mercoledì 18 febbraio 2026

ANÈ feat TAKKARATE BOYS, Su la testa! (2025)

 


Sorprendente esordio per Anè (al secolo Fabio Mancano, eccellente sassofonista) e Takkarate Boys (gli ottimi Andrea Nicolè alla batteria, Raffaele Ventura Costa al basso, Loris Ruscitti al piano e alle tastiere), artefici di un lavoro quasi interamente strumentale in odore di Napoli Centrale. La matrice immaginifica dell’opera risulterà affascinante per gli estimatori del nostrano jazz rock progressivo settantiano, che troveranno in Su la testa! rimandi a una delle stagioni più caratteristiche della scena nazionale, senza risultare pedissequi quanto più desiderosi di imprimere un proprio marchio, così come fatto da Mancano con Pseudofonia, Tribraco e Indaco, progetti interessanti in cui ha più volte espresso il suo talento. Il quartetto sviluppa un disco in bilico tra ironia e denuncia, avvalendosi di una serie di ospiti di spessore, come nel caso di Peterpaniko, con Cristian Fortucci all’organo Hammond e Jacopo Barbato alla chitarra, o la title track, dove troviamo Danilo Ciminiello al piano Rhodes e ai synth, Emanuele Bruno all’Hammond e Tommaso Sansonetti alle percussioni (ma vi sono diversi musicisti che hanno partecipato donando un grande contributo alla riuscita dell’album). Un debutto realizzato da un gruppo aperto, che condivide la voglia di esprimersi liberamente, lontano da modo di intendere la musica che purtroppo domina lo stato attuale dell’arte, il tutto condito da un sano sarcasmo e dalla volontà di essere leggeri ma incredibilmente potenti. (Luigi Cattaneo)

giovedì 12 febbraio 2026

EMILIANO D'AURIA, The baggage room (2024)

 

Avevamo parlato di Emiliano D’auria per il suo First rain, uscito nel 2023, ed è un piacere riscoprirlo con The baggage room, disco del 2024 che solo in questi giorni sono riuscito, tardivamente, a recuperare. Un lavoro differente dal precedente ma con alcune caratteristiche ormai intrinseche dell’arte di D’auria, che, dal Nord Europa della precedente opera, si sposta a New York, città dove in parte è stato scritto l’album e che finisce per influenzare le trame dello stesso. Certo l’aspetto immaginifico permane, così come una certa dilatazione in alcuni suggestivi fraseggi, un’alternanza tra momenti diradati e altri decisamente corposi, soprattutto per quel che riguarda le ritmiche, che contraddistingue l’intero concept, ispirato dagli immigrati che iniziarono ad approdare a Ellis Island (isola della baia di New York) a partire da fine ‘800. Emiliano, con il suo pianoforte, sviluppa così brani suggestivi come The story of Sacco and Vanzetti, potentissimo omaggio ai due emigrati italiani giustiziati frettolosamente sulla sedia elettrica nel 1927 nel penitenziario di Charlestown, The long wait, una maestosa e raffinata ballata, e Temporarily detained, che mostra un approccio decisamente cupo e ai limiti dell’avant, il tutto portato avanti con maestria dalla tromba di Philip Dizack, dal sax di Dayna Stephens, dal contrabbasso di Rick Rosato e dalla batteria di Kweku Sumbry, che completano un quintetto davvero ben amalgamato. Album affascinante per il tema esposto e suonato con grande convinzione da musicisti esperti, un racconto pregno di soluzioni non scontate, di concetti ancora attuali, presentati attraverso una scrittura solida e sempre più matura. (Luigi Cattaneo)

The story of Sacco and Vanzetti (Video)



martedì 10 febbraio 2026

INNER PROSPEKT, Canvas Two (2021)

 


