giovedì 12 febbraio 2026

EMILIANO D'AURIA, The baggage room (2024)

 

Avevamo parlato di Emiliano D’auria per il suo First rain, uscito nel 2023, ed è un piacere riscoprirlo con The baggage room, disco del 2024 che solo in questi giorni sono riuscito, tardivamente, a recuperare. Un lavoro differente dal precedente ma con alcune caratteristiche ormai intrinseche dell’arte di D’auria, che, dal Nord Europa della precedente opera, si sposta a New York, città dove in parte è stato scritto l’album e che finisce per influenzare le trame dello stesso. Certo l’aspetto immaginifico permane, così come una certa dilatazione in alcuni suggestivi fraseggi, un’alternanza tra momenti diradati e altri decisamente corposi, soprattutto per quel che riguarda le ritmiche, che contraddistingue l’intero concept, ispirato dagli immigrati che iniziarono ad approdare a Ellis Island (isola della baia di New York) a partire da fine ‘800. Emiliano, con il suo pianoforte, sviluppa così brani suggestivi come The story of Sacco and Vanzetti, potentissimo omaggio ai due emigrati italiani giustiziati frettolosamente sulla sedia elettrica nel 1927 nel penitenziario di Charlestown, The long wait, una maestosa e raffinata ballata, e Temporarily detained, che mostra un approccio decisamente cupo e ai limiti dell’avant, il tutto portato avanti con maestria dalla tromba di Philip Dizack, dal sax di Dayna Stephens, dal contrabbasso di Rick Rosato e dalla batteria di Kweku Sumbry, che completano un quintetto davvero ben amalgamato. Album affascinante per il tema esposto e suonato con grande convinzione da musicisti esperti, un racconto pregno di soluzioni non scontate, di concetti ancora attuali, presentati attraverso una scrittura solida e sempre più matura. (Luigi Cattaneo)

The story of Sacco and Vanzetti (Video)



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