mercoledì 24 novembre 2021

SAVELLI-ZANOTTI, Italian Kidd (2021)

 

Questo album è diventato un festival, uno di quei momenti di aggregazione e condivisione a cui purtroppo non siamo più abituati. Un festival con un filo conduttore rappresentato dalla scrittura e dalla produzione, che ha lasciato spazio ai cantanti di esprimersi e raccontare storie molto diverse, non da divi ma semplicemente da interpreti dei brani e soprattutto dell'epoca che stiamo vivendo. C'è una foto nel libretto che raffigura questo periodo storico: barchette ormeggiate al tramonto. Crediamo che si sentano così molti artisti e musicisti che aspettano di poter riprendere il largo. Con queste parole, il duo formato da Alex Savelli (chitarra, basso e tastiere ex Pelican Milk e collaboratore negli anni di Francesco Guccini, Paul Chain, Ares Tavolazzi, tra gli altri) e Ivano Zanotti (batterista impegnato con Ligabue, Vasco Rossi, Brian Auger, Eugenio Bennato), sintetizza il lavoro dietro Italian Kidd, un disco dove la creatività emerge netta, senza pressioni e barriere, con l’idea di collettività che trova sostanza nella scelta di utilizzare un cospicuo numero di cantanti, scelti di pezzo in pezzo per narrare con forza gli anni quantomeno particolari che tutti stiamo affrontando. Un album pieno di sostanza e forza, con Savelli che spiega come i brani siano stati quasi tutti scritti dopo avere conosciuto Ivano e pensando di suonarli insieme a lui. Per questo ho voluto coinvolgerlo nella produzione e nei mixaggi, e proprio per questo abbiamo deciso di dividere i diritti dei brani con gli ospiti in parti uguali; il lavoro di ognuno è stato assolutamente determinante per la riuscita del disco. In fondo chi ha scritto cosa, soprattutto per chi ascolta, ha un valore molto relativo e credo che se musicisti e interpreti fanno proprio un brano poi quel brano diventa più del pubblico che di chi lo ha scritto.  Tra le cose migliori abbiamo Dogman, con la voce piena di pathos di Massimo Danieli, Dead end che vede la versatile Jeanine Heirani protagonista (già con Savelli nei Nostress), The stranger, episodio carico e vibrante di energia dove Frederick Livi marchia a fuoco il pezzo, Spears con Lorenzo Giovagnoli dei progsters Odessa e la lunga The shepherd, vibrante viaggio per Valentina Gerometta dell’interessante progetto Zois. Menzione a parte per Non siamo soli, unico momento in italiano con Luciano Luisi convincente interprete di un momento che si stacca dai restanti ma rimane impresso nella memoria, concludendo ottimamente un esordio tra i più meritevoli di questo 2021 in ambito rock. (Luigi Cattaneo)

The stranger (Video)



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