mercoledì 25 febbraio 2026

ZONA, Deserto (singolo 2026)



Deserto è il nuovo singolo degli ZONA, un brano che nasce da una condizione fisica precisa ma si trasforma in un racconto emotivo molto più ampio e universale.

Il testo descrive gli stati d’animo provocati dall’impossibilità di respirare correttamente attraverso il naso: una situazione invalidante che porta con sé insonnia, perdita di olfatto e gusto, e una costante sensazione di sete. Da qui prende forma una metafora potente: quella di un “deserto” interiore, fatto di affaticamento, isolamento e disagio, dove anche un gesto semplice e vitale come respirare diventa difficile e frustrante.
Sul piano musicale, gli ZONA guardano alle colonne sonore di Ennio Morricone per costruire paesaggi ampi e suggestivi, che si intrecciano al sound duro dell’hardcore.
Il risultato è un contrasto deciso tra spazi quasi cinematografici e un impatto diretto, ruvido, viscerale.
Deserto è un brano che colpisce di pancia ma lascia spazio anche all’immaginazione, muovendosi in territori che potranno piacere agli ascoltatori di Refused, Biohazard ed Entombed, pur mantenendo un’identità ben definita.

Guarda il videoclip di Deserto qui https://www.youtube.com/watch?v=3XQnbjwwG2Q

Ascolta Deserto sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/zona-deserto


La band ZONA nasce a Vigevano (PV) alla fine del 1994, fondata dal chitarrista Francesco Capasso (aka Killa) e dal frontman Diego Quartara. Il gruppo definisce subito un sound potente che mescola hardcore e crossover, con testi diretti in italiano, esibendosi come opener di artisti internazionali e suonando come headliner in tutta Italia. Tra il 1994 e il 2000 pubblica due album in studio, un live e partecipa a diverse compilation, consolidando la propria presenza sulla scena nazionale.
Dopo una pausa di circa vent’anni, gli ZONA tornano con nuovi membri: Marco Di Salvia alla batteria e Luigi Modugno (Lo Slavo) al basso. Il ritorno inizia con il brano Anormalità nel 2020, seguito da tre singoli tra il 2024 e il 2025, tutti accompagnati da videoclip diretti da Maurizio del Piccolo e registrati presso gli Ivory Tears Music Works Studio.
Ad agosto 2025 la band firma con il management Sorry Mom! e si prepara a pubblicare un nuovo lavoro discografico a marzo 2026.
Nel frattempo, il nuovo singolo Deserto è ora disponibile, accompagnato da un videoclip firmato ancora da Maurizio del Piccolo.

PRIMAVERA 2026 DI BIGLIA - PALCHI IN PISTA, IL PROGRAMMA

 

Al via la Primavera 2026 di BIGLIA
cinema muto e musica dal vivo nei teatri e live club dell’Emilia-Romagna

Prende il via la Primavera 2026 di BIGLIA – Palchi in Pista, il circuito regionale di musica dal vivo di ATER Fondazione, che inaugura la seconda parte della stagionalità 2025-2026 con un programma dedicato alla sonorizzazione dal vivo dei grandi capolavori del cinema muto e a nuove progettualità tra musica e arti visive.

La rete 2025-2026 conferma la presenza di live club tra i più importanti in regione – Locomotiv Club di Bologna, Bronson di Ravenna – insieme a diversi teatri, la gran parte appartenenti al Circuito Regionale Multidisciplinare di ATER Fondazione: Salone Snaporaz di Cattolica, Cinema Teatro Walter Mac Mazzieri di Pavullo nel Frignano, Cinema Teatro Boiardo di Scandiano, Cinema Teatro Comunale di Bomporto, Teatro Petrella di Longiano. Con il nuovo anno la rete si amplia grazie all’ingresso del club Spazio Marte di Cesena e di due nuovi spazi Auditorium Enzo Ferrari di Maranello e SuperCinema di Santarcangelo, rafforzando ulteriormente la collaborazione tra live club, teatri e cinema, e ampliando la presenza territoriale del progetto.

