martedì 25 marzo 2025

ASTRAL DELIVERANCE, Sundial (singolo 2025)



Gli Astral Deliverance presentano il singolo Sundial: un brano di prog metal con voce femminile, adatto agli amanti di Pain of Salvation e Leprous.

Sundial dà voce a una paura universale: rimanere immobili mentre il tempo scorre inarrestabile e sentirsi esclusi dal fluire del mondo. Il protagonista del brano, simbolo di chiunque si trovi intrappolato in questa condizione, è sospeso in un limbo senza luce e senza tempo, dove ogni riferimento svanisce. La meridiana, privata del sole, perde la sua funzione, lasciandolo prigioniero di un'eterna incertezza.
Ogni tentativo di avanzare viene soffocato da un’ombra interiore che insinua dubbi, insicurezze e solitudine. È la voce della paura, quella che paralizza e sussurra di non essere abbastanza forti, capaci o meritevoli di proseguire. Le atmosfere cupe e la tensione crescente del brano trasformano questa lotta silenziosa in musica: un momento in cui il passato pesa come una catena e il futuro si dissolve nel buio.
Ma non sempre si trova il coraggio di affrontare i propri demoni. A volte, si sceglie di sfuggirli restando immobili, avvolti nell'illusione di un rifugio sicuro. Come recita il testo:
"Grant me one more step / 'cause I can barely stand / I'm on the edge of shattered dreams / we're just guilty in frailty and fears / as our ship sinks in waves."

Ascolta Sundial su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=VsHDqd7wsxk&ab_channel=AstralDeliverance-Topic

Gli Astral Deliverance sono un progetto progressive metal, originario della scena musicale di

Roma. Fondata nel 2016 da Lorenzo Natali, Tommaso Zazzaretti, Luca Crestini ed Emanuele

Greco, la band si è avventurata in un percorso di esplorazione musicale, affrontando diversi cambi

di formazione, ma lavorando costantemente per definire un sound unico.

Nel 2019, la band ha debuttato con l’ EP di esordio, Somewhere Nowhere caratterizzato da

sonorità a metà tra il progressive metal e il progressive rock.

La loro ricerca artistica prosegue culminando nel 2023 con Atonement, primo album della band,

con un sound moderno che strizza l’occhio alla scena metal più recente e soprattutto segnato

dall’introduzione della nuova frontwoman Giulia Pasqualini.


sabato 22 marzo 2025

DANIELE MAMMARELLA, Wild universe (2024)

 

Terzo album uscito tramite Music Force per Daniele Mammarella, grandissimo chitarrista acustico di cui abbiamo già parlato per le precedenti pubblicazioni. Il pescarese con Wild universe allarga leggermente il suo range espressivo, all’interno di un lavoro tanto breve, mezz’ora circa, quanto soave ed elegante. C’è anche la novità di un brano cantato, Wake up (Early in the morning), opener ben riuscita del lavoro, ma in generale il fingerstyle dell’abruzzese profuma di delicato e raffinato folk, come si evince dall’immaginifica Silent fields, dove troviamo il violino di Mario Sehtl o The meadow, in coppia con Christian Mascetta, impegnato al bouzuki irlandese. La grande tecnica di Mammarella non appesantisce per niente un album godibile in toto, scorrevole e in contemporanea estremamente affascinante. (Luigi Cattaneo)

The meadow (Video)



martedì 18 marzo 2025

ALESSANDRO DI LIBERTO, Punti di vista (2024)

 

Uscito sul finire di gennaio, Punti di vista è il nuovo album di Alessandro Di Liberto, ottimo pianista qui accompagnato da Laura J Marras (sax), Sebastiano Dessanay (contrabbasso) e Roberto Migoni (batteria). L’autore ci porta con mano sicura nella sua Sardegna, declinando la bellezza di quei luoghi tramite il linguaggio del jazz, elegante e raffinato, con le melodie del piano e del synth pad che incontrano i soli davvero suggestivi della Marras, il tutto sostenuto da ritmiche corpose e decisamente solide. Un’isola che è un tutt’uno con gli elementi naturali che la contraddistinguono, raccontata con autorevolezza da Di Liberto, che si dimostra in possesso di una scrittura matura ed elegante, in un’opera ricca di sentimento e intuizioni, che fa dell’intensità uno dei suoi aspetti di forza (basti ascoltare L’orologio del tempo, Spiaggia di riso o L’isola dei giganti). Il quartetto esplora questo particolare territorio mescolando suoni in piena libertà creativa, un lavoro d’equipe in cui emerge la sorprendente voce lirica del sax, tra Coltrane, Shorter e Nelson. Per chi segue le produzioni targate Gleam Records, eccellenza nostrana, Punti di vista uno di quei dischi da non lasciarsi sfuggire. (Luigi Cattaneo)

L'isola dei giganti (Video)



lunedì 17 marzo 2025

MASSIMILIANO ROLFF "MAGIA", le 3 date di fine marzo

 


venerdì 14 marzo 2025

LUCA CALABRESE, I Shin Den Shin (2024)

 


