giovedì 29 gennaio 2026

VAN FOR A DIME, Break it! (singolo 2026)



Un van bianco tirato a lucido, l’autoradio che spara riff a tutto volume e una linea d’asfalto che taglia il deserto. A bordo quattro ragazzi cantano a squarciagola, con le idee chiarissime sulla direzione da prendere. È questa l’atmosfera che permea Break it!, il nuovo singolo dei Van For A Dime: un manifesto di determinazione e movimento continuo.

In un presente affollato di esitazioni, fragilità e rinunce premature, Break it! sceglie la strada opposta. Il brano nasce dalla rabbia residua delle esperienze sbagliate, dalle cicatrici che restano addosso e dalla fatica necessaria per distinguersi. Tutto viene trasformato in carburante per rompere l’immobilismo, frantumare la negatività e superare i limiti autoimposti. Arrendersi non è un’opzione: l’obiettivo è cambiare rotta, scavalcare l’apatia e continuare a correre, anche quando il terreno si fa ostile.

Sul piano sonoro, il van su cui si svolge il viaggio ha un telaio alternative post-grunge, mentre la carrozzeria blues-rock polverosa è targata Rival Sons. Riff granitici, ritmiche robuste e un uso dinamico delle melodie rendono Break it! un brano compatto da cantare mentre si marcia verso i propri obiettivi, spezzando tutte le catene mentali. La destinazione è segnata sulla mappa: motore sempre acceso, nessuna retromarcia e la strada davanti tutta da conquistare.


Guarda il videoclip qui https://www.youtube.com/watch?v=xGPmTKtCn9Q

Ascolta Break it! qui https://orcd.co/vanforadime-breakit


I Van For A Dime nascono alla fine del 2018 e costruiscono il proprio percorso come un viaggio fatto di chilometri, cambi di direzione e continua ricerca sonora. Dopo una prima fase di rodaggio tra concerti e composizioni in Toscana, la band attraversa inevitabili trasformazioni di formazione, trovando nel tempo un assetto definitivo e un’identità sempre più riconoscibile. Il loro sound è un blend personale di hard rock, stoner e sfumature funky-fuzz, con radici ben piantate nella tradizione di Black Sabbath, Mountain e Grand Funk Railroad, ma lo sguardo rivolto a realtà più contemporanee come Wolfmother, Rival Sons e Dirty Honey.

Al centro del progetto restano le storie: racconti di vita quotidiana, di persone comuni che affrontano la routine senza mollare, veri “supereroi di quartiere” mossi da una forza ostinata e autentica. Nel 2025 la band entra alla Fucina Studio di Giacomo “Jac” Salani per dare forma definitiva ai primi brani, segnando un nuovo capitolo del proprio percorso. Il primo singolo con lyric video Victor Venice è stato pubblicato a luglio ed è disponibile su tutte le piattaforme.


giovedì 22 gennaio 2026

ESSERESCORIA, Esondazioni (2024)

 


Esordio per Riccardo Tomassetti, in arte Esserescoria, cantautore che arriva a quest’opera prima dopo un proprio personale percorso, che lo ha visto interessarsi anche alla produzione, alla registrazione e al sound design. La chitarra acustica di Riccardo, fondamentale nel suo modo di approcciarsi alla scrittura, incontra i sintetizzatori in maniera elegante e decisa, creando una congeniale sintesi tra indie folk ed elettronica, in cui si adagiano testi dal sapore introspettivo, aspetto molto curato dal bergamasco. È l’autore stesso a spiegare l’album. L’anima è come un fiume che si riempie della realtà che ci entra dentro ogni giorno con le sue esperienze, emozioni, ingiustizie e battaglie. Certe volte si gonfia a tal punto che non si accontenta più del suo letto, ha la necessità di spaccare gli argini della quotidianità per esorcizzare questo flusso di energie. È da questo bisogno che nasce questo album. Esondazioni concentra in quasi un’ora i pensieri di Tomassetti, tra spunti cantautorali e altri più rock, tra malinconia e cinismo, risultando sincero e appassionato sin dalle prime note. Un lavoro interessante, che forse avrebbe giovato di una minore prolissità complessiva, ma l’urgenza comunicativa di Esserescoria è facilmente percepibile, arriva netta e nitida, lasciando trasparire come il progetto possa avere ulteriori sviluppi nel futuro. (Luigi Cattaneo)


mercoledì 21 gennaio 2026

GRACENOTEDUO, Tiarè e Monoi (2025)

 


