lunedì 28 giugno 2021

THE ROME PRO(G)JECT, IV BEATEN PATHS DIFFERENT WAYS (2020)

 


Quarta uscita per Vincenzo Ricca e il suo progetto The Rome Pro(g)ject, ensemble allargato che si muove lungo le coordinate tracciate dal tastierista, che riesce ogni volta a coinvolgere personaggi significativi del progressive mondiale. Chi non conosce la musica di Ricca deve assolutamente recuperare i tre dischi precedenti, tutti validissimi esempi di prog sinfonico debitore dei nomi storici del genere, album che vengono omaggiati nel nuovo IV Beaten Paths Different Ways, dove Vincenzo rivisita alcuni brani già editi (i nuovi sono solo 3). All’interno dei pezzi la sezione ritmica spesso muta (quella formata da Roberto Vitelli degli Ellesmere al basso e Daniele Pomo dei RanestRane alla batteria è la più presente), così come la formazione, adeguata al mood che si sviluppa traccia dopo traccia. È così che troviamo la chitarra sempre elegante di Steve Hackett in All roads lead to Rome o Vertical illusion, Bernardo Lanzetti alla voce nella bellissima Beaten paths e il compianto Francesco Di Giacomo nella narrazione di April 21st 753 B.C., dove il basso è affidato all’ottimo Frank Carducci. Caracalla’s dream è un sognante momento che si sviluppa sull’interplay tra il basso di Richard Sinclair e il flauto di Jerry Cutillo degli O.A.K., mentre Reflections vede impegnati John Hackett al flauto e Mauro Montobbio dei Narrow Pass alla chitarra, prima dell’apparizione di David Jackson in A mankind heritage e del basso di uno straordinario Billy Sherwood (anche alla batteria) in S.P.Q.R. Non contento di tanta grazia, il calabrese coinvolge David Cross al violino in The oracle e 476 A.C. (song for Wetton), oltre che Nick Magnus al piano e alle tastiere nel breve sinfonismo di Proemium, chiusura che ci consegna l’ennesimo lavoro carico di pathos e suggestioni. (Luigi Cattaneo)

Nessun commento:

Posta un commento