sabato 4 aprile 2026

S.C.I.O., Children of prostitution (2025)

 


Ottimo ritorno per Stefano Scioni e il suo progetto S.C.I.O., di cui avevamo già parlato ai tempi del valido debutto Discorsi distorti, un lavoro in cui l’autore si esprimeva in solitaria, lasciando trasparire come ci potessero essere sviluppi futuri. Il nuovo disco conferma la matrice oscura, tra elettronica, dark e post, con Stefano impegnato al basso e Valerio Michetti alla batteria, un duo che si muove tra effettistica sperimentale e testi tanto brevi quanto incisivi (su tutti quelli di Lividi sotto i brividi e Nuovo passato), incastonati in passaggi ambient malinconici e riflessioni su ciò che ci circonda. L’aurea immaginifica dell’opera viene esaltata da brani come Psicospazio, MDay Moby Prince o Unus Mundus, evocative e personali, mostrano un passo avanti della creatura di Scioni, sempre più matura e interessante. (Luigi Cattaneo)

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