mercoledì 17 luglio 2013

HOSTSONATEN, The Rime of Ancient Mariner Part I (2012)


L’infaticabile Fabio Zuffanti mette a segno l’ennesimo colpo d’autore della sua lunga discografia e dopo la prova da solista e il progetto L’ombra della sera (recuperatelo!) timbra questo The Rime of ancient mariner Chapter One a nome Hostsonaten. Non che la band fosse ferma da molto, ma qui i genovesi si tuffano a capofitto nell’omonimo poema di Samuel Taylor Coleridge a cui peraltro avevano già dedicato i primi 2 album. Facile pensare al brano degli Iron Maiden presente in Powerslave ma qui ci troviamo di fronte ad una musica immaginifica, pensata per descrivere situazioni in maniera approfondita attraverso uno stile variegato in cui fanno capolino 4 voci diverse che caratterizzano l’attimo che il vecchio marinaio sta vivendo. Il prologo iniziale ci introduce nell’opera presentando i temi che andremo ad incontrare e ha il merito di calarci dentro le atmosfere che di volta in volta troveremo nel corso delle quattro parti che formano il disco. Si potrebbe dire che questo brano iniziale riassume alla grande le intenzioni della creatura zuffantiana e mette in mostra in maniera perentoria l’enorme qualità di musicisti come Luca Scherani (tastiere), Matteo Nahum (chitarra), Mau Di Tollo (batteria), Joanne Roan (flauto), Sylvia Trabucco (flauto). Chiaro che a sentire certi nomi il pensiero corre veloce alla Maschera di Cera, soprattutto quando nella prima parte dell’album alla voce appare Alessandro Corvaglia, come al solito estremamente intenso ed espressivo. È forse il momento più sinfonico che ci viene proposto, grazie non solo alle tastiere di Scherani ma anche per il lavoro di cesello della Roan, entrambi bravi nel sostenere ottimamente la sofferenza del marinaio reo di aver ucciso l’albatros (un uccello marino) e di aver attirato la cattiva sorte sull’intero equipaggio. La seconda e terza parte presentano addirittura alcuni passaggi hard, complice anche la presenza di Davide Merletto dei Daedalus e Marco Dogliotti alla voce. Nel primo caso, dopo un iniziale stato di quiete, i suoni si fanno più graffianti e non vengono disdegnate soluzioni potenti, palpitanti in cui si incastra benissimo la voce di Merletto. Non che Dogliotti sia da meno e nella Part 3 si coglie il suo amore per Freddie Mercury, Ronnie James Dio e Ian Gillan, passione che conduce verso un suono che considerare hard prog non è un eresia! In un certo senso è un brano che stupisce viste le sonorità che avevano sempre caratterizzato il progetto Hostsonaten, anche se non mancano all’interno di questi 17 minuti momenti più meditativi in cui Scherani e Nahum risultano i più incisivi ed efficaci. Si cambia ancora registro nella parte conclusiva in cui fa capolino Simona Angioloni (già con Zuffanti negli Aries) insieme a Corvaglia, duo che ben si amalgama nelle raffinate atmosfere tracciate da melodie che hanno qualcosa di antico, di nostalgico e che si uniscono in maniera sorprendente e affascinante nel duetto finale che testimonia l’andamento epico del racconto. In attesa del secondo capitolo che vedrà la luce nel 2013 gustatevi l’ennesima perla di Zuffanti, artista che può piacere o meno ma che ha ormai raggiunto livelli di qualità e continuità davvero sorprendenti ed unici nel panorama nostrano. (Luigi Cattaneo)
The Rime of Ancient Mariner Part I (Video)
 
 



 

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