sabato 5 luglio 2014

RØSENKREÜTZ, Back to the Stars (2014)


Back to the Stars è un disco che parte da lontano. Da quegli anni ’90 che iniziarono a riportare piano piano a galla umori prog a dire il vero mai del tutto sopiti. Fabio Serra, polistrumentista e produttore, è il mastermind di un progetto pensato con Alex Brunori dei mai troppo celebrati Leviathan e naufragato in era pre-internet per la distanza tra i due (il primo veronese, il secondo romano). Ma il periodo positivo del progressive ha indotto qualche anno fa Serra a riportare a galla parte del materiale di vent’anni fa e a chiamare a sé Massimo Piubelli alla voce (cantante dei Methodica), Gianni Sabbioni al basso e Gianni Brunelli alla batteria. Fabio già in tempi non sospetti aveva avuto esperienze in ambito prog, dapprima con gli Arlequin, con cui incise un demo ad inizio anni ’80 e poi con gli Yellow Plastic Shoobedoo, una tribute band dei Genesis (in entrambe era presente Alberto Bonomi dei D.F.A.). Anche l’Andromeda Relix, non molto attiva in ambito progressive, inizia a dare spazio al genere e dopo il bel debut del Fauno di Marmo (recensito qualche mese fa su queste pagine), ecco questo ottimo esordio a nome Røsenkreütz. Serra recupera il tempo perduto passando in rassegna più di quarant’anni di prog, miscelato con una leggera dose di AOR, in un incontro virtuale tra Gentle Giant, Spock’s Beard, Shadow Gallery, Asia e Kansas, risultando credibile e soprattutto estremamente ispirato. C’è una bella dose di emotività e impatto tra le pieghe dell’album, già dall’iniziale Signals in the water, brano coinvolgente e dall’intenso finale, così come Sitting on the edge of heaven che presenta rimandi non solo al gigante gentile ma anche ai più attuali Haken, in cui spiccano Luca Nardon alle percussioni e soprattutto Gabriele Amadei al violino, veramente in linea con la carica del pezzo. È un inizio di grande valore, che evidenzia capacità tecniche e un feeling di notevole caratura, aspetto a volte meno rimarcato nei dischi prog e che qui invece appare essere punto di forza dell’intera proposta. Più vicina a canoni AOR è Conditioning, momento pieno di groove a cui partecipa al Chapman Stick una figura di spicco del progressive nostrano, Cristiano Roversi, membro di Moongarden e Mangala Vallis. Nothing More in You prevede uno splendido duetto tra Angela Merlin e Piubelli, in uno dei frangenti più sentiti tra quelli presenti, mentre Childish Reaction mostra nuovamente il lato Aor del gruppo, sempre suonato con grazia e vigore. I am the Walrus ripropone in chiave progressive un classico dei Beatles, prima della chiusura affidata alla lunga title track, una monumentale suite in cui ritroviamo tutti gli aspetti che contraddistinguono la musica della band, così vibrante e carica di pathos. Back to the Stars è un lavoro di grande livello e c’è solo da augurarsi che Serra possa avere l’opportunità di celebrarlo anche in sede live e di poter continuare questa nuova avventura, tenuta nel cassetto davvero troppi anni. (Luigi Cattaneo)

Al seguente link è possibile ascoltare Back to the Stars




   

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