Tra i chitarristi più
influenti in ambito fusion e jazz rock, Allan Holdsworth ha lasciato in
eredità, ai suoi tanti ammiratori, opere rilevanti sia da solista che con band
come Soft Machine, Gong e U.K., marchiando a fuoco un certo modo di intendere
quel tipo di suono negli anni ’70 e ’80. Grazie alla sempre attenta Lizard
Records, nel 2023, un gruppo di musicisti, decide di rendere omaggio alla sua
figura attraverso un disco composto solo di brani originali, pensati per
rendere tributo in maniera creativa ad un gigante della materia. Ne viene fuori
un album attuale, coerente con l’insegnamento di Holdsworth, a partire dalle
inziali Alien hand di Marcello Contu e Wechselbag di Alessandro
Giglioli, perfette per comprendere l’indirizzo del progetto. Paolo Volpato, già
passato da queste pagine, scrive Il gabbiano, prima di Lake City di
Tommaso Colafiglio e The great climber di Livio Lamonea. La splendida
doppietta centrale formata da The way to ethereal di Francesco Cassano e
Alla nostra di Gianluca Barisone, sono il preludio alla conclusiva e
misteriosa Sette note in nero di Frank Pilato, altro autore passato dal
blog. Per gli amanti di certe sonorità lavoro imperdibile, che mette in mostra
alcuni tra i migliori chitarristi della nostrana fusion. (Luigi Cattaneo)

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