sabato 3 ottobre 2026

NERORGASMO, unica data italiana il 16 ottobre a Moncalieri (TO)



Audiodrome Crossover, Burning Tower e The Abyss Booking presentano il bill completo dell'imperdibile evento hardcore, in ogni accezione possibile, che il 16 ottobre vedrà come headliner i Nerorgasmo nella loro unica data italiana.


Ad inaugurare il palco, i BLACK MUNGO: open project musicale-letterario che esprime tutto lo spirito della Torino antagonista degli anni '80 e '90. Ideato e realizzato in collaborazione con il musicista e insegnante Nino Azzarà, veterano della scena alternativa torinese, mette in scena reading in chiave post-punk di testi poetici e letterari di Domenico Mungo (autore, docente e ricercatore di storia e letteratura contemporanea e antropologia sociale), nonché di affermati artisti nostrani come Linea 77, Bluebeaters, Africa Unite, Perturbazione e tanti altri.

Guarda il video di “Fluxus” qui https://www.youtube.com/watch?v=YR9f4NUpTGI


A seguire, gli HATE&MERDA, che da Firenze portano il loro sludge ostile e nichilista con influenze noise e hardcore, post-rock e power electronics. Un duo senza volto “contro tutte le identità di gender e ogni forma di ego”, una formazione essenziale chitarra/voce e batteria, un messaggio diretto che rifiuta i compromessi. Il loro lavoro più recente “Ovunque distruggi”, uscito nel 2022 dopo “L’anno dell’odio” (2014) e “La capitale del male” (2016), è una reazione rabbiosa e spietata agli anni paranoici della pandemia, senza alcun conforto né redenzione.

Guarda il video di “Un coltello sotto il letto divide il dolore in due” qui https://www.youtube.com/watch?v=wm1Mqxy5GMA


I NERORGASMO sono una band hardcore punk italiana attiva dalla prima metà degli anni ottanta fino agli inizi dei novanta a Torino, che proponeva un hc/punk cupo e dalle tematiche nichiliste. Assieme ad altri gruppi, quali Blue Vomit, Indigesti, Negazione, Declino, Peggio Punx, Atrox ed altri, hanno costituito la base della scena hardcore punk torinese e piemontese dell'epoca e furono esponenti di primo piano di quello che fanzine e riviste come Maximumrocknroll definirono Italian hardcore. Secondo Federico Guglielmi, i Nerorgasmo sono stati uno dei gruppi punk italiani più importanti e seminali.

Guarda il video di “Io sono la tua fine” qui https://www.youtube.com/watch?v=GVg1-VERoVE


In chiusura, AFTER PARTY con l’esplosivo DJ set di Alle Cuoghi e Skåll, conosciuti nella scena underground come gli ideatori e organizzatori degli eventi OBSCENE, per soddisfare indiscriminatamente fan di metal, goth e techno.


QUANDO: VENERDI 16 OTTOBRE – apertura porte ore 20

DOVE: Audiodrome Alive club, Strada Mongina 9, Moncalieri (TO)

INGRESSO: 20€

PREVENDITE: https://xceed.me/en/torino/event/audiodrome-alive-event-presenta-nerorgasmo-live-obscene-after-party/242499/channel/burning-tower

EVENTO FACEBOOK https://www.facebook.com/events/1073804108339638


Per maggiori info e aggiornamenti:

Burning Tower facebook https://www.facebook.com/burningtower

Burning Tower Instagram https://www.instagram.com/burning_tower_events/


DIRTY HEAVENS, Rhoads (singolo 2026)



I Dirty Heavens presentano il nuovo singolo Rhoads, un brano che attraversa la tradizione hard rock con una propria voce, fatta di chitarre, polvere e strada.

Il sole ha già scaldato l’asfalto. La polvere si solleva dietro di noi, gli alberi scorrono ai lati della strada e la luce apre il percorso davanti agli occhi. Alla radio passa una canzone. È il momento in cui ci si chiede se un’occasione sia davvero finita o se ci sia ancora il tempo di afferrarla: “I’m not waiting for the last train to come, I should’ve known that life goes by fast”.

