Uscito nel 2023, Here
to stay rappresentava l’ottimo ritorno di Ron Coolen (insieme a Keith St
John), dopo Rise di tre anni prima (recuperatelo!), un album che
confermava la natura del progetto del multistrumentista, che si divide tra chitarra,
basso, batteria e tastiere), coadiuvato ancora una volta da una nutrita serie
di ospiti. Confermata la presenza di St John (voce di Montrose, Lynch Mob, Burning
Rain e Kingdome Come), questa volta autore insieme all’olandese, l’album vede
alternarsi una serie di chitarristi straordinari, sin dall’iniziale Heavy
Metal till I’m dead, dove troviamo Joey Concepcion (Dark Tranquillity),
programmatica dell’indirizzo del disco. Christopher Amott (Arch Enemy, Dark
Tranquillity) fa invece la sua comparsa in You’re just a a bad dream,
prima che irrompano Timo Somers (Supersonic Revolution, Ayreon, Delain) in Jaded
eyes e Gus G. (Firewind, Ozzy Osbourne) nelle classicheggianti Saints
and sinners e Firebird. Accattivante lo sviluppo di 90 shades to
hell, nonché il solo di Per Nilsson (Scar Simmetry, Meshuggah), mentre in Sin
city 23 appare l’elegante verve di George Lynch (Dokken, Lynch Mob). Il doppio
solo di Reprise, ad opera di Somers e Satchel (Steel Panther), chiude un
lavoro a tratti esaltante, perfetto per chi ama certe sonorità hard & heavy
intrise di anni ’80. (Luigi Cattaneo)
Nessun commento:
Posta un commento