venerdì 27 settembre 2024

NIGHT PLEASURE HOTEL, Portraits (2024)

 

Esordio edito dalla sempre lungimirante Atomic Stuff per i Night Pleasure Hotel (Alex Mari voce, chitarra, basso, tastiere, Gianluca Pisana batteria, pianoforte e Sebastiano Barbirato chitarra, basso), trio nato circa dieci anni fa con l’idea di creare una propria identità partendo dall’A.O.R. di scuola americana. Facile quindi ritrovare Toto, Survivor ma anche Journey nelle abbondanti dosi di melodia impresse in Portraits, un lavoro intriso di classe esecutiva applicata a brani di facile presa, ma non per questo banale e scontato. Supportati da una lunga serie di notevoli ospiti (Michele Luppi, Luca Zabbini, Enrico Varisco, Roberto Galli, Jacopo Aneghini, giusto per citarne qualcuno), i Night Pleasure Hotel sfornano un disco scritto e suonato ottimamente, complice una pulizia di suono che esalta l’impatto complessivo della proposta. Niko è l’ideale apertura di un debutto sontuoso, che prosegue con momenti suggestivi come la ballata We say goodbye, l’elegante Walking through the horizon, il classicismo A.O.R. di Julia e la raffinatezza di For you. Bellissimo primo passo di una band che ha avuto la forza e la determinazione di presentarsi sul mercato con un esordio di grande sostanza. (Luigi Cattaneo)

Album Teaser



mercoledì 18 settembre 2024

cHoclat FRoG, On detour to shortcut (2023)

 


Bellissima sorpresa dalla Germania questi cHoclat FRoG, duo formato da Rainer (voce, batteria, percussioni, tastiere, chitarra, elettronica) e Tim Ludwig (basso, chitarra, elettronica) progetto che unisce progressive, R.I.O. e spirito avant. La libertà esecutiva e la totale indipendenza con cui si muovono segna un secondo lavoro coraggioso e maturo, che cattura sin dai primi minuti di Spaceloop, perfetta opener di un disco per mood vicino a Thinking Plague, 5uu’s, Henry Cow, King Crimson e U Totem. Nomi che emergono dall’ascolto di brani come Pulp stalking, Pollock (in cui sono presenti due chitarristi esterni, Uwe Grunert e Dietmar Appel) o la title track, che abbinano groove e soluzioni ardite, motore di un album sperimentale ma coinvolgente, cosa non così scontata quando ci si muove su questi articolati territori. Rispetto a Snapshot (di cui parleremo prossimamente), On detour to shortcut risulta più solido e compiuto, un passo in avanti notevole per un’opera seconda davvero brillante. (Luigi Cattaneo)


giovedì 12 settembre 2024

HEAT FANDANGO, Reboot system (2021)

 

Uscito nel 2021, Reboot system è l’esordio degli Heat Fandango (Tommaso Pela chitarra e voce, Marco Giaccani farfisa e basso, Michele Alessandrini batteria), trio con alle spalle già una lunga gavetta nell’italico underground (Lush Rimbaud, Jesus Franco and the Drogas, NewLaserMen, Beurk!). L’esperienza del gruppo si traduce in un debutto fresco e brillante a base di garage e post punk, un sound ruvido, greve, con pochi fronzoli, sparato fuori senza compromessi. I tappeti creati da una vecchia Farfisa sono l’arma in più di un album che si muove tra azzeccati riff e ritmiche dai tratti opprimenti, colonna sonora di racconti fatti di disincanto e nera claustrofobia, un’attitudine che richiama band come Suicide, The Fall e Thee Oh Sees. In prossimità dell’uscita del nuovo Onde (ottobre 2024) è giusto riscoprire l’intrigante esordio del trio marchigiano. (Luigi Cattaneo)

Reboot system (Video)



lunedì 9 settembre 2024

GIANMARCO FERRI, On the scene (2024)

 