Attivo da sei anni, il circuito di BIGLIA è una rete culturale che promuove progettualità musicali originali, ibride e contemporanee, mettendo al centro la performance dal vivo e sviluppando nuovi modelli di gestione artistica e organizzativa. Professionalità ed esperienze a confronto, interdisciplinarità culturale e sperimentazione musicale sono le parole chiave del circuito, che valorizza la scena indipendente e d’autore, sostenendo produzioni emergenti e artisti affermati e favorendo nuove pratiche di ascolto condiviso. La programmazione di marzo e aprile 2026 attraverserà Longiano, Ravenna, Maranello e Santarcangelo, intrecciando cinema espressionista, avanguardie sonore e sperimentazione contemporanea.

PROGRAMMA

6 marzo 2026 - Teatro Petrella – Longiano
Il gabinetto del Dottor Caligari (Robert Wiene, 1920)
Sonorizzazione dal vivo con Stefano Pilia e il Collettivo Soundtracks 2024
All’interno della rassegna Nessun Dorma, il capolavoro del cinema espressionista tedesco rivive attraverso una nuova partitura originale che intreccia scrittura, improvvisazione e ricerca timbrica contemporanea. La produzione nasce all’interno del percorso "Soundtracks – Musica da film", il progetto di residenza artistica promosso dal Centro Musica Modena e curato da Corrado Nuccini, tra i percorsi più originali e qualificanti nel panorama regionale dedicato alla formazione musicale contemporanea. 

27 marzo 2026 - Bronson – Ravenna
Metropolis (Fritz Lang, 1927)
Sonorizzazione dal vivo con Karim Qqru, Roberta Sammarelli, Xabier Iriondo e Corrado Nuccini.
Il capolavoro visionario di Fritz Lang, divenuto di dominio pubblico nel 2023, viene reinterpretato da un quartetto di assoluto rilievo della scena italiana. Tra tensioni kraut-rock, atmosfere ambient e suggestioni psichedeliche, la performance si configura come un vero e proprio concerto al servizio della pellicola, capace di restituire nuova energia alla potenza visiva del film.

1 aprile 2026 - Auditorium Enzo Ferrari – Maranello
Il Pellegrino (The Pilgrim, Charlie Chaplin, 1923)
Sonorizzazione dal vivo con Orchestra Senzaspine. Direttore: M° Tommaso Ussardi. Musiche originali di Charlie Chaplin ricostruite dal M° Timothy Brock.
Un appuntamento che coniuga rigore filologico e vitalità esecutiva, riportando in sala le musiche originali composte da Chaplin per il suo film, restituite nella loro forma orchestrale grazie al lavoro di ricostruzione del maestro Timothy Brock.

10-11 aprile 2026 La Collina del Leopardo – Teatro Petrella, Longiano
Nasce dalla collaborazione tra Teatro Petrella e Retro Pop Live, con il supporto della rete BIGLIA, il nuovo festival di musica e arti visive La Collina del Leopardo, progetto che esplora il presente attraverso suono, visione e corpo. Due serate dedicate all’intersezione tra live performance, sperimentazione elettronica e arti visive, in un dialogo aperto tra pratiche artistiche e pubblici differenti.
Venerdì 10: Pan Dan, Kodaclips, Michele Bernardi, Amore Audio, Arya
Sabato 11: Marta Del Grandi, Eva Bloo, Selvatico Studio, Black Wax, Saul Saguatti/Basmati

17 aprile 2026 SuperCinema – Santarcangelo di Romagna
Vampyr (Carl Theodor Dreyer, 1932)
Sonorizzazione dal vivo con Paolo Spaccamonti e Ramon Moro.
Il capolavoro visionario di Dreyer incontra l’universo sonoro di due tra le figure più autorevoli della sperimentazione italiana. Spaccamonti, compositore e chitarrista attivo tra cinema, teatro e musica d’avanguardia, e Moro, trombettista dal linguaggio trasversale e visionario, costruiscono una partitura originale che amplifica la dimensione sospesa e onirica del film.

