Visualizzazione post con etichetta Post Punk. Mostra tutti i post
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martedì 26 maggio 2026

DESIGN, Faithless (2026)

 

Nuovo lavoro per i Design, band nata nel 2008 e formata da Daniele Strappato (voce, programming), Sara Tringali (basso), Nicola Cerasa (chitarra, tastiere) e Roberto Cardinali (batteria, programming). Alternative rock, elettronica, industrial e darkwave si mescolano intensamente, sottolineando il tema della perdita, filo rosso che lega le trame di un lavoro che riflette la realtà attuale, disillusa e poco comprensibile, in cui però vi è una possibilità di rinascita. L’elettronica esalta le solide ritmiche del quartetto, che instilla con esperienza le giuste melodie all’interno di brani solidi e ottimamente composti, la cui atmosfera rimarca l’amore per band come Nine Inch Nails, New Order e The Jesus and Mary Chain. L’iniziale title track rappresenta il passo da cui muoversi, passando per la marziale Cold war, la cupa Deep dive, l’intima Loner’s dream e la conclusiva The belly of the whale, tra i momenti più coinvolgenti di un disco compatto, oscuro ma al contempo accarezzato da sprazzi di raffinatezza. (Luigi Cattaneo)

Red dragon (Video)



venerdì 27 marzo 2026

UNITÀ DI PRODUZIONE, Culto (2025)

 



Ci eravamo già occupati del progetto Unità di Produzione ai tempi dell’uscita di Antropocene, ed è un vero piacere ritrovarli con l’attuale Culto, uscito sul finire del 2025. Un lavoro coraggioso quello del trio formato da Andrea Meneghello (batteria, voce, vocoder), Davide Ghisalberti (chitarra, synth, tastiere) e Elvis Ghisleni (basso, voce, tastiere, vocoder, synth, drum machine, vocoder), il terzo per i bergamaschi, un atto di resistenza in un’epoca dove la musica è spesso relegata ad accompagnamento lieve e innocuo. Post punk, alternative e greve cantautorato lo-fi si intersecano creando una soundtrack perfetta per le critiche portate avanti dalla band, tra narrazioni distopiche, informazione manipolata e uso della forza come modus operandi della società. L’architettura dell’album, modellata attraverso l’incisivo uso di linee di basso distorte, elettronica oscura e chitarre pulsanti, è pregevole, e ne sono esempio nitido di tale qualità brani come Eresia (con Dario Sorano alla chitarra acustica), Stagioni nell’illusione e Nemici di classe (entrambe arricchite dai campionamenti di Andrea Sedita) e Dei Agricoli (dove oltre ai due ospiti già citati troviamo le chitarre di Marco Vavassori). Un album affilato, buio, anche decadente a tratti, ma necessario in un periodo storico che definire complicato è un eufemismo. (Luigi Cattaneo)


domenica 1 marzo 2026

C.R.M., My Lunch (2023)

 

Secondo disco, uscito nel 2023, per il progetto C.R.M. (Luca Palazzi voce e drum machine, Francesca Ronconi tastiere e piano, Gianpaolo Rosato basso, dronin e chitarra, Francesco Degli Innocenti chitarra), un lavoro imbevuto di post punk, elettronica e noise, un corollario sonoro dal mood notturno sospinto da trame dilatate e oniriche, che accentuano la matrice psichedelica della proposta. Ne è esempio lampante Mirror, una cupa ballata tra le cose più interessanti dell’album, ma anche Alone, con la sua andatura cosmica e industriale, e l’elettro-rock di Weirdo, brani ispirati e ottimamente scritti. Gli interventi di Elisabetta Caiani alla voce e Marcello Maggi alla tromba completano un quadro d’insieme in cui troviamo riferimenti a Virgin Prunes, The Cure, Television e Killing Joke, rivisitati con personalità e fantasia. (Luigi Cattaneo) 

Dreamers (Video) 



martedì 21 ottobre 2025

ZONA, In fondo al mondo (singolo 2025)



Abbandonati in un angolo, invisibili, dimenticati, schiacciati dal giudizio altrui.