Rhoads racconta la possibilità di ritrovare qualcosa che sembrava perduto e di guardare avanti con quell’entusiasmo istintivo che avevamo da bambini, prima che imparassimo a metterlo in discussione. Ogni scelta apre una strada diversa. Alcune si interrompono, altre si incrociano, altre ancora sembrano portarci lontano da ciò che stavamo cercando. Ma è proprio attraversando queste deviazioni che il percorso prende forma. Anche quando abbiamo la sensazione di esserci persi, quello che incontriamo lungo la strada continua a far parte della destinazione.

“This hymn is yours, I ran out of ink, so let it work deep inside your guts”: quando l'inchiostro per tracciare la mappa è finito, non resta che seguire l'istinto e godersi il viaggio. La vita è fugace e il tempo corre, ma nonostante le deviazioni arriveremo sempre a destinazione in un modo o nell'altro.


Ascolta Rhoads suYoutube https://www.youtube.com/watch?v=BEO3MVJ4WJA


I Dirty Heavens sono una rock band nata a Bari nel 2023. Capitanati da Lucrezia ‘Dirty Hell’ Lamacchia alla voce e chitarra ritmica, Chris Salerno alla chitarra solista, e la sezione ritmica di Alessio Virno (basso) e Angelo Porcelli (batteria), la band scolpisce un sound ruvido, viscerale e carico di emozione. La loro musica nasce dalle ceneri del grunge e dell’hard rock anni ’80, guardando alla forza melodica del pop-rock dei primi 2000.

Il loro album d’esordio Drive (2026) racconta un viaggio interiore tra determinazione e frustrazione, percorrendo una strada che non esiste ancora. È una raccolta di inni alla libertà e all’autodeterminazione, in cui ogni brano si definisce come un frammento di vetro infranto: autonomo, ma indispensabile per comporre l’immagine complessiva dell’album.

mercoledì 30 settembre 2026

RON COOLEN - KEITH ST JOHN, Here to stay (2023)

 


Uscito nel 2023, Here to stay rappresentava l’ottimo ritorno di Ron Coolen (insieme a Keith St John), dopo Rise di tre anni prima (recuperatelo!), un album che confermava la natura del progetto del multistrumentista, che si divide tra chitarra, basso, batteria e tastiere), coadiuvato ancora una volta da una nutrita serie di ospiti. Confermata la presenza di St John (voce di Montrose, Lynch Mob, Burning Rain e Kingdome Come), questa volta autore insieme all’olandese, l’album vede alternarsi una serie di chitarristi straordinari, sin dall’iniziale Heavy Metal till I’m dead, dove troviamo Joey Concepcion (Dark Tranquillity), programmatica dell’indirizzo del disco. Christopher Amott (Arch Enemy, Dark Tranquillity) fa invece la sua comparsa in You’re just a a bad dream, prima che irrompano Timo Somers (Supersonic Revolution, Ayreon, Delain) in Jaded eyes e Gus G. (Firewind, Ozzy Osbourne) nelle classicheggianti Saints and sinners e Firebird. Accattivante lo sviluppo di 90 shades to hell, nonché il solo di Per Nilsson (Scar Simmetry, Meshuggah), mentre in Sin city 23 appare l’elegante verve di George Lynch (Dokken, Lynch Mob). Il doppio solo di Reprise, ad opera di Somers e Satchel (Steel Panther), chiude un lavoro a tratti esaltante, perfetto per chi ama certe sonorità hard & heavy intrise di anni ’80. (Luigi Cattaneo)

 

martedì 29 settembre 2026

DROP CIRCLES, Aramilanima (singolo 2026)



Aramilanima è il nuovo singolo dei Drop Circles, un brano che mette insieme riff grunge e voce nu metal in un calderone ribollente scuro, graffiante e aggressivo.

Le chitarre ruvide incidono il brano con cambi di dinamica e contrasti che accompagnano una voce sempre diversa nel modo di colpire, che oscilla tra controllo ed esplosioni senza preavviso.
Il testo racconta un amore che non cerca di essere rassicurante: meglio una ferita vera che una relazione svuotata, meglio il dolore palpabile e reale che l’assenza di qualsiasi cosa da sentire.
Asfalto, aghi di pino e ferite diventano tracce concrete di un legame che chiede un prezzo per restare vivo. Anche la quotidianità entra nel racconto, nel brindisi amaro alla “solita vita”, condivisa nonostante le sue crepe.
La richiesta precisa che dà il titolo al brano suona come un incarico: entrare dentro, scavare, smuovere ciò che è rimasto immobile, metterci il cuore, anche quando farlo significa rischiare di farsi male. L’anima diventa terreno fertile da lavorare, con la possibilità che proprio dalla sofferenza emerga qualcosa di diverso.
La scrittura in italiano va dritta al punto, senza cercare riparo nella retorica né nelle sovrastrutture, mentre la musica ne amplifica la componente più istintiva. La sensibilità del grunge e i contrasti del nu metal compongono il linguaggio più espressivo per raccontare quei graffi troppo profondi per essere ignorati.