Nuovo album per Luca Calabrese, trombettista attivo da inizio anni ’80, membro degli svedesi Isildurs Bane, oltre che al lavoro con gente del calibro di Cecil Taylor, Peter Hammill, Richard Barbieri e Nexus (giusto per fare qualche nome). I Shin Den Shin, edito da Moonjune Records, vede Calabrese, accompagnato da Nguyên Lê (chitarra elettrica), Markus Reuter (Touch guitar, soundscapes), Mark Wingfield (chitarra elettrica) e Alexander Dowerk (Touch guitar), muoversi lungo la linea di confine tra ambient, jazz e progressive. Il titolo riprende un concetto nipponico tipico della filosofia orientale, che descrive una forma di comunicazione che trascende la parola, basandosi su empatia e sentimenti condivisi, con l’idea che emozioni e pensieri possano essere compresi senza la necessità di una comunicazione verbale esplicita. Ed è quello che avviene tra il disco e l’ascoltatore, catapultato in una dimensione onirica fatta di sussurri, di pennate atmosferiche, di una magia che diviene esplorazione della materia. Calabrese guida un ensemble notevole, che architetta soluzioni immaginifiche suadenti, non lontane da alcune produzioni di Jon Hassell, un vero trip emozionale che trova nelle lunghe Dissolution, Appointment with the truth e Heart to Heart gli apici di un’opera davvero molto interessante. (Luigi Cattaneo)

giovedì 13 marzo 2025

GERARDO DEL MONTE, Step by Step Live in Studio (2024)

 

Ottimo resoconto live per Gerardo Del Monte, dotato pianista qui accompagnato da Giuseppe Di Pasqua al basso e Sergio Mazzini alla batteria. Step by Step Live in Studio, edito da Filibusta, è un ponte tra passato e futuro del musicista, tra brani noti e altri del tutto inediti, tra jazz, classica e piccole spinte jazz rock. La presenza in studio del pubblico conferisce maggior calore ad un album che mette in mostra la versatilità del trio, che pesca da Garbata casualità del Thieves and Poets Project del pianista, da un lavoro in solitaria di Del Monte del 2023 (con alcuni brani riscritti per il gruppo) e propone anche composizioni per un disco che verrà pubblicato nel 2026. È un piacere quindi riscoprire in questa versione brani come Change e For you, oltre che ascoltare Another turn e Trickete Trackete, novità di spessore di un’artista pieno di gradevoli intuizioni, che con questo live mette il sigillo su una prima parte di produzione già ampiamente significativa. (Luigi Cattaneo)

Another turn (Video)



martedì 11 marzo 2025

LUCA & THE TAUTOLOGISTS, Poetry in the mean-time (2025)

 


Dopo aver parlato da queste pagine, qualche settimana fa, dell’ep Suddenly last summer The complete Nitön Lab Session, oggi ci soffermiamo sul secondo full di Luca & The Tautologists, Poetry in the mean-time, uscito a gennaio 2025. Luca Crippa (voce, chitarre), si muove con sicurezza coadiuvato da Paolo Roscio (basso) e Deneb Bucella (batteria), all’interno di un contesto che oscilla tra alternative folk, cantautorato americano e rock, suonato con spirito e grande conoscenza, aspetti già emersi, a dire il vero, nelle precedenti release. Ci si trova così coinvolti in vibranti sezioni elettriche e corpose ballate, espresse con gusto e passione da musicisti navigati ed esperti, che sanno come tessere trame sia delicate che robuste, come nel caso di Tall buildings shapes, Our magic wand o Costa brava. L’intero disco, ispirato da una foto d’epoca su un incidente durante le riprese del film The creature of the black lagoon, è un susseguirsi di brani godibili, intrisi di amore e passione per suoni che sanno coniugare passato e presente, tradizione e attualità, fondendo umori e pulsioni in un crossover affascinante e senza tempo. (Luigi Cattaneo)


martedì 4 marzo 2025

SEMIRAMIS, La fine non esiste (2024)

 

Ritornano in pista i Semiramis, storico gruppo del progressive rock italiano, che nel 1973 diede alle stampe Dedicato a Frazz, disco divenuto nel tempo vero e proprio culto della scena nazionale (e non solo), anche per la presenza di Michele Zarrillo, che successivamente avrà una fortunata carriera da solista. Paolo Faenza, batterista storico della formazione, già nel 2013 riforma la band, ma ci vogliono dieci anni per trovare la line up definitiva (oltre a Faenza abbiamo Ivo Mileto al basso, Emanuele Barco alla chitarra elettrica, Marco Palma alla chitarra acustica, Giovanni Barco alla voce e Daniele Sorrenti alle tastiere) e arrivare a incidere La fine non esiste, edito da BTF. Un nuovo capitolo fortemente in linea con il rock dei ’70, tra arrangiamenti ricchi e curati al dettaglio, strutture intricate ma piene di vivaci melodie e frangenti strumentali di notevole caratura, aspetti che colorano il progressive dei romani, imbevuto anche di hard e jazz, elementi che allargano i confini in cui si muove il sestetto. Un sound ad ampio respiro, che guarda giustamente al passato ma non ne rimane imprigionato, basti ascoltare le trame di In quel secondo regno (in cui troviamo la voce narrante di Giampiero Artegiani, chitarrista e tastierista della prima formazione, che ha curato anche il testo), Cacciatore di ansie o Tenda rossa. Vediamo ora se Faenza riuscirà a dare continuità al progetto o se La fine non esiste rappresenta la conclusione di un percorso iniziato più di 50 anni fa. (Luigi Cattaneo)

In quel secondo regno (Video)



domenica 2 marzo 2025

Valentina Scheldhofen Ciardelli-Anaïs Drago-Riccardo Angelo Strano, Shake your duty (2024)

 

