Uscito nel 2021, Canvas
Two, del progetto Inner Prospekt, aveva tutte le caratteristiche per
incuriosire gli amanti del rock progressivo classico, quello di Genesis e Cressida.
Alessandro Di Benedetti, mente dei poco citati Mad Crayon, nonché compositore
per The Samurai of Prog e membro dei Guildmaster, è autore di un lavoro davvero
di buona fattura, melodico e ispirato dalle sue tastiere, come da tradizione del
progressive rock (ma il romano canta e suona anche la batteria). Dopo l’intro Glimpse
(composta in origine per The Samurai of Prog), l’album da subito decolla
con la lunghissima Soul of hundred lives, con Federico Tetti alla
chitarra, probabilmente la summa dell’opera, epica, avvolgente e ricca di
dettagli. In King of spades (anche questa scritta per The Samurai of
Prog) la chitarra è affidata a Rafael Pacha, che si muove sicuro all’interno di
un brano rifinito dal sax jazzato di Giuseppe Militello, prima di Why me?,
immaginifica e pregna di prog romantico, e Abby’s escape, altro momento
particolarmente elegante. Nella magniloquente White skies (già apparsa
in Dreaming Tony Banks e successivamente, in una differente versione, in
un lavoro firmato The Samurai of Prog), troviamo l’ottimo Carmine Capasso alla
chitarra, tra passaggi maestosi e atmosfere inquiete, mentre The knight and
the ghost (che avevamo conosciuto tramite i Guildmaster), venata di forte
malinconia, ci conduce al finale di The queen of clubs, dove ritroviamo
il sax di Militello, jazzato e soul, che guida un crescendo imperioso fatto di
archi e orchestrazioni ad hoc. Per sapere di più del lavoro di Di Benedetti,
ascoltare e acquistare i suoi dischi, potete visitare la pagina https://innerprospekt.bandcamp.com/
(Luigi Cattaneo)
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