Ascolta Aramilanima su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=4aHyW_h9DP0

Ascolta Aramilanima sulla tua piattaforma preferita qui: https://orcd.co/dropcircles-aramilanima


I Drop Circles nascono nella primavera del 2011 dalle ceneri di alcune band della scena rock fiorentina. Fin dagli esordi sviluppano una proposta radicata nelle sonorità di Seattle, arricchita nel tempo da influenze che spaziano dal nu metal all'indie rock, mantenendo una forte coerenza stilistica e una chiara identità compositiva.

Dopo diversi cambi di formazione, il gruppo raggiunge una line-up stabile che permette di consolidare il lavoro in studio e l'attività dal vivo. Nel corso degli anni i Drop Circles si esibiscono su numerosi palchi tra Toscana, Emilia-Romagna e Lazio, costruendo un percorso fondato soprattutto sulla produzione di materiale originale.

Tra le esperienze più significative figurano la finale nazionale di Sanremo Rock 2021 al Teatro Ariston e le aperture per Marlene Kuntz, Manuel Agnelli, Punkreas, Zen Circus e Sick Tamburo.

sabato 26 settembre 2026

ROAD SYNDICATE, Shot of Rock'n'Roll (singolo 2026)



La celebre frase attribuita a Nietzsche “E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica” riassume perfettamente Shot of Rock'n'Roll, il nuovo singolo dei Road Syndicate.

Senza musica, molti di noi impazzirebbero: per tanti è uno dei modi per sopportare la quotidianità, soprattutto dopo una settimana passata a lavorare: “You’ve been giving your blood working day and night / It’s time to hit the street, to dive into the light”.

Quando arriva la notte, però, serve soccorso: “When the night is coming and you’re lost in the crowd, a voice in your head is screamin’ out loud: give me one shot of rock’n’roll! I really need it through my soul!”.

Il videoclip gioca ironicamente proprio sull’idea di una dipendenza: cosa succederebbe se quella dose venisse improvvisamente vietata? Ai poveri pazienti verrebbero prescritte le terapie più improbabili, somministrate da un’avvenente infermiera per renderle più tollerabili.

Musicalmente, Shot of Rock'n'Roll mette un piede in We Will Rock You dei Queen e l’altro in I Love Rock’n'Roll di Joan Jett, con la testa nell’hard rock, il cappello blues e la camicia funk.

Il solo di chitarra, invece, tiene in mano un mazzo di trifogli ed evoca le melodie tradizionali irlandesi. Un anthem da stadio che si diverte a cambiare abito, con un chorus da cantare a pieni polmoni. Dedicato a chi reclama la necessità e la bellezza di essere sé stesso alzando il volume.


Guarda il videoclip di Shot of Rock'n'Roll qui https://www.youtube.com/watch?v=HltGze_5hPU


I Road Syndicate sono Lorenzo Cortoni (voce e chitarra), Fabio Lanciotti (chitarra e cori), Giulio Guaitolini (basso e cori) e Cristiano Ruggiero (batteria e percussioni), musicisti attivi nella scena romana e legati da collaborazioni che risalgono agli anni ’90.

Dal 2018 portano sui palchi un repertorio originale a base di hard rock con contaminazioni blues in lingua inglese, con una lunga attività live nei club di Roma e del resto d’Italia.

Il primo album, Smoke, autoprodotto con Orange Park Records, raccoglie numerose recensioni e interviste anche all’estero, in particolare in America Latina.

Da marzo 2020, durante la pandemia, trasformano il proprio know-how musicale e televisivo in un vero “Virtual Tour” di concerti a supporto di Smoke in streaming.

Nel 2022 arriva Vol. II, presentato al Kill Joy di Roma.

Nel 2024 il singolo Faster introduce Giulio Guaitolini al basso e la nuova collaborazione con Elevate Records.

