Ennesimo lavoro di Davide
Riccio, fervido autore dalla lunga carriera, iniziata negli anni ’80 con
Bluest, Off Beat e Individua Vaga, spesso presente sulle pagine del blog. Per l’occasione
Davide non si muove in solitaria come è solito fare, ma si avvale della
collaborazione di Mauro Sanna, sperimentatore audace dell’applicare l’intelligenza
artificiale nell’ambito artistico. La scelta di lavorare in duo porta ad un
disco meno prolisso rispetto ai suoi standard, aspetto che rende l’opera più
snella e godibile, sin dall’iniziale attacco wave di Capo chimera. Maggiormente
cantautorale Anche io in Arcadia, seppure non manca una certa vena
psichedelica, così come mostra una certa profondità concettuale Anima nuda,
tra i momenti più interessanti dell’album. Gli anni ’80 si ripropongono
incisivi in Weltschmerz, mentre Sindrome della pagina bianca, grazie
alla vigoria della chitarra, sposta l’accento su un songwriting più rock, prima
di @, sperimentale chiusura elettronica di un album in cui Riccio è finalmente
riuscito a contenere la sua esuberanza (spesso le sue uscite si aggirano tra i
75 e gli 80 minuti), aspetto che rende l’ascolto più fluido e intenso. (Luigi
Cattaneo)
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