Avevamo parlato di Gianmarco
Ferri nel 2024, ai tempi dell’uscita dell’ottimo esordio On the scene, ed è un
piacere ritrovarlo, di nuovo in trio (questa volta con Doug Weiss al
contrabbasso e Luca Santaniello alla batteria), nel nuovo Sweet and lovely.
Gli omaggi della prima parte del lavoro trovano il loro corrispettivo nelle
trame originali della seconda, sempre con il fraseggio del chitarrista, e non
potrebbe essere diversamente, in primo piano, elegante e raffinato. Gli
standard proposti, da These foolish things (firmato Strachey – Link) a Butch
and Butch (di Oliver Nelson) mostrano l’equilibrio del trio nel porsi con
rispetto, ma anche il piglio autorevole nei confronti dei classici, dove l’interplay
tra le parti diviene l’asse essenziale per far emergere nitidamente la fusione d’intenti.
La tradizione confluisce con naturalezza nella scrittura di Ferri, che firma
con You missed the turn o Laying it down brani freschi e
dinamici, forti di un songwriting oculato, dove il trio si salda in maniera
reciproca, tra groove ipnotici e passaggi di grande sostanza espressiva. Estremamente
consigliato per chi ama alcuni mostri sacri della chitarra jazz come Jim Hall,
Grant Green e Billy Bean. (Luigi Cattaneo)
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