Ispirato dall’arte irriverente di Frank Zappa, il trio formato da Valentina Scheldhofen Ciardelli (contrabbasso, voce), Anaïs Drago (violino, voce) e Riccardo Angelo Strano (voce) ha dato vita con Shake your duty (dedicato proprio al genio di Baltimora) ad un disco personale e provocatorio. Tra pezzi del musicista americano, composizioni originali e brani di musica classica, si sviluppa un album che si allontana con forza dal mondo accademico per presentare una propria visione dell’arte, che tende al superamento di certi confini imposti, tanto da poter incuriosire sicuramente gli aficionados di Zappa ma anche coloro che non disdegnano le aperture R.I.O. di un certo progressive. La partenza affidata a Ammore, brutto figlio de pottana di Alessandro Scarlatti (tra i più importanti compositori italiani tra il ‘600 e il ‘700), mostra il piglio cameristico del trio, Sofa N.2 di Zappa ha invece un’atmosfera vicina ai Lieder di Schubert, mentre la Ciardelli, con il suo arrangiamento, omaggia in Sinfonia for cello and continuo in F major il quarto movimento della sonata in Fa maggiore per violoncello e continuo di Pergolesi. Difficile lectu è un canone satirico di Mozart, Zappa torna in Planet of the baritone woman, dove splende il versatile lavoro del controtenore Strano, prima della conclusiva Pox on you for a fop, corale a 3 voci a cappella di Henry Purcell (compositore inglese di fine ‘600), finale che conferma il tono dissacrante di tutta l’opera. (Luigi Cattaneo)

Sofa N.2 (Video)



giovedì 27 febbraio 2025

HABITAT, Hans, la niña y el principe (2021)

 


Pubblicato nel 2021, Hans, la niña y el principe è un tributo al progressive rock italiano fatto da Aldo Pinelli (che già aveva in parte tributato la nostra penisola in Suite italiana del 2013, uscito a suo nome) e dai suoi Habitat, storico gruppo argentino nato nel 1978. Pinelli (voce, basso, tastiere, chitarra, elettronica) per l’occasione si muove quasi in solitaria, chiamando a sé alcuni musicisti (tra cui anche membri della formazione originale) che hanno partecipato all’interno dei brani proposti, tra cui spiccano No me perturbes del Banco del Mutuo Soccorso, La carrozza di Hans della P.F.M. e Principe di un dia dei Celeste, cantate in spagnolo e con qualche rifinitura tipica della tradizione latino-americana, che nei ’70 ha dato vita ad album e band leggendarie. Un atto d’amore che termina con la lunga Por obra del sol, valido inedito dei sudamericani e per ora ultima testimonianza degli Habitat. (Luigi Cattaneo)


mercoledì 26 febbraio 2025

FAR VIBES, Time's Up (2024)

 

Esordio distribuito da Andromeda Relix per i Far Vibes, progetto di Maurizio Cucchiarini (voce, chitarra, basso, tastiere) e Fabio Marra (batteria), già insieme nei Run After To, piccola leggenda dell’heavy nostrano degli anni ’80. L’album, nato a distanza durante il lockdown per l’emergenza Covid (uno a Pesaro, l’altro a Milano), è un brillante concept strutturato in nove capitoli, a cui hanno preso parte in alcune tracce Steve Mars (basso) e Marco Terenzi (chitarra acustica), che, partendo dall’ultima cena di Gesù, ci accompagna sino alla resurrezione, ultimo atto del disco. Il racconto si snoda attraverso strutture che guardano al progressive, forgiato con un’attitudine metal insita nei protagonisti del gruppo, aspetti che ritroviamo in brani davvero ottimi come Way of the cross, Death o Flagellation. Bel ritorno per la coppia Cucchiarini – Marra, che in parte riprende l’anima Run After To per calarla in un contesto attuale, e un plauso va anche a Gianni Della Cioppa, che con la sua etichetta continua a dare spazio a tante realtà dell’italico underground. (Luigi Cattaneo)

Album Teaser



domenica 23 febbraio 2025

MATTEO PAGGI, Words (2024)

 

Il jazz italiano, spesso foriero di sorprese e novità, rappresentato non solo dai decani della scena, ma anche da produzioni meno conosciute ai più, è attivissimo serbatoio di talenti dalla grande personalità. È il caso del trombonista Matteo Paggi e del suo Words, un lavoro audace, nato dalla collaborazione con Lara Perillo (flauto), Irene Piazza (violino), Anja Gottberg (contrabbasso) e Anton Sconosciuto (batteria). Un interplay cercato tra le pieghe di un album miscellanea di soluzioni, come viene ampiamente dimostrato nella parte centrale dell’opera (Dreaming of Fossaverde/Speaking of Fossaverde/Fossaverde), in cui la free form detta l’andatura di trame spigolose, libere, multiformi. Stati espressivi che si susseguono seguendo un principio di astrazione che è traino di un disco dall’andatura filmica, in cui i coinvolti cercano il loro spazio d’azione seguendo le indicazioni di Paggi, guida di un progetto nato in Olanda, dove il quintetto ha registrato Words in una session giornaliera nel maggio del 2022. Completano il ricco quadro La gente in discoteca nel futuro, che introduce alla visione di Paggi, Morire con la sabbia tra le dita, in cui troviamo l’ottima Mona Creisson al violino, e la lunga e sperimentale Mountain, che in 14 minuti definisce tutte le caratteristiche dell’arte del trombonista. (Luigi Cattaneo)

Morire con la sabbia tra le dita (Video)



sabato 22 febbraio 2025

MAGAZE, 45 Byte (2024)

 

