martedì 5 maggio 2026

DEAR FEAT MAAS, am AI? / Ake Moke Reke (2026)

 


Ennesimo lavoro di Davide Riccio, fervido autore dalla lunga carriera, iniziata negli anni ’80 con Bluest, Off Beat e Individua Vaga, spesso presente sulle pagine del blog. Per l’occasione Davide non si muove in solitaria come è solito fare, ma si avvale della collaborazione di Mauro Sanna, sperimentatore audace dell’applicare l’intelligenza artificiale nell’ambito artistico. La scelta di lavorare in duo porta ad un disco meno prolisso rispetto ai suoi standard, aspetto che rende l’opera più snella e godibile, sin dall’iniziale attacco wave di Capo chimera. Maggiormente cantautorale Anche io in Arcadia, seppure non manca una certa vena psichedelica, così come mostra una certa profondità concettuale Anima nuda, tra i momenti più interessanti dell’album. Gli anni ’80 si ripropongono incisivi in Weltschmerz, mentre Sindrome della pagina bianca, grazie alla vigoria della chitarra, sposta l’accento su un songwriting più rock, prima di @, sperimentale chiusura elettronica di un album in cui Riccio è finalmente riuscito a contenere la sua esuberanza (spesso le sue uscite si aggirano tra i 75 e gli 80 minuti), aspetto che rende l’ascolto più fluido e intenso. (Luigi Cattaneo)

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