A volte, dopo aver sopportato troppo, il destino sembra riservare proprio questa sorte. Ci si ritrova davanti allo specchio a fare i conti con sé stessi, a ripercorrere errori e tempo speso dietro situazioni che hanno solo lasciato cicatrici.

Ma anche “in fondo al mondo” non siamo mai davvero soli: “c’è un girotondo di gente che ti aspetta, non ti lasciare intimorire, prosegui in linea retta”. Perché chi tende la mano può ridare fiato, far tornare il respiro e la voglia di vivere.

Con il nuovo singolo In fondo al mondo, gli ZONA affrontano la condizione crudele della solitudine, mescolando la rabbia e la ruvidità del riffing stoner/hardcore a melodie che guardano al post-punk. Un crossover personale, diretto, in cui l’aggressività trova il giusto equilibrio con l’intimità di un messaggio che sa infilarsi nelle crepe dell'animo di chi ci è passato.


Guarda il videoclip di In fondo al mondo su Youtube https://www.youtube.com/watch?v=Db10CjoPROs


Nati a Vigevano nel 1994 dall’incontro tra il chitarrista Francesco “Killa” Capasso (Edda, Alligator, Miura, Adam Carpet) e il frontman Diego Quartara (Node, Merkel Market, Matra), gli ZONA hanno fin da subito scritto brani originali, calcando palchi importanti e condividendo la scena con artisti del calibro di Alice Cooper, Snapcase, Extrema, Madball, NoFx e Timoria.

Dopo due album in studio, un live album e anni di attività intensa, il gruppo si è preso una lunga pausa, tornando poi nel 2020 con nuova energia e una formazione rinnovata grazie all’ingresso di Luigi “Lo Slavo” Modugno (Yak, Merkel market, Bultaco DC) al basso e Marco Di Salvia (Yak, Node, Merkel Market, Pino Scotto, Edge of Forever, Hardline) alla batteria.

Dopo Anormalità, primo singolo del nuovo corso della band, Diego, Killa, Lo Slavo e Marco si sono dedicati alla composizione e produzione di brani inediti.

I primi tre singoli sono stati registrati e mixati presso gli Ivory Tears Music Works Studio da

Andrea Seveso ed Alessandro del Vecchio con produzione artistica della band stessa e sono tutti accompagnati da videoclip diretti da Maurizio del Piccolo.

In fondo al mondo anticipa il nuovo full-length di prossima uscita.


sabato 16 agosto 2025

ENZØ, Noisy ass makes you smile (2024)

 

Esordio per gli Enzø, particolare duo formato da Romano Monero al basso e Danilo Peccerella alla batteria (anche se è giusto ricordare due ep e un live split con The Mushrooms precedenti a questa uscita), che propongono con Noisy ass makes you smile un full distorto e aggressivo, oscuro e nichilista. Caos e sarcasmo vanno a braccetto all’interno di in lavoro dove le linee ritmiche create appaiono subito pesanti come macigni, così come le due voci, che tra parti meno spigolose e altre decisamente debordanti, si fanno megafono di versi ironici e testi disillusi, tra alternative rock, noise, post punk e sludge. Si susseguono così brani ben costruiti come Gimme a reason, Walkin’ the streetsPigface e Everything is better than God, pezzi sporchi e senza compromessi ma con il giusto groove per coinvolgere chi ascolta l’album. Noisy Ass Makes You Smile è il suono di chi non ha più voglia di sopportare, ma non ha intenzione di arrendersi. Ascoltalo a tutto volume, sorridi, manda tutto a quel paese e divertiti. Noi siamo Enzø e questo è il nostro circo. Questo il messaggio del duo, che è riuscito ad esprimere tutta la propria rabbia, in una sorta di liberazione catartica dal quotidiano, senza ricercare appigli, vie semplicistiche o facili consensi. (Luigi Cattaneo)


martedì 8 aprile 2025

TANZ AKADEMIE, Hullabaloo (2024)

 


