domenica 26 agosto 2018

DARIO YASSA, Timeless (2017)

 
Quarto disco per Dario Yassa, pianista milanese che dopo tanto studio, tra conservatorio, borse di studio e seminari (tenuti da artisti come David Liebman, Uri Caine e Airto Moreira), ha trovato la via per esprimersi con continuità e qualità. Le collaborazioni con musicisti del calibro di Tony Arco, Attilio Zanchi (i più attenti lo ricorderanno nei particolari Maad nel lontano 1976), Franco Cerri, gli Artchipel Orchestra e l’Orchestra di Via Padova, hanno portato Yassa a sviluppare un sound che spazia dal classico al jazz ma non disdegna incursioni nel minimalismo e nell’elettronica, come conferma la bontà del nuovo Timeless, prodotto in trio con gli ottimi Cristiano Da Ros (contrabbasso, basso ed elettronica) e Riccardo Tosi (batteria ed elettronica). L’album è un viaggio fluente, pur nella sua complessità, con le ritmiche che seguono le note del leader, bravissimo nel disegnare scenari che si contraddistinguono per melodie oblique e fraseggi classicheggianti, esecuzioni che vengono sospinte dalla voglia di esprimersi senza avere particolari steccati. Da Ros e Tosi sono abili professionisti e l’interplay con il leader appare brillante e sicuro, un susseguirsi di frangenti che rimandano a mostri sacri come Bill Evans, Brad Mehldau, McCoy Tyner e Thelonius Monk ma anche a personaggi del calibro del compianto Luca Flores e dell’ancora poco conosciuto Mirko Signorile, a cui Dario applica una visione global, con innesti a volte vicini al mood della Ecm di Manfred Eicher. L’eleganza di tracce come Madness o 2’ Movimento sono rispettose della tradizione ma pongono un ponte con l’ambient minimal, segno che la musica di Yassa ha ulteriori sviluppi da seguire, un impressione confermata dagli ascolti e che pone questo come back in un’ottica differente rispetto ai lavori precedenti. L’approccio si è tramutato con il passare delle esperienze, sottolineando certe idee con punte elettroniche e improvvisazioni in odore di jazz rock, una maturazione del songwriting che ha reso Timeless un disco in cui pathos e disciplina vanno a braccetto e che sottolinea la crescita artistica dell’autore milanese. (Luigi Cattaneo)

sabato 25 agosto 2018

NIRNAETH, The Extinction Generation (2015)


Bloccato dal 2015, vede finalmente la luce The extinction generation, disco che riporta a galla il nome dei Nirnaeth, band devota ad un thrash speed metal che non disdegna affatto incursioni nell’heavy classico epicheggiante di Armored Saint, primi Savatage e Iron Maiden degli esordi. Nati nel lontano 1990 a Bergamo, dall’incontro tra Marco Lippe (voce e batteria) e Marco Tombini (chitarra), il loro thrash rimanda alla Bay Area storica, quella di Exodus e Forbidden e nel corso del tempo hanno aperto i concerti per gente del calibro di Cradle of Filth, Strana Officina ed Extrema. Dopo due demo e un lavoro autoprodotto, la band si è riformata nel 2007, arrivando a pubblicare questa nuova opera con una formazione che vede oltre al mastermind Lippe, Danny Nicoli alla chitarra, Luca Algeri al basso ed Elena Lippe dei Feronia (da recuperare il loro nuovo disco) alla voce, presente a dire il vero solo nell’iniziale We forget to think, nella notevole Blind hate, nella divertente cover di Blitzkrieg Bop dei Ramones e nella potente The human bankrupt. The extinction generation è il sunto di una carriera vissuta nell’underground, diviso tra brani storici, rivisitazioni, inediti e bonus tratte da demo e compilation, quasi trent’anni condensati in idee e concetti espressi con certezza e un songwriting affinato e ricco di felici spunti. I Nirnaeth dopo tanti anni ribadiscono come il loro cuore sia rimasto ancorato al periodo storico del genere, con i calibrati riff di Nicoli che incontrano una coppia ritmica aggressiva e precisa, protesa in un sound veloce, capace di autentiche bordate heavy ma anche di attenuare la tensione con passaggi strumentali e momenti melodici. Lo sviluppo delle trame definisce un approccio compositivo che non lascia nulla al caso, struttura furia e complessità e le convoglia in un processo creativo fluente e dinamico. (Luigi Cattaneo)
 
