band che è riuscita a non guardare in maniera nostalgica il passato e a prodotto un lavoro sentito e personale, in cui i risvolti progressivi vengono amalgamati all’interno delle varie canzoni con quelli etnici, folk, cantautorali e jazz. (Luigi Cattaneo)

Full Album (Video)


sabato 11 gennaio 2020

RICCARDO ANDREINI & BRAMASOLE, Come polvere (2018)


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Non nuovo nell’ambiente underground, Riccardo Andreini è un cantautore e produttore toscano che vanta esperienze musicali sia come membro di band (con gli Zonaeden ha inciso due album), sia come solista (l’omonimo è del 2013). Con i Bramasole (Matteo Zingoni alla batteria, Lorenzo Favuzza al basso e Fabio Regoli alla chitarra e ai synth) Riccardo (voce e chitarra) arriva ora al secondo disco, Come polvere, pubblicato nel 2018 dalla Red Cat Records e intriso di rock, grunge e cantautorato, passioni che da sempre accompagnano il percorso artistico di Andreini. L’iniziale Scorgendo l’equilibrio è perfetta come apertura, con il suo appeal radiofonico che si fonde con vibranti spinte rock, bissata dalla title track, che non disdegna incursioni più marcate nel cantautorato. Puro e vitale rock in Un soffio d’aria, mentre Portano vita è una delicata riflessione sul difficile tema dell’immigrazione. Sogni sporchi torna a battere le strade del rock made in Italy, Primavera ricorda il sound della Seattle grunge novantiana, prima della raffinata Sei, una sentita ballata, una dedica genuina ad un amore perso. Segue un trittico maggiormente carico di elettricità, Brucia odio, L’offerta e Mi chiedo sempre perché, brani che mostrano l’abilità di Riccardo nel saper scrivere pezzi ammalianti ma robusti, richiamando band come Alice in Chains, Nirvana e Puddle of Mudd ma anche le nostrane Litfiba e Negrita. La chiusura è nuovamente cantautorale, con L’aquilone che è l’apprezzabile finale di un lavoro brillante ed estremamente gradevole. (Luigi Cattaneo)


martedì 7 gennaio 2020

SWÖRN, Swörn (2019)

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Nati a Torino nel 2017, gli Swörn sono un trio formato da Michele (chitarra e voce), Mattia (basso e voce) e Ulisse (batteria e voce), che mette insieme deraglianti sfuriate stoner con onirici passaggi psichedelici, contrasti sonori che sono il trademark di questo breve ma convincente esordio. Trenta minuti dove i riff distorti di matrice desert vengono ammorbiditi da sezioni strumentali suggestive, al limite dell’ipnotico, caratteristiche tipiche di un genere ormai standardizzato ma che ancora affascina. Azathoth è l’inizio del viaggio, tra parti aggressive e un crescendo di oscura psichedelia, mentre San Pedro attacca senza scrupoli, con parti heavy massicce e grintose. Il clima muta di nuovo con Electric saint, maggiormente visionaria, prima del riuscito hard di I ask shield e della stoneriana carica dark di Helluland. La conclusiva e coinvolgente Tecumseh è perfetta per chiudere un debutto gradevolissimo, sicuramente un buon punto di partenza per scenari prossimi. (Luigi Cattaneo)

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mercoledì 1 gennaio 2020

DANIELE MAMMARELLA, Past, present and let's hope (2019)


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La prima recensione del nuovo anno è dedicata ad un giovane talento di Pescara, Daniele Mammarella, chitarrista fingerstyle che vanta nel suo curriculum titoli di studio significativi, il lavoro di docente presso APM e Music and Art International Academy e il lavoro di turnista per diverse band, tra cui Iacopo Ligorio & Le Canzoni Giuste. Past, present and let’s hope è il suo primo disco, a dire il vero più un ep per la breve durata (poco più di venti minuti), composto da dieci tracce strumentali piene di tecnica, groove e tiro, cosa che non guasta mai quando si pubblica un album per sola chitarra. Tommy Emmanuel e John Renbourn vengono citati a più riprese tra le note di Destiny o Wild, il blues è omaggiato in Danny’s blues, mentre il Bud Spencer di Altrimenti ci arrabbiamo viene tributato in Dune buggy/Grau grau (di Guido e Maurizio De Angelis). In attesa di qualcosa di più sostanzioso è giusto apprezzare questo primo passo di Daniele, che con intelligenza e passione ha dato vita ad una manciata di canzoni godibili e fresche. (Luigi Cattaneo)

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QUADRI PROGRESSIVI, David Bowie


Iniziamo il nuovo anno con un pò di colore, un omaggio a David Bowie (china su foglio 21x30) da parte di Lorena Trapani, collaboratrice ormai storica della rubrica Quadri Progressivi. 
Potete visitare la sua pagina Instagram, dove Lorena mostra le sue creazioni, musicali e non. 

CONCERTI DEL MESE, Gennaio 2020

Venerdì 3
·Malibran a Belpasso (CT)

Sabato 4
·Aldo Tagliapietra a Lugagnano (VR)

Domenica 5
·Aldi Dallo Spazio a Ravenna

Venerdì 10
·Sezione Frenante a Salzano (VE)

Sabato 11
·Real Dream a Milano
·Banco a Chiasso (Svizzera)
·Melting Clock a Genova


Venerdì 17
·Lingalad a Pistoia
·J. True Tale a Lugagnano (VR)
·Malibran a Catania
·The Winstons a Roma
·The Dreaming Music Night a Milano

Sabato 18
·The Winstons a Firenze
·Mad Fellaz a Trebaseleghe (PD)

Domenica 19
·Old Rock City Orchestra a Porano (TR)

Venerdì 24
·The Winstons a Bergamo
·Enten Hitti a Cormano (MI)
·Revelation a Roma

Sabato 25
·Mr. Punch a Trofarello (TO)
·Nursery Rhymes a Marghera (VE)
·Dancing Knights a Roma
·The Winstons a Milano
·Vittorio De Scalzi a Pontestura (AL)
·Tacita Intesa + Disequazione a Trieste
·Antilabé a Treviso

Giovedì 30
·The Aristocrats a Nizza (Francia)

Venerdì 31
·Banco a Roma
·Vittorio De Scalzi a Lugagnano (VR)
·The Winstons a Faenza (RA)
·Methodica a Roma