Debutto fresco e interessante per i Tanz Akademie, sestetto piemontese che con Hullabaloo (edito da Overdub Recordings) si muove sulla linea di confine tra post punk e alternative rock, mostrando una scrittura che esalta il groove insito nella proposta, calato perfettamente all’interno di strutture per nulla banali. Coordinate che si venano di dark sound, pur muovendosi con agilità in un contesto fatto di melodie che si insinuano sottopelle ascolto dopo ascolto, basti prendere in esame brani come The ghost, Special town o Venice. Francesco Nada (sax, chitarra), Luca Assisi (chitarra), Matteo Boglietti (corno francese), Giovanni Lo Vano (voce, chitarra), Matteo Cicolin (batteria) e Michele Reggio (basso) definiscono con personalità un esordio variopinto, curioso proprio per il suo stralunato svolgimento, altalenante nella forma e nella sostanza ma estremamente affascinante. (Luigi Cattaneo)

mercoledì 2 aprile 2025

COWARDS, God Hates Cowards (2025)

 

Attivi dal 2019, i Cowards tornano con l’attuale God Hates Cowards (per Bloody Sound) a guardare a quel mondo noise, post punk e shoegaze che li ha contraddistinti sin dagli esordi, risultando decisamente abrasivi e pesanti, complice anche la tragedia che ha portato via nel 2021 Peppe Carella, batterista della prima ora. Giulia Tanoni (voce, basso, chitarra), Luca Piccini (voce, chitarra, basso) e il nuovo arrivato Michele Prosperi (batteria, ex Jesus Franco & The Drogas), tracimano rabbia e oscurità, grazie ad un sound crudo ma anche pregno di idee melodiche, una catarsi profonda attuata da una band ferita ma desiderosa di rialzarsi. Un viaggio fatto di sensazioni e umori, che stordiscono in Barefoot walking in head, cercano una strada per liberarsi da un presente di angoscia, come avviene in 3020 e Scream!, dove si cerca la fuga dai propri demoni. I nove brani presenti non concedono sosta, mettono a nudo sentimenti che fanno male, raccontati attraverso una narrazione che richiama anche gruppi storici come Sonic Youth, Pixies e Dinosaur Jr., che ritroviamo nell’iniziale I hate you, ma pure nella maggiormente ragionata Storm. L’oscuro post punk di Dystopian city e la malinconia di About a friend sono altri esempi di un album sì rabbioso ma anche incredibilmente ipnotico. (Luigi Cattaneo)

Full Album 


 

sabato 22 febbraio 2025

MAGAZE, 45 Byte (2024)

 

Esordio per i Magaze (Luca Di Piramo chitarra, voce, Daniele Martore chitarra, voce, Marco Rusignuolo basso, Elias Giannelli batteria), che con 45 Byte, pubblicato da Grandine Records, fanno il loro debutto raccontando, senza paura, realtà crude e attuali, come l’invadenza della tecnologia, l’apatia e l’isolamento che colpisce l’uomo contemporaneo. Il quartetto, in mezz’ora circa, sprigiona un’energia sì viscerale ma anche controllata da un songwriting attento alle sfumature, tra noise e post punk, tra bordate grevi e parti più atmosferiche e cupe. L’aver inserito in un contesto piuttosto oscuro e pesante frangenti maggiormente riflessivi risulta scelta oculata, perché quegli stessi passaggi finiscono per risaltare il lato più serrato della proposta, in un connubio di intenzioni che anima un primo passo decisamente interessante. La produzione affidata a Giulio Ragno Favero è la classica ciliegina sulla torta. (Luigi Cattaneo)

Danny (Video)



martedì 5 novembre 2024

BLIND RIDE, Paranoid – Critical Method (2023)

 

Dopo l’ep Too fast for a sick dog del 2020, i Blind Ride (Marco Franceschelli voce, chitarra, Angelo Di Lella batteria, Piergiorgio Mastrantuoni basso) arrivano nel 2023 al primo full, Paranoid – Critical Method, un lavoro potente, dai tratti dissonanti, oscuro e velato di malinconia. D’altronde le tematiche portanti, disillusione, delusione e disincanto, hanno bisogno di un corollario sonoro adeguato per incidere, e il trio, con quella fusione di post punk e noise, tratteggia scenari cupi per la mezz’ora scarsa di durata dell’album. Surrogate of a dream, Relationship goals o Stranger to my eyes rappresentano la visione poco rassicurante dei molisani, che sanno colpire appieno attraverso un suono greve e viscerale. (Luigi Cattaneo)