Jazz d’autore quello proposto dal chitarrista Gianmarco Ferri, accompagnato da Stefano Battaglia al contrabbasso e Luca Santaniello alla batteria, oltre che da Dave Kikoski al piano, bravissimo nell’inserirsi con efficacia nelle trame sviluppate dal trio. La scrittura di Ferri guarda certamente ai nomi tutelari della materia (Jim Hall e Grant Green in particolare), ma riesce a convincere per via di una propensione naturale nel cercare di proporre qualcosa di proprio, sostenuto anche da compagni di viaggio che paiono muoversi sulla stessa lunghezza d’onda emotiva. Il raffinato tratto di On the scene si declina sia quando ci troviamo ad ascoltare originali come So close (arricchita dal magistrale sax di Marcello Allulli) e New hope, tra be-bop e blues, sia quando vengono proposti standard come Unit 7 di Sam Jones e They say it's wonderful, che mostra un affiatamento collettivo notevole, su cui Ferri e Kikoski possono muoversi in piena libertà esecutiva. Jazz contemporaneo pieno di grazia per l’ennesimo centro in casa Gleam Records. (Luigi Cattaneo)

Mirage (Video)



giovedì 5 settembre 2024

RAFFAELE MATTA TRIO, Bandra West (2024)

 


Coproduzione tra Isulafactory e Lizard Records, Bandra West è il nuovo album del Raffaele Matta Trio, un lavoro multiforme e composito registrato sul finire del 2023. Matta, chitarrista che si distingue per personalità ed eclettismo, viene coadiuvato dagli ottimi Andrea Parodo (basso) e Nicola Vacca (batteria), autori di una prova mirabile, sviluppatasi all’interno di un contesto che parte dal jazz e finisce per filtrare con la rock fusion, sempre mantenendo uno sguardo verso la world music, con omaggi all’Asia e all’India in particolare. Un tributo a certi luoghi cari alla musica del trio, che ha il dono di saper coniugare sprazzi immaginifici con caratterizzazioni complesse, libertà esecutiva abbinata a soluzioni melodiche ispirate e suggestive. Traiettorie indefinite che marchiano brani come Delhi, Japan e 1012, trittico iniziale in cui si manifesta tutto il pensiero del sardo, che con la lunga Hanoi suggella un disco di confine, ponte tra culture e anime. (Luigi Cattaneo)


mercoledì 4 settembre 2024

LICORICE TRIP, Mexicaña (2024)

 


La sempre affidabile Overdub Recordings non sbaglia un colpo e stavolta propone i pugliesi Licorice Trip, quartetto formato da Gabriele Caruolo (basso, chitarra), Domenico Vescia (chitarra, voce), Angelo Dell’Olio (batteria) e Salvatore Giorgio (chitarra). Stoner, alternative e grunge fanno da sfondo a un lavoro denso di contenuti, frutto anche di una scrittura che guarda a Queen of the Stone Age e Kyuss senza scimmiottarli, proponendo così un disco diretto e senza cali di tensione. Riff di grande impatto, ritmiche compatte e un cantato funzionale alla proposta fanno di Mexicaña un album perfetto per chi ama perdersi in certe desertiche sonorità, basti ascoltare brani come Mardy fish, Sidney e Sagawa, tra i momenti migliori di un esordio ispirato e brillante. (Luigi Cattaneo)


domenica 1 settembre 2024

LUCA, Azalea (2024)

 

Primo episodio per questo nuovo progetto di Luca Negro, nato durante il periodo della pandemia, vede il bassista dei Temperance impegnato anche alla chitarra, con risultati devo dire davvero soddisfacenti. Con lui Alfonso Mocerino alla batteria, perfetto nel coadiuvare un sound che pare guardare al Djent di Tesseract e Periphery, sviluppato su ritmiche articolate e solismi accattivanti, segno anche della cura verso la scrittura che Luca ha posto in Azalea. Complessità e naturalezza esecutiva vanno a braccetto (basti ascoltare pezzi come One e Going uphill on a downhill, che vede Nino Negro al basso), ma è nell’insieme che ci troviamo dinnanzi ad un ep brillante, strutturato come vuole il genere ma anche fresco nelle sue raffinate melodie. L’espressività della title track, il pathos di Intra e le sofisticate trame di Three completano un primo passo decisamente interessante. (Luigi Cattaneo) 