Uscito nel 2021, Canvas Two, del progetto Inner Prospekt, aveva tutte le caratteristiche per incuriosire gli amanti del rock progressivo classico, quello di Genesis e Cressida. Alessandro Di Benedetti, mente dei poco citati Mad Crayon, nonché compositore per The Samurai of Prog e membro dei Guildmaster, è autore di un lavoro davvero di buona fattura, melodico e ispirato dalle sue tastiere, come da tradizione del progressive rock (ma il romano canta e suona anche la batteria). Dopo l’intro Glimpse (composta in origine per The Samurai of Prog), l’album da subito decolla con la lunghissima Soul of hundred lives, con Federico Tetti alla chitarra, probabilmente la summa dell’opera, epica, avvolgente e ricca di dettagli. In King of spades (anche questa scritta per The Samurai of Prog) la chitarra è affidata a Rafael Pacha, che si muove sicuro all’interno di un brano rifinito dal sax jazzato di Giuseppe Militello, prima di Why me?, immaginifica e pregna di prog romantico, e Abby’s escape, altro momento particolarmente elegante. Nella magniloquente White skies (già apparsa in Dreaming Tony Banks e successivamente, in una differente versione, in un lavoro firmato The Samurai of Prog), troviamo l’ottimo Carmine Capasso alla chitarra, tra passaggi maestosi e atmosfere inquiete, mentre The knight and the ghost (che avevamo conosciuto tramite i Guildmaster), venata di forte malinconia, ci conduce al finale di The queen of clubs, dove ritroviamo il sax di Militello, jazzato e soul, che guida un crescendo imperioso fatto di archi e orchestrazioni ad hoc. Per sapere di più del lavoro di Di Benedetti, ascoltare e acquistare i suoi dischi, potete visitare la pagina https://innerprospekt.bandcamp.com/ (Luigi Cattaneo)

lunedì 9 febbraio 2026

GRIMORIO, On the path of the morning star (2025)

 


Una vera sorpresa i siciliani Grimorio, band formata da Mirko Di Bella (voce, chitarra, synth), Christian Balsamo (chitarra, synth), Liliana Teobaldi (basso) e Francesco Paladino (batteria), che con mio stupore arriva all’esordio tramite Burning Minds Music Group, spesso presente con i suoi gruppi sulle pagine del blog ma con progetti legati all’A.O.R. e all’hard melodico. L’uscita da binari consueti ci consegna una solida realtà, influenzata da King Diamond e soprattutto Death SS, un lavoro di sanguigno horror metal dai tratti gotici, scritto e suonato con gusto e consapevolezza. Basti ascoltare l’iniziale Unholy communion per comprendere qual è la strada maestra, vicina alle soluzioni adottate dai Death SS in Do what thou wilt del 1997, voce di Di Bella inclusa, che parecchio somiglia a quella di Steve Sylvester. L’atmosferica Morning star, l’heavy dark di XII The hangman e il lungo trip mefistofelico di The lady in the crimson cloak, sono piccole gemme di un debutto maturo e affascinante. (Luigi Cattaneo)

venerdì 6 febbraio 2026

AFTER MIDNIGHT 00.01, Il comunicato del disco omonimo



La band sarda After Midnight 00.01 esordisce con l’album omonimo, un lavoro che porta finalmente in studio l’energia e lo spirito rock accumulati in migliaia di chilometri macinati tra auto, moto, navi e aerei, sempre alla ricerca di quel leggendario Rock Show che ogni band sogna di vivere. Ogni brano nasce da una di queste avventure e, allo stesso tempo, sembra generarle, in un circolo continuo che non conosce soste. Anticipato da diversi singoli pubblicati tra il 2024 e il 2025, il disco abbraccia sonorità hard blues dal respiro internazionale, ispirate soprattutto a Led Zeppelin e Rival Sons, con qualche reminiscenza southern: After Midnight 00.01 è l'album giusto per chi tiene Clutch come ospite fisso nello stereo. Un viaggio che attraversa i punti più bassi dell’umore e la gioia della risalita, passando per incontri decisivi, riflessioni controverse su farmaci e tristezza, ricordi che scaldano e considerazioni sincere sull’ambiente musicale. Un prisma emotivo in cui i colori del quotidiano si scompongono e si riflettono senza filtri.