Esordio per i Magaze (Luca Di Piramo chitarra, voce, Daniele Martore chitarra, voce, Marco Rusignuolo basso, Elias Giannelli batteria), che con 45 Byte, pubblicato da Grandine Records, fanno il loro debutto raccontando, senza paura, realtà crude e attuali, come l’invadenza della tecnologia, l’apatia e l’isolamento che colpisce l’uomo contemporaneo. Il quartetto, in mezz’ora circa, sprigiona un’energia sì viscerale ma anche controllata da un songwriting attento alle sfumature, tra noise e post punk, tra bordate grevi e parti più atmosferiche e cupe. L’aver inserito in un contesto piuttosto oscuro e pesante frangenti maggiormente riflessivi risulta scelta oculata, perché quegli stessi passaggi finiscono per risaltare il lato più serrato della proposta, in un connubio di intenzioni che anima un primo passo decisamente interessante. La produzione affidata a Giulio Ragno Favero è la classica ciliegina sulla torta. (Luigi Cattaneo)

Danny (Video)



mercoledì 19 febbraio 2025

CANTINA SOCIALE, Astraforismi (2024)

 

Ci eravamo già occupati del precedente e ottimo Caosfera, ed è un piacere ritrovare così in forma i Cantina Sociale, band attiva da quasi 20 anni che con Astraforismi arriva alla quarta pubblicazione. Ci troviamo di nuovo dinnanzi ad un lavoro strumentale, perfettamente suonato da Rosalba Gentile (piano, tastiere), Elio Sesia (chitarra), Marina Gentile (chitarra), Filippo Piccinetti (basso) e Massimiliano Monteleone (batteria), musicisti esperti coadiuvati da Beppe Crovella degli Arti e Mestieri alla direzione artistica. Gli otto brani presenti mostrano l’arte variopinta del quintetto, che si muove con eleganza e sicurezza massima all’interno di un lavoro dove ogni brano viene rappresentato nel booklet da un breve aforisma astratto creato da Antonio Catalano. Cura per il songwriting e libertà compositiva trovano spazio in un album immaginifico e carico di suggestioni, che evoca sì il periodo d’oro di P.F.M. e Goblin ma mantiene l’innato spirito di ricerca di una propria riconoscibilità. (Luigi Cattaneo)

Album Promo



sabato 15 febbraio 2025

STORMWOLF, Voyager (2024)

 

Assenti dal 2018, anno dell’esordio Howling wrath, i liguri Stormwolf si riaffacciano sulla scena hard & heavy nazionale con un doppio album dall’elegante digipack e con una formazione rinnovata che prevede oltre al leader Francesco Natale (chitarra), le new entry Irene Manca (voce) e Davide Scatassi (basso), oltre che Dave Passarelli (chitarra) e Tiziana Cotella (batteria), entrambi già presenti nel debutto. Il tempo passato ha affinato la scrittura della band (soprattutto di Natale, autore quasi unico dei brani), che risulta anche più coesa, con trame sempre legate al classico heavy metal di Warlock e Loudness ma con punte prog niente affatto disprezzabili e un generale interplay tra le parti maggiormente fluido e, di conseguenza, coinvolgente. Band quindi più matura rispetto al primo album, complice anche una produzione migliorata, basti ascoltare pezzi come Lepanto, 7th October 1571, Dark shadows o Fury – Let’s go Brandon, per accorgersi del balzo compositivo effettuato. Completa Voyager un secondo disco di cover, una mezz’ora che diviene tributo a band come Iron Maiden, Accept e Rose Tatoo, influenze omaggiate con gusto dal quintetto. (Luigi Cattaneo)

Dark shadows (Video)



venerdì 14 febbraio 2025

TACET, TACET, TACET, Fickle (2025)

 


Mi ero occupato del primo lavoro del progetto Tacet Tacet Tacet di Francesco Zedde una decina di anni fa, proprio dalle pagine del blog, ed è un piacere ritrovarlo ora con Fickle (in mezzo due ep, un full, collaborazioni con artisti come Mark Stewart del Pop Group e Lili Refrain ma anche esibizioni live a nome Tonto e Lampredonto, altre due interessanti creature del marchigiano). Drone, ambient, elettronica e suoni concreti alimentano passaggi di grande pathos, nati dalla sapiente manipolazione fatta da Zedde di materiale prevalentemente strumentale, lavorati e trasformati con creatività e spirito innovativo. Nel disco ritroviamo quindi non solo lo sperimentalismo di John Cage ma anche le atmosfere care a Òlafur Arnalds, lo spettro del Ben Frost più malinconico e l’eco delle prime produzioni targate Mùm, aspetti che emergono in Dissimulation, inquietante e oscura, Pertinence, tra beat elettronici e suoni di chitarra processati, e Welter, maggiormente rilassata e serena. Non sono affatto da meno Gamble, con le sue ritmiche compatte, Unfocus, ammaliante nel suo teso crescendo, e la conclusiva Recurrence, lunga traccia davvero suggestiva e ipnotica, perfetto epitaffio di un album che troverà più di un estimatore tra gli amanti dell’elettronica. (Luigi Cattaneo)

mercoledì 5 febbraio 2025

ODESSA, Stazione Getsemani XXV (2024)

 