Esordio per Gracenoteduo (Grace Falcone voce e synth, Raffaele Sarenti chitarra e voce), che con Tiarè e Monoi propongono un lavoro leggero, brioso, che racconta di storie quotidiane e sensazioni. Nessuna costruzione particolarmente ardita o sovrastrutture ricercate, il duo comunica mescolando folk, jazz latino e coloriture elettroniche, andando sempre al cuore delle trame, complice anche la scelta di un approccio minimale alla materia. Tra ironia (Tango stress, Stasera a cena), omaggi (la gradevole Acquarello tributa Vinicius De Moraes, Samba di due note è una rilettura di Luis Bonfà, mentre Rosalina ci porta al Fabio Concato di metà anni ’80) e fraseggi delicati (Stamattina, Vista da qui e la strumentale Io e il mare), si sviluppa un primo passo piacevole e rifinito. (Luigi Cattaneo)


domenica 18 gennaio 2026

PAKT, No steps left to trace (2024)

 

Sontuoso doppio album per i Pakt (Percy Jones basso fretless e sampler, Alex Skolnick chitarra, Kenny Grohowski batteria, Tim Motzer chitarra ed elettronica), un lavoro uscito nel 2024 (sempre per Moonjune, che si era occupata anche del precedente omonimo del 2021) che conferma l’attitudine del quartetto, tra fusion, avanguardia, ambient e progressive. Le letture free degli americani sono il marchio distintivo di un progetto visionario, in cui gli interpreti, forti della propria esperienza e personalità, creano veri e propri viaggi sonori, sia nel primo disco, No steps left to trace, che nel secondo, un live registrato tra Buffalo, New York e Philadelphia. Le improvvisazioni costituiscono l’ossatura portante, Motzer e Skolnick sono maestri nel creare parti atmosferiche e psichedeliche, Jones e Grohowsky risultano sempre attenti e precisi nei loro interventi ritmici, un’amalgama che sviluppa un suono intenso e coeso. I Pakt sono un collettivo brillante anche in sede live, come dimostra la registrazione dal vivo, cercano costantemente un proprio linguaggio, sostenuti da un’etichetta che da sempre pone la libertà esecutiva e creativa al centro della propria etica. (Luigi Cattaneo) 

Spontaneous combustion (Video)


 

giovedì 15 gennaio 2026

BARO PROG, Prog-jet IV: Aionverse (2025)


 

Ottimo ritorno per Alberto Molesini, polistrumentista che porta avanti il suo progetto Baro (nonché suo nome d’arte) con dedizione e grande passione, confermata dal recente Prog-jet IV: Aionverse, che arriva dopo Lucillo & Giada (composto nel 1980 per il gruppo di quel periodo, La Sintesi), Topic Würlenio (scritto sempre per La Sintesi ma nel 1983) e Utopie (2021), oltre che One light year (2017) registrato insieme ai Marygold (lavori presenti tra le pagine del blog). A riportare alla luce dischi composti più di 40 anni fa e a dare spazio alle nuove idee ci ha pensato l’Andromeda Relix di Gianni Della Cioppa ( https://andromedarelix.com/cd/ ), sempre in prima linea quando ci sono da proporre interessanti realtà del panorama nostrano. I passi in avanti di Molesini, sia nella scrittura dei brani, che nella forma concept a lui cara, sempre più matura e raffinata, portano ora ad un’opera complessa ma fruibile, ricca di sfaccettature prog, che fanno riferimento a nomi storici come Yes, Genesis e Emerson Lake & Palmer. Baro, che si divide tra voce, basso, chitarra e tastiere, viene coadiuvato da Gigi Munari alla batteria, più una serie nutrita di ospiti, perfetti per dare voce ai pensieri di Molesini. Già l’iniziale Creator’s farewell vede la partecipazione di Andrea Vilardo (Moto Armonico, Blind Golem) alla voce, pezzo che mostra subito l’elegante songwriting del racconto, seguita dalla splendida suite Flow of life, dove partecipa Meghi Moschino (Quanah Parker) con degli ottimi spunti vocali. Impossibile non citare Jacopo Meille (voce dei Tygers of Pan Tang) in Biz-R World, mentre nell’immaginifica Mom and D(e)ad troviamo Heather Findlay (ugola degli straordinari Mostly Autumn). Ultima citazione per la lunga Crossing pathways, divisa in sette sezioni, sintetizza tutto l’amore del leader per il progressive rock settantiano, mostrando tutta la qualità con cui si approccia alla materia il veneto, ormai garanzia di un certo tipo di suono. (Luigi Cattaneo)

mercoledì 14 gennaio 2026

PARRIS HYDE WITH MARK STONE, On the road to Santiago (2024)

 