Ascolta After Midnight 00.01 qui https://ffm.to/aftermidnight0001-aftermidnight0001

After Midnight 00.01 è una rock band nata nel 2017 nel cuore della Sardegna. Attualmente composta da Mario “Mechanic” Fancello (voce) e Andrea Ledda (chitarra), la formazione ha mosso i primi passi esibendosi con cover e tributi, per poi trovare una propria identità sonora e dedicarsi alla scrittura di brani originali.
Nel febbraio 2024 la band ha debuttato con il singolo Dirty Blues, un brano che fonde atmosfere blues con un’energia tipicamente rock. A questo hanno fatto seguito Broken Bones, Scent e Golden Wheels, confermando e consolidando il loro stile. Il quinto singolo, You, anticipa l’uscita del loro primo album omonimo, realizzato con la collaborazione di Francesco Masuri (batteria) e Antonio Senette (basso), membri fondatori della band.
Il disco è stato registrato presso il Whistle Recording Studio di Simone Orrù ad Assemini ed è disponibile in formato CD e vinile, oltre che sulle principali piattaforme digitali.
Il nome AM 00.01 racchiude il senso di rinascita e cambiamento: è il minuto che accende un motore, simbolo di energia, ribellione e nuovi inizi. Un richiamo anche alle prime sessioni notturne del gruppo, quando il silenzio della notte veniva trasformato in musica.

lunedì 2 febbraio 2026

BACO DI SILENZIO, Aquile e cieli (2025)

 


Uscito a fine 2025, Aquile e cieli è il debutto di Salvatore Scuderi, voce già degli Anèma (due interessanti album all’attivo, di cui abbiamo parlato tra le pagine del blog), ora impegnato nel suo ambizioso progetto solista a nome Baco Di Silenzio. Con lui, in questo esordio pieno di pathos, troviamo Maurizio Antonini (batteria), Dario Giannì (basso, anche lui con Anèma e ora leader del progetto Ologram), Lorenzo Giannì (chitarra, presente nei due Anèma), Abramo Riti (tastiere, piano), Roberto Pace (basso), Filippo Rosati (chitarra), Emanuele Filippi (pianoforte), Carolina Prado (oboe), Neleta Ortiz (arpa) e Sergio Rabello (violini), interpreti che hanno partecipato nei vari brani secondo l’umore del pezzo e le idee di Scuderi. La direzione di Aquile e cieli è chiara sin dalle iniziali Vittima carnefice e Assenzio, dove cantautorato sperimentale, poesia e oscuro new prog si ritrovano in maniera piuttosto fluida e interessante. Una certa dose di inquietudine aleggia anche in Vertigini, mentre Delfini liberi di volare è una ballata dai toni malinconici, prima di Bandiere occulte, in cui Salvatore flirta, in modo curioso ma brillante, con il progressive metal. L’emozionale Sei rientra nei canoni più tipici del racconto, ed apre al trittico finale davvero delicato, completato da Ottobre e Cosa vorrà dirci il tempo?, ottimi esempi dell’arte del siciliano, atteso ora al secondo capitolo di questa trilogia su cui sta lavorando con passione e dedizione. (Luigi Cattaneo)


domenica 1 febbraio 2026

E - LEE, Kirkē L’incanto di Circe (2025)

 


Dietro lo pseudonimo E – Lee si cela Elisa Rossi, che in questo interessante ep, edito da Filibusta Records, unisce jazz, canzone d’autore e sperimentalismo dalle reminiscenze progressive. Insieme a lei, impegnata alla voce e agli effetti, troviamo Gabriele Manzi (pianoforte), Flavio Bertipaglia (basso, contrabbasso), Nicola Valente (batteria, chitarra, basso, percussioni), Manuel Mauti (chitarra) e Marco Malagola (batteria), bravissimi nel dare voce al Mito di Circe, rivisitato però in chiave contemporanea, dopo una ricerca antropologica rilevante. Un’opera immaginifica, ricca pur nella sua brevità (25 minuti circa), un concept narrato attraverso un sound che ingloba generi, ponte tra scrittura raffinata e improvvisazione libera. Un disco elegante ed evocativo, che riabilita la figura di Circe, dando un’interessante lettura della protagonista del racconto, che qui diviene donna attuale e madre amorevole. Per ascoltare o acquistare Kirkē L’incanto di Circe potete visitare la pagina https://orcd.co/altafonteitalia_filibusta_qnmrx5e (Luigi Cattaneo)