We forget to think (Video)
 

martedì 21 agosto 2018

JOHN MALKOVITCH!, The irresistible new cult of selenium (2017)


Nati solamente due anni fa, i John Malkovitch! (Luca Santi e Leonardo Tommasi alle chitarre, Manuel Negozio al basso e Francesco Tiberi alla batteria) esordiscono con The irresistible new cult of selenium, lavoro strumentale che esalta il concetto di post rock, un genere che oramai si è stabilizzato dentro certi canoni ma, che se suonato con idee, riesce ancora ad essere maestoso e affascinante. Il quartetto riesce nell’impresa, anche se in maniera non del tutto continua, forti di un sound robusto ma che non dimentica la giusta dose di suggestione, un pathos filmico che ha trovato nella produzione di I dischi del Minollo la casa ideale. Riferimenti ai Mogwai e agli Swans, ma anche un’attitudine accostabile al percorso degli Aikira o The singer is dead, con parti rallentate e improvvise accelerazioni, dilatazioni che contraddistinguono pezzi molto lunghi ma con struttura analoga, frutto di un lavoro di scrittura a spirale che oscilla tra impeto e quiete. Tra temi plumbei e risvolti melodici, i quattro movimenti confluiscono uno dentro l’altro, in una sorta di intensa suite giocata su chiaroscuri e contrasti, in cui il quartetto lascia libero fluire al pensiero, cercando di costruire dinamiche aperte pur all’interno di un contesto definito. Il mood è quello della soundtrack, un corrente che trasporta al suo interno echi wave, trame delicate, fluttuanti note psichedeliche e visioni oscure, un crogiuolo di umori che in sede live potrebbe ulteriormente arricchirsi e riservare maggiori sorprese. (Luigi Cattaneo)
 
The irresistible new cult of selenium (Full album Video)
 

venerdì 17 agosto 2018

SENDORMA, Notturno 1. (2018)


I Sendorma sono un quartetto torinese formato da Edoardo Pacchiotti (voce, chitarra, hammond e rhodes), Tommaso Ainardi (basso), Simone Guzzino (chitarra, rhodes, basso) e Fabio Fornaro (batteria), a cui va aggiunta la presenza tutt’altro che secondaria di Luca Vicini (impegnato ai synth, al basso, alla chitarra, al banjo, al bouzouki e allo xilofono). Notturno 1., come sottolinea il titolo, è un album dai tratti malinconici, capace di toccare con mano sicura shoegaze, post e rock, un racconto sincero ed emozionale che oscilla tra vibranti ballate e parti aggressive. I nove brani risultano freschi ed immediati, forti di un songwriting che punta molto su impatto e fraseggi vellutati, capace di coniugare la lezione dei Muse con il rock dei Negramaro e dei Marlene Kuntz più lievi, avvicinandosi anche al mood di gruppi emergenti come Malmö e Wi Id. Da analizzare anche i testi, realizzati in collaborazione con il poeta Luca Ragagnin, che ben si sposano con il sound della band, in cui le vibrazioni elettroniche incontrano strumenti come il wurlitzer di Alberto Formichella nella conclusiva melodia di Notturno o il sax di Denis Torchio nell’iniziale suggestione di Alba lenta. Da segnalare anche il flauto traverso di Francesca Perdoncin, che colora con note tenue e delicate tracce di ottimo livello come Distratta, Il potere del silenzio, Interregno e Ogni giorno. I Sendorma, con Notturno 1., firmano un debutto che abbina comunicatività e passione, forma e sostanza, un racconto che risulta convincente per tutta la sua durata e che lascia intravedere interessanti spiragli futuri. (Luigi Cattaneo)
 
Brucia (senfina lumo) (Video)
 

lunedì 13 agosto 2018

UNIVERSOUND, Elefunk (2018)