Inaspettato ritorno sul mercato per gli Odessa, sorprendente per la scelta di lavorare sullo storico esordio del 1999 (uscito per Mellow Records e ormai da tempo esaurito), qui riproposto in una veste inedita e decisamente efficace. La band si è quindi confrontata con un piccolo classico del progressive italiano anni ’90, forti di una maggiore maturità, che li ha portati a ricreare l’opera con nuovi suoni e fresche intuizioni. È tutto questo difatti Stazione Getsemani XXV, uscito nel 2024 per Lizard Records, un album che rispetta la versione originale, giustamente, ma che qui si carica di vitale dinamicità, in un collegamento tra epoche mai semplice da attuare. Lorenzo Giovagnoli, anima della band, confeziona una grande prestazione alle tastiere e alla voce, tecnicamente ineccepibile ma anche misurato e caldo laddove ce ne sia bisogno, così come meritorio è il lavoro di Giulio Vampa, chitarrista che sa essere ora più elegante, ora maggiormente robusto. Non sono da meno Valerio De Angelis al basso e Marco Fabbri alla batteria (noto per la sua militanza nel progetto The Watch), che formano una sezione ritmica corposa e fantasiosa, oltre che Gianluca Milanese al flauto traverso (già membro di un'atra band da riscoprire, gli Aria Palea), un musicista raffinato ed espressivo, che ha impreziosito con i suoi interventi il disco. Ha perfettamente ragione Marina Montobbio, ideatrice di questa riedizione, che nelle note del booklet ricorda come la Bellezza sia immortale, unica cosa che può salvarci anche attraverso l’orrore dei nostri giorni. (Luigi Cattaneo)


lunedì 3 febbraio 2025

CRY BABY, Under cover of night (2024)

 


Particolare lavoro targato Cry Baby, progetto che vede coinvolti Sabrina Meyer (voce, basso), Alberto Popolla (basso, chitarra, clarinetto) e Ferdinando Faraò (batteria), trio che sotto l’egida della Filibusta Records ha pubblicato nel 2024 Under cover of night. L’intricato lavoro ritmico sostiene per tutta la durata dell’album le evoluzioni vocali della Meyer, a tratti davvero fenomenale, un connubio che porta a intersecare visioni psichedeliche con movimenti folk, partiture in odore di R.I.O. che sposano tangenti jazz, il tutto legato insieme da una certa dose di azzardo, che conduce ad un caleidoscopio di suoni mai definitivo. Le eleganti suggestioni di cui è intriso il disco rimandano ad un immaginario brumoso, fosco, in cui l’utilizzo del doppio basso rileva la materia cupa di cui si ciba l’opera, che sa essere sperimentale ma non ripiegata su sé stessa, scevra di canoni stabiliti su cui adagiarsi, quanto più libera da steccati di sorta. La sperimentazione del terzetto non è mai autocelebrativa o criptica, è calata all’interno di brani scritti, dove vi è un messaggio di fondo che arriva all’ascoltatore e sa affascinare, come avviene sin dalle iniziali note di Run, ma non fanno difetto neppure brani come Catholic Architecture (di Robert Wyatt), Black is the color (un traditional della regione dei monti Appalachi) o Winter, ottimi episodi di un esordio intenso e coraggioso. (Luigi Cattaneo)


domenica 2 febbraio 2025

BELEDO, Flotando en el vacio (2024)

 

Splendido ritorno per Beledo (ancora per Moonjune Records), polistrumentista uruguaiano che firma con Flotando en el vacio il suo nono lavoro da solista. Impegnato alla chitarra (elettrica e spagnola), al piano e al violino, Beledo trova in Jorge Pardo (flauto, sax), Carles Benavent (basso) e Asaf Sirkis (batteria) dei partners affidabili e di grande spessore artistico, riuniti attorno a La Casa Murada, studio in cui si stanno svolgendo tante registrazioni dell’etichetta di Leonardo Pavkovic. La musica del sudamericano è intrisa di fusion progressiva e jazz rock, e non fa eccezione questo ultimo album, perfetto per gli amanti di Return to Forever, Soft Machine e Allan Holdsworth. Si sviluppano partendo da queste solide basi le intuizioni di Flotando en el vacio, ad iniziare da Djelem Djelem, un traditional che diviene personale omaggio ai nativi della Yugoslavia e alla musica gitana, così come un tributo ai Siddhartha, band in cui suonava Beledo tra i ’70 e gli ’80, è la sontuosa title track. Rauleando, in cui troviamo le tastiere di Gary Husband, è ispirata ad un maestro del tango, il bandoneonista Raul Jaurena, mentre le percussioni di Ramòn Echegaray colorano Candombesque, altro validissimo episodio dell’opera. Ritroviamo Husband anche nelle ottime De tardecita e Es prohibeix blasfemar, che non fanno altro che confermare la qualità di uno dei migliori dischi del musicista sudamericano. (Luigi Cattaneo)

From within (Video)



giovedì 23 gennaio 2025

NIGHTBLAZE, Nightblaze (2024)

 

Uscito nel 2024, l’omonimo album dei Nightblaze è l’esordio della band formata da Dario Grillo (chitarra, tastiere, già mente dietro il progetto Platens, di cui abbiamo parlato in occasione dell’uscita dell’ottimo Of poetry and silence mastery, e Violet Sun). Con lui in questa nuova avventura troviamo Damiano Libianchi (ex Perfect View) alla voce, Alex Grillo (Platens, Violet Sun, Verdemela) alla batteria e Federica Raschellà (Steel Tyrant, Evil Eyes) al basso. Le coordinate di questo debutto guardano all’AOR più classico, quello degli anni ’80, con qualche trama maggiormente hard rock, un connubio che chiaramente già si conosce, qui declinato con mestiere, professionalità e soprattutto grande cultura, elementi che delineano una scrittura solida e vivace, immortalata in brani senza difetti come Take on me, You’re gone e Sudden blast. Tutto lascia trapelare l’amore per quelle atmosfere ottantiane, dalla scelta dei suoni all’artwork, con l’Atomic Stuff casa promozionale perfetta per trovarsi a proprio agio, come è successo ad altre realtà italiane attuali (Wheels of fire, Room Experience o Night Pleasure Hotel, giusto per citare qualche band da riscoprire in campo AOR). (Luigi Cattaneo)