giovedì 29 gennaio 2026

VAN FOR A DIME, Break it! (singolo 2026)



Un van bianco tirato a lucido, l’autoradio che spara riff a tutto volume e una linea d’asfalto che taglia il deserto. A bordo quattro ragazzi cantano a squarciagola, con le idee chiarissime sulla direzione da prendere. È questa l’atmosfera che permea Break it!, il nuovo singolo dei Van For A Dime: un manifesto di determinazione e movimento continuo.

In un presente affollato di esitazioni, fragilità e rinunce premature, Break it! sceglie la strada opposta. Il brano nasce dalla rabbia residua delle esperienze sbagliate, dalle cicatrici che restano addosso e dalla fatica necessaria per distinguersi. Tutto viene trasformato in carburante per rompere l’immobilismo, frantumare la negatività e superare i limiti autoimposti. Arrendersi non è un’opzione: l’obiettivo è cambiare rotta, scavalcare l’apatia e continuare a correre, anche quando il terreno si fa ostile.

Sul piano sonoro, il van su cui si svolge il viaggio ha un telaio alternative post-grunge, mentre la carrozzeria blues-rock polverosa è targata Rival Sons. Riff granitici, ritmiche robuste e un uso dinamico delle melodie rendono Break it! un brano compatto da cantare mentre si marcia verso i propri obiettivi, spezzando tutte le catene mentali. La destinazione è segnata sulla mappa: motore sempre acceso, nessuna retromarcia e la strada davanti tutta da conquistare.


Guarda il videoclip qui https://www.youtube.com/watch?v=xGPmTKtCn9Q

Ascolta Break it! qui https://orcd.co/vanforadime-breakit


I Van For A Dime nascono alla fine del 2018 e costruiscono il proprio percorso come un viaggio fatto di chilometri, cambi di direzione e continua ricerca sonora. Dopo una prima fase di rodaggio tra concerti e composizioni in Toscana, la band attraversa inevitabili trasformazioni di formazione, trovando nel tempo un assetto definitivo e un’identità sempre più riconoscibile. Il loro sound è un blend personale di hard rock, stoner e sfumature funky-fuzz, con radici ben piantate nella tradizione di Black Sabbath, Mountain e Grand Funk Railroad, ma lo sguardo rivolto a realtà più contemporanee come Wolfmother, Rival Sons e Dirty Honey.

Al centro del progetto restano le storie: racconti di vita quotidiana, di persone comuni che affrontano la routine senza mollare, veri “supereroi di quartiere” mossi da una forza ostinata e autentica. Nel 2025 la band entra alla Fucina Studio di Giacomo “Jac” Salani per dare forma definitiva ai primi brani, segnando un nuovo capitolo del proprio percorso. Il primo singolo con lyric video Victor Venice è stato pubblicato a luglio ed è disponibile su tutte le piattaforme.


giovedì 22 gennaio 2026

ESSERESCORIA, Esondazioni (2024)

 


