sabato 14 gennaio 2023

DEADBURGER FACTORY, Puro Nylon (2013)

 


Uscito nel 2013 in un lussuoso cofanetto contenente un libretto, un miniposter e tre album, La fisica delle nuvole era il quinto lavoro dei Deadburger, uscito però sotto la denominazione Deadburger Factory, in quanto collettivo aperto. Siccome ci troviamo dinnanzi a tre dischi distinti, oggi mi occuperò del primo, Puro nylon (gli altri due sono Microonde e vibropletti e La fisica delle nuvole), poco più di 30 minuti dove elettronica, spoken e R.I.O. si fondono all’interno di partiture cameristiche, il tutto all’insegna del coraggio e di una certa dose di menefreghismo, aspetti che diventano crocevia di impulsi free abbinati a doti di scrittura piuttosto fini. Colonna sonora dello spettacolo Puro nylon (ma in origine libro di poesie di Tony Vivona), viene qui attribuita a Alessandro Casini (elettronica, chitarra, musica), Vittorio Nistri (elettronica, pianoforte, basso-synth, marimba, sintetizzatori, arrangiamento archi, musica) e Tony Vivona (testi, basso, contrabbasso, musica), ma vede la partecipazione della line up Deadburger al completo. Capacità tecniche al servizio di una realtà immaginifica oscura, in cui ci si perde sin dall’iniziale 1940/Madre, ma sono le varie incarnazioni della line up a marcare il passo in fatto di eleganza e raffinatezza, come nel caso di Oltre e In ogni dove, arricchite dal violino di Jamie Marie Lazzara, la tromba di Enzo Scalzi e la viola di Giulia Nuti. Erik Satie pare una guida spirituale non di poco conto, viste le variazioni che omaggiano il genio francese poste lungo il lavoro, episodi in cui il trio (allargato) mostra le diverse sfaccettature del progetto. Un’opera multiforme, breve quanto intensa, straordinaria nell’entrare sottopelle, personale avamposto avanguardistico realmente progressivo nella sostanza e nelle idee compositive. (Luigi Cattaneo)


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