Azalea (Video) 



giovedì 29 agosto 2024

THUNDER RISING, Back to the time of rock (2022)

 

Ottimo lavoro questo dei Thunder Rising di Frank e Enzo Caruso (il primo, alla chitarra, il secondo diviso tra tastiere, piano e chitarra ritmica, entrambi membri fondatori degli Arachnes), ben coadiuvati da Alessio Spini (voce anche degli Screaming Demons), Gabriele Baroni (basso) e Corrado Ciceri (batteria). Fate train fa da apripista per un album intriso di verace hard rock, quello di Thin Lizzy e Deep Purple, pregevoli anche le evoluzioni di Black tiger e Scratches on the hood, prima della gradevole I’m still alive, delicata ballata che consolida un inizio davvero convincente. Il groove che avvolge Back to the time of rock trova conferma nelle seguenti Timeless blues e Rock from the sky, che chiudono egregiamente una prima parte di album dove emerge netta la qualità del quintetto. Hard bluesy evocativo cesella Don’t be shy, gli anni ’70 più veraci fanno capolino in Labyrinth of spectres, mentre accenni prog colorano con gusto la strumentale Nameless, divisa in due parti che formano una suite raffinata e di limpida bellezza. Chiusura affidata a Stairs to the top, bonus track perfetta per completare un disco ricco di idee e suggestioni. (Luigi Cattaneo)

Fate train (Video)



sabato 24 agosto 2024

NAGUAL, and once the storm is over ... (2024)

 


Attivi da quasi 20 anni, i Nagual (Luca Sabia voce e chitarra, Davide Belfiglio chitarra, Giulio Armanetti basso, Claudio Bianchi batteria, G. Fabrizio Defacqz tastiere e voce, Sara Battisteri voce) con and once the storm is over … proseguono nel loro sincero omaggio all’hard rock di Whitesnake, Uriah Heep, Led Zeppellin e Deep Purple. Non mancano leggere influenze progressive, ravvisabili in brani come Waterfall, Too far gone (dove abbiamo anche la chitarra di Marco Cusenza) e Where memories are blind, mentre in Wildfire (abbellita dal raffinato intervento di Alessandro Bertozzi al sax) e Life kills you permangono i tradizionali umori heavy blues tracciati nei precedenti dischi. Spirito, passione e dedizione, unite alla capacità di creare sempre qualcosa di concreto e meritevole di attenzione, fanno dell’ultima uscita dei piacentini un lavoro credibile e autentico. (Luigi Cattaneo)    

mercoledì 21 agosto 2024

THE JOHN IRVINE BAND, The starships are gathering (2024)

 


Torna il prolifico John Irvine, eccellente musicista di cui abbiamo spesso parlato da queste pagine e lo fa con un altro lavoro di grande qualità, The starships are gathering, uscito in maniera indipendente a gennaio 2024. Irvine si divide tra chitarra, tastiera e basso e come sempre viene coadiuvato da un batterista (in questo caso Andrew Scott), mostrando non solo doti tecniche rilevanti ma anche una certa facilità di scrittura, che si evidenzia sin dalle iniziali All systems, Go! e The archimedean point. Progressive e jazz rock vanno a braccetto per tutto l’album, basti ascoltare pezzi come The electrics were down o Lacus temporis, egregiamente strutturate ma al contempo ricchissime di soluzioni melodiche efficaci, così come non sono da meno Alien Interceptor e Baptism of fire:Gordian knots, trascinanti e creative. The great polyandrium in the sky e la title track finale suggellano l’ennesima prova intensa e fantasiosa. (Luigi Cattaneo)

martedì 20 agosto 2024

EMANUELE SARTORIS WITH ROBERTO CIFARELLI, Inquadratura di composizioni (2024)

 