A maggio dello stesso anno esce l'album A Shot of Rock'n'Roll, da cui oggi viene estratta come singolo la title track.

Welcome to the show!


XAVI REIJA ELECTRIC QUINTET, Nu Breed (2026)

 


Ci siamo già occupati in passato dei lavori di Xavi Reija, talentuoso batterista catalano che, con il nuovo Nu breed, combina jazz rock e progressive in maniera fresca e godibile. Con lui troviamo Rafael Garcès (sax), Dusan Jevtovic (chitarra), Tomàs Fosch (rhodes) e Bernat Hernàndez (basso), straordinari interpreti che formano l’Electric Quintet, che ha dato vita ad un album intenso, ennesimo atto creativo di un musicista aperto da sempre aperto a nuove contaminazioni. Nel disco aleggia l’imprevedibilità dei King Crimson, il fascino lontano di Weather Report e Mahavishnu Orchestra, ma anche la libertà di pensiero di Miles Davis, associazioni da cui si sviluppano brani ricchissimi di trovate, sia quando la scrittura appare più rigorosa, sia quando la band si muove leggiadra lungo i bordi dell’improvvisazione. Probabilmente l’opera più ambiziosa, nonché la meglio riuscita, nella carriera di Xavi, armoniosa e coinvolgente sin dai primi ascolti, grazie a intuizioni, strutture intricate e un songwriting decisamente solido. Ennesimo esempio della qualità del rooster di casa Moonjune Records, nonché grande conferma del talento del musicista spagnolo. (Luigi Cattaneo)


GREEN ROSE, Slaughter (singolo 2026)



I Green Rose tornano con Slaughter, un brano che utilizza l'immaginario più estremo dell'heavy music per raccontare una battaglia interiore. Demoni, sangue e campi di guerra diventano simboli di un conflitto fatto di rabbia, sofferenza e alienazione, dove il nemico più difficile da affrontare è quello che vive dentro di noi.

Le liriche danno voce a questa lotta che si svolge in un paesaggio oscuro. “Slaughter, the beast awakens tonight” inquadra la forza incontrollabile che esplode nel momento in cui il dolore prende il sopravvento. Nel finale, però, la furia lascia spazio a una confessione diretta: “I'm not in this world anymore / Sick of being treated like this / Because of this illness right now” svelano la vulnerabilità nascosta dietro la rabbia, riportando il racconto a una dimensione profondamente umana.

Musicalmente è un hard rock che guarda ai Pantera per attitudine e impatto sonoro, rielaborandone l'influenza con un linguaggio più personale che accompagna il brano dall'inizio alla fine, dando forma a un'esperienza intensa tanto quanto il suo significato.


Ascolta Slaughter su Youtube https://www.youtube.com/watch?v=3MSPHwNBL-A

Ascolta Slaughter sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/greenrose-slaughter


Nati a Sistiana, vicino Trieste, i Green Rose prendono forma nel 2022 dall’incontro tra Crash e Anton, un’intesa immediata che si traduce in un percorso condiviso. L’anno successivo l’ingresso di Enry completa la formazione, portando il progetto a una definizione più stabile. Nel 2024 il lavoro si concentra sulla costruzione di un’identità precisa e sulla dimensione live. Il 2025 segna un passaggio rilevante con la vittoria di un contest a Trieste e il terzo posto al Veneto Rock Contest nella giuria popolare.
Nello stesso periodo la band entra in studio per registrare il primo album. Slaughter è il terzo singolo di quest'anno, dopo Rebels e Saints of My Soul.

lunedì 21 settembre 2026

BEAUTY IS THE DISTANCE, Romantic Suite (2019)

 


Oggi recuperiamo il secondo (e per ora ultimo) lavoro del progetto Beauty is the distance, trio formato da Dave Newhouse (sax, clarinetto, tastiere), Luciano Margorani (chitarra, rumori, membro storico di La1919, nonché Il muro del suono) e Federico Zenoni (batteria, oggetti, anche lui con i La1919), registrato tra il 2017 e il 2018 tra Milano e gli Stati Uniti. Le tre lunghe trame formano una suite in parte improvvisata, continuando nella direzione tracciata dal precedente album, seppure lo fa in maniera più fluida, con un maggior numero di sfumature al proprio interno, che rendono l’ascolto sì complesso, ma anche molto interessante. L’avanguardia sperimentale dell’esordio è quindi ancora presente, segno distintivo di una band dove i coinvolti sanno come muoversi all’interno di certi confini strumentali, fatti di sensazioni e umori variegati, oscuri passaggi e pulsioni notturne jazzate, filtro e collante di un album da ascoltare senza preconcetti e steccati. (Luigi Cattaneo)

domenica 20 settembre 2026

CORMORANO, L'inciampo dell'uovo (2025)