La Primavera 2026 di BIGLIA conferma la vocazione del circuito a generare nuove traiettorie tra musica e immagini, a rafforzare la collaborazione tra live club e teatri e a proporre al pubblico dell’Emilia-Romagna un’offerta culturale che unisce ricerca, qualità artistica e sperimentazione. Tutte le iniziative si sviluppano in sinergia con le politiche regionali di sostegno al settore musicale garantite dalla LR 2/2018 e dalla Music Commission Emilia-Romagna.

Per tutti gli eventi, informazioni e biglietti su: https://www.ater.emr.it/it/progetti-speciali/biglia-palchi-in-pista-2025

Facebook: biglia.palchi.in.pista
Instagram: @biglia.palchi.in.pista

 

ATER FONDAZIONE - Ufficio Stampa

Fiorella Milano e-mail: fiorella.milano@ater.emr.it cell. 335 1424289

 

BIGLIA - Referente comunicazione

Chiara Caporicci e-mail: biglia.er@gmail.com - cell. 339 8145712

sabato 21 febbraio 2026

MY EVIL TWIN, il comunicato stampa di No Future



My Evil Twin pubblicano il loro album d’esordio No Future. Il titolo, ispirato agli slogan punk degli anni ’70 carichi di disillusione e rifiuto radicale della società, dà il nome non solo al disco ma anche a un immaginario movimento. Un movimento che nasce nei bassifondi, cresce e si evolve fino a sfidare l’ordine costituito. Questa tensione, questa dualità, attraversa ogni brano e si riflette sull’intero lavoro: non solo a livello musicale – che non sceglie il punk come linguaggio sonoro ma un metalcore intenso e moderno, influenzato da Bring Me the Horizon, Architects, Bad Omens e Falling in Reverse – ma anche nell’artwork e nei contenuti.

No Future non è un concept album in senso stretto, ma le tracce sono legate da un fil rouge coerente fatto di suoni, immagini e sensazioni. Il disco rappresenta un’evoluzione continua, una storia che si trasforma mentre viene raccontata. L’immaginario è quello di un futuro post-apocalittico che, più che una visione distante, si rivela uno specchio inquietante della realtà contemporanea: un mondo diviso, in cui una parte dell’umanità, corrotta dal consumismo e dalla ricerca del benessere a ogni costo, ha spinto il pianeta sull’orlo della distruzione, mentre l’altra è relegata alla pura sopravvivenza. Raccontare il presente senza filtri forse sarebbe stato impossibile; questo futuro immaginato parla di domani, ma descrive con lucidità la desolazione, la violenza e l’inquietudine dell’oggi.

Ascolta No Future su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=SUxcnzNWT18&list=OLAK5uy_kk3TxmaEHI7wiPSO2ciEAmUmRxI30ljG4

Ascolta No Future sulla tua piattaforma preferita qui https://benext.lnk.to/no_future

My Evil Twin rappresentano il suono del conflitto interiore: la lotta tra chi sei e chi potresti essere, tra luce e ombra, tra lucidità e caos.

Elettronica, pesantezza e melodie inquietanti convergono in un’identità sonora che sfida i confini dei generi, dando forma a un percorso musicale crudo, emotivo e viscerale.

Ogni loro canzone è uno specchio: riflette le ombre che cerchiamo di ignorare, scava in profondità tra i temi dell’identità, dell’autodistruzione e dei mostri che portiamo dentro.

I My Evil Twin trasformano il dolore in catarsi e il disagio in energia. I loro concerti non sono semplici esibizioni: sono esplosioni emotive, intense e autentiche, capaci di connettere a un livello profondo chi ascolta. Questa non è solo musica heavy. È la colonna sonora di chi combatte guerre silenziose, invisibili ma reali.