Affascinante lavoro dell’insolito duo formato da Emanuele Sartoris (pianoforte) e dal fotografo Roberto Cifarelli (immagini, voce, suoni), che con questo Inquadratura di composizioni firmano un disco da assaporare con calma, nota dopo nota. Ci eravamo già occupati di Sartoris ai tempi di Notturni, altro album registrato in duo (quella volta con Daniele Di Bonaventura), ma in questo caso il piano diviene grande protagonista di un’opera lirica e immaginifica. Il personale stile di Emanuele, qui legato al mondo della fotografia di Cifarelli, sviluppa un racconto in simbiosi con l’obiettivo di Roberto (Sympatheia e Archè tra le cose migliori proposte), una collaborazione che è opera d’arte totalizzante, fusione tra le parti apprezzabile ancora di più nei contenuti multimediali presenti acquistando il CD o il vinile di Inquadratura di composizioni. (Luigi Cattaneo)

Album promo



domenica 11 agosto 2024

GIOVANNI PALOMBO, Passaggi (2024)

 

Bellissimo concept di Giovanni Palombo, che con Passaggi firma un disco dove la sua chitarra (acustica e classica) trova il raffinato appoggio di Gabriele Coen (sax, clarinetto), Benny Penazzi (violoncello), Francesco Savoretti (percussioni) e Alessandro Gwis (pianoforte). Un lavoro maturo, molto sentito, che parte dalla straordinaria Popularia per arrivare a Tramonto a Kea (dove Palombo sviluppa la malinconica trama in solitaria), pregno di suggestive soluzioni, dove i suoni caldi del Mediterraneo si sposano col jazz e l’improvvisazione, un mood che ricorda alcuni lavori targati ECM. Melodie e complessità si sposano perfettamente, all’interno di un percorso dove la chitarra acustica lambisce territori classicheggianti, mostrando la grande duttilità di Palombo, bravissimo nel destreggiarsi in quartetto, in duo o in solitaria. Tracce come Terra di bellezza (in quartetto), L’abbraccio (suonata da solo) e Tre per la strada (in coppia con Gwis) sono la spina dorsale di un dodicesimo disco affascinante e fresco. (Luigi Cattaneo) 

Terra di bellezza (Video)



sabato 10 agosto 2024

SELF PORTRAIT, Fishes were everywhere (2024)

 

Nati nel 2015 a Parma, i Self Portrait (Marco Fulgoni voce, chitarra, Martino Pederzolli basso, Giorgio Cimino sintetizzatori, organo, Luigi Mazzieri batteria) arrivano solo ora al debutto con Fishes were everywhere (uscito tramite Andromeda Relix). Progressive, hard rock e psichedelia si incrociano sin dall’iniziale Moontrip, 8 minuti che ci consegnano una band attenta al dettaglio e capace di creare trame sofisticate e ardite, una libertà concettuale che ritroviamo nell’ottima Tiergarten e nelle splendide idee sviluppate in Enoch, svicolate da paletti futili e limitanti. Fantasia che non abbandona gli emiliani nemmeno in Nine magpies and a black cat, prima dell’immaginifica Croup and Vandemar, e della conclusiva Discount my time, ricco finale di un lavoro davvero molto interessante. (Luigi Cattaneo)  

Enoch (Video)


 

venerdì 9 agosto 2024

EMIR TRERÈ, Electric Honky Tonk (2024)

 

Difficile non rimanere sorpresi nel momento in cui si scopre che Emir Trerè arriva da Bologna e non da qualche zona americana, una di quelle dove il country è l’unica ragione di vita. Il grande amore di Trerè (chitarra, voce) per questa musica lontana dalle nostre tradizioni si evince già dalle primissime note di Electric Honky Tonk, suonato insieme a Luca Pasotti (basso), Manuel Cucaro (batteria) e Davide Falconi (presente al piano in alcuni brani). Questo secondo disco della band è un omaggio ad uno stile ben definito, basti ascoltare tracce come la title track, Little ole wine drinker me o The dream goes along, che mostrano intesa, affinità e passione. L’emiliano guarda all’arte di Hank Mills, Lefty Frizzell, Kenni Huskey e Dean Martin, ma il suo è un tributo sentito, profondo, coerente nella sua mezz’ora circa di durata, per un risultato complessivo davvero gradevole. (Luigi Cattaneo)

sabato 3 agosto 2024

GTO, Go gto Go (2023)