Tell me (Video)



martedì 21 gennaio 2025

CLAUDIO FASOLI NEXT 4ET, Hasard (2024)

 

Terzo album in poco più di due anni per Claudio Fasoli NEXt 4et, che con Hasard (ancora pubblicato da abeat) conferma lo spirito e la visione di cui sono intrisi i suoi ultimi ottimi lavori. Il sassofonista veneziano non è però autore lineare e anche stavolta trova il modo di proporre trame fantasiose e creative, coadiuvato da Simone Massaron (chitarra, elettronica), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Stefano Grasso (batteria), bravissimi nello sviluppare con fluidità e intelligenza idee sempre personali. D’altronde avere un punto di vista proprio è caratteristica dell’intera carriera di Fasoli, oltre 50 anni condivisi con musicisti di differente estrazione, ma con il denominatore comune del coraggio. Aspetto che gioca un ruolo chiave pure in Hasard, dove anfratti elettroacustici e pulsioni jazz rock incontrano soluzioni atmosferiche portatrici di spettri inquieti, come la porta socchiusa dell’artwork, una foto di Claudio, che suggerisce, cela, non mostra cosa ci possa essere oltre. Il passato come spinta per nuove contaminazioni, essenziali ed eleganti, un’estetica precisa in cui si muovono silenzi e profonde scosse, un principio di intermittenza gestito all’interno di uno spazio dove ogni cosa ha la propria funzionalità comunicativa. Hasard è l’ennesima dimostrazione di costanza di un Maestro capace sempre di suscitare sentimenti in chi ascolta, oltre che prospettare nuovi capitoli di una ricerca non ancora giunta alla sua conclusione. (Luigi Cattaneo)

Rit (Video)



sabato 18 gennaio 2025

LUCA & THE TAUTOLOGISTS, Suddenly Last Summer The Complete Nitön Lab Session (2024)

 


Curiosa doppia uscita per il progetto Luca & The Tautologists, che, dopo l’esordio Paris Airport ’77 del 2023, pubblica questo Suddenly Last Summer The Complete Nitön Lab Session e Poetry in the Mean-Time (di cui parleremo prossimamente). L’edizione in CD consta di 4 brani e 2 bonus, poco meno di 30 minuti ricchi e corposi, in cui Luca Crippa (voce, chitarra) viene accompagnato da Paolo Roscio (basso) e Deneb Bucella (batteria). È proprio il bassista a suggerire di registrare al Nitön Lab di Varese alcuni brani che sarebbero dovuti finire su un lavoro programmato per il 2025. Da qui nasce l’idea di sviluppare due dischi in differenti studi, con l’ep in questione che si avvale anche delle collaborazioni di Francesca Paduano (voce) e Luca Xelius Martegani (tastiere, elettronica), che ha mixato e masterizzato il prodotto insieme a Enrico Mangione. L’elegante e notturna vena folk di Luca incontra traiettorie alternative, tra Bruce Cockburn e Wilco, aspetti che dipingono brani come Mistery … the greatest, Indian Breeze e At the movies, raffinati ed evocativi. Piccola chicca di una discografia breve ma già molto curata, tre album in poco più di 1 anno e la sensazione di un progetto in decisa crescita. (Luigi Cattaneo)

giovedì 16 gennaio 2025

IFSOUNDS, MMXX (2023)

 

Ottimo ritorno per gli abruzzesi Ifsounds, band di cui abbiamo già parlato in occasione di Reset e An Gorta Mor, e che ritroviamo in grande forma con l’ultimo MMXX, uscito nel 2023 per Melodic Revolution Records. Si tratta di uno dei lavori più ambiziosi del sestetto formato da Lino Giugliano (tastiere), Dario Lastella (chitarra, basso, synth), Lino Mesina (batteria), Italo Miscione (basso), Runal (voce) e Ilaria Carlucci (voce), autori di una settima prova in studio (ma c’è anche un ep, Unusual roots, del 2011) che risulta essere la punta di diamante, insieme al precedente, di una storia iniziata nei ‘90 (seppure l’esordio a nome If, mantenuto anche per il successivo album, è del 2006). In questi anni la band ha toccato diversi generi, ha sì sempre guardato al progressive ma con uno sguardo per nulla nostalgico, seppure la suite iniziale di questo disco è il vero e proprio fiore all’occhiello dell’album, 24 minuti di magia e pathos, in un crescendo di suggestioni e lirismo davvero riuscito, che rimanda sia ad Apeirophobia del 2010, notevole episodio presente sull’omonimo, sia alla lunga title track di An Gorta Mor. L’impegno nella fase di songwriting e le tante idee profuse in MMXX sono il veicolo del pensiero da cui è nata l’opera, ossia il generale senso di smarrimento dell’uomo nell’epoca attuale, narrato attraverso un lavoro corale che risalta i concetti posti, tra prog, psichedelia e rock, una fusione che trova la propria amalgama all’interno di brani sempre più maturi, complessi e raffinati. (Luigi Cattaneo)

MMXX (Video)



mercoledì 8 gennaio 2025

ANÈDONE, Io o il mondo (2024)

 