Disco d’esordio per gli Universound, quintetto funky rock marchigiano formato da Leonardo Carletti (voce e sax), Davide Ballanti (chitarra), Isaak Affan (tastiere), Samuele Brunori (basso) e Alessandro Della Lunga (batteria), che con Elefunk propone un crossover di stili sviluppato con buone qualità tecniche e, come vuole il genere, tanto groove. Poco più di trenta minuti che scorrono veloci, forti di una certa compattezza, e di un tema, quello del viaggio, che funge da collante per i vari brani. Dopo un intro creata dai synth di Affan, la band attacca con l’ottima Ego, uno strumentale di jazz progressivo che rappresenta una buonissima partenza e tra le tracce migliori dell’album. La title track e High funk si spostano sul versante funky, con i fiati a sottolineare il mood complessivo, coinvolgente e trascinante. Signorina invece presenta raffinate note jazzate, che sposano un andatura elegantemente pop, mentre Thin line trips torna ad alzare il ritmo, con suoni che sanno avvincere ed appassionare. Let us take you home è una ballata delicata, che mostra la duttilità di un gruppo che conclude il disco con una bonus track hip hop, Slang, il pezzo meno interessante del lavoro. Opera prima breve ma estremamente piacevole, un primo passo da cui sviluppare un discorso futuro che può portare ad ulteriori sorprese. (Luigi Cattaneo)
 
Elefunk (Video)
 

domenica 12 agosto 2018

THELEMA, Thelema (2018)


I Thelema sono un progetto ligure nato nel 2015 grazie alla passione di Simone Canepa (chitarra e voce) e di Beatrice Fioravanti (voce) ed è da poco uscito il loro album di debutto suonato grazie all’ausilio di una serie di bravi turnisti. La band è artefice di un accattivante rock che presenta parti hard ed inflessioni prog, altalenante nell’incedere ma sufficientemente gradevole per tutta la sua durata, a partire dall’iniziale Season of love, pezzo iniziale senza grandi guizzi e piuttosto leggero. The crow è decisamente più rock, un approccio hard congeniale che matura uno dei momenti migliori dell’album, così come Lethal assault, potente ma con le tastiere pregevoli nell’armonizzare una composizione dall’andatura prog. Eirenomis è una ballata elettrica piuttosto lirica, mentre It’s only rock, come dice il titolo, è diretta, con pochi fronzoli e assolutamente credibile. Claire, agrodolce e con una vena malinconica, anticipa prima My memory of banshee, sorretta da un aggressivo riff heavy, territorio su cui i Thelema si muovono con cognizione e poi la conclusiva The end, piacevole epitaffio per chitarra e voce (quella di Canepa stavolta) che non aggiunge però molto al risultato complessivo. Esordio che viaggia a corrente alternata, mostra buone doti su cui i ragazzi devono ulteriormente lavorare per affinare un prodotto che ha già spunti interessanti ma che non ha ancora raggiunto piena maturità, un peccato veniale comprensibile visto che si tratta pur sempre di un’opera prima totalmente autoprodotta. (Luigi Cattaneo)
 
Lethal assault (Video)
 

sabato 11 agosto 2018

SAGRA DEL DIAVOLO EDIZIONE VII

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Il 18, 19 e 20 agosto si terrà a Galatone la VII edizione della Sagra del Diavolo, evento tra i migliori del Salento, imperdibile per ogni amante della buona musica.
Ecco il programma completo:

🔥 18 Agosto 🔥
Yawning Man (Official) - Psyche/Stoner Rock (from California)
Ananda Mida - Psyche/Stoner Rock (from Veneto)
Anuseye - Hard-psyche rock (from Bari)
The Clips

 - Stoner rock (vincitori del Contest #VAALDIAVOLO)
Max Nocco Vinyl Dj set
🔥 19 Agosto 🔥
Universal Sex Arena - Rock sperimentale (from Veneto)
Serpe In Seno - Rock (from Veneto)
Mannaro (from Calabria)
Foreign Dubbers - Dub/Elettronica (from Lombardia)
Bravata (vincitori del Contest #VAALDIAVOLO)
Ohm Guru Dj set -Three Hands Records (from Bologna)
🔥 20 Agosto 🔥
MUFFX - Psyche/Stoner Rock
GmG & The β Project - Folk (from Veneto)
Linoleum - Indie rock djset (from Milano)
Planimo (vincitori del Contest #VAALDIAVOLO)
The Johnnybones - Rockabilly
Max Nocco Vinyl Dj set
Ohm Guru Dj set -Three Hands Records (from Bologna)
🎭 Spettacolo teatrale "Forse Italia" a cura di ZeroMeccanico

🔥 PER TUTTA LA DURATA DELL’EVENTO 🔥
PITTURA
Leandro Caroli / Luisa Carlà / Enrica Ciurli / Brizzo Favale / Rosalba Favale / Manuela Milena Fumarola / Elena Franchini / Anna Legge / Frank Lucignolo Luceri / Irene Mechante /Giancarlo Nunziato / Massimo Pasca / Emilia Ruggiero

