Il progetto Epigrafi, nato ormai 10 anni fa a
Bassano del Grappa (Vicenza), continua nella ricerca di una propria dimensione
e di un approccio quanto più personale possibile, anche se, in un mondo
musicale che ha ormai detto tutto, o quasi, apparire originali è caratteristica
alquanto complessa. Gli elementi estremi, che da sempre accompagnano il
quintetto, trovano conferma nell’ottimo Ep2ilon, ep di 4 pezzi dove il
death metal si tinge di progressive, nella miglior tradizione di Opeth e Edge of
Sanity, con sporadici echi di metalcore. Questo ultimo ep si inserisce all’interno
del concept Dedalus, diviso in tre parti dedicate al purgatorio (PH1,
uscito nl 2022) all’inferno e al paradiso perduto, con il nuovo nato in casa
Epigrafi che chiude idealmente la sezione dedicata al luogo in cui si purificano
le anime, iniziando a raccontare anche quello dove non troveranno mai pace. Le tracce
mostrano la bravura dei vicentini nel creare situazioni tanto atmosferiche
quanto claustrofobiche, con passaggi ampiamente melodici che si scontrano con
altri davvero brutali, in un saliscendi, anche emotivo, davvero interessante. La
band sa essere oscura e violenta, ma complice tecnica e idee, riesce a far
convivere più anime all’interno della proposta con grande naturalezza,
lasciando presagire come ci possano essere ulteriori sviluppi nella loro arte.
(Luigi Cattaneo)
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