Ci eravamo già occupati
del progetto The Old Castle parlando del loro esordio Working travellers del
lontano 1995, un lavoro intriso di progressive rock settantiano, legatissimo a
nomi tutelari come The Nice e Emerson Lake & Palmer. L’ascolto di Storie
nascoste, pubblicato nel 2002, racconta di una band (Gabriel Kiss piano,
organo, synth, Marco Lauri basso, chitarra, flauto, voce, Paolo Pagliari voce,
chitarra, mandolino, basso e Alberto Quacquarini batteria) concentrata su una
forma canzone elegante e comunicativa, vicina a Le Orme, New Trolls e Pooh,
band che hanno saputo coniugare raffinatezza compositiva, esigenze pop e lampi
prog, impressi maggiormente nelle prime due citate. I marchigiani, sempre
rimasti sottotraccia nel panorama italiano anni ‘90/inizio 2000, dimostrano di
sapersi muovere anche all’interno di lievi episodi di pop romantico, magari non
particolarmente memorabili, ma sicuramente gradevoli. Tra brani malinconici (Storie,
con Stefano Conforti al sax), passaggi strumentali (Punto di non ritorno,
Profumo di un risveglio) e altri più pop (Mary Gun, White
nights), si sviluppa un lavoro corale piacevole e dal discreto fascino
vintage. (Luigi Cattaneo)
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