ILLUSTRAZIONE
Eleonora Anna Bove / Francesco Basso / Marco Caputo / Cor4aggioiltopo /Gianluca Costantini / Gianluca Gallo / Angela Grancagnolo / Betti Greco / Marina Ichigo / Lamantice_mag
Maria Marzano / Simone Miri / Stefano Palma / Giorgia Prontera / Valeria Puzzovio / Francesca Andy Trema
Edoardo Massa (Live painting)

FOTOGRAFIA
Alessandro Colazzo / Ivano Gnoni / Martina Laiola / Francesca Maruccia / Mattia Morelli / Lucia Pagliara / Stanislao Rollo Carlo Romano “000” / Giacomo Rosato / Francesco Sambati
Lorella Furleo Semeraro / Yori Stifani / Ilenia Tesoro / Ilenia Urso

ARTISTI ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BARI SELEZIONATI DAL PROF. DARIO AGRIMI
Lisa Cutrino / Lorenzo Galuppo / Alessia Lastella
/ Stefano Lotito / Paolo Notaristefano / Grazia Palumbo / Raffaele Vitto

AREA READING
Cristina Carlà / Vittoria Favaron / Giulio Federico / Michele Fiore / Dario Goffredo / Luciana Manco / Vittorio Shiro Nacci / Evelina Nico Maria Pacella Massimo Pasca / Mauro Scarpa / Antonio Scialpi
Marta Vigneri Da Silva / “Anime Solitarie: ci sono più bestie nella testa che nella foresta” di Fabio Filograna / “La follia e il suo doppio: reading musicale sui 40 anni della legge Basaglia” di Mimmo Pesare (Musica dal vivo) e Giorgio Consoli (Letture)

PRESENTAZIONI
“Unalgiorno. Ciao, possiamo riconoscerci?” di Benedetta Pati, Libreria con le musiche di Blumosso
“Apologia di un perdente” di Marco Vetrugno, Elliot Edizioni
“Onironauti” di Davide Caputo, L’Espresso (ilmiolibro.it)
“Finchè regge il cuore” di Gianluca Gallo, Rizzoli

INSTALLAZIONI
Fabrizio Fontana - Courtesy ArtandArs Gallery
“Io sono un onironauta” di Grazia Amelia Bellitta
“L’una” di Veronica La Greca
“L’oniroscopio” di Gianle Lametà e Giuseppe Beps Donadei
“Bel Canto” di Ylenia Longo con costumi di scena di Emanuela Magno / “Erebo” di Paolo Ferrante
“Trappola per farfalle” di Luisa Carlà con coreografia di Mattia Politi “SURSUM CORDA” di Gustavo
“Dio abita il bosco di notte #2" di talitha qumi
“La pioggia risponde” di duedittre
“Damnit!” - Ceramic installation di Moni Jiki Righi
"Atlas" di Mariantonietta Clotilde Palasciano
“Incursioni visive in digital painting” di Giuseppe Apollonio con Dj Set di Max Nocco
Dj set Area Expo a cura di Luca Perimetro
Performance e installazioni a cura di ZeroMeccanico
Talmidian “Terre di Confine” dell’ ALA - Associazione Ludica Apulia
DDmakeup Sfx - Make-up artist
Video Mapping e VR (virtual reality) a cura di Giuseppe Beps - Vlemma Studio

⏰ Doors open: H 20:00
🌍 Maps:
https://goo.gl/maps/pnMjtxdvT7u

Tickets:
18 Agosto ➡ € 10
19 Agosto ➡ € 10 (incl. 1 drink)
20 Agosto ➡ € 7

👣 I diavoletti con meno di 12 anni non pagano 👣
🚗 Parcheggio gratuito 🚗

📞 Info e contatti:
sagradeldiavolo@gmail.com
328 721 5339 Luigi - Art Director and Caronte
329 373 7109 Luisa - Evil's Art Gallery
340 977 5229 Paola - Lo Strano Mercatino
389 782 0592 Francesca - La Mensa dei Dannati
328 393 4959 Marika - Social Media Strategist  


Evento organizzato da Sagra del Diavolo, Collettivo SBAM, Illsunrecords Indiemusiclabel con la collaborazione di ZeroMeccanico, Birrificio dei Popoli e con il patrocinio del Comune di Galatone.

lunedì 6 agosto 2018

GLUTENFREE TRIO, Farina del mio sacco (2018)

