venerdì 21 novembre 2014

TACITA INTESA, Tacita Intesa (2014)


Debut interessante per i toscani Tacita Intesa, un omonimo lavoro autoprodotto da cinque ragazzi (Pasquale Balzano alla batteria, Filippo Colongo alla chitarra, Thomas Crocini al basso, Alessandro Granelli alla chitarra nonché cantante e Daniele Stocchi alle tastiere) uniti dalla passione per il rock progressivo tout court. La band partendo da modelli settantiani si lancia in passaggi hard ed elettronici che ben si inseriscono nel contesto e così è facile scovare passaggi vicini ai nostrani Balletto di Bronzo o agli immortali King Crimson, senza dimenticare effluvi psichedelici di floydiana memoria. L’idea alla base del lavoro (la fusione tra uomo e tecnologia e ciò che può comportare il progresso) si sviluppa nell’arco dell’opera in modo armonioso e ben strutturato, già a partire dall’iniziale Ciutikutown, uno dei brani punta di questo esordio. Synth preponderanti, voce filtrata, clima oscuro degno dei Van Der Graaf Generator e progressivo avvicinarsi a caratteristiche comuni a tante band italiane di oltre quarant’anni fa (Premiata Forneria Marconi ma anche New Trolls), con Stocchi bravissimo nel creare ottimi tappeti che si amalgamano con dirompenti frasi ritmiche e inserti chitarristici piuttosto possenti. La breve e classicheggiante Daigo introduce Valzer della morte, brano in cui si distingue nuovamente Stocchi con le sue parti di organo. Dopo la stralunata Portmanteau è la volta di Corona, pezzo dai risvolti psichedelici che nella parte centrale sviluppa solide trame hard prog per poi abbandonarsi su lidi più tipicamente settantiani, per quello che forse è l’episodio che meglio riassume le varie piccole anime del progetto. Un discorso analogo anche per la successiva Terzo Rigo quarta Parola, con parti cantate al limite del beat e intuizioni di stampo quasi heavy, soprattutto per via di certi riff propulsivi proposti da Colongo. Il finale strumentale di Periodo Refrattario ci porta nuovamente nei territori progressivi degli albori e conclude un disco interessante e che lascia intravedere ampi margini di miglioramento. (Luigi Cattaneo)

Ciutikutown (Video)



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