L'album è stato anticipato da cinque singoli: la title track, No future, 0kay!, Are u following me?, Crazy e LOG.


mercoledì 18 febbraio 2026

ANÈ feat TAKKARATE BOYS, Su la testa! (2025)

 


Sorprendente esordio per Anè (al secolo Fabio Mancano, eccellente sassofonista) e Takkarate Boys (gli ottimi Andrea Nicolè alla batteria, Raffaele Ventura Costa al basso, Loris Ruscitti al piano e alle tastiere), artefici di un lavoro quasi interamente strumentale in odore di Napoli Centrale. La matrice immaginifica dell’opera risulterà affascinante per gli estimatori del nostrano jazz rock progressivo settantiano, che troveranno in Su la testa! rimandi a una delle stagioni più caratteristiche della scena nazionale, senza risultare pedissequi quanto più desiderosi di imprimere un proprio marchio, così come fatto da Mancano con Pseudofonia, Tribraco e Indaco, progetti interessanti in cui ha più volte espresso il suo talento. Il quartetto sviluppa un disco in bilico tra ironia e denuncia, avvalendosi di una serie di ospiti di spessore, come nel caso di Peterpaniko, con Cristian Fortucci all’organo Hammond e Jacopo Barbato alla chitarra, o la title track, dove troviamo Danilo Ciminiello al piano Rhodes e ai synth, Emanuele Bruno all’Hammond e Tommaso Sansonetti alle percussioni (ma vi sono diversi musicisti che hanno partecipato donando un grande contributo alla riuscita dell’album). Un debutto realizzato da un gruppo aperto, che condivide la voglia di esprimersi liberamente, lontano da modo di intendere la musica che purtroppo domina lo stato attuale dell’arte, il tutto condito da un sano sarcasmo e dalla volontà di essere leggeri ma incredibilmente potenti. (Luigi Cattaneo)

giovedì 12 febbraio 2026

EMILIANO D'AURIA, The baggage room (2024)

 

Avevamo parlato di Emiliano D’auria per il suo First rain, uscito nel 2023, ed è un piacere riscoprirlo con The baggage room, disco del 2024 che solo in questi giorni sono riuscito, tardivamente, a recuperare. Un lavoro differente dal precedente ma con alcune caratteristiche ormai intrinseche dell’arte di D’auria, che, dal Nord Europa della precedente opera, si sposta a New York, città dove in parte è stato scritto l’album e che finisce per influenzare le trame dello stesso. Certo l’aspetto immaginifico permane, così come una certa dilatazione in alcuni suggestivi fraseggi, un’alternanza tra momenti diradati e altri decisamente corposi, soprattutto per quel che riguarda le ritmiche, che contraddistingue l’intero concept, ispirato dagli immigrati che iniziarono ad approdare a Ellis Island (isola della baia di New York) a partire da fine ‘800. Emiliano, con il suo pianoforte, sviluppa così brani suggestivi come The story of Sacco and Vanzetti, potentissimo omaggio ai due emigrati italiani giustiziati frettolosamente sulla sedia elettrica nel 1927 nel penitenziario di Charlestown, The long wait, una maestosa e raffinata ballata, e Temporarily detained, che mostra un approccio decisamente cupo e ai limiti dell’avant, il tutto portato avanti con maestria dalla tromba di Philip Dizack, dal sax di Dayna Stephens, dal contrabbasso di Rick Rosato e dalla batteria di Kweku Sumbry, che completano un quintetto davvero ben amalgamato. Album affascinante per il tema esposto e suonato con grande convinzione da musicisti esperti, un racconto pregno di soluzioni non scontate, di concetti ancora attuali, presentati attraverso una scrittura solida e sempre più matura. (Luigi Cattaneo)

The story of Sacco and Vanzetti (Video)



martedì 10 febbraio 2026

INNER PROSPEKT, Canvas Two (2021)

 


