Originaria di
Minneapolis, Georgeanne Kalweit, da oltre 30 anni stabile in Italia, ha all’attivo
dischi con Delta V, di cui è stata la cantante, oltre che diverse pubblicazioni
con progetti a suo nome e collaborazioni di prestigio con Calibro 35, Ottodix e
Vinicio Capossela. Tiny space, uscito a marzo di quest’anno, mescola con
sapienza elettronica, alternative rock e pop cantautorale, racconta in modo
personale ed intenso un periodo complesso nella vita dell’artista, che ammanta
di visionaria poetica le trame del disco. Ad accompagnare la Kalweit (che suona
anche le tastiere) troviamo Giovanni Ferrario (basso, tastiere), Lorenzo Corti
(chitarra, organo), Beppe Mondini (batteria) e Diego Sapignoli (batteria, vibrafono),
bravissimi nell’assecondare le tante idee messe sul piatto dall’americana. Le atmosfere
care a PJ Harvey sembrano essere uno dei punti di riferimento di un lavoro raffinato,
poliforme ed eccentrico nel suo costrutto, che trova in brani come Heavenly
Thoughts, Call an ambulance e Crystal clear snodi cruciali di
una narrazione che incrocia dolore e rinascita, insicurezza e speranza. (Luigi
Cattaneo)
Tiny space (Video)
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