Oggi recuperiamo il
secondo (e per ora ultimo) lavoro del progetto Beauty is the distance, trio
formato da Dave Newhouse (sax, clarinetto, tastiere), Luciano Margorani
(chitarra, rumori, membro storico di La1919, nonché Il muro del suono) e
Federico Zenoni (batteria, oggetti, anche lui con i La1919), registrato tra il
2017 e il 2018 tra Milano e gli Stati Uniti. Le tre lunghe trame formano una
suite in parte improvvisata, continuando nella direzione tracciata dal
precedente album, seppure lo fa in maniera più fluida, con un maggior numero di
sfumature al proprio interno, che rendono l’ascolto sì complesso, ma anche
molto interessante. L’avanguardia sperimentale dell’esordio è quindi ancora
presente, segno distintivo di una band dove i coinvolti sanno come muoversi all’interno
di certi confini strumentali, fatti di sensazioni e umori variegati, oscuri passaggi
e pulsioni notturne jazzate, filtro e collante di un album da ascoltare senza
preconcetti e steccati. (Luigi Cattaneo)
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