Uscito nel 2021, Canvas Two, del progetto Inner Prospekt, aveva tutte le caratteristiche per incuriosire gli amanti del rock progressivo classico, quello di Genesis e Cressida. Alessandro Di Benedetti, mente dei poco citati Mad Crayon, nonché compositore per The Samurai of Prog e membro dei Guildmaster, è autore di un lavoro davvero di buona fattura, melodico e ispirato dalle sue tastiere, come da tradizione del progressive rock (ma il romano canta e suona anche la batteria). Dopo l’intro Glimpse (composta in origine per The Samurai of Prog), l’album da subito decolla con la lunghissima Soul of hundred lives, con Federico Tetti alla chitarra, probabilmente la summa dell’opera, epica, avvolgente e ricca di dettagli. In King of spades (anche questa scritta per The Samurai of Prog) la chitarra è affidata a Rafael Pacha, che si muove sicuro all’interno di un brano rifinito dal sax jazzato di Giuseppe Militello, prima di Why me?, immaginifica e pregna di prog romantico, e Abby’s escape, altro momento particolarmente elegante. Nella magniloquente White skies (già apparsa in Dreaming Tony Banks e successivamente, in una differente versione, in un lavoro firmato The Samurai of Prog), troviamo l’ottimo Carmine Capasso alla chitarra, tra passaggi maestosi e atmosfere inquiete, mentre The knight and the ghost (che avevamo conosciuto tramite i Guildmaster), venata di forte malinconia, ci conduce al finale di The queen of clubs, dove ritroviamo il sax di Militello, jazzato e soul, che guida un crescendo imperioso fatto di archi e orchestrazioni ad hoc. Per sapere di più del lavoro di Di Benedetti, ascoltare e acquistare i suoi dischi, potete visitare la pagina https://innerprospekt.bandcamp.com/ (Luigi Cattaneo)

lunedì 9 febbraio 2026

GRIMORIO, On the path of the morning star (2025)

 


Una vera sorpresa i siciliani Grimorio, band formata da Mirko Di Bella (voce, chitarra, synth), Christian Balsamo (chitarra, synth), Liliana Teobaldi (basso) e Francesco Paladino (batteria), che con mio stupore arriva all’esordio tramite Burning Minds Music Group, spesso presente con i suoi gruppi sulle pagine del blog ma con progetti legati all’A.O.R. e all’hard melodico. L’uscita da binari consueti ci consegna una solida realtà, influenzata da King Diamond e soprattutto Death SS, un lavoro di sanguigno horror metal dai tratti gotici, scritto e suonato con gusto e consapevolezza. Basti ascoltare l’iniziale Unholy communion per comprendere qual è la strada maestra, vicina alle soluzioni adottate dai Death SS in Do what thou wilt del 1997, voce di Di Bella inclusa, che parecchio somiglia a quella di Steve Sylvester. L’atmosferica Morning star, l’heavy dark di XII The hangman e il lungo trip mefistofelico di The lady in the crimson cloak, sono piccole gemme di un debutto maturo e affascinante. (Luigi Cattaneo)

venerdì 6 febbraio 2026

AFTER MIDNIGHT 00.01, Il comunicato del disco omonimo



La band sarda After Midnight 00.01 esordisce con l’album omonimo, un lavoro che porta finalmente in studio l’energia e lo spirito rock accumulati in migliaia di chilometri macinati tra auto, moto, navi e aerei, sempre alla ricerca di quel leggendario Rock Show che ogni band sogna di vivere. Ogni brano nasce da una di queste avventure e, allo stesso tempo, sembra generarle, in un circolo continuo che non conosce soste. Anticipato da diversi singoli pubblicati tra il 2024 e il 2025, il disco abbraccia sonorità hard blues dal respiro internazionale, ispirate soprattutto a Led Zeppelin e Rival Sons, con qualche reminiscenza southern: After Midnight 00.01 è l'album giusto per chi tiene Clutch come ospite fisso nello stereo. Un viaggio che attraversa i punti più bassi dell’umore e la gioia della risalita, passando per incontri decisivi, riflessioni controverse su farmaci e tristezza, ricordi che scaldano e considerazioni sincere sull’ambiente musicale. Un prisma emotivo in cui i colori del quotidiano si scompongono e si riflettono senza filtri.


