Secondo lavoro per gli
Azan Mallory, band di cui avevamo già parlato per l’esordio Mercury cazimi,
un disco di confine, tra post e progressive, con qualche accenno math e
inflessioni Wilsoniane. Prisma non sposta l’asse su cui si muovono Elia
Albertini (chitarra), Marco Munari (basso), D (tastiere), Johana (batteria), e
se è vero che da un lato mi attendevo qualche maggior guizzo creativo, è pur
vero che gli emiliani sanno costruire trame molto gradevoli e fluide,
crepuscolari e riflessive, con crescendo eleganti e sinuosi (su tutte Cleo e
Highlander). Probabilmente non l’album della svolta ma sicuramente
quello della conferma di una band con idee e gusto. (Luigi Cattaneo)