Esordio per Riccardo Tomassetti, in arte Esserescoria, cantautore che arriva a quest’opera prima dopo un proprio personale percorso, che lo ha visto interessarsi anche alla produzione, alla registrazione e al sound design. La chitarra acustica di Riccardo, fondamentale nel suo modo di approcciarsi alla scrittura, incontra i sintetizzatori in maniera elegante e decisa, creando una congeniale sintesi tra indie folk ed elettronica, in cui si adagiano testi dal sapore introspettivo, aspetto molto curato dal bergamasco. È l’autore stesso a spiegare l’album. L’anima è come un fiume che si riempie della realtà che ci entra dentro ogni giorno con le sue esperienze, emozioni, ingiustizie e battaglie. Certe volte si gonfia a tal punto che non si accontenta più del suo letto, ha la necessità di spaccare gli argini della quotidianità per esorcizzare questo flusso di energie. È da questo bisogno che nasce questo album. Esondazioni concentra in quasi un’ora i pensieri di Tomassetti, tra spunti cantautorali e altri più rock, tra malinconia e cinismo, risultando sincero e appassionato sin dalle prime note. Un lavoro interessante, che forse avrebbe giovato di una minore prolissità complessiva, ma l’urgenza comunicativa di Esserescoria è facilmente percepibile, arriva netta e nitida, lasciando trasparire come il progetto possa avere ulteriori sviluppi nel futuro. (Luigi Cattaneo)


mercoledì 21 gennaio 2026

GRACENOTEDUO, Tiarè e Monoi (2025)

 


Esordio per Gracenoteduo (Grace Falcone voce e synth, Raffaele Sarenti chitarra e voce), che con Tiarè e Monoi propongono un lavoro leggero, brioso, che racconta di storie quotidiane e sensazioni. Nessuna costruzione particolarmente ardita o sovrastrutture ricercate, il duo comunica mescolando folk, jazz latino e coloriture elettroniche, andando sempre al cuore delle trame, complice anche la scelta di un approccio minimale alla materia. Tra ironia (Tango stress, Stasera a cena), omaggi (la gradevole Acquarello tributa Vinicius De Moraes, Samba di due note è una rilettura di Luis Bonfà, mentre Rosalina ci porta al Fabio Concato di metà anni ’80) e fraseggi delicati (Stamattina, Vista da qui e la strumentale Io e il mare), si sviluppa un primo passo piacevole e rifinito. (Luigi Cattaneo)


domenica 18 gennaio 2026

PAKT, No steps left to trace (2024)

 

Sontuoso doppio album per i Pakt (Percy Jones basso fretless e sampler, Alex Skolnick chitarra, Kenny Grohowski batteria, Tim Motzer chitarra ed elettronica), un lavoro uscito nel 2024 (sempre per Moonjune, che si era occupata anche del precedente omonimo del 2021) che conferma l’attitudine del quartetto, tra fusion, avanguardia, ambient e progressive. Le letture free degli americani sono il marchio distintivo di un progetto visionario, in cui gli interpreti, forti della propria esperienza e personalità, creano veri e propri viaggi sonori, sia nel primo disco, No steps left to trace, che nel secondo, un live registrato tra Buffalo, New York e Philadelphia. Le improvvisazioni costituiscono l’ossatura portante, Motzer e Skolnick sono maestri nel creare parti atmosferiche e psichedeliche, Jones e Grohowsky risultano sempre attenti e precisi nei loro interventi ritmici, un’amalgama che sviluppa un suono intenso e coeso. I Pakt sono un collettivo brillante anche in sede live, come dimostra la registrazione dal vivo, cercano costantemente un proprio linguaggio, sostenuti da un’etichetta che da sempre pone la libertà esecutiva e creativa al centro della propria etica. (Luigi Cattaneo) 

Spontaneous combustion (Video)


 

giovedì 15 gennaio 2026

BARO PROG, Prog-jet IV: Aionverse (2025)


 