Ritorno tutt’altro che scontato per il progetto di Francesco Martinello, Io o il mondo, nuovo album targato Anèdone, è infatti un racconto dove si palesano elementi di innovazione rispetto al percorso sin qui intrapreso. Poesia e intuizioni sonore vanno a braccetto e contraddistinguono un lavoro raffinato e di grande impatto emotivo, un concept in tre parti figlio di ricerca e cura del dettaglio, che fanno di quest’opera proposta compiuta e copiosa di suggestioni. I tanti frangenti strumentali suggeriscono gli umori e le sensazioni con cui si è approcciato Francesco verso le trame esposte, sviluppate grazie ad un saggio uso della materia elettronica, atta a disegnare scenari psichedelici e ambient. Il violoncello di Alice Micol Moro e il sax di Max Tarantino creano la giusta atmosfera nella splendida Un uomo alla finestra (divisa in due sezioni), le liriche di Oscillazioni omaggiano il drammaturgo tedesco Heiner Müller, la lunga Memories in August_A dinner risulta affascinante e misteriosa, mentre Afronauta è ispirata alle vicende di Mandla Maseko, aviatore africano morto nel 2019, poco tempo prima di diventare il primo astronauta di colore ad andare nello spazio. Martinello conferma la capacità di donare al suo cantautorato espressioni differenti e variegate, ora più cupe, ora più sospese, ma sempre fortemente malinconiche e vellutate. (Luigi Cattaneo)

martedì 7 gennaio 2025

SKW, Reversal (sinolo 2024)

Reversal è il nuovo singolo degli SKW, un brano che esplora il tormento di chi si sente imprigionato in un mondo di falsità. È il racconto di un’anima in lotta per superare i propri limiti senza tradire i propri valori, animata dal desiderio di migliorarsi. Il pezzo si pone come un inno alla determinazione, alla speranza, e alla volontà di non abbandonare mai i propri sogni, invitando a combattere per realizzarli.

Il videoclip che accompagna Reversal, realizzato in collaborazione con VIVAFX, si tinge di atmosfere horror, amplificando l’intensità e la profondità emotiva del brano, che con le sue sonorità industrial-alternative risulta adatto agli amanti del Reverendo Manson.

Guarda il videoclip di Reversal qui https://www.youtube.com/watch?v=2SIKEXSH8vU&ab_channel=officialskw

Ascolta Reversal qui: Youtube - Spotify - YouTube Music - Apple Music - Deezer - Amazon


Gli SKW sono una delle realtà più longeve e affermate del panorama rock/metal italiano. La band nasce a Milano nel 1989 con il nome Skywalker, per poi adottare l’attuale denominazione nel 1998. La formazione stabile dal 1996 include Marco Laratro (voce), Simone Anaclerio (chitarra), Mirko Voltan (basso) e Giancarlo Piras (batteria). La loro storia è costellata da successi e collaborazioni prestigiose: dal debutto con il demo-tape del 1992 fino alla svolta internazionale con l’album Techno-Logical del 1998, distribuito in tutto il mondo da Adrenaline Records. Il gruppo ha calcato palchi di rilievo, suonando al fianco di artisti del calibro di Soulfly, Amorphis e Jason Newsted dei Metallica. Il sound degli SKW evolve nel tempo, integrando aggressività e melodia, con una costante tensione verso l’innovazione musicale. Ogni album, da Connection (2000) ad Alter Ego (2005) fino a Signs (2014), ha rappresentato un passo avanti nella maturità artistica della band. Nel 2021, dopo anni di tournée internazionali, gli SKW tornano in studio sotto la guida del produttore Frank Andiver. Tra il 2022 e il 2023 pubblicano una serie di singoli di successo, tra cui Mindset, Inside Out con la partecipazione di Alteria, e la cover del classico anni '80 Face to Face, Heart to Heart. Il 2024 segna un momento cruciale per la band con l’uscita dell’album Humans, edito da Sorry Mom/Be Next Music e distribuito da Universal Music. Da questo progetto, che conferma la loro identità potente e versatile, sono stati tratti diversi singoli e videoclip, tra cui il recente Voice Of Fear e l’ultima potente release, Reversal. Con oltre tre decenni di carriera, gli SKW continuano a dimostrare che la loro musica non conosce confini, portando la loro energia e creatività sui palchi di tutto il mondo.

SIGN IN BLOOD, Stoned (singolo 2024)

Stoned,il nuovo brano dei Sign in Blood, esplora con intensità il tema del tradimento e della perdita, dando voce a un narratore intrappolato tra il senso di colpa e il desiderio di redenzione. Il testo riflette una profonda introspezione: l’autore si confronta con il dolore causato a un’altra persona, riconoscendo le proprie colpe e il peso delle proprie azioni.

L’angoscia interiore e la ricerca di significato emergono come temi centrali, dipingendo un percorso di lotta e autoconsapevolezza. Tra rimorso e tormento, il narratore cerca disperatamente il perdono e la liberazione dalla colpa, anelando pace e guarigione.

Con strofe thrash metal e rallentamenti hard'n'heavy nel chorus e nel bridge, Stoned è un viaggio emotivo attraverso il dolore, il rimpianto e il desiderio di rinascita, capace di toccare corde profonde e universali. Una testimonianza potente del conflitto interiore e della speranza di redenzione. 



Ascolta Stoned su Youtube qui https://www.youtube.com/watch?v=6s4TTnZZoTM&list=OLAK5uy_nG2bcdBXLzOK9EvYbSbjE4KI-Ob3-APr8&ab_channel=SignInBlood-Topic

Oppure sulla tua piattaforma preferita qui https://orcd.co/signinblood-stoned

I Sign In Blood, SIB per gli amici, nascono nel 2021 a Roma dalle ceneri dei Nightkill e dalle idee di Marco (chitarra), Cino (basso), Filippo (batteria).

Durante la pandemia entra Max alla voce e iniziano a scrivere e registrare i primi brani. I SIB iniziano ad avere un’identità delineata e uno stile inconfondibile, il loro heavy metal ha forti influenze thrash con sfumature anni 90.

