Con colpevole ritardo
oggi racconto Friends of mice, secondo capitolo targato Pulin and the
little mice, band formata da Antonio Capelli (violino, mandolino, banjo
clawhammer, voce), Marco Crea (chitarra, organetto, xaphoon, voce), Giorgio Profetto
(chitarra, bouzouki, ukulele, banjo 6 corde, whistle, marranzano, voce), Matteo
Profetto (armonica, ukulele, voce) e Marcello Scotto (bodhran, bones). Una distanza
considerevole tra l’esordio del 2014, Hard times come again no more, e l’ultimo
nato, un’autoproduzione affascinante, capace di fondere Americana, folk e traditional,
il tutto in una veste prevalentemente acustica che ben si sposa con la popular
music made in USA. Tantissimi gli ospiti presenti (quasi 30), da Veronica
Sbergia a Max De Bernardi, passando per Angelo Leadbelly Rossi e Luca
Bartolini, tutti bravissimi nel calarsi nelle atmosfere della band, che cita
passo dopo passo artisti come Jennie Robertson, Big Bill Broonzy o James Baker.
Disco poetico, raffinato ed elegante nel suo crossover tra folk, Giga irlandesi
e worksong, caratteristiche di un lavoro ricco di pathos e grande studio.
(Luigi Cattaneo)
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