Ottimo ritorno per Alberto Molesini, polistrumentista che porta avanti il suo progetto Baro (nonché suo nome d’arte) con dedizione e grande passione, confermata dal recente Prog-jet IV: Aionverse, che arriva dopo Lucillo & Giada (composto nel 1980 per il gruppo di quel periodo, La Sintesi), Topic Würlenio (scritto sempre per La Sintesi ma nel 1983) e Utopie (2021), oltre che One light year (2017) registrato insieme ai Marygold (lavori presenti tra le pagine del blog). A riportare alla luce dischi composti più di 40 anni fa e a dare spazio alle nuove idee ci ha pensato l’Andromeda Relix di Gianni Della Cioppa ( https://andromedarelix.com/cd/ ), sempre in prima linea quando ci sono da proporre interessanti realtà del panorama nostrano. I passi in avanti di Molesini, sia nella scrittura dei brani, che nella forma concept a lui cara, sempre più matura e raffinata, portano ora ad un’opera complessa ma fruibile, ricca di sfaccettature prog, che fanno riferimento a nomi storici come Yes, Genesis e Emerson Lake & Palmer. Baro, che si divide tra voce, basso, chitarra e tastiere, viene coadiuvato da Gigi Munari alla batteria, più una serie nutrita di ospiti, perfetti per dare voce ai pensieri di Molesini. Già l’iniziale Creator’s farewell vede la partecipazione di Andrea Vilardo (Moto Armonico, Blind Golem) alla voce, pezzo che mostra subito l’elegante songwriting del racconto, seguita dalla splendida suite Flow of life, dove partecipa Meghi Moschino (Quanah Parker) con degli ottimi spunti vocali. Impossibile non citare Jacopo Meille (voce dei Tygers of Pan Tang) in Biz-R World, mentre nell’immaginifica Mom and D(e)ad troviamo Heather Findlay (ugola degli straordinari Mostly Autumn). Ultima citazione per la lunga Crossing pathways, divisa in sette sezioni, sintetizza tutto l’amore del leader per il progressive rock settantiano, mostrando tutta la qualità con cui si approccia alla materia il veneto, ormai garanzia di un certo tipo di suono. (Luigi Cattaneo)

mercoledì 14 gennaio 2026

PARRIS HYDE WITH MARK STONE, On the road to Santiago (2024)

 


Attivo dagli anni ’80 con band come Bonecrusher, Waywarson e Middle Ages, Parris Hyde firma questo ritorno insieme a Mark Stone (alle spalle un bel progetto trentennale, gli Stonemoon), un percorso da solista e non più in gruppo come annunciato nel 2023, dopo la pubblicazione del valido Unlock your freedom. Il milanese però, per questa nuova uscita, sceglie di avere comunque un compagno di viaggio, con cui divide parti vocali e di chitarra, nonché la scrittura (Parris si occupa anche di suonare il basso, il piano e delle orchestrazioni), e affida la batteria a Jorg Ghiuzzy, un trio a tutti gli effetti che porta avanti la voglia di hard & heavy del meneghino. On the road to Santiago è un elaborato concept sul famoso percorso di pellegrinaggio che conduce nel nord della Spagna, un viaggio non solo fisico ma anche esistenziale, declamato attraverso una forma canzone epica, dai tratti ora doom ora folk, senza tralasciare ricchi passaggi heavy e sinfonici, tra Black Sabbath, Savatage e Candlemass. Un disco riuscito, in cui i due musicisti hanno portato tutta la loro esperienza e passione, al servizio di un racconto fatto di chiaroscuri e lirismo, pregno di sfumature profonde, che caratterizzano un lavoro ambizioso e maturo. (Luigi Cattaneo)

martedì 13 gennaio 2026

FERDINANDO ROMANO, The legends of Otranto (2025)

 

Uscito ad aprile 2025, The legends of Otranto è l’ultimo lavoro di Ferdinando Romano, contrabbassista accompagnato dagli ottimi Veli Kujala (fisarmonica), Kirke Karja (pianoforte) e Ermanno Baron (batteria). L’affascinante concept, diviso in sei movimenti, narra di storie e leggende legate alla città di Otranto, racconta miti lontani, cultura popolare tramandata nei secoli e vicende autentiche, e fa sorridere che l’opera sia stata commissionata non dall’Italia ma dall’AccordionFest, una rassegna dell’Estonia che si è occupata anche della premier, trasmessa in radio nell’ottobre del 2023. Il quartetto sperimenta, parte dal jazz ma lo arricchisce di musica da camera e avanguardia, si muove lungo confini free incastonati all’interno di frangenti ora atonali ora minimali, sempre all’insegna di una ricerca immaginifica fortissima. Ne sono esempio fulgido le lunghe sezioni Idrusa, La cava di Bauxite e L’albero della vita, corpo centrale sofisticato della suite, in cui emerge la fine scrittura di Romano, che ci porta con sicurezza nella narrativa folk del Salento, tra suoni tipici del mediterraneo e pulsioni in odore di ECM. (Luigi Cattaneo)