Ascolta After Midnight 00.01 qui https://ffm.to/aftermidnight0001-aftermidnight0001

After Midnight 00.01 è una rock band nata nel 2017 nel cuore della Sardegna. Attualmente composta da Mario “Mechanic” Fancello (voce) e Andrea Ledda (chitarra), la formazione ha mosso i primi passi esibendosi con cover e tributi, per poi trovare una propria identità sonora e dedicarsi alla scrittura di brani originali.
Nel febbraio 2024 la band ha debuttato con il singolo Dirty Blues, un brano che fonde atmosfere blues con un’energia tipicamente rock. A questo hanno fatto seguito Broken Bones, Scent e Golden Wheels, confermando e consolidando il loro stile. Il quinto singolo, You, anticipa l’uscita del loro primo album omonimo, realizzato con la collaborazione di Francesco Masuri (batteria) e Antonio Senette (basso), membri fondatori della band.
Il disco è stato registrato presso il Whistle Recording Studio di Simone Orrù ad Assemini ed è disponibile in formato CD e vinile, oltre che sulle principali piattaforme digitali.
Il nome AM 00.01 racchiude il senso di rinascita e cambiamento: è il minuto che accende un motore, simbolo di energia, ribellione e nuovi inizi. Un richiamo anche alle prime sessioni notturne del gruppo, quando il silenzio della notte veniva trasformato in musica.

lunedì 2 febbraio 2026

BACO DI SILENZIO, Aquile e cieli (2025)

 


Uscito a fine 2025, Aquile e cieli è il debutto di Salvatore Scuderi, voce già degli Anèma (due interessanti album all’attivo, di cui abbiamo parlato tra le pagine del blog), ora impegnato nel suo ambizioso progetto solista a nome Baco Di Silenzio. Con lui, in questo esordio pieno di pathos, troviamo Maurizio Antonini (batteria), Dario Giannì (basso, anche lui con Anèma e ora leader del progetto Ologram), Lorenzo Giannì (chitarra, presente nei due Anèma), Abramo Riti (tastiere, piano), Roberto Pace (basso), Filippo Rosati (chitarra), Emanuele Filippi (pianoforte), Carolina Prado (oboe), Neleta Ortiz (arpa) e Sergio Rabello (violini), interpreti che hanno partecipato nei vari brani secondo l’umore del pezzo e le idee di Scuderi. La direzione di Aquile e cieli è chiara sin dalle iniziali Vittima carnefice e Assenzio, dove cantautorato sperimentale, poesia e oscuro new prog si ritrovano in maniera piuttosto fluida e interessante. Una certa dose di inquietudine aleggia anche in Vertigini, mentre Delfini liberi di volare è una ballata dai toni malinconici, prima di Bandiere occulte, in cui Salvatore flirta, in modo curioso ma brillante, con il progressive metal. L’emozionale Sei rientra nei canoni più tipici del racconto, ed apre al trittico finale davvero delicato, completato da Ottobre e Cosa vorrà dirci il tempo?, ottimi esempi dell’arte del siciliano, atteso ora al secondo capitolo di questa trilogia su cui sta lavorando con passione e dedizione. (Luigi Cattaneo)


domenica 1 febbraio 2026

E - LEE, Kirkē L’incanto di Circe (2025)

 


Dietro lo pseudonimo E – Lee si cela Elisa Rossi, che in questo interessante ep, edito da Filibusta Records, unisce jazz, canzone d’autore e sperimentalismo dalle reminiscenze progressive. Insieme a lei, impegnata alla voce e agli effetti, troviamo Gabriele Manzi (pianoforte), Flavio Bertipaglia (basso, contrabbasso), Nicola Valente (batteria, chitarra, basso, percussioni), Manuel Mauti (chitarra) e Marco Malagola (batteria), bravissimi nel dare voce al Mito di Circe, rivisitato però in chiave contemporanea, dopo una ricerca antropologica rilevante. Un’opera immaginifica, ricca pur nella sua brevità (25 minuti circa), un concept narrato attraverso un sound che ingloba generi, ponte tra scrittura raffinata e improvvisazione libera. Un disco elegante ed evocativo, che riabilita la figura di Circe, dando un’interessante lettura della protagonista del racconto, che qui diviene donna attuale e madre amorevole. Per ascoltare o acquistare Kirkē L’incanto di Circe potete visitare la pagina https://orcd.co/altafonteitalia_filibusta_qnmrx5e (Luigi Cattaneo)