La pubblicazione di una raccolta è sempre momento di riflessione, per quanto si è fatto e per quello che si è proposto negli anni. Nel caso dei GTO (Stefano Bucci voce, Romano Novelli chitarra, mandola, armonica, Luigi Bastianoni chitarra, fisarmonica, Giampiero Passeri basso, Alessandro Bucci batteria) lo sguardo corre indietro al 1993, quando i perugini, innamorati del folk e del rock, immergono certe atmosfere all’interno di un contesto legato alla tradizione italiana e al pop. La forte carica live, dettata anche dal riuscire ad amalgamare più influenze (la musica popolare romagnola e quella balcanica, il folk americano e il cantautorato italiano) li porta a condividere il palco negli anni con Willy DeVille, Gogol Bordello, Teresa De Sio, Modena City Ramblers, Tonino Carotone e Bandabardò, tutti artisti con cui spartiscono certe atmosfere, oltre che suonare in Inghilterra e in Germania. Go gto Go 1993-2023 rappresenta la ghiotta occasione per scoprire (o riscoprire) una band on the road da 30 anni, un doppio che presenta un gruppo capace di essere energico e vitale (1970 Hostel, Lee l’americano) ma anche delicato e gioioso (La sposa, Lumediluna). 38 brani che scorrono via veloci, gradevoli e spesso convincenti, come nel caso di Freewheelin’ Radio, Pellerossa o Sette stelle per sette sere, tra gli episodi migliori presenti. (Luigi Cattaneo)  




venerdì 2 agosto 2024

GERMANO ZENGA, Gato! An evolving idea (2023)

 


Ottimo ritorno per Germano Zenga, sassofonista milanese che con questo terzo album solista omaggia Gato Barbieri, enorme musicista argentino scomparso nel 2016. Gato! An evolving idea, registrato insieme a Luca Gusella (vibrafono, percussioni), Danilo Gallo (contrabbasso, balalaika, flauto) e Ferdinando Faraò (batteria, percussioni) è tributo ma anche sguardo personale al mondo di Barbieri, un’elaborazione latin jazz che si è sviluppata attraverso la consapevolezza della grandezza dell’arte del sudamericano ma anche con la volontà di donare qualcosa di fresco e dinamico. Gato come punto di partenza per esplorare, complice anche la presenza, tutt’altro che secondaria, di Enrico Rava (che con Barbieri ci ha suonato per diversi anni) al flicorno in ben tre pezzi (da annotare soprattutto la meravigliosa Antonio das Mortes e Lost tango), un filo che unisce anime in sinergia, alla ricerca del bello e del sorprendente. La chiosa arriva proprio dalle parole dello storico jazzista italiano nelle note dell’album. Questo disco è una dichiarazione d’amore a Gato e alla sua musica: è talmente sentito, profondo ed appassionato che lo stesso Gato ne sarà conquistato. Ne sono certo! È possibile acquistare e ascoltare il disco tramite la pagina bandcamp dell’ottima Caligola Records al seguente indirizzo https://caligolarecords.bandcamp.com/album/gato-an-evolving-idea (Luigi Cattaneo)

giovedì 1 agosto 2024

SANDFLOWER, Lieve (2024)

 


Interessantissimo ritorno per i lombardi Sandflower, che con Lieve firmano un terzo lavoro potente e curato nel dettaglio, intriso di heavy e alternative metal cantato in italiano, peculiarità che li avvicina per mood a quanto fatto da act contemporanei come Silenzio Profondo, FearyTales e Glasfold (giusto per citare qualche band nostrana). La gestione complessiva dei brani rimanda anche all’immaginario progressive, visto lo sviluppo variopinto delle trame e la ricchezza dell’esposizione, tra partiture aggressive e rallentamenti studiati. La maturità del quartetto formato da Federico Bonfigliuoli (voce), Enrico Cattaneo (chitarra), Julian Lucchetti (basso) e Giuseppe Amato (batteria, percussioni) appare solida in Come le montagne, la lunga Burattini del Dio denaro e la drammatica Porta per l’inferno, forse i tre migliori momenti di un disco breve (mezz’ora circa) ma ricco di idee e soluzioni. (Luigi Cattaneo)