Idrusa (Video)



mercoledì 7 gennaio 2026

THE OLD CASTLE, Storie nascoste (2002)

 


Ci eravamo già occupati del progetto The Old Castle parlando del loro esordio Working travellers del lontano 1995, un lavoro intriso di progressive rock settantiano, legatissimo a nomi tutelari come The Nice e Emerson Lake & Palmer. L’ascolto di Storie nascoste, pubblicato nel 2002, racconta di una band (Gabriel Kiss piano, organo, synth, Marco Lauri basso, chitarra, flauto, voce, Paolo Pagliari voce, chitarra, mandolino, basso e Alberto Quacquarini batteria) concentrata su una forma canzone elegante e comunicativa, vicina a Le Orme, New Trolls e Pooh, band che hanno saputo coniugare raffinatezza compositiva, esigenze pop e lampi prog, impressi maggiormente nelle prime due citate. I marchigiani, sempre rimasti sottotraccia nel panorama italiano anni ‘90/inizio 2000, dimostrano di sapersi muovere anche all’interno di lievi episodi di pop romantico, magari non particolarmente memorabili, ma sicuramente gradevoli. Tra brani malinconici (Storie, con Stefano Conforti al sax), passaggi strumentali (Punto di non ritorno, Profumo di un risveglio) e altri più pop (Mary Gun, White nights), si sviluppa un lavoro corale piacevole e dal discreto fascino vintage. (Luigi Cattaneo)


domenica 4 gennaio 2026

ISOLA ROCK, il bill della 19° edizione

 


Ad un passo dall'importante traguardo dei 20 anni, nei giorni 7/8/9/10 Maggio 2026 torna ISOLA ROCK manifestazione musicale e culturale ad ingresso gratuito e a scopo benefico organizzata dall’ Associazione I Butei.

Appuntamento imperdibile per gli appassionati di rock e metal dove musica, arte e cultura si uniscono nella bellissima cornice del Palariso di Isola della Scala (Verona); location in-door, dotata di parcheggio adiacente capiente e gratuito e di tutti quei servizi necessari per una permanenza confortevole.

Un evento che ogni anno espande sempre di più i confini geografici, ospitando band provenienti non solo dal territorio italico ma anche, nel 2026, da Inghilterra, Andorra, Francia e Rep. Ceca.

Una proposta artistica che, fin dalla prima edizione, non è caratterizzata da giornate 'a tema' ma propone un mix di generi e sonorità anche all'interno della stessa serata, unendo band storiche e di più recente formazione.

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Giovedì 7 Maggio: Headliner della prima giornata sarà la heavy metal band britannica Tygers of Pan Tang, nata nel 1978 è una della formazioni più storiche ed influenti della NWOBHM; prima di loro il guitar-man Pier Gonella con il suo progetto solista strumentale in power trio; a scaldare l’atmosfera i veronesi Wyatt Earp con un hard rock di stampo settantiano che si ispira a band come Deep Purple, Rainbow e Uriah Heep ed in apertura i IV Sigillo: doom metal, con influenze del rock dei Sabbath, e sonorità occulte.

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Venerdì 8 Maggio: Headliner della seconda giornata sarà la storica band inglese Threshold. Formatisi nel 1988 sono considerati tra i pionieri del progressive metal insieme a band come Dream Theater e Fates Warning. Possenti intrecci progressivi e ottimi arrangiamenti per una band con una ricchissima discografia, che calca i palchi di tutto il mondo da oltre trent’anni.

