lunedì 4 luglio 2022

SATOYAMA, Sinkin Islands (2022)

 

Bellissimo ritorno per i Satoyama, quartetto che da diversi anni porta avanti un discorso all’insegna di un jazz che non ha paura di travalicare i confini per caricarsi di partiture ambient, classiche, post ed elettroniche, il tutto tenuto insieme da gusto e ricerca suoi suoni, elaborati davvero nel minimo dettaglio. Luca Benedetto (tromba, tastiere, elettronica), Christian Russano (chitarra, elettronica), Marco Bellafiore (contrabbasso, elettronica) e Gabriele Luttino (batteria, glockenspiel, percussioni, elettronica) sono i fantasiosi artefici di questo Sinking Islands, uscito per Auand ad aprile 2022, un lavoro immaginifico e filmico, una sorta di soundtrack narrativa che racconta dell’innalzamento del mare e del destino tragico che rischia di accomunare luoghi lontani tra loro. Si sviluppano da questo incipit trame nebbiose, cariche di pathos, dense e drammatiche, che parlano dei cambiamenti climatici in atto ovunque, con le iniziali Nauru e Tuvalu che si caricano di visioni e suggestioni, anche grazie ad un tessuto elettronico perfettamente calato all’interno di un sound che vive sull’interplay magistrale dei torinesi. In Palau le note della tromba di Benedetto commuovono, particolarmente percussiva è invece Venice, mentre Kiribati si sviluppa partendo da un’idea al glockenpsiel, su cui si intrecciano poi le ritmiche di Bellafiore e Luttino, in un crescendo avvolgente. Benedetto ancora protagonista nella malinconia di Maratua, aspetto che emerge anche in Suva, dove elettronica e contrabbasso svolgono una funzione di appoggio su cui si esprime tutto l’ensemble. Elettronica che lambisce la seguente Solomon, prima del finale di Niue, conclusione grandiosa di un disco che personalmente si candida come uno degli album di punta di questo 2022. (Luigi Cattaneo)

Nauru (Video)



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