mercoledì 2 aprile 2025

COWARDS, God Hates Cowards (2025)

 

Attivi dal 2019, i Cowards tornano con l’attuale God Hates Cowards (per Bloody Sound) a guardare a quel mondo noise, post punk e shoegaze che li ha contraddistinti sin dagli esordi, risultando decisamente abrasivi e pesanti, complice anche la tragedia che ha portato via nel 2021 Peppe Carella, batterista della prima ora. Giulia Tanoni (voce, basso, chitarra), Luca Piccini (voce, chitarra, basso) e il nuovo arrivato Michele Prosperi (batteria, ex Jesus Franco & The Drogas), tracimano rabbia e oscurità, grazie ad un sound crudo ma anche pregno di idee melodiche, una catarsi profonda attuata da una band ferita ma desiderosa di rialzarsi. Un viaggio fatto di sensazioni e umori, che stordiscono in Barefoot walking in head, cercano una strada per liberarsi da un presente di angoscia, come avviene in 3020 e Scream!, dove si cerca la fuga dai propri demoni. I nove brani presenti non concedono sosta, mettono a nudo sentimenti che fanno male, raccontati attraverso una narrazione che richiama anche gruppi storici come Sonic Youth, Pixies e Dinosaur Jr., che ritroviamo nell’iniziale I hate you, ma pure nella maggiormente ragionata Storm. L’oscuro post punk di Dystopian city e la malinconia di About a friend sono altri esempi di un album sì rabbioso ma anche incredibilmente ipnotico. (Luigi Cattaneo)

Full Album 


 

martedì 1 aprile 2025

FEARYTALES, Vento divino (2024)

 

Uscito nel 2024 per Underground Symphony, Vento divino è il nuovo lavoro dei Fearytales (Marco Vicenza basso, Marco Chiariglione voce, Paolo Tabacchetti chitarra, Costantino Perin batteria), band di cui avevamo già parlato per l’ottimo debut MMXXII del 2022. L’impressione di trovarci dinnanzi ad una band davvero molto interessante viene confermata da questo ritorno, un crossover di hard & heavy, thrash metal e progressive, seppure declinato con la loro personalità, un’attitudine che pervade l’intera opera, che si caratterizza per le sue tonalità scure e brumose, merito anche di testi nero pece (sia in inglese che in italiano), perfettamente declamati da Chiariglione, istrionico sia nelle parti pulite che in quelle in growl. Il gruppo mostra di avere il giusto piglio sin dalle iniziali La ginestra e LightBlind, perfette per introdurre nel clima dell’album, prima della monumentale title track e del pathos di RoXXXanne, emozionale nel suo sviluppo complessivo. Si torna su territori più grevi con In tinta caligine, vengono tratteggiati con mano sicura scenari immaginifici in La luminosa notte dell’anima, mentre le conclusive Come inside e AdventComes rappresentano il perfetto epitaffio di un disco che meriterebbe davvero più attenzione da parte di addetti ai lavori e semplici ascoltatori vista la qualità elargita dal quartetto piemontese. (Luigi Cattaneo)

LightBlind (Video)