Co-headliner i The Foreshadowing band romana caratterizzata da atmosfere cupe e malinconiche ma allo stesso tempo maestose ed epiche; un gioiello italiano per gli amanti del gothic, del doom e delle ambientazioni dark.

Prima di loro i francesi Amon Sethis con il loro power/progressive e le tematiche basate sull’Antico Egitto; gli Eagleheart dalla Rep. Ceca, con un power metal senza fronzoli con refrain melodici e orchestrazioni potenti e in apertura i giovani Intersidera tra alternative metal e prog.

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Sabato 9 Maggio: Headliner una band di riferimento della scena Symphonic Power Metal italiana e internazionale: gli Ancient Bards. Sound potente, orchestrazioni maestose e narrazioni epiche il tutto impreziosito dalla straordinaria vocalist Sara Squadrani.

Co-headliner i Dobermann: un pedigree ‘on the road’ conquistato metro dopo metro per le strade di mezza Europa, tre rockers purosangue e uno spettacolo energico e travolgente.

Attesissima reunion quella dei Voodoo Highway band di Ferrara che riporta in vita lo spirito dell’hard rock classico degli anni ’70 e ’80, caratterizzato da riff potenti, organo Hammond e voci melodiche. I P.O.E. Philosophy of Evil band horror metal con un sound potente, elementi teatrali ed un'atmosfera inquietante. Prima di loro i torinesi Five Ways to Nowhere con riff aggressivi e groovosi, una voce graffiante e melodie accattivanti, e in apertura i fiorentini Weirdream, base thrash metal con sfumature prog.

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Domenica 10 Maggio: Headliner dell'ultima giornata del festival sono i Persefone, progressive death metal band di Andorra attiva da oltre 20 anni e caratteristica per le atmosfere sinfonico-progressive che mescolano la violenza del death metal con melodie raffinate e arrangiamenti complessi. Co-headliner Hand of Juno con un sound in equilibrio tra l’industrial e il deathcore, con breakdown violenti e profondi intermezzi dal sapore dark. Prima gli Anticlockwise con il loro thrash metal dalle marcate sfumature progressive e in apertura i Disagio storica band metal bresciana, attiva dal 1993, con un sound potente, crudo e travolgente, tra l’heavy e il death.

 

Sempre nella giornata di Domenica si riconferma Horror in Rock il format che unisce cinema, libri e musica, tutto a base di brivido, nato dalla collaborazione con Shatter Edizioni e Giallo Berico, a breve tutte le info.

 

Non mancheranno gli stand gastronomici curati dall'Associazione I Butei con proposte anche vegane e la selezione di birre artigianali del Birrificio Artigianale Agricolo “Due Frati”.

 

L'Area espositiva sarà come ogni anno ricca di stand di varia tipologia; con dischi, vinili, memorabilia, oggetti da collezione, prodotti hand-made, artigianato, liuteria, strumenti musicali, editoria musicale, abbigliamento rock e oggettistica a tema.

 

INFO https://linktr.ee/isolarock

www.isolarock.it

sabato 3 gennaio 2026

HUMUS, Non è giusto (2023)

 


Uscito nel 2023 tramite Overdub Recordings, Non è giusto segnava il ritorno degli Humus, dopo l’ep Uno alla volta del 2013 e Cambia voce del 2017. Marco Palombi (voce, chitarra), Lorenzo Faes (chitarra), Stefano Negri (basso) e Fabrizio Lettieri (batteria) confermano anche in questo lavoro l’amore per l’alternative rock intriso di attitudine punk e pulsante grunge, sulla scia di Ministri, primi Afterhours e gli attuali Gravenia. Un disco breve ma intenso, 30 minuti circa senza flessioni, aggressivo e genuino, dove i trentini non guardano a mode e hype del momento, concentrandosi su una musica fatta di rabbia e adrenalina. (Luigi Cattaneo)