 


Curiosa la storia dei Cormorano, gruppo che si è formato nel 1975 grazie al vocalist Raffaello Regoli, ma mai giunta in quegli anni lontani all’esordio discografico, che avverrà solo nel 2000 con Giro Tondo (giro) Fuori Scena. La reunion del 2023 portò alla nascita di Obliquizioni … prima che l’aquilone se ne voli via, mentre del 2025 è questo L’inciampo dell’uovo, disco che vede, oltre a Regoli, la partecipazione di Antonio Dondi (batteria), Elia Filippini (tastiere), Francesco Boni (basso), Gabriele Giovanardi (sax), Michele Zanni (chitarra). L’album rispetta le caratteristiche dei precedenti, scivola agile tra progressive e jazz rock, con alcuni momenti, come Somia o la strumentale Trutse Nalem (un omaggio ai Traffic), che spiccano sugli altri, seppure non sfigurano le incursioni sperimentali di Pax Msg from Universe e l’elegante jazz rock di Agguati urbani. Un lavoro interessante, che conferma la natura multiforme di Regoli, sia quando si muove con i Cormorano, sia quando lo troviamo impegnato con i decani Runaway Totem, entrambe band dalla natura composita e variegata. (Luigi Cattaneo)


lunedì 14 settembre 2026

BACO DI SILENZIO, La caratura delle penisole (2026)

 


Periodo particolarmente fertile per Baco di Silenzio, progetto dietro cui si cela Salvatore Scuderi (già voce degli Anèma), di cui abbiamo parlato pochi mesi fa per l’uscita di Aquile e cieli, un lavoro davvero valido e sicuramente particolare. Il siciliano conferma con il nuovo La caratura delle penisole l’amore per strutture non convenzionali, dove folk, prog e cantautorato si intersecano, lasciando trasparire una forte connotazione emotiva, imprinting espressivo di Salvatore, che si lascia accompagnare nelle varie tracce da un nutrito numero di musicisti, davvero tanti per citarli tutti. Peculiare è la ricerca del siracusano, sempre raffinato nella scelta dei suoni, costantemente in bilico tra esistenzialismo, intimismo e un crepuscolare senso di malinconia, che avvolge brani come Oltre lo specchio, Cuori umani, Mare sugli occhi o Lighea, tra i momenti più interessanti di un lavoro complesso e affascinante. Potete acquistare o ascoltare La caratura delle penisole al seguente indirizzo https://bacodisilenzio.bandcamp.com/album/la-caratura-delle-penisole (Luigi Cattaneo)  

mercoledì 9 settembre 2026

3 O'CLOCK, Warm me up (singolo 2026)



Il nuovo singolo dei 3 O' Clock, Warm Me Up, abita quel tempo incerto in cui una storia sta per finire, eppure il calore di ciò che è stato continua a restare sulla pelle. Scritta dal chitarrista Federico Cittadini, la canzone osserva un amore giunto al capolinea e allarga lo sguardo al senso stesso della fine, affidando all'amore l'ultima parola anche quando perdere qualcuno sembra svuotare ogni frase.

La voce graffiante e melodica di Marco Amaolo racconta l'impotenza davanti a un addio ormai vicino, mentre la ritmica serrata di Arnaldo Rosati al basso e Federico Zuccaccia alla batteria ne accompagna il peso. Warm Me Up è una power ballad dall'introduzione grunge, avvolta da un muro post-grunge potente e teso.
Prodotto da Frank Micucci, il brano ospita Gianluca Battaglion (Movida, Rezophonic), autore di un primo assolo rock classico, strutturato e geometrico. Nel finale, Federico Cittadini raccoglie il testimone e lascia correre la chitarra in una cavalcata viscerale, veloce e istintiva.
Poco prima delle registrazioni, Cittadini ha perso il padre. Il suo assolo conclusivo custodisce anche questa assenza e diventa una dedica intima rivolta a lui. Quando la voce si ferma, restano sei corde a pronunciare ciò che le parole non riescono a dire: un ultimo pensiero d'amore lanciato oltre il silenzio.