Attivo dagli anni ’80 con band come Bonecrusher, Waywarson e Middle Ages, Parris Hyde firma questo ritorno insieme a Mark Stone (alle spalle un bel progetto trentennale, gli Stonemoon), un percorso da solista e non più in gruppo come annunciato nel 2023, dopo la pubblicazione del valido Unlock your freedom. Il milanese però, per questa nuova uscita, sceglie di avere comunque un compagno di viaggio, con cui divide parti vocali e di chitarra, nonché la scrittura (Parris si occupa anche di suonare il basso, il piano e delle orchestrazioni), e affida la batteria a Jorg Ghiuzzy, un trio a tutti gli effetti che porta avanti la voglia di hard & heavy del meneghino. On the road to Santiago è un elaborato concept sul famoso percorso di pellegrinaggio che conduce nel nord della Spagna, un viaggio non solo fisico ma anche esistenziale, declamato attraverso una forma canzone epica, dai tratti ora doom ora folk, senza tralasciare ricchi passaggi heavy e sinfonici, tra Black Sabbath, Savatage e Candlemass. Un disco riuscito, in cui i due musicisti hanno portato tutta la loro esperienza e passione, al servizio di un racconto fatto di chiaroscuri e lirismo, pregno di sfumature profonde, che caratterizzano un lavoro ambizioso e maturo. (Luigi Cattaneo)

martedì 13 gennaio 2026

FERDINANDO ROMANO, The legends of Otranto (2025)

 

Uscito ad aprile 2025, The legends of Otranto è l’ultimo lavoro di Ferdinando Romano, contrabbassista accompagnato dagli ottimi Veli Kujala (fisarmonica), Kirke Karja (pianoforte) e Ermanno Baron (batteria). L’affascinante concept, diviso in sei movimenti, narra di storie e leggende legate alla città di Otranto, racconta miti lontani, cultura popolare tramandata nei secoli e vicende autentiche, e fa sorridere che l’opera sia stata commissionata non dall’Italia ma dall’AccordionFest, una rassegna dell’Estonia che si è occupata anche della premier, trasmessa in radio nell’ottobre del 2023. Il quartetto sperimenta, parte dal jazz ma lo arricchisce di musica da camera e avanguardia, si muove lungo confini free incastonati all’interno di frangenti ora atonali ora minimali, sempre all’insegna di una ricerca immaginifica fortissima. Ne sono esempio fulgido le lunghe sezioni Idrusa, La cava di Bauxite e L’albero della vita, corpo centrale sofisticato della suite, in cui emerge la fine scrittura di Romano, che ci porta con sicurezza nella narrativa folk del Salento, tra suoni tipici del mediterraneo e pulsioni in odore di ECM. (Luigi Cattaneo)

Idrusa (Video)



mercoledì 7 gennaio 2026

THE OLD CASTLE, Storie nascoste (2002)

 


Ci eravamo già occupati del progetto The Old Castle parlando del loro esordio Working travellers del lontano 1995, un lavoro intriso di progressive rock settantiano, legatissimo a nomi tutelari come The Nice e Emerson Lake & Palmer. L’ascolto di Storie nascoste, pubblicato nel 2002, racconta di una band (Gabriel Kiss piano, organo, synth, Marco Lauri basso, chitarra, flauto, voce, Paolo Pagliari voce, chitarra, mandolino, basso e Alberto Quacquarini batteria) concentrata su una forma canzone elegante e comunicativa, vicina a Le Orme, New Trolls e Pooh, band che hanno saputo coniugare raffinatezza compositiva, esigenze pop e lampi prog, impressi maggiormente nelle prime due citate. I marchigiani, sempre rimasti sottotraccia nel panorama italiano anni ‘90/inizio 2000, dimostrano di sapersi muovere anche all’interno di lievi episodi di pop romantico, magari non particolarmente memorabili, ma sicuramente gradevoli. Tra brani malinconici (Storie, con Stefano Conforti al sax), passaggi strumentali (Punto di non ritorno, Profumo di un risveglio) e altri più pop (Mary Gun, White nights), si sviluppa un lavoro corale piacevole e dal discreto fascino vintage. (Luigi Cattaneo)


domenica 4 gennaio 2026

ISOLA ROCK, il bill della 19° edizione

 


Ad un passo dall'importante traguardo dei 20 anni, nei giorni 7/8/9/10 Maggio 2026 torna ISOLA ROCK manifestazione musicale e culturale ad ingresso gratuito e a scopo benefico organizzata dall’ Associazione I Butei.

Appuntamento imperdibile per gli appassionati di rock e metal dove musica, arte e cultura si uniscono nella bellissima cornice del Palariso di Isola della Scala (Verona); location in-door, dotata di parcheggio adiacente capiente e gratuito e di tutti quei servizi necessari per una permanenza confortevole.

Un evento che ogni anno espande sempre di più i confini geografici, ospitando band provenienti non solo dal territorio italico ma anche, nel 2026, da Inghilterra, Andorra, Francia e Rep. Ceca.

Una proposta artistica che, fin dalla prima edizione, non è caratterizzata da giornate 'a tema' ma propone un mix di generi e sonorità anche all'interno della stessa serata, unendo band storiche e di più recente formazione.

