Interessante concept
album firmato Insania.11 (già Insania, attivi tra il 1989 e il 1997), che
raccontano una realtà distopica in questo Il mondo aldilà, dove lo
sviluppo tecnologico, che ha imposto all’uomo regole ferree, tanto da ridurlo ad
uno schiavismo alienante e soffocante, ha portato all’utilizzo di droghe
psichedeliche, unico modo per superare i confini del mondo in cui ci si trova. Una
narrazione portata avanti dal duo formato da Samaang (voce, basso, chitarra,
programmazione midi) e Ethrum (chitarra) che riporta alla mente Necrophobic e Coroner,
ma anche i nostrani Hornwood Fell, Horrid e Node, una miscela letale di death e
black, complessa e plumbea, cupa e claustrofobica. Il progetto, rinato nel 2008,
ha portato alla nascita di un ep nel 2010, I diari di Samaang: lo Stato
Larvale, e due lavori creati da entrambi i membri, Di sangue e di luce del
2017 e L’orrore del 2019, dischi che hanno visto i lombardi tornare a
navigare nelle acque scure dell’underground estremo italiano, abbandonato dopo
due demo registrate ad inizio anni ’90. Il nuovo album propone un death metal dalle
tinte progressive e industrial (accorato l’uso della drum machine), ricco di
strutture molto articolate (La fanciulla e il lago, Le tessitrici di
Duum) e momenti di straordinaria brutalità (Abyssus, Ignite),
spiazzante e oscuro per tutta la sua abbondante durata, non sempre fluida ad
essere onesti. Disco da ascoltare con la dovuta calma visti i tanti sviluppi proposti,
a volte persino troppi, ma sicuramente affascinante e lodevole. (Luigi
Cattaneo)
Progressive Rock&Metal ma anche un'ampia panoramica su Jazz, Blues, Folk, Hard&Heavy, Psichedelia, Avanguardia, Alternative, Post Punk, Dark Rock. Un blog sulle sfumature della Musica.
giovedì 3 settembre 2026
INSANIA.11, Il mondo aldilà (2025)
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