Guarda il video di Warm me up qui https://www.youtube.com/watch?v=fu_t25xjJtU

Ascolta Warm me up sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/3oclock-warmmeup


I 3 O’Clock nascono come cover band dedicata ai grandi nomi della storia del rock — dai Rolling Stones ai Beatles, dai Led Zeppelin agli AC/DC, fino a Bon Jovi e Queen. La passione per le radici del genere si è presto trasformata in una nuova identità autoriale: dal 2024 il gruppo propone brani originali che fondono l’energia del classic rock con l’anima ruvida dell’alternative, conquistando un pubblico sempre più ampio.
Tra i loro singoli più apprezzati, Eden, una ballad intima che esplode in potenza emotiva, On Your Own, un omaggio al rock di fine anni ’80 rivisitato con modernità, e Way, un inno dedicato a chi vive la musica come libertà. Con On Your Own la band ha raggiunto le finali di Sanremo Rock 2025, esibendosi sul prestigioso palco del Teatro Ariston.
L’obiettivo dei 3 O’Clock è chiaro: portare il proprio rock su quanti più palchi possibile, condividendo quella scarica di energia autentica che solo la musica live può regalare.
La formazione attuale vede Marco “AM” Amaolo alla voce, Federico Cittadini alla chitarra, Arnaldo Rosati al basso e Federico Zuccaccia alla batteria.


sabato 5 settembre 2026

EPIGRAFI, Atlas (singolo 2026)



Con il nuovo singolo Atlas, gli Epigrafi arrivano al punto più delicato di Dedalus, il concept che trova nella sezione conclusiva, Paradiso perduto, il suo momento di massima tensione.

Amal sta per risvegliarsi. E con lei rischia di dissolversi il mondo onirico che ha creato: un universo destinato a esistere soltanto finché il suo sonno continuerà a sostenerlo.

Il protagonista lo sa e prende una decisione che non lascia spazio a una via di ritorno: sostituirsi ad Amal. Sarà lui a sostenere quel mondo, a impedirne la scomparsa, permettendole di tornare alla realtà. Come Atlante, accetta di portare sulle proprie spalle un intero universo. Il prezzo è il proprio sonno, senza fine.

Ma prima della separazione c’è ancora un ultimo sguardo.

Nel volto di Amal cerca una risposta a una domanda che lo accompagna fino all’ultimo istante: quello che ha visto nei suoi occhi era davvero un sentimento o soltanto qualcosa che il suo desiderio ha trasformato in realtà? Il dubbio non riguarda soltanto lui. È il riflesso della scelta di Amal, divisa tra il peso di accettare il sacrificio e la tentazione di portarlo con sé, oltre il confine del sogno.

Poi lei sorride. Non serve altro. In quello sguardo rimane una luce che mette a tacere l'incertezza e rivela ciò che le parole non potrebbero più spiegare: tra i due esiste qualcosa che il risveglio non può cancellare.

Musicalmente, Atlas si muove su una struttura prog-death metal, attraversata da incursioni metalcore. Contrasti, cambi di tensione e passaggi più articolati accompagnano una storia costruita attorno al sacrificio, alla perdita e a un legame che continua a esistere anche quando i due mondi sono costretti a separarsi.

In Dedalus, il confine tra sogno e realtà si è ormai assottigliato fino quasi a scomparire. In “Atlas” resta una sola domanda: quanto di noi siamo disposti a lasciare dall’altra parte, pur di permettere a qualcuno di tornare indietro?


Ascolta Atlas su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=LG-gAdCjppc