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Giovedì 7 Maggio: Headliner della prima giornata sarà la heavy metal band britannica Tygers of Pan Tang, nata nel 1978 è una della formazioni più storiche ed influenti della NWOBHM; prima di loro il guitar-man Pier Gonella con il suo progetto solista strumentale in power trio; a scaldare l’atmosfera i veronesi Wyatt Earp con un hard rock di stampo settantiano che si ispira a band come Deep Purple, Rainbow e Uriah Heep ed in apertura i IV Sigillo: doom metal, con influenze del rock dei Sabbath, e sonorità occulte.

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Venerdì 8 Maggio: Headliner della seconda giornata sarà la storica band inglese Threshold. Formatisi nel 1988 sono considerati tra i pionieri del progressive metal insieme a band come Dream Theater e Fates Warning. Possenti intrecci progressivi e ottimi arrangiamenti per una band con una ricchissima discografia, che calca i palchi di tutto il mondo da oltre trent’anni.

Co-headliner i The Foreshadowing band romana caratterizzata da atmosfere cupe e malinconiche ma allo stesso tempo maestose ed epiche; un gioiello italiano per gli amanti del gothic, del doom e delle ambientazioni dark.

Prima di loro i francesi Amon Sethis con il loro power/progressive e le tematiche basate sull’Antico Egitto; gli Eagleheart dalla Rep. Ceca, con un power metal senza fronzoli con refrain melodici e orchestrazioni potenti e in apertura i giovani Intersidera tra alternative metal e prog.

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Sabato 9 Maggio: Headliner una band di riferimento della scena Symphonic Power Metal italiana e internazionale: gli Ancient Bards. Sound potente, orchestrazioni maestose e narrazioni epiche il tutto impreziosito dalla straordinaria vocalist Sara Squadrani.

Co-headliner i Dobermann: un pedigree ‘on the road’ conquistato metro dopo metro per le strade di mezza Europa, tre rockers purosangue e uno spettacolo energico e travolgente.

Attesissima reunion quella dei Voodoo Highway band di Ferrara che riporta in vita lo spirito dell’hard rock classico degli anni ’70 e ’80, caratterizzato da riff potenti, organo Hammond e voci melodiche. I P.O.E. Philosophy of Evil band horror metal con un sound potente, elementi teatrali ed un'atmosfera inquietante. Prima di loro i torinesi Five Ways to Nowhere con riff aggressivi e groovosi, una voce graffiante e melodie accattivanti, e in apertura i fiorentini Weirdream, base thrash metal con sfumature prog.

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Domenica 10 Maggio: Headliner dell'ultima giornata del festival sono i Persefone, progressive death metal band di Andorra attiva da oltre 20 anni e caratteristica per le atmosfere sinfonico-progressive che mescolano la violenza del death metal con melodie raffinate e arrangiamenti complessi. Co-headliner Hand of Juno con un sound in equilibrio tra l’industrial e il deathcore, con breakdown violenti e profondi intermezzi dal sapore dark. Prima gli Anticlockwise con il loro thrash metal dalle marcate sfumature progressive e in apertura i Disagio storica band metal bresciana, attiva dal 1993, con un sound potente, crudo e travolgente, tra l’heavy e il death.

 

Sempre nella giornata di Domenica si riconferma Horror in Rock il format che unisce cinema, libri e musica, tutto a base di brivido, nato dalla collaborazione con Shatter Edizioni e Giallo Berico, a breve tutte le info.

 

Non mancheranno gli stand gastronomici curati dall'Associazione I Butei con proposte anche vegane e la selezione di birre artigianali del Birrificio Artigianale Agricolo “Due Frati”.

 

L'Area espositiva sarà come ogni anno ricca di stand di varia tipologia; con dischi, vinili, memorabilia, oggetti da collezione, prodotti hand-made, artigianato, liuteria, strumenti musicali, editoria musicale, abbigliamento rock e oggettistica a tema.

 

INFO https://linktr.ee/isolarock

www.isolarock.it

sabato 3 gennaio 2026

HUMUS, Non è giusto (2023)

 


Uscito nel 2023 tramite Overdub Recordings, Non è giusto segnava il ritorno degli Humus, dopo l’ep Uno alla volta del 2013 e Cambia voce del 2017. Marco Palombi (voce, chitarra), Lorenzo Faes (chitarra), Stefano Negri (basso) e Fabrizio Lettieri (batteria) confermano anche in questo lavoro l’amore per l’alternative rock intriso di attitudine punk e pulsante grunge, sulla scia di Ministri, primi Afterhours e gli attuali Gravenia. Un disco breve ma intenso, 30 minuti circa senza flessioni, aggressivo e genuino, dove i trentini non guardano a mode e hype del momento, concentrandosi su una musica fatta di rabbia e adrenalina. (Luigi Cattaneo)