Full Album (video)



giovedì 12 settembre 2024

HEAT FANDANGO, Reboot system (2021)

 

Uscito nel 2021, Reboot system è l’esordio degli Heat Fandango (Tommaso Pela chitarra e voce, Marco Giaccani farfisa e basso, Michele Alessandrini batteria), trio con alle spalle già una lunga gavetta nell’italico underground (Lush Rimbaud, Jesus Franco and the Drogas, NewLaserMen, Beurk!). L’esperienza del gruppo si traduce in un debutto fresco e brillante a base di garage e post punk, un sound ruvido, greve, con pochi fronzoli, sparato fuori senza compromessi. I tappeti creati da una vecchia Farfisa sono l’arma in più di un album che si muove tra azzeccati riff e ritmiche dai tratti opprimenti, colonna sonora di racconti fatti di disincanto e nera claustrofobia, un’attitudine che richiama band come Suicide, The Fall e Thee Oh Sees. In prossimità dell’uscita del nuovo Onde (ottobre 2024) è giusto riscoprire l’intrigante esordio del trio marchigiano. (Luigi Cattaneo)

Reboot system (Video)



venerdì 12 luglio 2024

THE DANSE SOCIETY, The loop (2024)

 


Ritorno davvero molto gradevole per The Danse Society, band attiva da inizio anni ’80 che Paul Nash (chitarra), unico membro presente dall’inizio dell’avventura, ha riformato con Maethelyiah (voce), Jack Cooper (basso), Dylan Riley (batteria) e Steve Dickinson (tastiere). La new wave degli inglesi in questo nuovo The loop appare ispirata, con rimandi a sonorità goth e dark ma anche fraseggi in odore di progressive, probabilmente una novità per il sound del quintetto, percepibile soprattutto quando la partitura diviene prettamente strumentale. Le iniziali Divided to the end e The lies vengono arricchite dai giochi dei fiati di Murray Robinson al sax e Sam Wrigley alla tromba, The sound and the fury ha invece le stigmate del classico brano post punk, perfetto da suonare in sede live. La title track è un ottimo momento strumentale, definito anche dalla presenza di Marcjanna Slodczyk al violino e Felicity Lloyd al violoncello, mentre i fiati, sin qui molto importanti nell’economia complessiva, risaltano anche If you were only listening. Si prosegue con l’incalzante Algorithm control, prima dell’ottantiana Shake Shake e del drammatico finale di Undone, che si muove tra strumenti a fiato e ad arco con una consapevolezza che profuma di autorità e magnetismo. (Luigi Cattaneo)



sabato 15 giugno 2024

TANKS AND TEARS, Timewave (2024)

 

Nati a Prato nel 2013, i Tanks and Tears (Matteo Cecchi synth, voce, Claudio Pinellini chitarra, synth, Francesco Ciulli batteria, Lorenzo Cantini tastiere, synth) ritornano sul mercato con un full dopo sette anni dall’esordio Aware. Il nuovo Timewave sposta il sound del quartetto dal post punk di matrice britannica ad una cupa darkwave fatta di synth ed elettronica, aspetto che aveva già contraddistinto il maxi-singolo Nightmare, pubblicato sul finire del 2022. Lo scorrere del tempo e la ciclicità degli eventi fanno da sfondo ad un lavoro vigoroso, marziale e oscuro, che guarda con consapevolezza agli anni ’80 del genere (Cabaret Voltaire, Clock DVA, Joy Division), tra ritmiche d’impatto, sintetizzatori che donano una certa plumbea atmosfera all’insieme e la chitarra di Pinellini a disegnare traiettorie in pieno stile post punk, mentre a corollario troviamo temi come l’autoisolamento e la depressione, esposti in maniera lucida e determinata. Ne sono esempio la title track, tipicamente ottantiana nel suo incedere, Darkside, cupa ma al contempo catchy, Haze of lies, distorta e dai tratti epici e S.O.F.T., omaggio darkwave brillante e fresco, nonché chiusura di un ritorno coinvolgente e suggestivo. (Luigi Cattaneo)

Timewave (Video)



martedì 26 dicembre 2023

ZEPHIRO, Baikonur (2022)

 

