venerdì 23 giugno 2023

DEADBURGER FACTORY, La fisica delle nuvole (2013)

 


Uscito nel 2013 in un lussuoso cofanetto contenente un libretto, un miniposter e tre album, La fisica delle nuvole era il quinto lavoro dei Deadburger, uscito però sotto la denominazione Deadburger Factory, in quanto collettivo aperto. Chiudo oggi questa disamina con il disco che dà il titolo all’opera (gli altri due sono Puro Nylon Microonde e vibropletti), un album che si sviluppa attorno ad una formazione allargata di ben otto elementi (Simone Tilli voce e tromba, Alessandro Casini chitarra acustica, Carlo Sciannameo basso fretless, Giulia Nuti viola, Irene Orrigo flauto, Pino Gulli batteria, Massimo Giannini percussioni, Vittorio Nistri tastiere e loop), una piccola orchestra psichedelica che non disdegna di aprirsi a collaborazioni esterne (Paolo Benvegnù, Enrico Gabrielli, Giulia Sarno, Marina Mulopulos). Tra psichedelia, R.I.O., prog e forma canzone, la band si muove eccelsa e senza timori, sviluppa sonorità differenti rispetto ai due capitoli presenti nel box (anche perché nato da uno spettacolo teatrale diretto da Silvia Bagnoli) e convince anche in questo caso, riuscendo ad abbinare ricerca stilistica e suggestione, avanguardia e melodia (Cose che si rompono, Deposito 434). Visioni poetiche che scandagliano l’anima (la superba title track ma anche Wormhole), sperimentazione mai fine e sé stessa, passaggi complessi e sempre finemente arrangiati fanno di questo lavoro un inno alla creatività, dote che abbonda nella musica dei Deadburger Factory. Cofanetto da recuperare e da ascoltare senza fretta, gustandosi le idee, ostinate e contrarie, di un ensemble affrancato da ogni vincolo, imprevedibile e libero. (Luigi Cattaneo)

Nessun commento:

Posta un commento