È sempre un piacere
ritrovarsi in mano un lavoro di John Irvine, talentuoso musicista di Edimburgo
di cui parliamo da anni sul blog. Il nuovo arrivato è Take me to your leader,
album che presenta una novità nella proposta, ossia la voce di Gordon
Robertson, davvero inaspettata, a fronte di una carriera sin qui votata ad un
progressive venato di jazz rock e fusion interamente strumentale. Oltre a
Irvine (chitarra, basso, tastiere) e Robertson, il trio è completato dalla
batteria di Andrew Scott (a cui dobbiamo aggiungere le backing vocals di Emma
Jean), protagonisti di un disco che rispetto al passato recente guarda, non
solo alle classiche trame a cui ci hanno abituato, ma anche a quelle care a
band come The Buggles, Supertramp e Genesis era Collins. Un cambiamento originale
e fresco, che se spiazza all’inizio, risulta intelligente e per nulla forzato
alla lunga, con brani di caratura come Siddhartha, Man in the moon o
Chosen one che mostrano un’attitudine frizzante, briosa ma notevolmente
intensa. Approccio diverso ma uguale capacità di colpire nel segno per Irvine, artista
che meriterebbe di essere conosciuto maggiormente dagli appassionati della
materia, oltre che di poter avere finalmente l’opportunità di portare la
propria arte in versione live. (Luigi Cattaneo)
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