Uscito a fine 2025, Aquile
e cieli è il debutto di Salvatore Scuderi, voce già degli Anèma (due
interessanti album all’attivo, di cui abbiamo parlato tra le pagine del blog),
ora impegnato nel suo ambizioso progetto solista a nome Baco Di Silenzio. Con lui,
in questo esordio pieno di pathos, troviamo Maurizio Antonini (batteria), Dario
Giannì (basso, anche lui con Anèma e ora leader del progetto Ologram), Lorenzo Giannì
(chitarra, presente nei due Anèma), Abramo Riti (tastiere, piano), Roberto Pace
(basso), Filippo Rosati (chitarra), Emanuele Filippi (pianoforte), Carolina
Prado (oboe), Neleta Ortiz (arpa) e Sergio Rabello (violini), interpreti che
hanno partecipato nei vari brani secondo l’umore del pezzo e le idee di Scuderi.
La direzione di Aquile e cieli è chiara sin dalle iniziali Vittima
carnefice e Assenzio, dove cantautorato sperimentale, poesia e oscuro new prog si
ritrovano in maniera piuttosto fluida e interessante. Una certa
dose di inquietudine aleggia anche in Vertigini, mentre Delfini
liberi di volare è una ballata dai toni malinconici, prima di Bandiere
occulte, in cui Salvatore flirta, in modo curioso ma brillante, con il
progressive metal. L’emozionale Sei rientra nei canoni più tipici del
racconto, ed apre al trittico finale davvero delicato, completato da Ottobre
e Cosa vorrà dirci il tempo?, ottimi esempi dell’arte del siciliano,
atteso ora al secondo capitolo di questa trilogia su cui sta lavorando con
passione e dedizione. (Luigi Cattaneo)
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