mercoledì 18 novembre 2015

EMPTY TREMOR, Slice of live (2015)


Attivi dal lontano 1993, tornano gli Empty Tremor, band da sempre dedita ad un prog metal di buona caratura tecnica, ampiamente melodico e in parte ispirato alla lezione dei Dream Theater di Images and words e Awake. Le ingenuità iniziali hanno ben presto lasciato il campo a dischi sempre più curati, sino ad Iridium del 2010, un album che vedeva la dipartita del bravissimo tastierista Daniele Liverani ma confermava e se possibile accentuava ancor di più la classe e il calore dell’ensemble. Arriva ora questo Slice of live, resoconto di una splendida serata svoltasi all’Arena di Mezzano il 2 agosto del 2013 proprio per celebrare il ventennale della nascita del gruppo. Le esecuzioni sono acustiche e delicate, sia quando si tratta di gradevoli ballate (Lost in the past, Slice of life) che di pezzi maggiormente strutturati (Warm embrace), mostrando come si possano abbinare virtuosismi e feeling anche in un genere dove non sempre si assistono ad operazioni di questo tipo.  L’interplay tra i musicisti è ottimo (Giò De Luigi alla voce, Christian Tombetti alla chitarra, Dennis Randi al basso, Stefano Ruzzi alla batteria, Marco Guerrini alla chitarra e Marco Scott Gilardi alle tastiere), soprattutto le splendide melodie create da Tombetti e Guerrini, così come colpiscono le partiture di Gilardi ma è tutto il live con i suoi arrangiamenti raffinati ad essere evocativo e sognante senza essere melenso. Buonissima anche l’idea di omaggiare tutta la discografia, anche se tanto spazio viene giustamente dato a quei brani che meglio si prestano all’esecuzione acustica. Ciò contribuisce ad aumentare il clima passionale ed emozionale, aspetto che ritroviamo in momenti interessanti come Star o I found you, pezzi che ho apprezzato molto di più della cover Another day dei Dream Theater, che forse poco aggiunge alla suggestiva scaletta proposta. Gli Empty Tremor dimostrano con Slice of live di avere gusto e fantasia anche muovendosi in acustico, cosa tutt’altro che scontata viste le differenze con l’ambito elettrico in cui si muovono solitamente. Le perplessità iniziali che può anche suscitare una scelta del genere sono spazzate via da un lavoro certosino sulle dinamiche e sui suoni, che risultano brillanti e caldi, confermando il gruppo tra le più solide realtà del progressive metal nostrano. (Luigi Cattaneo)

The ballad of life (Video)

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