mercoledì 29 aprile 2026

WODA WODA, L'ultimo testamento (2026)

 


Esordio per i Woda Woda, che con L’ultimo testamento azzardano il tentativo di raccontarci l’inferno con occhi nuovi e suggestivi, una narrazione intrisa di heavy metal ottantiano pulsante, tra Iron Maiden, Judas Priest e Saxon, ma con testi in italiano (eccetto l’interessante Lady Mazikeen, che vede la partecipazione di Tiziano Spigno degli Extrema ai cori). Inferi alternativi raccontati da Max Montecucco (voce), Alessio Lanza (chitarra), Ansel D’Angelo (basso), Enrico Masini (chitarra) e Andrea Maza (batteria), bravi nel coinvolgere nel viaggio l’ascoltatore, complice anche la durata dell’album, poco più di 30 minuti, tirati e senza pause. L’attitudine scarna della proposta diviene un pregio, lasciando presagire che in sede live pezzi come Vola la mia prua, Lucifer o Asfalto possano davvero conquistare per intensità e potenza. La band non inventa nulla di nuovo, sia chiaro, ma lo spirito e la passione emergono nette ascoltando l’album, che sicuramente può incuriosire chi è rimasto legato al suono di gruppi come Vanexa, Strana Officina o Axton. (Luigi Cattaneo)   

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