 

sabato 27 luglio 2024

DITTATVRA, Un tranquillo weekend Dittatvra (2024)

 


Breve ma intenso ep per i Dittatvra, quartetto che con questo Un tranquillo weekend dittatvra presenta un crossover di metal, punk e hardcore cantato in italiano. Non solo l’aspetto sonoro ma anche i testi risultano essere una vera mazzata, basti ascoltare pezzi come Sto bene (se mi dici ti amo e poi ti tagli le vene), Che rumore fa o Demoni urbani, aggressive e ruvide ma con linee melodiche chiare, che determinano la riuscita di momenti distorti e affilati. Un primo passo dove si percepisce tutta la passione della band per questa musica, certo va ancora affinata la scrittura complessiva, ma la vitalità e la forza impressa nell’ep sono ottime basi su cui costruire una carriera all’interno dell’underground nostrano. (Luigi Cattaneo)


CHIAVARI IN JAZZ 2024



La decima edizione di Chiavari in Jazz conferma la rassegna chiavarese come un appuntamento imprescindibile per gli amanti del jazz e della musica di qualità, rappresentando uno degli eventi più rilevanti nel panorama jazzistico.

Chiavari in Jazz 2024 riparte ed è subito grande musica puntando al consolidamento della rassegna e all'esclusività della proposta di una tra le manifestazioni musicali più longeve del levante Ligure.

Nella suggestiva cornice di Piazza Nostra Signora dell'Orto, si terranno cinque concerti che vedranno la partecipazione di artisti di fama nazionale e internazionale:

MATTEO PREFUMO 5tet guest SEAMUS BLAKE venerdì 2 agosto
FABRIZIO BOSSO & JAVIER GIROTTO - "LATIN MOOD" > venerdì 9 agosto
BLEWITT - "EXPLORING NEW BOUNDARIES" venerdì 16 agosto
GEGÈ TELESFORO - "BIG MAMA LEGACY" venerdì 23 agosto
NICO GORI SWING 10tet - "SWING CLASSIC" venerdì 30 agosto

L’edizione 2024 mette in luce l'essenza del jazz, combinando la migliore tradizione con l'originalità e l'innovazione, nonchè artisti dalla consolidata e prestigiosa esperienza con giovani talenti emergenti.

L’organizzazione dell'evento è affidata al Jazz Club Chiavari, con la direzione artistica di Rosario Moreno.

mercoledì 24 luglio 2024

IVORY, Alien Nation (2023)

 

È sempre un piacere ritrovare gli Ivory, band di cui ci siamo spesso occupati da queste pagine e che ha da poco pubblicato questo Alien nation, un lavoro fresco e brillante sotto tutti i punti di vista. Melodie al limite dell’A.O.R., pulsioni progressive, hard & heavy raffinato, il tutto combinato con esperienza da un gruppo in giro da fine anni ’90 e che nell’ultimo periodo ha trovato una propria continuità artistica e di line up. L’arrivo di Davide Dell’Orto, voce storica dei Drakkar, con cui i torinesi hanno già pubblicato il precedente ep A social desease, completa la formazione composta da Salvo Vecchio (chitarra), Luca Bernazzi (basso) e Claudio Rostagno (batteria), che anche per il recente album si è affidata all’Underground Symphony Records (da citare anche la partecipazione di Antony Elia alle tastiere). Lungo i 9 brani di Alien nation è possibile scorrere l’amore per band come Mr. Big, Eldritch, The Winery Dogs ed Elegy, il tutto filtrato sotto un’ottica maggiormente prog rispetto al recente passato, che fanno di Alien nation un album ambizioso e di notevole fattura, composto con grandissima cura e tanta passione. (Luigi Cattaneo)

The mask (Video)