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Il Glutenfree Trio nasce nel 2016 dalla voglia di Davide Di Camillo (basso) di dare libero sfogo alle proprie idee musicali, un’esigenza condivisa da Christian Mascetta (chitarra) e Andrea Giovannoli (batteria), che porta il trio a comporre Farina del mio sacco, album prodotto dall’ottima Dodicilune Records. Ciò che colpisce sin da subito è il grande affiatamento raggiunto da musicisti giovani in così poco tempo, un connubio tra jazz progressivo, fusion e funky, pieno di energia e di quell’immancabile groove che caratterizza le migliori produzioni in questo campo.  Quasi un’ora in cui emerge la fusion intellettuale del Michael Manring di Drastic measures, il tiro degli Uzeb e di Rob Garland e il jazz rock dei contemporanei Esedra ma anche il sound caldo di Jerry Bergonzi e Fulvio Palese, soprattutto negli interventi al sax di Mattia Feliciani, presente in ben metà dell’album, una soluzione che aggiunge ricchezza al substrato già interessante del trio. Non ci sono momenti minori ma brani come And so…, Arabiasaurita, Life e Mickey Mais sono brillanti esempi di una maturità sorprendente, che meriterebbe di essere apprezzata a dovere dai tanti cultori di questo sound ben radicato nel tempo. Farina del mio sacco è un debutto vibrante e raffinato, in cui non vi sono solo doti virtuosistiche ma anche una certa predisposizione per un songwriting coinvolgente e deciso, coordinate di un lavoro elegante e di grande spessore. (Luigi Cattaneo)
 
Arabiasaurita (Video)
 

domenica 5 agosto 2018

ERIO, Inesse (2018)


Secondo disco per Erio, cantautore che contamina elettronica distorta con pulsioni r’n’b e soul, atmosfere notturne che rimandano a personaggi trasversali come Tricky, Lauryn Hill, Björk e Frank Ocean. Inesse si nutre di commistioni, un crossover interessante e che tenta di essere il più personale possibile, già a partire dall’iniziale The biggest of hearts e prosegue con Limerance, pezzi in cui Erio si destreggia su beat ed effetti, senza tralasciare l’utilizzo di strumenti più tradizionali come il violino di Sofia Astarita e la chitarra di Filippo Cosci. Ritroviamo Orb e Autechre nei tre minuti di Becalmed, arricchiti dal singolare banjo di Federico Ciompi, mentre The glorious advance of the self-pitying queen è un ostica performance giocata sull’interplay tra violino e sax (suonato da Fabio Bisbocci). A glowing gash abbonda di elettronica e forse una struttura più snella avrebbe giovato alla traccia, prima di Brief history of se’ and fa’, impreziosita nuovamente dalla presenza lieve ma importante della Astarita, che sottolinea i passaggi di maggior pathos col suono peculiare del violino. Se’, I’m hungry. Those twelve days still linger on è un breve intermezzo che anticipa To the warehouse, buonissimo momento di soul cantautorale in cui compare anche il piano. Mutano le sensazioni in Kill it! Kill it!, anche per la presenza di Ioshi, che cura la parte fortemente elettronica della traccia, che risulta gradevole ma non aggiunge molto a quanto proposta sinora. Ci si avvicina al finale con Attic, altro brano dove emergono le tante anime dell’autore, con la conclusiva nenia etnica di The Church che chiude un album arduo, in cui Erio ha messo dentro tante idee, a volte non del tutto convincenti ma sempre curiose e studiate, una cura per il dettaglio elemento essenziale per fare la differenza e dare un risvolto internazionale ad un prodotto che può piacere più all’estero che nella nostra penisola. (Luigi Cattaneo)
 
The biggest of hearts (Video)
 
 

sabato 4 agosto 2018

AIRPORTMAN, Dust & Storm (2017)