Ascolta Atlas sulla tua piattaforma preferita qui https://ffm.to/epigrafi-atlas


Gli Epigrafi nascono nel 2016 a Bassano del Grappa dall’incontro tra Pietro, Enrico, Riccardo e Jacopo, uniti dalla volontà di costruire un linguaggio personale partendo da influenze come Death, Opeth e Dimmu Borgir. Dopo i primi brani pubblicati online e l’esordio con Sublime and Vain, la band inizia un’intensa attività live tra concerti e contest nel circuito veneto. Negli anni successivi la formazione cambia con l’ingresso di Alberto alla batteria e Mattia al basso, aprendo il suono a influenze prog e metalcore senza perdere l’impronta estrema delle origini.
Durante il periodo pandemico entra anche il chitarrista Riccardo, contribuendo alla nascita di Dedalus, concept diviso in tre sezioni — Purgatorio, Inferno e Paradiso Perduto — ispirato a un immaginario distopico di matrice dantesca. Nel 2022 la band registra l’EP PH1 (Purgatorio) presso La Distilleria Produzioni Musicali, mentre nel 2023 torna dal vivo conquistando il primo posto come miglior band metal e miglior gruppo vicentino al Vicenza Rock Contest.
Attualmente gli Epigrafi collaborano con Sorry Mom! e proseguono lo sviluppo di Dedalus. Dopo i singoli Arcadia e Maelström e l’EP Ep2silon, che accompagna il passaggio dal Purgatorio all’Inferno del concept, a maggio 2026 la band conclude il capitolo dell'Inferno con il singolo
The Room, aprendo ufficialmente il percorso verso l'ultima parte del concept, Il Paradiso Perduto. Il primo brano previsto per questa nuova sezione è Atlas.


giovedì 3 settembre 2026

INSANIA.11, Il mondo aldilà (2025)


 

Interessante concept album firmato Insania.11 (già Insania, attivi tra il 1989 e il 1997), che raccontano una realtà distopica in questo Il mondo aldilà, dove lo sviluppo tecnologico, che ha imposto all’uomo regole ferree, tanto da ridurlo ad uno schiavismo alienante e soffocante, ha portato all’utilizzo di droghe psichedeliche, unico modo per superare i confini del mondo in cui ci si trova. Una narrazione portata avanti dal duo formato da Samaang (voce, basso, chitarra, programmazione midi) e Ethrum (chitarra) che riporta alla mente Necrophobic e Coroner, ma anche i nostrani Hornwood Fell, Horrid e Node, una miscela letale di death e black, complessa e plumbea, cupa e claustrofobica. Il progetto, rinato nel 2008, ha portato alla nascita di un ep nel 2010, I diari di Samaang: lo Stato Larvale, e due lavori creati da entrambi i membri, Di sangue e di luce del 2017 e L’orrore del 2019, dischi che hanno visto i lombardi tornare a navigare nelle acque scure dell’underground estremo italiano, abbandonato dopo due demo registrate ad inizio anni ’90. Il nuovo album propone un death metal dalle tinte progressive e industrial (accorato l’uso della drum machine), ricco di strutture molto articolate (La fanciulla e il lago, Le tessitrici di Duum) e momenti di straordinaria brutalità (Abyssus, Ignite), spiazzante e oscuro per tutta la sua abbondante durata, non sempre fluida ad essere onesti. Disco da ascoltare con la dovuta calma visti i tanti sviluppi proposti, a volte persino troppi, ma sicuramente affascinante e lodevole. (Luigi Cattaneo)



mercoledì 2 settembre 2026

AZAN MALLORY, Prisma (2025)

 


Secondo lavoro per gli Azan Mallory, band di cui avevamo già parlato per l’esordio Mercury cazimi, un disco di confine, tra post e progressive, con qualche accenno math e inflessioni Wilsoniane. Prisma non sposta l’asse su cui si muovono Elia Albertini (chitarra), Marco Munari (basso), D (tastiere), Johana (batteria), e se è vero che da un lato mi attendevo qualche maggior guizzo creativo, è pur vero che gli emiliani sanno costruire trame molto gradevoli e fluide, crepuscolari e riflessive, con crescendo eleganti e sinuosi (su tutte Cleo e Highlander). Probabilmente non l’album della svolta ma sicuramente quello della conferma di una band con idee e gusto. (Luigi Cattaneo)

sabato 29 agosto 2026

THE JOHN IRVINE BAND, Take me to your leader (2026)

 


