giovedì 3 settembre 2026

INSANIA.11, Il mondo aldilà (2025)


 

Interessante concept album firmato Insania.11 (già Insania, attivi tra il 1989 e il 1997), che raccontano una realtà distopica in questo Il mondo aldilà, dove lo sviluppo tecnologico, che ha imposto all’uomo regole ferree, tanto da ridurlo ad uno schiavismo alienante e soffocante, ha portato all’utilizzo di droghe psichedeliche, unico modo per superare i confini del mondo in cui ci si trova. Una narrazione portata avanti dal duo formato da Samaang (voce, basso, chitarra, programmazione midi) e Ethrum (chitarra) che riporta alla mente Necrophobic e Coroner, ma anche i nostrani Hornwood Fell, Horrid e Node, una miscela letale di death e black, complessa e plumbea, cupa e claustrofobica. Il progetto, rinato nel 2008, ha portato alla nascita di un ep nel 2010, I diari di Samaang: lo Stato Larvale, e due lavori creati da entrambi i membri, Di sangue e di luce del 2017 e L’orrore del 2019, dischi che hanno visto i lombardi tornare a navigare nelle acque scure dell’underground estremo italiano, abbandonato dopo due demo registrate ad inizio anni ’90. Il nuovo album propone un death metal dalle tinte progressive e industrial (accorato l’uso della drum machine), ricco di strutture molto articolate (La fanciulla e il lago, Le tessitrici di Duum) e momenti di straordinaria brutalità (Abyssus, Ignite), spiazzante e oscuro per tutta la sua abbondante durata, non sempre fluida ad essere onesti. Disco da ascoltare con la dovuta calma visti i tanti sviluppi proposti, a volte persino troppi, ma sicuramente affascinante e lodevole. (Luigi Cattaneo)



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