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Tornano gli Airportman (Giovanni Risso ai synth, Marco Lamberti alla chitarra, Paolo Bergese al vibrafono e all’elettronica), con un quattordicesimo album in cui il gruppo ha scelto la via del concept strumentale, lasciandosi guidare dall’affascinante storia delle tempeste di sabbia e polvere che colpirono negli anni ’30 parte degli Stati Uniti. L’aridità che durò quattro anni, provocando malattie e profondi disagi, viene descritta seguendo una narrazione che è lecito definire filmica, una sceneggiatura immaginaria che trova nel post della band l’ideale linea guida per delineare atmosfere commoventi, emozionanti e inquiete, perfette per descrivere il dolore e la mestizia di avvenimenti così tragici. L’interplay tra il trio crea suggestioni intense e liriche, quaranta minuti che entrano sottopelle dopo alcuni attenti ascolti, un incanto in cui ci si perde immaginando scenari lontani, soundtrack di un viaggio decadente e onirico. Il post rock si tinge qua e là di folk e country, in linea coi paesaggi americani evocati ma non dimentica escursioni nella psichedelia, sempre con un occhio di riguardo per arrangiamenti che esaltano la struttura narrativa dell’opera. Quiete, tempesta e desolazione caratterizzano Dust & Storm, malinconica e sublime esperienza nel profondo di un racconto lontano e suggestivo. (Luigi Cattaneo)

giovedì 2 agosto 2018

QUADRI PROGRESSIVI, Gentle Giant


Lorena Trapani ha omaggiato appositamente per Progressivamente l'immagine storica del gigante gentile, munita solo di penne a sfera colorate (dimensione 24x33).
 
Chi volesse visionare le sue opere può inviare una mail a progressivamenteblog@yahoo.it o seguire la sua pagina Instagram lotra05.



 
 


 

mercoledì 1 agosto 2018

CONCERTI DEL MESE, Agosto 2018

Giovedì 2
·Summer Rock Festival a Trieste
·Balletto di Bronzo a Bordighera (IM)
·Giorgio "Fico" Piazza a Piacenza

Venerdì 3
·Summer Rock Festival a Trieste
·PFM a Bellinzona (Svizzera)
·Porto Antico Prog Fest a Genova
·Napoli Centrale a Monte di Procida (NA)
·Rick Wakeman & Toni Pagliuca a Treviso
·Mezz Gacano a Petrosino (TP)

Sabato 4
·Summer Rock Festival a Trieste
·Napoli Centrale a Baia Domizia (CE)
·O.R.k. a Petrosino (TP)

Domenica 5
·Summer Rock Festival a Trieste
·Of New Trolls a Locorotondo (BA)
·PFM a Gliaca di Piraino (ME)

Lunedì 6
·Napoli Centrale a Cava de' Tirreni (SA)

Mercoledì 8
·Of New Trolls a Cison di Val Marino (TV)
·Delirium IPG a Faenza (RA)
·Estro a Lavinio (Roma)

Venerdì 10
·Napoli Centrale a Castellaneta (TA)

Domenica 12
·Napoli Centrale a Castellana Grotte (BA)
·Carl Palmer ad Avasinis (UD)
·Storia New Trolls a S.Paolo Civitate (FG)

Lunedì 13
·PFM a Fontaneto D'agogna (NO)
·Napoli Centrale ad Alfedena (AQ)

Martedì 14
·Carl Palmer a Martirano Lombardo (CZ)
·Napoli Centrale a Calabritto (AV)

Mercoledì 15
·PFM a Civitavecchia (Roma)

Giovedì 16
·Of New Trolls a Torrebruna (CH)

Venerdì 17
·PFM a Vallerano (VT)
·Of New Trolls a Lucito (CB)

Sabato 18

·Sagra del diavolo a Galatone
·PFM a Rispescia (GR)
·Omaggio a Bacalov a Castiglione d/L (PG)
·Marble House a Bologna
·Le Orme a Grotte di Castro (VT)

Domenica 19

·Sagra del diavolo a Galatone
·Of New Trolls a Giuliano Teatino (CH)

Lunedì 20
·Sagra del diavolo a Galatone
·Carl Palmer a Marina di Pisa

Martedì 22
·Of New Trolls a Leporano (TA)

Mercoledì 23
·Carl Palmer a Macerata

Giovedì 24
·King Gizzard & The Lizard Wizard a Torino
·Tangerine Dream a Foligno (PG)
·Marchesi Scamorza a S. Maria Maddalena (RO)

Venerdì 25
·PFM a Ventimiglia (IM)
·Ozone Park a Iglesias (SU)

Sabato 26
·Carl Palmer a Sommacampagna (VR)
·Napoli Centrale a Vico Equense (NA)
·Frank Sinutre a Suzzara (MN)

Martedì 29
·A. Tagliapietra + A. Barbazza a Piacenza

Mercoledì 30
·Area Protetta a Pietra Ligure (SV)

Giovedì 31
·Malibran a Pedara (CT)
·Area Protetta a Nizza Monferrato (AT)