È sempre un piacere ritrovarsi in mano un lavoro di John Irvine, talentuoso musicista di Edimburgo di cui parliamo da anni sul blog. Il nuovo arrivato è Take me to your leader, album che presenta una novità nella proposta, ossia la voce di Gordon Robertson, davvero inaspettata, a fronte di una carriera sin qui votata ad un progressive venato di jazz rock e fusion interamente strumentale. Oltre a Irvine (chitarra, basso, tastiere) e Robertson, il trio è completato dalla batteria di Andrew Scott (a cui dobbiamo aggiungere le backing vocals di Emma Jean), protagonisti di un disco che rispetto al passato recente guarda, non solo alle classiche trame a cui ci hanno abituato, ma anche a quelle care a band come The Buggles, Supertramp e Genesis era Collins. Un cambiamento originale e fresco, che se spiazza all’inizio, risulta intelligente e per nulla forzato alla lunga, con brani di caratura come Siddhartha, Man in the moon o Chosen one che mostrano un’attitudine frizzante, briosa ma notevolmente intensa. Approccio diverso ma uguale capacità di colpire nel segno per Irvine, artista che meriterebbe di essere conosciuto maggiormente dagli appassionati della materia, oltre che di poter avere finalmente l’opportunità di portare la propria arte in versione live. (Luigi Cattaneo)

WANDERING TALE, The long journey (singolo 2026)



The Long Journey immagina il cammino che, in un tempo remoto, avrebbe potuto trasformare un apprendista in un bardo. Prima delle corti, delle taverne e delle strade percorse raccontando imprese e leggende, esiste un tempo di formazione, in cui un maestro consegna al proprio allievo un patrimonio fatto di memoria, musica e parole. Il nuovo singolo dei Wandering Tale racconta proprio quel viaggio: ogni incontro, ogni battaglia e ogni orizzonte diventano frammenti di un repertorio destinato a sopravvivere a chi lo canta.

Le liriche seguono il protagonista mentre attraversa vallate, fiumi e campi di guerra, inseguendo storie che “no gold can buy”, perché il loro valore non si misura con la ricchezza ma con la capacità di essere tramandate. Il chorus sprona ad alzare orgogliosamente la bandiera ed a custodire quella memoria collettiva: “So raise the flag, let the stories be told”, lasciando che il canto continui a dare voce agli eroi, agli sconfitti e a chiunque abbia lasciato un segno lungo il cammino.

Musicalmente è un power metal dall'attitudine marziale, con il passo regolare di una compagnia che avanza verso il villaggio successivo. Le sonorità evocano un falò acceso al termine della marcia: soldati ancora in armatura ascoltano il bardo mentre il tintinnio dei boccali accompagna il clangore di spade e scudi appoggiati a terra. L'immaginario richiama la narrazione epica dei Blind Guardian, la maestosità dei DragonForce e il respiro folk dei Wind Rose, dando forma a un racconto che procede con la stessa naturalezza di una storia tramandata di voce in voce.


Ascolta The long journey su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=-bxEp1v2gds

Ascolta The long journey sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/wanderingtale-thelongjourney


I Wandering Tale nascono nel 2019 da un’idea di Daniele, Fabio e Davide (voce e chitarre), durante una sessione di giochi di ruolo che finisce — inevitabilmente — per trasformarsi in una fucina di immaginazione. Alla formazione si aggiunge presto Balbo al basso e, dopo una parentesi con Ottavio alla batteria, arriva Lorenzo, completando la line-up.
Dopo un primo periodo dedicato alle cover, l’intuizione arriva in una serata tanto alcolica quanto burrascosa: perché non raccontare in musica le avventure di un bardo errante, che attraversa terre sconosciute e creature fantastiche, iniziando il suo viaggio proprio da una rissa tra nani ubriachi?
Nasce il progetto Bastard Dwarves, poi elegantemente ribattezzato Wandering Tales nell’estate 2020 — un nome che custodisce perfettamente l’essenza: storie che camminano.
Ispirati da giganti come Rhapsody of Fire, Iron Maiden, Folkstone e molti altri, i Wandering Tales costruiscono una miscela unica di power metal veloce, atmosfere folk e testi che pescano nel folclore, locale e non. Nonostante i rallentamenti della pandemia, la band non si ferma: tra il 2022 e il 2025 partecipa a concorsi e rassegne, conquistando un pubblico trasversale, giovani e anziani, metallari e ballerini di liscio. Segno che l’idea funziona.
Nel 2025 arriva la loro prima raccolta di brani, Tales from the Tavern, un compendio di storie narrate dall’onnipresente Bardo, con il suo liuto e la sua ironica saggezza: battaglie, sbornie epiche, incontri improbabili e leggende bisbigliate tra una pinta e l’altra.

The long journey è il secondo singolo del 2026, uscito in seguito a Legion.