Dopo anni di assestamento con diversi cambi nella line up, trovano la formazione completa con Frappa alla batteria, Quattro al basso e Alex alla chitarra.

All'inizio del 2023 si chiudono al 16th Cellar Studio per registrare il loro primo EP Feed the Monster che vede la luce a settembre 2023 e ad aprile 2024 firmano per la label Sorry Mom!, con cui escono i singoliThrough the deep Night e Stoned.


domenica 29 dicembre 2024

AIRPORTMAN, Ed è subito autunno (2024)

 


Nuovo lavoro targato Airportman, progetto da sempre artefice di un sound a cavallo tra soundtrack, post, psichedelia e ambient, elementi che in parte ritroviamo anche in questo Ed è subito autunno, un album fortemente malinconico e suggestivo, caratteristiche che spesso hanno caratterizzato i dischi della band. La differenza rispetto ad altre uscite è che ci troviamo fondamentalmente dinnanzi ad un’opera concepita da Giovanni Risso e Marco Lamberti con le loro chitarre, un dialogo tra i musicisti volutamente senza sovraincisioni, talvolta scarno, sintetico, ma estremamente spiccio e diretto. L’approccio maggiormente asciutto rispetto a produzioni del passato non è però un’aggravante, quanto l’ennesima manifestazione di come Airportman concepisca l’arte, senza barriere, senza filtri, senza recinti, una dimensione di assoluta libertà comunicativa, sospinta da un’etichetta, la Lizard Records di Loris Furlan, da sempre in prima linea per il nostrano (e non solo) underground. (Luigi Cattaneo)

lunedì 23 dicembre 2024

ANDREA ZACCHIA, HBPM (2024)

 


Primo lavoro solista per l’ex chitarrista dei Bridgend Andrea Zacchia, qui in trio jazz con Angelo Cultreri all’Hammond e Maurizio De Angelis alla batteria. Curioso il titolo del disco, HBPM, acronimo di High Beat Per Minute ma anche tributo all’Hard Bop e a Pat Martino, influenze che emergono nette lungo l’ascolto dell’album, assolutamente gradevole in tutta la sua durata. Non ci sono tracce della band di cui ha fatto parte per diversi anni Zacchia, quindi nessuna trama post rock o progressiva tra le pagine di HBPM, una scelta netta spiegata con cura da Andrea stesso. L’idea dell’album nasce nel 2023, dopo un anno di intensa attività live del mio Hammond Trio, un progetto dedicato principalmente a Montgomery in occasione del centenario della sua nascita. Con Cultreri e De Angelis abbiamo trascorso molto tempo insieme cercando un sound che fosse energico come quello degli organ trio di Montgomery e Martino e i quattro brani inediti del disco sono frutto di quel lavoro di ricerca. Oltre agli inediti contiene quattro brani standard, che rappresentano altrettanti importanti momenti musicali della mia vita che volevo fissare in questo disco come una fotografia. Si sviluppano così omaggi come The days of wine and roses di Henry Mancini e How insensitive di Jobim, ma anche composizioni originali come The ambush, che si muove agile tra swing e bossanova e Giordano’s Blues, classica ma coinvolgente. Send in the clowns di Stephen Sondheim, tratta dal musical A little night music, qui arrangiata per chitarra, è la piacevole chiusura di un esordio ricco di suggestioni. (Luigi Cattaneo)


mercoledì 18 dicembre 2024

BUTTERFLY, Hit (2024)

 


Notevole lavoro in trio quello dei Butterfly (Bruno Marinucci chitarra, Pierpaolo Ranieri basso, Marco Rovinelli batteria), che fondono in Hit jazz rock, psichedelia e post, un crossover intelligente, tenuto insieme dall’utilizzo lieve ma incisivo dell’elettronica. I sette brani presenti nel disco scorrono via e colpiscono per personalità e idee, ma d’altronde ci troviamo dinnanzi a musicisti esperti e dal grande bagaglio tecnico, capaci di gestire le varie influenze senza perdercisi dentro. La forza che emana questa terza uscita strumentale trova in brani come Artemisio o Petricore lo sbocco naturale su cui si muove con grande naturalezza la band, che ha saputo creare uno spartito sì complesso ma fruibile, strutturato ma non ripiegato su sé stesso, quanto più comunicativo e dal brillante piglio. Balzo in avanti e maturazione definitiva per un progetto davvero interessante e curioso. (Luigi Cattaneo)


martedì 17 dicembre 2024

B.I.T. DUO, Puccini, my love (2024)

 


Arriva al terzo disco il B.I.T. duo (Manuela Pasqui al piano e Danielle Di Majo al sax), che con Puccini, my love, si cimenta nella rilettura di alcuni passaggi che hanno segnato la vita del celebre compositore nativo di Lucca. Oltre agli omaggi celebri, il duo ha scritto anche alcuni brani di proprio pugno, rimarcando la vena jazz del progetto, che sposa, con armonia, arie d’opera di Puccini. O mio Babbino caro, Mi chiamano Mimì o In quelle trine morbide sono momenti altamente suggestivi ed eleganti di un album intriso di melodie indimenticabili, in cui le due interpreti si sono cimentate in maniera coraggiosa e brillante. I temi vengono quindi esposti in modo personale ma sempre tenendo in grande considerazione l’arte del Maestro toscano, con diverse elaborazioni che donano una certa consistenza all’insieme proposto. La prospettiva di poter lavorare su altre immortali pagine dei tanti compositori italiani che hanno segnato l’opera mondiale, potrebbe essere la base da cui partire per sviluppare ulteriori tributi alla nostra tradizione classica. (Luigi Cattaneo)