giovedì 25 settembre 2014

PICCHIO DAL POZZO, Live (2013)


Picchio Dal Pozzo Live album cover


È sempre piacevole ritrovare un gruppo come il Picchio dal Pozzo, troppo spesso relegato ad un ruolo secondario all’interno del panorama prog italiano, ancora così in forma e attuale. La band, nata nei primi anni ’70, ha dato alle stampe nel corso del tempo una serie di lavori assolutamente da riscoprire. Innanzitutto il primo e omonimo del 1976, risposta alle varie leggende di Canterbury (Soft Machine, Gong, Henry Cow), ma anche i successivi Abbiamo Tutti i suoi Problemi (1980), Camere Zimmer Rooms (2001) e Pic_nic@Valdapozzo (2004) rappresentano dei piccoli classici che non si possono ignorare. In questa nuova avventura oltre ai membri storici Aldo De Scalzi (voce e tastiere), Paolo Griguolo (flauto e chitarra) e Aldo Di Marco (batteria), troviamo alcuni dei migliori musicisti della scena genovese come Luca Cresta (tastiere), Massimo Trigona (basso), Edmondo Romano (flauto, sax e clarinetto) e Dado Sezzi (percussioni), senza dimenticare i tre guest presenti, ossia Jessica Cochis (alto sax), Giorgio Karaghiosoff (sax tenore) e Roberto Romani (sax tenore). L’occasione per questa rimpatriata opportunamente riproposta in Dvd è il live tenuto al La Claque di Genova il 15 gennaio 2011.

L’inizio è affidato a Merta, un crescendo di sensazioni e variazioni su un tema ripetuto e ipnotico, quasi un mantra su cui si inserisce la cornamusa di Romano e le ritmiche jazz rock del duo Di Marco-Trigona, sino al solo di chitarra di Griguolo, che in qualche modo suggella un primo affresco potente ed evocativo. Non è da meno Coccomelastico, dominata dai fiati di Romano e della Cochis, sviluppa un discorso affascinante e quasi da piccola orchestra tanta è la varietà proposta, con elementi jazzati di notevole caratura, soprattutto per mano del talentuoso Cresta. Segue Off, frangente molto delicato in cui è un piacere sentire l’interplay che si viene a creare tra Romano e Cresta, ma è tutta la band a disegnare un immaginario scenario da soundtrack con una forza comunicativa d’altri tempi.
Il Presidente è il primo episodio realmente cantato da De Scalzi e mostra il lato più politico e amaro del gruppo, un discorso che si sviluppa attraverso un leggiadro jazz rock canterburiano, coinvolgente e pieno di idee davvero notevoli e originali! Semplicemente magnifica la resa di Adriatico, traccia realizzata su registrazioni della voce di Demetrio Stratos, in cui emerge la notevole coesione tra le varie componenti che forgiano in sound del Picchio, in un connubio vibrante tra echi Canterbury style e solido jazz rock. Si prosegue con La Bolla, traccia dall’inizio soffuso, notturno e suggestivo che poi deflaga in un momento quasi free, inquieto e carico di angosce, rese ancor più estreme dall’utilizzo di immagini tratte da Radiophobia, un documentario diretto da Julio Soto Gurpide sul disastro nucleare di Cernobyl. I flauti aprono invece Napier, brano particolare dove emerge la vena istrionica dei liguri, un caos controllato in cui il canto di De Scalzi dà il via ad una sequenza più calda e fluida, complice anche l’ottimo Romano e un deciso intervento di Griguolo, anche se è davvero tutto il complesso a mostrare grande affiatamento. Dopo la parte cantata, l’inedito Lindbergh decolla in direzione di un jazz rock fine e di grande classe, con tutta la padronanza e la personalità che ha sempre contraddistinto la proposta dell’ensemble, che quando si esprime su certi livelli è un turbinio di suoni ed emozioni. Chiusura affidata alla hit Uccellin del Bosco, sempre spumeggiante e piena di sense of humor.

Completa il Dvd la sezione PdPedia, un filmato sulla genesi e l’evoluzione della band con tanto di interviste ai membri originari risalenti all’estate 2006.

www.picchiodalpozzo.com  

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