Uscito nel 2022, Baikonur (si tratta del cosmodromo da cui partirono le missioni spaziali sovietiche, tra cui quella della celebre cagnolina Laika) è il secondo full targato Zephiro (Claudio Todesco chitarra, elettronica, Claudio Desideri voce, basso e Leonardo Sentinelli batteria, elettronica), trio alternative rock con forti influenze wave che richiamano tanto i The Cure e i The Glove quanto U2 e Tears For Fears. Attivi da più di 20 anni, guardano al post punk inglese senza dimenticare di imprimere un marchio del tutto italico al loro prodotto (potremmo citare i Diaframma e i Neon), basti ascoltare pezzi come Cosmorandagio (dove omaggiano proprio Laika), l’oscuro mood di Kublai Khan, l’ottima Amelia, la riflessiva Berlinauta e la conclusiva Di nostalgia, arricchita dalla presenza di Miro Sassolini, storica voce proprio dei decani Diaframma. Potenti e dotati di un songwriting accurato, la band oscilla tra nere pulsioni e aperture melodiche di grande effetto, un equilibrio sonoro solido e di grande impatto emotivo. (Luigi Cattaneo)  

Cosmorandagio (Video)



giovedì 14 settembre 2023

KODACLIPS, Glances (2022)

 

Nati nel 2021, i Kodaclips (Alessandro Mazzoni voce e chitarra, Lorenzo Ricci chitarra, Sonny Sbrighi basso, Francesco Casadei Lelli batteria) arrivano al debutto l’anno successivo con Glances, concentrato di shoegaze, post e alternative rock, che non disdegna eleganti aperture psych. Ben presenti gli anni ’90 di Slint, Codeine e Lush, influenze di un esordio che fa dell’emotività l’elemento primario, accentuato da una certa ricerca di melodie tutt’altro che scontate e dalla volontà di scrivere in piena libertà. Tra atmosfere dream pop, sospensioni psichedeliche, pesanti distorsioni e passaggi più lievi, si sviluppa un’opera corale che parla di depressione, apatia e inquietudine, temi resi efficaci anche da un certo substrato post punk. Primo passo decisamente interessante per il quartetto, una delle tante band da tenere d’occhio del rooster Overdub Recordings. (Luigi Cattaneo)

Drowning tree (Video)



giovedì 6 aprile 2023

BATSALSA EXPERIENCE, Astrea (2022)

 


Dopo Speleopunk del 2019, ecco il nuovo arrivato in casa Batsalsa Experience, Astrea, lavoro pubblicato nel 2022 per Grandine Records. Giorgio Dondi (voce), Matteo Meli (basso), Luca Pisani (batteria) e Luca Grandi (synth) firmano una mezz’ora a dir poco devastante, una mazzata sia dal punto di vista sonoro che testuale, una veemenza di verbo che trova il giusto appiglio nelle strutture punk noise, hardcore e post punk del quartetto. Volutamente monotematico nella scelta del vestito, diretto e privo di fronzoli, si contraddistingue per brani come Aspettativa di vita e Spitrock Maddafakka, forse i due momenti più riusciti del lavoro, che nel complesso avrebbe forse beneficiato di una maggiore incisività dei synth, che quando più presenti creano un alone fosco e cupo piuttosto interessante. Per acquistare o ascoltare l’album potete visitare il seguente link https://grandinerecords.bandcamp.com/album/astrea (Luigi Cattaneo)

giovedì 23 marzo 2023

KHA!, Ghoulish Sex Tape (2023)

 


Primo e fulminante full (anche se per la breve durata, 25 minuti circa, potremmo parlare di Ep) per i milanesi Kha!, trio che ha plasmato la propria proposta lungo coordinate post punk e noise, un lavoro dai connotati ansiogeni anche per via di testi che raccontano di malattie mentali, sfruttamento e paranoie. Le immagini nero pece di Ghoulish Sex Tape sono accompagnate dalla frenesia dissonante della band, che si muove tra distorsioni infuocate (Wise souls) e malsani rallentamenti (My only love), violenza punk (Travelers) e psicotiche nevrosi (Piles of warm feelings), firmando un debutto (anche se è giusto segnalare l’ep Dismantled del 2020) sinistro e claustrofobico. (Luigi Cattaneo)