domenica 7 dicembre 2025

SAIHS, Distopia (2025)

 

Vincitori del Premio Perugia Alberto Alberti nel 2024 e del Conad Jazz Contest nel 2025, i Saihs arrivano al debutto tramite Gleam Records, etichetta sempre più al centro della scena jazz italiana. Matteo Zecchi (sax), Giulio Mari (tromba), Giulio Tullio (trombone), Lorenzo Fiorentini (piano), Giulio Barsotti (contrabbasso) e Edoardo Battaglia (batteria) con Distopia firmano un lavoro d’insieme pulsante, ottimamente scritto e variegato, composto con una certa vivacità e capace di impressionare per la maturità che emerge netta lungo l’oretta di musica. Il sestetto, che, tolto l’azzeccato omaggio al Bud Powell di Celia, propone solo composizioni originali, tutte estremamente interessanti e arrangiate con lodevole attenzione, non ha paura di mutare il profilo strutturale della proposta all’interno del percorso, nonché di sviluppare soluzioni individuali coinvolgenti. L’equilibrio con cui articolano le intense trame i toscani mostra l’organizzazione di questo esordio, caratterizzato dal riguardo verso la storia del jazz ma anche dalla volontà, ferrea, di calarsi nel presente e di cercare una propria via, aspetto da non sottovalutare quando si parla di giovani autori. (Luigi Cattaneo)

Second try (Video)



sabato 6 dicembre 2025

DEEP AS OCEAN, Lifeblood (singolo 2025)



Quando la vita con i suoi doveri ci schiaccia, ci sentiamo imprigionati in un buco, rannicchiati, alla ricerca disperata di ossigeno. Senza una valvola di sfogo, un obiettivo da inseguire o un legame autentico, si rischia di esplodere come una pentola a pressione.

I Deep As Ocean trovano nei sogni la loro linfa vitale, quella forza che distilla la fatica mutandola in energia ed eleva la vulnerabilità trasformandola in salvezza.
Il nuovo singolo Lifeblood è un'ode alla passione e all’energia creativa che accendono l’anima e diventano carburante per non fermarsi mai. È la scintilla che spinge oltre la paura di sprecare tempo, oltre i rimpianti e le cicatrici che la vita lascia sulla pelle.
Perché, come recita il testo, “
fear doesn’t help the undecided / This sound is the beating of my heart / Something that you cannot stop”: la paura non aiuta gli indecisi, questo suono è il battito del mio cuore, qualcosa che non puoi fermare.
Lifeblood strizza l'occhio al 
deathcore nelle strofe, per aprirsi poi al metalcore più arioso ed evocativo che richiama i 30 Seconds to Mars dell’epoca di The Kill. Un brano che pulsa di vita e determinazione, come il sangue che scorre nelle vene di chi non smette mai di sognare.


Guarda il lyric video di Lifeblood qui https://www.youtube.com/watch?v=01PJtQKiyaY

O ascoltala sulla tua piattaforma preferita qui https://benext.lnk.to/lifeblood


Nati nel 2016 nell’area di Milano, i Deep as Ocean si sono affermati come una delle band più solide e riconoscibili della scena metalcore italiana. Il loro percorso nasce dall’urgenza di fondere potenza e introspezione, dando vita a un suono che unisce riff taglienti, melodie emotive e una cura produttiva di respiro internazionale.

Dopo il debutto con l’EP Lost Hopes | Broken Mirrors e la consacrazione con l’album Crossing Parallels (2019), la band ha consolidato la propria identità attraverso un’intensa attività live e progetti di ricerca sonora come l’EP Chronicles (2022), ampliando il proprio linguaggio tra metal moderno, elettronica e atmosfere cinematiche.

A fine 2024 i Deep as Ocean tornano con Dance With Death, un album che segna una nuova fase artistica: più oscura, profonda e consapevole. Il disco affronta temi di rinascita, perdita e trasformazione, con un sound che combina aggressività e melodia in equilibrio perfetto.

Con una line-up matura, produzioni di alto livello e un’identità ormai internazionale, i Deep as Ocean rappresentano oggi una delle realtà più autentiche e promettenti del metalcore contemporaneo.


GUILTY OF JOY, On my way (singolo 2025)



Prendete uno shaker e versateci dentro l’attitudine hard rock melodica degli L.A. Guns, la potenza sonora più attuale degli Shinedown e l'oscura ruvidità degli Alice in Chains. Agitate con tutta la forza che avete in corpo e il risultato sarà On My Way, il pungente singolo dei Guilty of Joy.

Sezione ritmica spigolosa, furibonda e rocciosa, riff abrasivi come carta vetrata e un breve solo di chitarra ispirato dalle dita di Slash. Sopra tutto questo, una voce graffiante e rabbiosa, che scrosta i timpani come ammoniaca.
Uno sfogo necessario e onesto che libera da un mondo di menzogne e ipocrisie: “I'm done with this fake world / I'm done with the liars / Got rid of the thieves.”
Ma “On My Way” non è solo rabbia, è anche soluzione. Perché alla fine siamo noi i capitani della nostra nave, e ogni fuga può diventare un ritorno nella nostra versione migliore: “In my inner world I am Commander in chief / Going on on a long, deep wander / Gone to reset my soul / Don't worry baby, I'll be back a better man!”.
Un sentiero che porta dalle ferite alla pace e al riscatto, in cui l’unica via per ritrovare sé stessi è resettare l’anima e ripartire.

Guarda il videoclip di On my way su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=9fmcOBwUvfY

I Guilty of Joy sono una rock band slovena che riporta in vita lo spirito della scena anni ’90 con un tocco fresco e moderno. Il gruppo è formato da quattro musicisti con oltre 25 anni di esperienza: Žiga Jerič (chitarra), Jure Jelovčan (basso), Marko Duplišak (voce) e Rok Zaplotnik (batteria). Musicisti appassionati, che vivono e respirano musica, condividono la stessa urgenza creativa e l’entusiasmo di portare i propri brani sul palco.

Il loro sound spazia tra hard rock, grunge e blues e fonde riff potenti, melodie orecchiabili e testi diretti. Ogni concerto è un concentrato di energia pura, e la band lo dimostra versando sul palco fino all’ultima goccia di passione.

martedì 2 dicembre 2025

AZAN MALLORY, Mercury Cazimi (2023)

 

È sempre un piacere scoprire band giovani e sconosciute muoversi con piglio certo e una forte dose di concretezza, proprio come il quartetto Azan Mallory, band formata da Elia Albertini (chitarra), Johana (batteria), Marco Munari (basso) e D (tastiere). Il primo capitolo della loro discografia, Mercury Cazimi del 2023, è un concentrato di progressive rock con qualche spunto vicino al post strumentale, non solo suonato con perizia ma anche scritto e registrato in maniera sorprendente. Sin dalle prime note di Sandness mi sono trovato in un viaggio sonoro fatto di malinconia, energia e profondità di idee, tutto realizzato con cura e pathos, aspetti che emergono netti nel corso del disco. Le lunghe fughe di Bended, la struttura avvolgente di B&B e le ricche articolazioni di B side, sono lì a dimostrare il grado di cura che ha portato gli emiliani ad incidere un album davvero raffinato ed elegante. La chiusura di Linx, per la quale è stato girato anche un video, è la giusta conclusione di un esordio convincente e maturo.

Linx (Official Video)